31 dicembre 2007

Crescere (... per forza?)

Mi guardo intorno.
Di tanto in tanto rabbrividisco.
Non è il freddo (non solo).

Guardo i ragazzi della mia comitiva siciliana.
Sono bene o male miei coetanei.
Li sento poco a poco distanti, ogni mese che passa.

P. ha fatto il "pensierino di Natale" a tutte le ragazze del gruppo (comprese le fidanzate non presenti).
Come fa mia madre con le sue amiche.
Per il cenone di Capodanno "ognuno porta qualcosa".
Come fanno i miei genitori con i loro amici.
Per la notte di Capodanno "rischiamo" di rimanere chiusi in casa a fare il trenino... tutta la notte (che per noi significa fino alle 4 massimo).

Si parla di matrimoni.
Si parla di culle e passeggini.

Li ascolto e mi sento distante anni luce.
Ho 30 anni come loro, eppure...
Mi chiedo se sono l'unico ad essere rimasto "indietro".
Mi chiedo se è davvero questo che si intende per "crescere".
Mi chiedo come il mio essere gay potrà mai incastarsi con questa "normalità".
Immagino scenari futuri forse improbabili.
Mi chiedo se per essere dei loro devo essere come loro.
Mi chiedo cosa succederebbe se Paolo (come mi ha chiesto qualche ora fa) il prossimo capodanno lo passasse davvero in Sicilia.
Mi viene da ridere se penso ad uno di loro che presenta al proprio figlioletto l'"amico" di Alessandro.

Poi penso a Bologna e le paure si quietano.
Penso alla città che permette alle identità di essere flessibili.
Penso ad un mondo dove non esiste un'unica predeterminata via.
Guardo i miei coetanei (etero e gay) e li vedo più simili a me.
Capisco perchè la Sicilia non può più essere il luogo dove vivo.
Capisco infine veramente perchè riesco a chiamare "Casa" una terra aliena. Dove non sono nato. Dove non sono cresciuto.

Uno ad uno i segreti che separavano i due mondi (Sicilia e Bologna) sono caduti.
Eppure i due spazi sono ancora distanti.

Forse per me crescere non significa un velo da sposa e un passeggino.
Forse per me crescere è smettere di essere due persone in due luoghi.
Passo dopo passo.

22 dicembre 2007

Ladro di Libertà

"Non ci sarà nessun altro."
Mi guardi dritto negli occhi quando lo dici.
Mi aspetto che arrivi un "finchè".
Mi aspetto un "...finchè non incontrerò qualcuno che mi faccia rompere la promessa" o un "...finchè non capirò finalmente se ti amo oppure no."
Ma tu non dici niente altro.
"Non ci sarà nessun altro."
Così sembra quasi che non ci sarà nessun altro "mai".

"Non ci sarà nessun altro."
Lo dici con una punta di rabbia.
Neghi che sia rabbia.
Solo più tardi ho capito cos'era.
Era fatica.

Comincio a pensare che tu non volessi "veramente" incontrare un altro ragazzo.
Forse ti bastava sapere che questo poteva succedere.
Io con tenacia e spietato ho spezzato questo tuo senso di libertà.

Mi rendo conto adesso che non è la prima volta che lo faccio. Anche prima di te.
Solitamente mi lego a persone un pò isolate dal gruppo, libere di essere sole.
Poi arrivo io e dico:
"Eccomi.
Tu in fondo stai bene come stai. Hai trovato un tuo equilibrio.
Bene. Io arrivo per disordinare il tuo equilibrio. Vengo per farti avere pensieri che non hai mai pensato.
Creerò un legame, che tu lo voglia oppure no, e farò violenza alla tua placida solitudine.
Quando ti accorgerai della mia opera, sarà ormai tardi.
Nulla sarà al suo posto. Nulla potrà tornare al suo posto.
Io avrò creato disordine.
Tu eri libero.
Io ti avrò reso prigioniero."

Cosa dire a mia discolpa?
Non lo faccio consapevolmente.
Semplicemente accade.
Non so perchè.

Di nuovo insieme, Paolo?
O, come dici tu, non abbiamo mai smesso di esserlo?

"Non so come fai, ma mi fai sentire prigioniero."

Scusa se sorrido, Paolo.
Forse sono solo egoista, ma queste tue parole sono la cosa più vicina a un "Ti amo" che tu mi hai mai detto, a parte quando mi dicesti "Anche io".

17 dicembre 2007

Intanto Arriva il Natale...

Questo 2007 sta finalmente per concludersi.
Con esso certe questioni in sospeso sembrano volersi chiarire.
Forse.

Domani dovrei firmare il tanto agognato (da chi?) contratto a tempo indeterminato.
Sarà vero o sarà un'altra delle subdole mosse dell'azienda per cui lavoro?

Ieri ho parlato con Paolo.
Ancora non ho assorbito tutte le parole, ma sento il cuore leggero.
Mi ha detto parole che non mi aspettavo.
Le ha dette a suo modo, ma ciò non toglie la gioia che danno.
La crisi non è finita, ma almeno so che "stiamo lavorando per Noi".
Così torno dentro.
Riapro porte che avevo socchiuso.

Adesso si tratta di chiudere porte che forse stavo aprendo.
C'erano altri occhi azzurri.
C'erano fantasie condivise che forse servivano a curare il mio dolore e la sua solitudine.
Come si fa a dire addio a qualcuno che non hai fatto in tempo a far entrare?
Io non sarò più con il mio dolore, ma lui resterà con la sua solitudine.
E' questo il regalo di Natale che farò?

Quanto è infimo e volgare usare qualcuno per vincere il proprio dolore?
Quanto è sbagliato smettere di essere onesti con le persone?

Mi spiace dirlo.
Non posso essere triste per lui, perchè sono troppo occupato ad essere felice per me.

Intanto arriva il Natale, con la sua voglia di Casa.
Arriva la pace tanto sperata.
Sono contento di partire per la Sicilia con il cuore già leggero.

Accoglierò così un 2008 nuovo, rinnovato, colmo (spero) dei frutti che con fatica in questo 2007 ho seminato.

11 dicembre 2007

Ancora un Attimo...

Oggi pomeriggio ho baciato Paolo.

Non era la prima volta, ovviamente.
Nè penso sarà l'ultima.

Ma baciavo Paolo e lo guardavo sorridere.
Vedevo i suoi occhi azzurri cercarmi per un attimo e poi ritrarsi per timidezza.
Accarezzavo il suo volto e stavo bene.
Anche solo per un attimo.

Si può scegliere di dilatare un attimo?
Ovviamente no.
Ma si può scegliere di non farselo scappare via nella fretta di vita che ogni tanto ci assale.

Tutti (e dico TUTTI) mi hanno detto che devo guardare avanti.
Non devo perdere altro tempo. Devo sfruttare le esperienze che si presentano.

Dietro l'angolo ci sono altri occhi azzurri che mi aspettano, forse nuove emozioni da vivere.
E' vero.
Ma che fretta c'è?

Si corre il rischio poi nella fretta di vivere ogni cosa di non assaporare nulla.
Forse anche la fine di una storia (se di questo davvero si tratta) ha il diritto di essere gustata.

In fondo il 20 Dicembre (data che ho stabilito come termine ultimo dei suoi dubbi) è ormai alle porte. Che fretta c'è?

Forse facendo questa scelta rifiuto la possibilità di vivermi qualcosa di bello che perderò per sempre.
Ma il bacio di Paolo oggi non sarebbe stato lo stesso se ci fossero stati già altri occhi azzuri.

Quindi...
Grazie, amici tutti (chi legge e chi non legge questo blog), per la vostra preoccupazione.
Ma concedetemi ancora un attimo (forse l'ultimo... o forse no) per vivermi tutte le emozioni che ancora restano da provare insieme a Paolo.
Come mai i tuoi occhi ora stanno piangendo?
Versa l’ultima lacrima prima che il vento porti via con sé l’ultima briciola.
Dimmi che era un sogno e ci stiamo svegliando.
Con te vivevo un sogno ma ora sono sveglio.
Dammi solo un minuto,
un soffio di fiato, un attimo ancora.
Stare insieme è finito, l’abbiamo capito,
ma a dirselo e dura.
Un Attimo Ancora (Gemelli Diversi)

05 dicembre 2007

Senso di Stanchezza (e Lui Forse non lo sa)

Sento che il tempo a nostra disposizione sta per scadere.
Sento la testa e il cuore andare sempre più spesso Altrove.
Comincio a fare errori. Sempre più grandi.
Comincio a cedere.

Mentre lui (credo) mi dà ancora per scontato.
Come se fossi inamovibile. Come se la mia pazienza non avesse fine.

Non so come farglielo capire senza ferirlo. Senza che lui mi ferisca.
La colpa è mia.
Sempre così disponibile. Sempre così presente.
Sempre così solido e coerente.

Ho l'impressione che lui si sia adagiato.
Non si accorge che il tempo "nostro" sta per concludersi.

Fai in fretta, Paolo, finchè sei ancora in tempo.
Salva ciò che significa essere "Noi".
Ancora puoi.
Ma non per sempre.

03 dicembre 2007

Il Dolce e L'Amaro



Il dolce di tutti quei dolci preparati da me o per me in onore dei miei 30 anni.


L'amaro per l'attesa di un messaggio o una telefonata di Paolo che non è mai arrivata.


Il dolce dei sorrisi e degli abbracci dei miei colleghi di lavoro, i miei colleghi della scuola, i miei conquilini, Paolo, mia sorella, Michele e gli altri.


L'amaro di essere arrivato a casa la sera mezzo morto e aver potuto festeggiare senza troppa energia.


Il dolce del suo biglietto, le parole di Paolo, che mi regalano fiducia nel futuro.


L'amaro di essere arrivato a 30 anni e rendersi conto di vivere ancora una fase di precarietà a tutti i livelli (umore, amore e lavoro).


Il dolce di sapere con certezza che ogni nube scura di questa fase prima o poi passerà, perchè so che c'è sempre qualcuno su cui posso contare (famiglia, amici, lo stesso Paolo).


L'amaro per le ferite che non curo ancora.


Il dolce di sentire che il peggio è passato.


BUON COMPLEANNO A ME!!!!!!!!

27 novembre 2007

Arrivederci, Andrea...

Non so se te ne ho mai parlato, ma c'è un momento che ricordo sempre quando penso alla nostra amicizia nata in questi due anni e mezzo.

Era la fine dell'ennesima giornata lavorativa.
Era da poco che lavoravo per Telework.
Per caso io e te (ci conoscevamo appena a quel tempo) siamo finiti nello stesso bus diretto verso il centro.
Abbiamo cominciato a parlare un pò di noi.
Non ricordo se l'abbiamo fatto solo per rompere quello che poteva essere un imbarazzante silenzio, o al contrario già quel poco che ognuno conosceva dell'altro ci aveva spinto ad aprirci.
Ricordo che tu parlasti dell'importanza che davi alla parola "Amicizia".
Dicevi che tu non ti affezionavi facilmente a chiunque, ma quando questo succedeva, allora quella persona cominciava a significare davvero tanto per te.
Ricordo che pensai che mi sarebbe piaciuto essere una di quelle persone.
Ricordo distintamente che pensai: "Vorrei riuscire a diventare suo amico.".

E adesso siamo qua. Quasi due anni dopo.
La scorsa settimana hai lasciato Telework. Hai lasciato la tua postazione.
Ricordo che quel computer era "tuo" sin da quando arrivai a Telework.
"Non ti sedere là! Quello è il posto di Andrea. Se ti ci siedi ti sbrana!" mi dicevano, prentendoti in giro per il tuo carattere a volte duro.
Tutte le altre postazioni erano mutevoli, ma non la tua.
Poi, non ricordo quando o come, il posto accanto a te è diventato il "mio".
E nessuno penserebbe più di sedersi lì, se sanno che io verrò a lavoro.

Adesso il posto accanto al mio è tornato ad essere di tutti (sai, che non è mai successo che ci si sedesse Francesco nonostante ciò che aveva detto??? Sigh! Neanche questa consolazione! Francesco arriva sempre in ritardo e finisce che accanto a me si siede sempre una a caso delle ragazze nuove! Che tortura!!! SIGHHH!!!!!).

Troveremo certamente il modo per rimanere in contatto, ma sappiamo anche che non sarà lo stesso.
Non ci saranno più i miei racconti e i tuoi, bisbigliati fra una preventivo per un nuovo allaccio di gas e lo spostamento di un contatore di acqua. Bisbigli che in realtà venivano ascoltati dall'intero back office!
Hai ascoltato i miei primi batticuori per Paolo, tutte le mie paure, e anche adesso il dolore della perdita.
Tu ci sei stata sempre.
E non ti ho mai ringraziata per questo.
Ma tu sai che non sono bravo ad esprimere certe emozioni.

Mi mancherai, Andrea.
Ma spero che tu possa trovare quella serenità che ultimamente a Telework ti mancava.

Vediamoci spesso, Andrea, come ci siamo promessi.
Spero davvero che il mio desiderio di due anni fa si sia realizzato.
Spero di essere diventato davvero tuo Amico.

26 novembre 2007

Buon Compleanno, Amore

Pensavo non ti avrei più chiamato Amore.
Tu invece mi hai permesso di farlo ancora.

So che non ti piacciono i compleanni, però un piccolo spazio nel mio blog per i tuoi 37 anni te lo voglio donare lo stesso.

Grazie, Paolo, per le parole tenere di questi giorni.
Grazie per i gesti silenziosi che servono a darmi protezione.
Grazie per l'affetto che sappiamo andare oltre i problemi di questi ultimi mesi.

Sii Felice, Paolo.

E' il mio desiderio per Te.

11 novembre 2007

Venerdì Sciopero dei Bus, e Quindi...

...e QUINDI io e Paolo abbiamo fatto l'amore dopo quasi un mese e mezzo.

E' tutto lì. Semplice come una regola di matematica (se mi legge Milly o Fulvio mi pestano!).

Sciopero dei Bus + Spettacolo teatrale in centro al quale Paolo mi ha invitato + due ragazzi un pò più che amici e un pò meno che fidanzati = Sesso.

Non c'è bisogno di cercarci altri significati.
Non c'è bisogno di crearsi aspettive, nè di stare troppo a rimuginare.

E' stato bellissimo.
Sono stati due giorni bellissimi.
La sera della cena al ristorante francese e quella del teatro.

Sono bei momenti da custodire, da rimirare con piacere, godendo del puro piacere momentaneo di averli vissuti.

E mi stupisco io stesso di riuscirci.
Pensavo mi sarei bloccato nel fare l'amore con lui.
Pensavo che le paranoie o la malinconia mi assalissero nel momento di maggior rilassamento.
Invece nulla.
Almeno nulla di negativo.

Solo pura e momentanea gioia.

E qualunque cosa accada d'ora in poi, niente potrà privarmi del ricordo di questi piccoli momenti magici.
Quindi (anche se mi ripeti sempre di non ringraziarti sempre)...

Grazie, Paolo.

08 novembre 2007

Survivor

Sono un sopravvissuto.

Sopravvissuto alla fine di una storia.

Ma è stato troppo facile.
Mi interrogo sul perchè.

Ho visto altre storie finire. Ho visto altri cuori infrangersi.
Ma ho visto lacrime. Ho visto dolori che non riuscivano ad essere contenuti.
Ho visto volti spegnersi.
Ho visto disperazione.
Ho visto cuori sopravvivere a fatica.

Ma io no.
Perchè?

Forse perchè Paolo continua a chiamarmi tutti i giorni. Perchè ieri sera mi ha offerto una romanticissima cena a lume di candela in un ristorante francese. Forse perchè continua ad emozionarsi quando passiamo del tempo insieme.
Forse non può esserci disperazione se c'è consolazione e speranza. E così sopravvivo.

Forse perchè la mia capacità di "distrarmi" dal dolore, affinata negli anni, mi ha permesso di non crollare, usando l'ironia per vincere la tristezza. E gli amici intorno hanno fatto il resto.
Forse non può esserci reale sconfitta, se hai le giuste armi per contrastare la sorte avversa. E così sopravvivo.

Forse perchè (ed è quello che mi spaventa) non ho amato quanto credevo. Forse pensavo di essere innamorato di Paolo, ed invece mi sono adagiato in una piacevole relazione tranquilla che mi proteggeva dal caos della passione vera.
Forse non può esserci reale dolore, se non c'è vero Amore. E così sopravvivo.

Come scegliere?
Come capire?

Intanto però Sopravvivo.

25 ottobre 2007

Fare la Scelta Giusta

Non ho paura di soffrire.
E' vero.
La sofferenza emotiva non mi ha mai spaventato.
So di aver imparato il modo per "distrarmi" dalla sofferenza, quando voglio star bene.

Adesso invece scelgo di rimanere nella sofferenza.
Perchè solo se io sto male adesso, c'è ancora una speranza nel futuro per questa storia.
Mi conosco.
Se smetto di soffrire (e ne sarei capace), significa che non si torna indietro, che è ormai sceso il sipario su me e Paolo.
Continuo a pensare che non sia ancora giunto quel momento.
Non voglio che si avveri una delle paure di Paolo. Arrivare da me, dirmi di volerci provare di nuovo e sentire da me la risposta: "Mi spiace, Paolo. Ormai è troppo tardi!".
Così scelgo la sofferenza, almeno per un altro pò.

Questa sera ho ferito Paolo.
E lui ha ferito me.
Volevamo solo una serata tranquilla fra noi due, ma non ha funzionato.

Ho visto i suoi occhi incupirsi alle mie parole, e mi sono sentito il più grande stronzo su questa terra.

E' stato un tentativo sbagliato.
Con prove e errori sono certo che troveremo il modo per avere quella serata tranquilla tanto desiderata.

Intanto dopo tante brutte parole lui mi augura la buonanotte con un sms.

"Sarai sempre il mio topone"

Così con altre parole curiamo le ferite che ci siamo inferti da soli, affinchè alla fine nessuno si faccia male davvero.

23 ottobre 2007

"Cade la Pioggia"

Oggi ho sentito per la prima volta questa canzone dei Negramaro.
Ero in treno e mi stavo quasi commuovendo in mezzo a tutti quei sconosciuti.
Non so perchè mi ha preso tanto.
Forse solo perchè parla della fine di una storia.
Forse perchè non mi aspettavo che il ritornello cambiasse di strofa in strofa, donando ogni volta un pizzico in più di speranza.


"Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull'acqua sporca
si ma a te che importa e poi rinfrescati se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare lontano in silenzio
a guardare la nostra passione che muore in un angolo
e non sa di noi....non sa di noi
cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch'io la pace
cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c'è aria fredda intorno a noi abbracciami se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
dimmi a che serve restare lontano in silenzio
a guardare la nostra passione che muore in un angolo
e dimmi a che serve sperare
se piove non senti dolore
come questa mia pelle che muore, che cambia colore, che cambia l'odore
tu dimmi poi che senso ha ora piangere,
piangere addosso a me che non so difendere questa mia brutta pelle così sporca,
tanto sporca come sporca questa pioggia sporca
si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna fango si ma torna
e dimmi che serve restare lontano in silenzio
a guardare la nostra passione non muore, ma cambia colore
tu fammi sperare che piove e senti pure l'odore di questa mia pelle che bianca non vuole colore, non vuole colore"
.
.
Forse avete ragione voi (tutti... dentro e fuori questo blog).
Forse affinchè la mia pelle cambi colore, per non essere più sporca, per tornare bianca, forse è necessario una morte vera.
Forse dovrei davvero tagliare con Paolo.
Così si fa.
Forse è così.
O forse no.
Forse io e Paolo troveremo insieme un modo originale per tornare fango e plasmare qualcosa di nuovo.
E' una strada impervia, lo so. Non molti la percorrono.
Ne vale la pena?
Non lo so.
Ma ho chiesto a Paolo di aver fiducia in me, quando ha scelto di non ascoltare chi giustamente gli diceva di tagliare i ponti con me.
Adesso io voglio aver fiducia in lui, anzi in noi.
E se sto sbagliando, soffrirò, ma almeno potrò sempre dire a tutti di averci provato fino in fondo.
Non avrò rimpianti, ma solo qualche ferita in più.
Che volete che sia!

19 ottobre 2007

Oggi Si.

Ma cosa cambia da un giorno all'altro?

Ho lavorato parecchio anche oggi. Sono stanco da morire anche oggi.
Eppure oggi è una giornata si.
Niente cuore che soffre. Nessun nodo alla gola.
I pensieri si librano leggeri, come se davvero fossi in grado di fare tutto.

Lasciare Paolo. Tornare a sorridere.
Scoprire fra le pieghe nascoste del cuore un nuovo amore.
Mi sento capace di voltare pagina.
Anche se so che non è ancora giunto quel momento.

Lui mi ha detto che c'è ancora speranza per Noi.
Mi ha detto che è anche un suo desiderio quello di riuscire a tornare insieme.
Mi fanno piacere le sue parole, perchè so che ci crede davvero.
Ma non mi fermo alle sue parole.
Cerco di andare oltre, sbirciando, un pò curioso di ciò che mi aspetta al di là di questo dolore.
Che ci sia Paolo oppure no.

Vorrei essere capace di trattenere questo sguardo semplice alle cose della vita, e usarlo quando il cuore tornerà a bruciare.

17 ottobre 2007

Oggi No.

Oggi non va.

Oggi non funzionano le rassicurazioni, nè i pensieri consolatori.
Oggi sono così stanco da non aver energia per arginare la mia tristezza, ed essa mi sovrasta.

Paolo mi ha chiamato come ogni sera, e non sono riuscito a fingermi sereno.
Ho investito anche lui con tutta la forza della mia disperazione.
E non è giusto.

Gli ho chiesto scusa.
Ma non basta.

Non voglio farlo sentire in colpa per questo dolore.
Anche perchè so che è solo un momento di sconforto causato da una giornata troppo intensa a lavoro.

Mi ha chiesto di andare a casa sua domani sera (questa sera c'è sua madre a Bologna).
Mi ha offerto il suo aiuto da "amico o da più che un amico".

Vorrei che questo bastasse a consolarmi.
Ma non è così.

16 ottobre 2007

E Adesso?...

Ho chiesto a Paolo di lasciarci.

Sembrava impossibile per me pronunciare quelle parole. Ma l'ho fatto.
E i suoi occhi... per un attimo... li ho visti tristi per le mie parole.
Forse lui avrebbe preferito aspettare un pò, affinchè lui trovasse quella risposte che non so se arriveranno mai.
Io non ce la facevo più ad aspettare.
Avevo paura di aspettare.

Mi ha parlato del suo desiderio di incontrare un altro ragazzo per riuscire grazie al paragone a eliminare i suoi dubbi.
Gli ho detto che era un codardo a pensarla così, incapace di prendersi la responsabilità di questa decisione.
Ho avuto paura che lui mi tradisse prima del chiarimento.
Sono stato codardo anche io e sono fuggito, prima che lui potesse inconsapevolmente ferirmi più di quanto avrei potuto sopportare.
Così sarebbe stato davvero perderlo per sempre.

Non sono triste.
Non quanto dovrei.

Ho chiesto a Paolo di rimanere comunque nella sua vita.
Era felice.
Mi ha detto cose così dolci come mai aveva fatto durante la nostra storia.
Mi ha chiesto di tenere le chiavi di casa sua, come "simbolo della mia presenza".
Mi ha confessato di volermi nella sua vita "per sempre".

E adesso?
Non lo so. Non lo sa.
Tutti (o quasi) hanno detto sia a me che a lui che rimanere vicini ci farà solo del male.
Accetto la sfida.
Voglio riuscire a stupire tutti.
Voglio riuscire insieme a Paolo ad inventarci un modo per non perderci.
Ci vorrà pazienza, e bisognerà accettare qualche scossone.
Ma sono ottimista.
Questo pensiero mi protegge dalla sofferenza della scorsa settimana.
E tanto basta.

Paolo continua a parlare della possibilità di tornare insieme.
Io poco a poco vedo allontanarsi questa prospettiva.
Ma se davvero succedesse sarei davvero l'uomo più felice di questa terra.
Non posso permettermi però di sperarci.

Scusa, Paolo.
Vorrei essere più forte e accogliere i tuoi dubbi senza fuggire.
Al momento però non ho altra scelta.

Adesso mi manchi.
So che ti vedrò presto.
Già sabato c'è una cena da te con i tuoi amici, e forse anche prima riusciremo a fare qualcosa io e te da soli.
Ho voglia di stare con te senza tristezza.
Ho voglia di vedere i tuoi occhi azzurri illuminarsi mentre sorridi.
Ho voglia di sentire le tue mani accarezzare la mia pelle.

E mi chiedo ancora se davvero la scelta fatta sia quella giusta.
Magari il tempo mi darà la risposta.

09 ottobre 2007

Dovrò Imparare a non Chiamarti Amore?

Temo che la storia con Paolo sia finita.

Ho riletto un post di un anno fa esatto. Si chiamava Parole come un Peso sul Cuore.
Scrivevo così:

"Che non scenda mai la sera.
Perchè è in quei momenti che le sue parole tornano a fare male.
Le sento come se fossero qualcosa di fisico che preme dall'alto sul cuore.
Così bisogna arrivare alla sera stanchissimi, e addormentarsi prima che la malinconia si faccia sentire.
Lui non riesce a capire se le sue resistenze a lasciarsi andare nel nostro rapporto dipendano da lui e da come è fatto, o più semplicemente dal fatto che non è innamorato di me.
Forse se accanto a lui ci fosse una persona diversa, lui avrebbe già messo da parte tutti i suoi meccanismi di difesa.
Forse.
Ed è quel forse a lasciarmi così... sospeso... fra l'essere o il non essere una coppia.Stiamo insieme. Ancora.
Ma temo che questa storia stia per finire.
Eppure non posso neanche piangerne l'epilogo, perchè stiamo ancora insieme, perchè esiste quel dannato "forse"."

E' strano.
Potrei ricopiare le stesse parole in questo post e non sarebbe una bugia.
Questo fatto mi dà la speranza che anche questa volta ci sarà un futuro insieme con Paolo, nonostante come mi sento in questo momento.
Questo fatto però mi fa anche riflettere sul fatto che in un anno non sembra che abbiamo fatto grandi passi avanti, se i suoi dubbi sono ancora gli stessi.

Paolo non prova attrazione fisica per me.
Così ha detto.
Il sesso fra noi nell'ultimo mese è stato un disastro.

Vorrei credere alle sue parole.
Tutto sarebbe più semplice.

Ma non gli credo.
Credo che lui abbia un problema forte a lasciarsi andare nella coppia ( e di conseguenza nel sesso).
Credo che dire di non essere innamorato di me, di non essere attratto da me, lo protegga dalle sue paure.

Ma, dannazione!, visto che credo questo, non riesco a lasciarlo andare. Non riesco a dirmi che è finita. Non riesco a mollare la presa e rassegnarmi.

Non so.
Credevo ci fossimo lasciati davvero, questa volta.
Abbiamo anche messo in scena il Rituale dell'Addio.
Io che vado via da casa sua e gli chiedo se devo portare con me tutta la mia roba.
Lui non risponde, perchè non riesce a dirmi di si. Piange.
Non avevo mai visto Paolo piangere.
Io che raccolgo le mie cose sparse, mentre il corpo si fa più debole e ogni oggetto che raccolgo sempre più pesante. Lui pulisce nervosamente una sedia, perchè non riesce a star fermo a guardarmi mentre vado via.
Mi fermo. Stravolto. Lui mi abbraccia forte e mi chiede di rimanere così in silenzio. Abbracciati.
Per la prima volta il contatto del suo corpo mi risulta estraneo e fastidioso. Ma non mi stacco da lui.
Sulla soglia vedo lo zerbino che gli regalai il Natale scorso. Gli chiedo di non buttarlo via.
"Non ci stiamo lasciando, Ale. E voglio che tieni anche le chiavi di casa mia."

Anche ieri sera al telefono mi ha ripetuto la stessa cosa.
"Non ci siamo lasciati. E' solo un altro dei nostri momenti di crisi. Sicuramente più forte di altri."

Eppure io sento la fine vicina.
Troppi pensieri si affollano.
Fare di tutto per non perderlo. Fare di tutto per lasciarlo libero.

Il mio desiderio più grande è quello di trovare la forza per inventarci un modo per rimanere l'uno nella vita dell'altro, anche se ci dovessimo lasciare.
So che è difficile/impossibile.
Me lo ripetono tutti.

Io che ancora adesso quando lo sento mi dimentico di non chiamarlo più "Amore".

Eppure mi è sempre piaciuto rompere gli schemi, stupire i luoghi comuni.
Forse un modo per rimanere vicini non esiste per due che sono stati insieme.
Allora ci toccherà inventare qualcosa che non esiste.

Ma prima di tutto questo, rimane ancora la domanda.
Io e Paolo stiamo ancora insieme oppure no?

01 ottobre 2007

Cuore senza Carne

Quanta importanza ha il sesso nelle nostre vite?
Cosa ci accadrebbe se le relazioni fossero fatte di puro sentimento?
Cuore senza Carne.

"A volte vorrei che il sesso non esistesse!"

Mi ha detto (dire perchè sarebbe troppo intimo anche per il mio blog).

"Bisogna imparare a guardare al sesso come ad un gioco, senza troppe paranoie."

Gli ho risposto.
Mi ha dato ragione.

A volte però anche io guardo al sesso con una certa sospettosità.
Cosa mi spinge ad esempio a provare tanta soddisfazione nel sentire uno sconosciuto che fa apprezzamenti sul mio aspetto fisico (e solo su quello!)?
Forse perchè Paolo non mi dice quasi mai che mi trova bello. Forse perchè non lo diceva neanche quando ci siamo conosciuti... anche se forse è anche questo ad avermi fatto innamorare di lui (contorta mente masochista!).

Amo Paolo.
Sto davvero bene con lui.
Eppure ogni tanto i "pensieri del corpo" prendono il sopravvento, e penso a tutti i ragazzi con cui non farò sesso restando con Paolo.
Tutto solo a causa degli ormoni.

E mentre lo scrivo, me ne vergogno.
Come fosse cosa "amorale". Come se ferissi io stesso il mio tanto declamato "ideale romantico".
Eppure non posso negare che anche questi pensieri mi appartengono.
Tanto quanto tutto il resto.

Non so se fra me e Paolo prima o poi il sesso rappresenterà seria fonte di problemi.
Non oggi.
Ma la vedo come una potenzialità.
Da una parte. Dall'altra.

Una cosa ancora. L'ultima. Prima di smettere di scrivere.
Non so cosa ci succederebbe se fossimo Cuore senza Carne.
Ma so che fare sesso con Paolo, fare sesso con la persona che ami, è davvero un delle esperienze più intense che esista.
Forse questo basta.
Non so.

» Le cose che non dici «

Vorrei solo più silenzio ma
In quello che io faccio non
Si può è buio pesto qua
Dormi e quindi niente
Mi dico "fai più presto" ma
Il rimorso è incandescente qua
Vado controvento o resisto non lo so
E gioco a piedi nudi sul fuoco
E forse un altro assaggio qua
Potrebbe anche piacermi
Ma investo e non guadagno
E dopoBendato cado nel vuoto
A picco a testa in giù e poi
Sta quasi per piacermi
Mi perdo naufragando
Nelle

RIT:Cose che non dici
Quelle che la notte
Un po' te ne vergogni
Nascoste ma le fai
E ne parli con gli amici
Rimangi tutto a volte
Porti le cicatrici
Ma nessuno le vedrà

Ci pensi e non lo ammetti ma
Arriva e corre forte qua
Il Mio cervello svalvola
E' malato o chi lo sa
E provi col vangelo ad asciugare le tue colpe che
Neanche il fazzoletto che usi sempre assorbirà più
E gioco a piedi nudi sul fuoco
E forse un altro assaggio qua
Potrebbe anche piacermi
Ma investo e non guadagno
E dopoBendato cado nel vuoto
A picco a testa in giù e poi
Sta quasi per piacermi
Mi perdo naufragando
Nelle

RIT:...

E apri pacchi d'affetto
Mandandoli giù d'un botto
Cerchi un Purgatorio virtuale
Al tuo non riuscire ad amare
Riavvolgi il tuo Dio dell'amare
Per cui tu continui a pregare
Nel buio più angusto e più stretto
Di ciò che non hai mai detto
E calano le ombre e puoi scoprire
Ogni difetto che
Gelosamente nel tuo limbo tu
Nasconderai Celerai Coprirai Ingoierai Sputerai Scalderai Toccherai In padella scorderai Infilerai Sfilerai Sbatterai oppure no Guarderai Lo saprai Nasconderai o Non lo so Nelle
Tiziano Ferro

27 settembre 2007

Il Ritorno al Blog

Finalmente mi sono deciso!
Non so perchè, ma qualcosa mi teneva lontano dallo scrivere.
Niente da scrivere? Qualcosa che non avevo voglia di scrivere?
Nè l'uno nè l'altro.
Solo poco tempo ed energia per farlo.
Credo.

Ma adesso rieccomi qui.

Adesso in maniera totalmente disordinata e così come mi vengono in testa, ecco le cose successe nel mio mese di assenza.
  • Dopo aver vissuto per ben due settimane in casa di Paolo, ho finalmente comprato il letto per la mia nuova camera e mi ci sono trasferito. Non è ancora del tutto sistemata. Mi manca l'armadio e gli scaffali, ma per quello aspetto l'arrivo dei miei genitori per il ponte dei Morti.
  • Ho presentato il mio genogramma (ovvero una sorta di albero genealogico) all'ultima lezione della scuola di specializzazione. E' stata un'esperienza molto forte, che finalmente mi ha fatto davvero sentire parte di quel gruppo, dal quale continuavo a sentirmi in parte escluso.
  • Mi sono beccato una brutta influenza che mi ha costretto tre giorni (oggi, ieri e l'altroieri) a casa. Non sono ancora certo se domani vado a lavoro oppure no. In compenso ho vissuto di più in casa, vivendo quell'atmosfera familiare a cui non ero più abituato. Oggi ad esempio io e Milly abbiamo preparato insieme dei biscotti (che durante la realizzazione si sono trasformati in una sorta di crostata alla yogurt!), guardando Beatiful in tv, da vere casalinghe disperate!!!
  • In queste due settimane ho visto poco Paolo, causa mia malattia e impegni miei e suoi. Eppure mi sembra che la mia "tattica" del non essere più così pressante con lui stia funzionando. Rinnovate speranze, quindi, pronte a scacciare lo spauracchio delle parole dette l'ultima notte di Parigi.
  • A lavoro le cose continuano ad andare male, ma mi accorgo di disinteressarmene sempre di più. Giuro che non so davvero che lavoro farò da adesso a un paio di mesi! E non me ne importa!!!!
  • Ho avuto qualche strano e inconfessabile pensiero in questi ultimi tempi. A volte ho paura delle cose che non dico.

Ovviamente questa è solo una velocissima carrellata di pensieri sparsi.

Ogni punto ( o quasi) verrà approfondito in un post a parte.

Ho troppe cose da dire e troppo sonno per farlo!!!

02 settembre 2007

Domenica Lenta

Piacevole tempo trascorso insieme.
Paolo è tornato ieri, e domani riparte e starà via un'altra settimana.
Abbiamo questo solo giorno da passare insieme.
E tutto sembra così piacevole, lento, giusto.

Domenica fatta di gesti semplici.
Ho cucinato per lui, per ringraziarlo di aver usato casa sua mentre lui non c'era.
Abbiamo guardato un film horror nel pomeriggio, prima di riposare mezz'oretta.
Abbiamo studiato (ognuno le sue cose).
Abbiamo parlato tanto (come sempre).
Ci siamo raccontati del tempo passato separati.
Lui in Croazia. Io a Bologna.

Non vorrei fermare il tempo.
E' giusto che esso scorra.
Vorrei solo vivere tante altre giornate così.

28 agosto 2007

Fiero di Non Averlo Ferito

Avrei potuto.
Forse avrei dovuto.

Lui spesso mi fa sentire inadeguato, come se mi mancasse qualcosa.
Avrei potuto fargli provare la stessa cosa.
Per rabbia ho caricato l'arma quest'estate.
Con i suoi discorsi su "ciò che non gli piace di me" mi ha obbligato a pensare a ciò che io, prima di conoscere lui, mi aspettavo dalla persona che mi sarebbe stata accanto.
Qualità che lo avrebbero reso del tutto degno di stima ai miei occhi.
Qualità che Paolo non ha.

Ho pensato se usare questa nuova consapevolezza per ferirlo, per fargli provare cosa significa sentire giudizi di valore sulla propria persona.
A Parigi mi si è presentata l'occasione.
Ho alzato l'arma. Ho puntato.
Poi mi sono fermato.

Mi chiedo se è anche questo Amore, in una delle sue svariate forme.
Mi chiedo se è Amore decidere che quello che si prova per la persona che si ha di fronte è più importante del proprio orgoglio ferito.
Mi chiedo se le mie parole abbiano avuto l'effetto che spero.
Mi chiedo se minacciarlo senza però ferirlo sia stato il modo più giusto per fargli capire il suo errore.

Mi chiedo davvero se tutto questo faccia comunque parte di una storia d'Amore.
Se leggessi queste parole senza conoscere il resto, direi di no, direi che questa è sola disperazione.
Ma io so (perchè li ho vissuti) quanto sono stati belli i giorni Parigini (esclusa l'ultima notte).
Io so quanto mi batteva forte il cuore ogni sera addormentandomi al suo fianco, come fosse la prima volta, come se non dormissimo insieme da anni.
Io conosco i suoi occhi azzurri che mi cercano in stazione.
Conosco le sue mani sulla mia pelle che si aspettano complicità.
Conosco i suoi sorrisi che mi vogliono dire ciò che lui non è capace di esprimere.
Conosco le sue scelte fatte per rendermi felice.

Conosco il suo volermi bene, forse anche di più di quanto lui stesso ne sia consapevole.

Conosco anche i suoi dubbi, è vero.
Ma conosco Paolo.
So quanto sia difficile per lui tutto questo.

Io sono qua per lui.
D'altra parte anche lui è ancora qua per me, no?
Nonostante i dubbi (sempre gli stessi da un anno) lui è ancora qua.

E allora?
Beh... Parigi ancora una volta si conferma come la città dell'Amore!

18 agosto 2007

Lacerato fra l'Andare e il Restare

Oggi giorno di malinconia.
E naturalmente scrivo come al solito per sfogarmi.
Oggi più di altri giorni sento la mancanza di Paolo.
Probabilmente è dovuto al fatto che per tutti i giorni del ferragosto (14,15 e 16), giorni in cui non ero a casa e non potevo utillizzare quindi un telefono fisso, lui non ha risposto ai miei messaggi. Per tre giorni ogni comunicazione è stata interrotta.
Scopro poi che aveva esaurito il credito.
Lui chiude la faccenda così. Non si è minimamente sforzato di trovare il modo per farsi comunque sentire per avvertirmi che non poteva rispondermi.
Fa sempre così.
Questo ha probabilmente acuito la nostalgia.

D'altra parte mi trovo a desiderare di rinviare la partenza.
Dieci giorni a casa mi sono sembrati troppo pochi.
Ho ancora voglia di passare del tempo con la mia famiglia, divertendonci insieme come abbiamo fatto ieri a mare.
Ho voglia di passare altro tempo fra la pace e i ricordi celati della campagna.
Ho voglia ancora di avere tempo per leggere, guardare la tv, giocare al computer.

Avrei dovuto fare un mese di vacanza come gli anni passati.
Non l'ho fatto a causa dei dannati giochini della Telework (contratto si, contratto no).
Me ne pento.

Ma c'è ben poco da fare, se non godermi questi ultimi giorni nisseni, fantasticando contemporaneamente su Parigi e sulle emozioni che mi aspettano lì.

05 agosto 2007

Casa Sua... Senza Lui

E' successo un paio di giorni fa.
Ero a lavoro, concentrato sulle mille pratiche in arretrato. Quella sera avevo deciso che avrei dormito da Paolo (anche se lui è già a Parigi da una settimana), perchè ero troppo stanco per mettere ordine in casa nuova e non avevo voglia neanche di vedere tutto quel casino (spero che entro domani tutto sarà finalmente a posto!).
Mentre lavoravo ero pervaso da un'inspiegabile allegria, come se il mio cuore attendesse con gioia qualche lieto evento in arrivo. Non ci ho fatto caso subito, preso com'ero nel dividere le pratiche ai vari operatori, nel tentativo di chiudere almeno quelle che avevano un appuntamento per l'indomani.
Poi in un attimo di pausa me ne sono stupito.
Conoscevo quella gioia. Sapevo di averla già provata, eppure non la "riconoscevo".
Poi ho capito.
Il cuore a volte è stupido. Teneramente, ma sempre stupido.
Mi sentivo allegro come quando so che in serata vedrò Paolo e passeremo del tempo insieme.
Ho cercato di spiegare al mio cuore che lui non ci sarebbe stato là dove di solito io lo trovo.
Ma non ha voluto sentire ragioni. Ero felice, e basta.
Felice di passare del tempo in un posto che ci ha visto tanto tempo insieme.
Stupida emozione, lo so.
Ma in fondo è solo un modo come un altro per vincere la nostalgia.


Intanto è iniziato Agosto.
Bologna deserta e io vivo in due case vuote.
Paolo non c'è. Le mie coinquiline non ci sono.
Mia sorella è scesa in Sicilia. A lavoro dopo la notizia che hanno rimandato le assunzioni, quasi tutti sono partiti.
Non mi pesa la solitudine. Anzi forse ne avevo un pò bisogno.
Ma se penso che ho corso il rischio di rimanere a Bologna per tutta l'estate mi sale un brivido alla schiena.

Torno in Sicilia il 9 e poi raggiungo Paolo a Parigi il 21, per tornare a Bologna il 27.
Ancora qualche giorno e finalmente INIZIA L'ESTATE!!!

26 luglio 2007

Può un Materasso diventare Simbolo?

E' strano come riusciamo a dare senso anche alle scelte più banali (io forse più di altri).

Dovevo decidere se acquistare a basso costo un letto matrimoniale per la nuova casa, o accontentarmi di un triste letto singolo con le molle, prestato da una delle mie coinquiline.

All'improvviso mi sono trovato a pensare se un acquisto in questo momento per la nuova casa fosse di cattivo auspicio per la mia futura convivenza con Paolo, proprio adesso che lui è così di cattivo umore, di nuovo così pieno di dubbi su me e lui.

Abbiamo finito di nuovo a parlare del nostro futuro, e ombre sono apparse all'orizzonte.
Di nuovo sue parole che feriscono, ma dalle quali in parte ho imparato a proteggermi.

Così la decisione è diventata inevitabile.
Nessun investimento nella mia casa "di passaggio", perchè un senso di "provvisorietà" deve comunque accompagnare questa mia nuova avventura.

E se nelle sue parole non posso trovare riparo, allora i simboli mi verranno in aiuto.
Così un materasso scomodo trova questo senso.
Un materasso scomodo mi dice:
"Tu presto abiterai insieme al tuo ragazzo".

23 luglio 2007

Odore (Umore) Persistente

Ho lavato le mani almeno cinque volte nelle ultime due ore, sperando che il penetrante odore di cibo indiano (la mia cena di questa sera) andasse via. Eppure me lo sento ancora addosso.

Ho messo lo stesso impegno nel tentare di scacciare questo sgradevole umore, ottenendo i medesimi miseri risultati.

Invidia.

Questa sera ho passato un paio d'ore con una cara amica che non vedevo da un pò di mesi. L'avevo lasciata fidanzata di fresco (credo a Gennaio) e la ritrovo che già convive con il suo ragazzo.

"E' stato tutto così graduale, semplice, quasi naturale."

Ogni relazione sentimentale fa storia a sè. Non si accettano paragoni.
Mai giudicare una storia dai presupposti di un'altra.
Questo il mio credo da una vita.

Eppure l'umore resta, nonostante mi sia lavato più volte le mani.
Improvvisamente compaiono nei miei pensieri Marta, Andrea, Federica, Manuela, Andrea, Davide, Crolina...
A poco serve cercare giustificazioni delle differenze.

La mia storia è complessa. Il mio ragazzo lo è.
La verità è che anche io lo sono.
Forse una storia semplice non è davvero possibile.

Solo di tanto in tanto (come questa sera) lo vorrei.

22 luglio 2007

Estate Nervosa

Mi accorgo che sopratutto in questo periodo il mio umore è influenzato da quello degli altri.

Il mio ragazzo è nervoso perchè a causa di un operazione più complicata di quella che credeva ha dovuto stravolgere tutti i suoi piani per l'estate.

I miei colleghi di lavoro sono nervosi perchè ancora dopo sei mesi i "capi" continuano a rimandare all'infinito l'esito del nostro destino (contratto a tempo indeterminato per tutti o ditta in fallimento? Questo è il problema!).

I miei coinquilini sono nervosi a causa di tutti i preparativi per il trasloco, e sopratutto per aver dovuto rinviare la partenza per le vacanze fino alla fine di Luglio.

I miei genitori sono nervosi perchè mia madre vive male la forzata convivenza con i suoceri (causa imbiancatura dell'intera nostra casa), e non fanno altro che litigare.

E sopra a tutto, come una ciliegina sulla torta, ......... FA CALDOOOOOOOO!!!!!!!!!

E' la prima volta in vita mia che desidero che l'estate passi in fretta.

11 luglio 2007

Nostalgia per Ciò che non si Ripete

Facevo ordine fra tutta la mia roba in vista del trasloco (abbiamo finalmente trovato casa nuova dove ci trasferiremo ad Agosto!!!), e ho trovato un video che non ricordavo.
Avevo portato per caso la telecamera a lavoro, perchè nel pomeriggio sarei andato al volontariato dove mi avevano chiesto di riprendere alcune scene.
Un pò per scherzo, un pò per fissare su pellicola i ricordi, ho ripreso il mio ufficio e le persone che allora c'erano.
Era ancora il periodo d'oro.
Angela non era ancora stata licenziata. Silvia non aveva ancora deciso di lasciare il lavoro. Andrea non era stata ancora buttata fuori e poi ripresa. Annamaria non aveva ancora deciso di andare via a causa dello stress accumulato negli ultimi mesi.
Non c'era stress a quel tempo.
Non si parlava ancora di "assunzioni". La gente non si era ancora spaccata in due a causa di posizioni discordanti sulla "stabilizzazione" del nostro posto di lavoro.
Le persone non erano arrabiate. Non erano deluse da un'azienda che promette e non mantiene.
Non ero ancora team leader. La gente non se la prendeva con me se arrivavano voci che mi ero lamentato delle lunghe pause.
Nessuno controllava le pause a quel tempo.
Nessuno diceva ad Angela di star zitta così lei raccontava quotidianamente la sua vita.
Esistevano i rilassanti pranzi con Andrea a quel tempo.
Adesso mangio di fretta perchè devo ancora fare mille cose.
Lavoravamo di meno.
Ridevamo di più.

Ho nostalgia di quel tempo.
Mi chiedo se è davvero valsa la pena cambiare.
Mi chiedo se un posto di lavoro così mi capiterà mai più.

05 luglio 2007

EuroPride 2007

Quanto mi sono divertito!!!

Che emozione attraversare tutta quella marea di gente, e la città che sembrava sommersa dai gay!

Godetevi il video. Al più presto vi racconterò un pò meglio!

"A quien le importa lo que yo haga?A quien le importa lo que yo diga?Yo soy así, y así seguiré Nunca cambiare
A quien le importa lo que yo haga?A quien le importa lo que yo diga?Yo soy así, y así seguiré Nunca cambiare"

22 giugno 2007

Solo un Sogno

Volevo raccontare un sogno fatto poco tempo fa.
Non è nulla di speciale, ma è stato uno di quei sogni che ti rimane dentro anche durante la giornata, condizionandoti l'umore.

Andavo in discoteca (forse il Cassero) e lì incontravo un amico, che mi chiedeva se stavo ancora con Paolo. Io mi stupivo un pò della domanda, ma comunque rispondevo di si.
A quel punto lui era in chiaro imbarazzo e dopo un pò di insistenza mi confessava di aver visto Paolo far sesso in una Dark Room con... (non mi ricordo il nome... chiamiamolo Tizio)... con Tizio, un ragazzo con cui sapevo di aver avuto un flirt prima di conoscere Paolo.
Ovviamente Tizio non esiste nella realtà, ma credo di averlo creato in sogno sopratutto prendendo spunto da Jair, il ragazzo brasiliano che vive ad Aosta, che conobbi due anni fa.
Incredulo andavo da Paolo e gli chiedevo se quello che il mio amico mi aveva detto era vero.
Lui quasi sorridendo mi diceva: "Oddio mio. Sapevo che alla fine l'avresti scoperto."
Paolo affrontava la questione con una legerezza che a pensarci adesso mi fa salire il nervoso, ma che nel sogno mi sembrava del tutto normale.
Cominciavo a chiedere morbosamente di descrivermi esattamente cosa ero successo, così riuscivo a visualizzare le mani di questo ragazzo ovunque sul corpo di Paolo, mentre lui godeva.

Mi sono svegliato con un'amarezza fortissima, che ho fatto fatica a scacciare per tutto il giorno, nonostante mi ripetessi che era solo un sogno.
Mi chiedevo come mai non provavo rabbia durante il sogno, ma solo tristezza.
Temo la mia reazione se una cosa del genere dovesse accadere davvero.
Ho paura di non riuscire a vivere la (giusta) rabbia per il tradimento, ma solo un sordo dolore rivolto a me stesso.

Ho raccontato a Paolo questo sogno.
Mi ha detto che sua madre gli ripeteva sempre che quando sognamo qualcosa, si realizza poi nella realtà l'opposto di ciò che è avvenuto in sogno.
Gli ho chiesto: "Mi tradirai?"
Temevo mi rispondesse con il solito: "Non si può mai dire cosa accadrà."

Ha detto: "Perchè dovrei?"

19 giugno 2007

Non Vedo, Non Sento... Non Parlo!

Ci sono cose che già si sanno di se stessi, ma che sembra di scoprire ogni volta di nuovo.


Ci sono persone che preferiscono non vedere.
Si coprono gli occhi di fronte ad una scena violenta di un film.
Si girano dall'altra parte se per caso lo sguardo cade su eventi che non è opportuno fissare.
Spengono la luce prima di far sesso.
Chiudono gli occhi prima di baciare.

Io no.
Io amo vedere. Ogni cosa. Anche ciò che non dovrei vedere.


Ci sono persone che preferiscono non sentire.
Chiudono la finestra se sentono i vicini del piano di sotto litigare ad alta voce.
Non pongono attenzione ai discorsi fatti dagli sconosciuti in autobus. Si distraggono facilmente quando qualcuno parla a lungo.
Usano tappi per le orecchie per riuscire a dormire la notte.

Io no.
Io amo ascoltare. Qualsiasi cosa. Anche ciò che non dovrebbe destare il mio interesse.

E poi ci sono IO.
Io che non parlo.
Tutte le volte che mi trovo in mezzo alla gente rimango in silenzio. Quasi in disparte.
Rimango lì e ho quasi l'impressione di scomparire, di rendermi invisibile.
Poi le cose cambiano, ma ci vuole del tempo prima che io riesca ad espormi.

Così è successo anche questa volta, con i colleghi della scuola di specializzazione.
Sono lì con loro, che si coccolano e si adulano a vicenda, autodefinendosi un "gruppo stupendo".
Eppure mi sembra di essere rimasto indietro, di non far parte di quel idillio condiviso.

Ogni volta credo di aver fatto dei passi avanti, per poi scontrarmi nuovamente con la mia timidezza.
So che le cose cambieranno anche con loro. Vorrei solo accadesse in fretta.
So che ognuno di noi (e di loro) ha difficoltà nel gruppo, eppure mi sembra che la mia fatica sia più evidente degli altri (ma forse per ognuno è così).

Sono anche consapevole però che passi avanti li ho fatti davvero negli ultimi anni.
Forse pretendiamo sempre di più da noi stessi.

18 giugno 2007

"Mi Mancherai"

E' la frase più banale, ma non se è lui a dirla.
Vicino ai binari guardandomi fisso con quei suoi limpidi occhi azzurri, che spesso mi sfuggono per timidezza.
E adesso so che c'è qualcuno a Bologna che sentirà la mia Assenza. Adesso che sono lontano.

In aereo il posto accanto a me era vuoto.
Distratto ho cercato con la mano la sua gamba. Come se fossi ancora in pullman con lui accanto.
(Fortuna che il posto accanto a me era vuoto!!!)

Lui che conosce i miei pensieri.
Lui che conosce le mie paure.
Lui che conosce i miei bisogni.

Pochi giorni e già mi manca.
Eppure si avvicina l'estate della lontananza.
Ancora una volta.

13 giugno 2007

Un Grazie...

... a chi ha trasformato una pessima giornata in un finale di allegria.

Un Grazie a Mare, che mi ha dato la soffiata giusta al momento giusto, salvandomi da una spesa in più e da una pesante quota di nervosismo (Pronti a partire per il Roma Pride questo sabato???).

Un Grazie a Manu, che si preoccupa sempre delle mie preoccupazioni anche quando non la riguardano direttamanete (casa, partenza per Roma, ecc...).

Un Grazie a Fulvio, che senza saperlo mi ha dato la bella notizia della sua visita a Bologna proprio nel momento di scoramento.

Un Grazie a Paolo, che si sorbisce con pazienza tutti i miei cambi d'umore di quest'ultimi giorni.

11 giugno 2007

Ma Che Fine Ha Fatto Icaro?

E che ne so io?!?

Ho voglia di scrivere, ma non ho tempo.
Troppe cose da raccontare.
Ancora discussioni con Paolo sulla "non convivenza".
Alti e bassi nella ricerca della nuova casa.
Ho guidato una barca a vela!
Mi sento ancora un pò fuori alla mia classe della scuola di specializzazione.
Ho voglia di scendere in Sicilia.
Sono arrabbiato perchè quest'estate non avrò ferie.
Non farò un viaggio con Paolo.
Ho fatto un incubo che mi segue da tutto il giorno.

Adesso scappo.
Forse domani riuscirò a scrivere davvero.

20 maggio 2007

Cambio di Programma (a.k.a. Un Passo Indietro)

Quante ferite può sopportare un’utopia prima di infrangersi?

Non c’è risposta certa a questo dilemma. Solo vivendo si può scoprire la verità.

Ero indeciso su come intitolare questo post. Se “Cambio di Programma” (come mi direbbe la mente razionale) o “Un Passo Indietro” (come invece sente la mia mente emotiva).

Ad Agosto non andrò più a vivere a casa di Paolo.
E’ una decisione che ho preso in seguito ad una serie di impressioni recenti.
Una parte di me lo sapeva già, ma nonostante questa cupa consapevolezza continuavo a sperare.
Credevo che questi 5 mesi (da Marzo a Luglio) sarebbero bastati a Paolo per riuscire ad accogliermi a casa sua.
Mi sbagliavo.

Ancora manca la biblioteca (il falegname ha parlato di 6 mesi prima di finirla) e una stanza rimane quindi incompleta e disordinata. Gli scatoloni ancora chiusi segnano l’evidenza di questa precarietà.
Non riesce ancora a sentire quella casa come qualcosa di definitivo, o definito.
In tutto quel caos non c’è spazio per me, per le mie cose. Almeno non ancora.
Non lo ha detto in maniera così chiara, ma sento che è così.
Ha accettato la mia decisione quasi con sollievo.
Il suo “Grazie” ferisce un po’, ma il suo “Ti voglio bene… davvero!” è ciò che lenisce.

Voglio riuscire ad accettare questa nuova amara verità con leggerezza.
Sento l’infrangersi dei miei scenari futuri, le mie fantasie sulla nostra prossima convivenza, ma non voglio abbattermi.
Forse se avrò pazienza la mia utopia si avvererà, se avrò la forza di resistere alle disillusioni.
Ancora una volta tocca a me essere quello forte. Ancora una volta tocca a me rinunciare a qualcosa per permettere alla nostra storia di perdurare.

Intanto creo nuove aspettative.
Una nuova casa. Una stanza singola questa volta. Per la prima volta in vita mia.
Uno spazio che sia solo mio, uno spazio che non ho mai avuto.
Forse mi farà bene in fondo. Poi se tornassi a vivere con Milena sarebbe perfetto!
Accettare l’inevitabile con un sorriso. Questo vorrei essere capace di fare.

Anche se, ad essere sinceri, il pensiero di sbattermi di nuovo per la ricerca di una casa e per l’ennesimo trasloco non mi mette addosso una grande energia.
Ma
forse anche quella un giorno arriverà.

Fortuna che questo weekend Mari, Micky e Manu mi hanno permesso di sorridere spesso. Grazie a tutti voi!

15 maggio 2007

Auguri!

Buon Compleanno, Mare!!!!!
P.s. Mi spiace un sacco non essere riuscito a venire al tuo aperitivo! Prometto che rimedierò!

13 maggio 2007

Fuori e Dentro il Guscio

Ci sono momenti in cui ci sembra di essere cambiati.
Ripensiamo un attimo a come eravamo e ci stupiamo di quanta strada abbiamo percorso.
Poi lentamente il corso della vita cambia, e riemergono all’improvviso fantasmi che credevamo di aver già sconfitto.
Forse cambiamo davvero. Forse.
Ma di certo non lo facciamo mai del tutto.

Bologna è stato il cambiamento. Giusto?
Quante volte l’avrò ripetuto?
Bologna è stato l’aprirsi al mondo, il mettersi alla prova, uscendo dal guscio protetto dei miei amici più cari e della mia famiglia.
A Bologna ho conosciuto decine e decine di persone nuove, ho frequentato gruppi sempre diversi.
Ricordo che c’erano settimane in cui uscivo anche tutte le sere, senza stancarmi mai.

Dopo i primi mesi per abituarmi al nuovo ambiente, mi sono subito buttato nella mischia, mettendomi in gioco di continuo con perfetti sconosciuti.
Era eccitante, stimolante, ma anche tremendamente stancante.

Ora d’improvviso ho l’impressione di essermi fermato, congelato in uno stato di placida ammirazione della mia vita, senza alcuna voglia di espormi ancora.
La definirei improvvisa e marcata misantropia, o in parole più semplici “fastidio dell’umanità”.

Mi accorgo di non aver più voglia di uscire con sconosciuti, di ricercare spazi con persone a me familiari (mia sorella, Paolo, i miei coinquilini, ecc…), senza più alcuna voglia di farmi conoscere da nessun altro.

Si richiude il guscio, signore e signori.
Siamo spiacenti, ma chi è arrivato in ritardo non può più entrare.

Me ne sono accorto frequentando la scuola di specializzazione.
Ho l’impressione che i miei “compagni di corso” stiano legando fra di loro con una velocità che ormai mi è estranea. Ho l’impressione ogni tanto di esserne fuori.

Con la mente ritorno a Fognano.
Ripenso a quel luogo che mi ha insegnato la fatica che faccio a rendermi “visibile” nel grande gruppo.
Pensavo di aver combattuto già quelle guerre.
Mi sbagliavo.
Non si cambia mai del tutto.

Paolo dice che non è grave.
Forse dopo tanto “aprirmi” è anche giusto tornare alla mia indole di base, al mio bisogno di spazi “protetti”, di tempi “lenti”.

Ha ragione.
Quanti altri “cambiamenti” mi aspettano ancora?

27 aprile 2007

Amore, Salute e Lavoro

..........................................

Da dove comincio?
Come faccio a raccontare ciò che ha vissuto in questi giorni?
Purtroppo andare con ordine questa volta non si può.

Avete presente che spesso gli oroscopi dividono la "predizione" in tre parti: Amore, Salute e Lavoro?
Beh...posso dire che una congiunzione astrale ha permesso di incasinarle tutte e tre!

Salute.
Dopo varie sedute dal dentista per capire cosa diavolo è questo fastidio che da un paio di mesi mi intristisce l'atto del mangiare, si capisce finalmente che si tratta di paradontite.
Cure proposte? Nessuna.
Unica possibilità. Seduta di igiene dentale ogni sei mesi per evitare che le cose peggiorino.
E' probabile che questo fastidio non passerà mai.
Paolo mi ha fatto riflettere che ho già altre malattie croniche (porto gli occhiali per dirne una).
Forse questo un pò consola, ma lo stesso abituarsi all'idea è difficile.

Lavoro.
La nuova legge impone che entro il 30 Aprile tutte le ditte di call center regolarizzino i lavoratori precari. Detta così sembra una buona cosa, ma in realtà ha fatto nascere la possibilità che la Telework (ditta per la quale lavoro) non potesse reggere il peso di questo cambiamento e che molti di noi si trovassero dall'oggi al domani senza lavoro.
Questo ha causato un'atmosfera di tensione e aggressività fortissima in un luogo di lavoro solitamente molto piacevole e disteso.
Fortuna che almeno questa questione sembra risolta.
Entro il 30 Giugno saremo tutti assunti a tempo indeterminato (così pare! Non ci credo finchè non firmo!)

Amore.
Ancora una volta è stato messo tutto in discussione. Il nostro rapporto. I suoi sentimenti.
Ancora una volte teme di non essere innamorato di me. Ogni tanto sembra avvertire il bisogno di una passione travolgente che con me non ha.
Aveva detto "Anche io" al mio "Ti amo" meno di un mese fa.
Ma forse ho sentito male.
O forse tornano i dubbi e le paure. Le mie. Le sue.
"Voglio stare ancora con te, ma le cose cambieranno."
Ma se deve spiegarmi come, non ci riesce.
Qualcuno gli ha detto: "Sei destinato a voler bene ad Alessandro, ma questa storia finirà nella sofferenza."
Una cupa profezia che lui vive come un'ombra.
Non vuole che io soffra, eppure abbiamo parlato di quando la nostra storia finirà.
Quanto sembrano diversi i nostri discorsi adesso rispetto anche a solo un mese fa.
Sembra di essere tornati indietro a quel dannato Ottobre quando la fine mi sembrava ormai imminente.

Eppure siamo ancora qua.
Ancora qua.
E abbiamo vissuto tante cose insieme.

Quindi ancora parole cupe sulla nostra storia, eppure questa volta voglio essere più ottimista.
La nostra storia ha già resistito alle ferite inferte da parole che segnavano la fine.
Penso che adesso non sia diverso.

Sono ancora pronto a combattere per questa storia.
Contro ogni più oscura predizione.

24 aprile 2007

Mentre Lui Non Chiama...

Tre giorni.
Non era mai successo.
Tre giorni che io e Paolo non ci sentiamo.

Sin dalla prima settimana, più di un anno fa, almeno 3 minuti al giorno ci sentiamo, anche solo per chiedere: "Come stai?".

Tre giorni invece.

Lui è chiuso in qualche posto sperduto per partecipare ad un T-group (lo stesso che feci anche io un anno e mezzo fa). E' probabile che lì il cellulare non prenda, ma è mai possibile che non ci sia neanche un telefono fisso per farmi una chiamata veloce?

Sabato sera ci siamo salutati con un veloce : "Ci sentiamo domani".
Ed è già Martedì.

Ho pensato (ed ogni tanto lo penso anche adesso) che gli possa essere successo qualcosa, ma non so come rintracciarlo.
Ho pensato (ed ogni tanto lo penso anche ora) che lui non mi chiami per una ragione, qualunque essa sia.

Paranoie, lo so.
Ma la sera è difficile essere razionali.

L'attesa è quasi terminata.
Domani lui torna.
Mai come adesso il suono di un cellulare mi renderebbe felice.

14 aprile 2007

"NEGATIVO"

Quanto sono buffe le parole!
Chiunque legga il titolo di questo post, già si prepara ad una nuova bufera di lagnanze del sempre malinconico Icaro.
“Cosa altro gli sarà passato per la mente questa volta?” vi chiederete.
“Quale altra contorsione mentale avrà escogitato per riuscire ad essere di nuovo depresso?”.

Ma come cambiano i vostri pensieri se vi dico che “Negativo” è la parola che ho trovato scritta nel referto del mio test per l’HIV.

Eh! Eh! Buffe le parole, vero?

Ho quasi 30 anni e questa è stata la prima volta che faccio il test.
Sconsiderato, forse, tenendo presente inoltre il fatto di essere gay.
Ma visto la mia ben scarsa vita sessuale prima del mio arrivo a Bologna tre anni fa, non c’è poi molto da stupirsi.

Per nove mesi io e Paolo abbiamo fatto sesso sicuro.
Poi abbiamo abbassato la guardia, correndo il rischio di tanto in tanto.
Così insieme abbiamo deciso di fare il test.

Eravamo così sicuri all’inizio, quasi che fare il test fosse solo una formalità.
Ma più si avvicinava la data dell’esame e soprattutto quella del risultato, più l’ansia saliva.

Ho ripreso ossessivamente a ripercorrere il mio passato, alla ricerca di una anche minima possibilità di aver contratto il virus, nel terrore di averlo trasmesso poi a mia volta a Paolo con il nostro comportamento avventato (il pensiero inverso mi ha sfiorato più di rado).
All’improvviso ho scoperto un vuoto di memoria, un’amnesia localizzata.
All’improvviso ho scoperto di non ricordare più i particolari, di aver perso durante la strada i ricordi più lievi, che un tempo custodivo con maggiore attenzione.

Chi li ha rubati? Che fine hanno fatto?
Chi si è preso i ricordi dei miei momenti di intimità con il francese, con il ragazzo di Rovereto, con il commesso, con il brasiliano di Aosta, con il diciassettenne e con il pazzo di Ferrara?
Cosa ho fatto (o non ho fatto) ESATTAMENTE a letto insieme a loro?

Un tempo quei ricordi circolavano spesso nella mia mente. Un tempo avrei potuto raccontare esattamente ogni minimo istante del tempo trascorso con ognuno di loro.

E’ strana la mente.
Seleziona lei secondo il suo criterio le cose da trattenere.
Queste evidentemente non erano abbastanza importanti. Non più.
Eppure ricordo che un tempo lo erano.

Penso che tutto dipenda dalla mia esperienza con Paolo.
E’ come aver raggiunto un nuovo “livello”.
Forse si smette ad un certo punto di guardarsi indietro, se già si è preso da quelle esperienze passate tutto ciò che poteva servire.

La sensazione che ho provato quando ho guardato la parola “Negativo” è stata proprio questa.
Il passato all’improvviso era cancellato.
Nulla più dei batticuori passati aveva lasciato segno.
Né ricordi né (per fortuna!) malattia.
Adesso c’è la mia storia con Paolo ad occupare la mia mente.
E’ trascorso anche il tempo delle nostalgie.

Ciò che sono con Paolo lo devo anche a ciò che ero con loro.
Ma da quella parola, “Negativo”, si volta pagina e si inizia davvero da zero.

Sempre di più mi convinco che quella con Paolo potrebbe davvero essere una grande storia d’amore.

03 aprile 2007

Chiuso per Ferie



Non ho il tempo di scrivere nulla.
Tra poco parto per Napoli.


Lui ha detto: "Anche io".
Ed è stata la gioia più grande.


E adesso...


BUONA PASQUA A TUTTI!!!!!!!!