Questa notte tornando a casa, l'autobus si è improvvisamente fermato.
Non me ne sono accorto subito.
Ero distratto. Pensavo fossimo fermi davanti un sefamoro.
Solo quando l'autista è sceso ho capito che qualcosa di fuori dall'ordinario stava accadendo.
Sono sceso anche io, seguendo il flusso dei passeggeri.
Ho visto anche io cosa era successo.
Qualcuno aveva posteggiato una macchina proprio in mezzo alla strada, in pieno centro storico.
Era impossibile aggirarla.
Eravamo bloccati. Immobili.
Siamo rimasti così. In attesa.
L'autista ha chiamato il carro attrezzi, ma speravamo che il proprietario della macchina tornasse presto.
E' passato un quarto d'ora così.
Più passava il tempo, più si affollavano i curiosi intorno alla macchina che bloccava il normale fluire.
Anche io sono rimasto lì. In attesa.
Ho pensato che avrei potuto fare la strada verso casa a piedi.
Non mi sentivo particolarmente stanco.
Eppure sono rimasto lì. Probabilmente curioso di vedere come finiva quella storia.
Ad un certo punto è apparso un grassone mezzo ubriaco.
"Non è mia la macchina, ma se non mi picchiate la sposto!"
Velocemente è salito in macchina ed è partito come un razzo, probabilmente terrorizzato da una nostra possibile reazione.
Tutto qua.
Solo un coglionazzo come tanti.
Nessuna strana ed avvincente storia.
Eppure sono risalito in autobus soddisfatto.
Ero contento di aver assistito a qualcosa di bloccato che riprende a fluire.
Sento che la vita mi chiede cambiamento.
Dovrei cominciare a cercare un nuovo lavoro, qualcosa che si avvicini di più al mio lavoro "vero".
Dovevo cambiare tirocinio quest'anno, fare nuove esperienze, invece per pigrizia ho continuato là dove avevo cominciato l'anno scorso.
Dovrei chiarire la mia posizione con Paolo, il mio "ragazzo/non ragazzo".
Ed invece rimango fermo. Inamovibile.
Sento che una grande energia si sta accumulando.
L'ultima volta che è successo, ho cambiato città, ho lasciato la mia Sicilia e ho salutato amici e famiglia.
Vorrei non dover arrivare a questo.
Vorrei far defluire questa energia bloccata poco alla volta.
Ma la pigrizia, la stanchezza e (perchè non dirlo?) un pò di tristezza, mi bloccano qui.
Con questo lavoro, con questo ragazzo.
Vorrei smettere di dover cambiare continuamente la mia vita.
Ma qualcosa non lo permette.
Resisterò finchè posso.
Poi mi muoverò anche io.
18 aprile 2008
06 aprile 2008
Il Mio Pensare è Fluido
Ho l'impressione che cose insignificanti in questo momento influenzino in maniera esagerata il mio umore.
Un giorno mi taglio i capelli, o meglio me li faccio tagliare (dal parrucchiere più figo che mi sia capitato di avere!), e mi sento bene.
Sento che cambiare look ha aiutato il mio umore a sollevarsi e i miei pensieri ad alleggerirsi.
Ed ecco che all'improvviso tutto diventa chiaro, quasi semplice.
Tutto d'un tratto ho come una visione.
Adesso so che ne sarà di me e Paolo, del nostro legame più forte delle nostre paure.
Ripenso alle sue parole.
Quelle di adesso.
Quelle di allora.
Improvvisamente So.
Io e Paolo torneremo insieme.
E' inevitabile.
Lo so io.
E mi rendo conto che lo sa anche lui.
Percorreremo strade ignote, esploreremo posti selvaggi ed emozionanti.
Ci perderemo in altre sensazioni, altre vite.
Per poi ritornare inevitabilmente insieme.
Come fosse la cosa più naturale.
Come fosse quella più giusta.
Poi accade nulla.
Accade che un sabato mi sveglio con un dolore alla spalla.
Accade che ho bisogno di un suo massaggio.
Ho bisogno delle sue mani, del contatto con la sua pelle.
E all'improvviso, di nuovo, niente è più facile.
Nulla sembra più così esaltante.
Tutto d'un tratto sento di non farcela.
Sento che il dolore della perdita mi sovrasta.
Nessuna consolazione mi placa.
Sapere che io e lui non ci perderemo mai, adesso non basta più.
Improvvisamente ho solo voglia di lui.
Null'altro conta.
Eppure la forza che avevo fino a ieri so che esiste ancora.
La lucidità del mio pensare è solo momentaneamente confusa dalle fitte alla spalla che non cessano.
Non posso medicare le ferite del cuore, ma so che un pò di crema sulla spalla aiuterà a superare il dolore, ogni tipo di dolore.
Un giorno mi taglio i capelli, o meglio me li faccio tagliare (dal parrucchiere più figo che mi sia capitato di avere!), e mi sento bene.
Sento che cambiare look ha aiutato il mio umore a sollevarsi e i miei pensieri ad alleggerirsi.
Ed ecco che all'improvviso tutto diventa chiaro, quasi semplice.
Tutto d'un tratto ho come una visione.
Adesso so che ne sarà di me e Paolo, del nostro legame più forte delle nostre paure.
Ripenso alle sue parole.
Quelle di adesso.
Quelle di allora.
Improvvisamente So.
Io e Paolo torneremo insieme.
E' inevitabile.
Lo so io.
E mi rendo conto che lo sa anche lui.
Percorreremo strade ignote, esploreremo posti selvaggi ed emozionanti.
Ci perderemo in altre sensazioni, altre vite.
Per poi ritornare inevitabilmente insieme.
Come fosse la cosa più naturale.
Come fosse quella più giusta.
Poi accade nulla.
Accade che un sabato mi sveglio con un dolore alla spalla.
Accade che ho bisogno di un suo massaggio.
Ho bisogno delle sue mani, del contatto con la sua pelle.
E all'improvviso, di nuovo, niente è più facile.
Nulla sembra più così esaltante.
Tutto d'un tratto sento di non farcela.
Sento che il dolore della perdita mi sovrasta.
Nessuna consolazione mi placa.
Sapere che io e lui non ci perderemo mai, adesso non basta più.
Improvvisamente ho solo voglia di lui.
Null'altro conta.
Eppure la forza che avevo fino a ieri so che esiste ancora.
La lucidità del mio pensare è solo momentaneamente confusa dalle fitte alla spalla che non cessano.
Non posso medicare le ferite del cuore, ma so che un pò di crema sulla spalla aiuterà a superare il dolore, ogni tipo di dolore.
01 aprile 2008
Non Ti Dirò Addio
Le parole più dolci che tu mi abbia mai detto.
Forse le parole più dolci che qualcuno mi ha mai detto.
Me le dici fra le lacrime.
Me le dici lasciandomi... ancora una volta...
Ti amo, Paolo.
E a tuo modo mi ami anche tu.
Eppure ci separiamo di nuovo, mutiamo ancora una volta il nostro rapporto.
Non stiamo più insieme.
Non vuoi che io dica "Mai più".
Io ci devo provare. Per proteggermi.
Le tue lacrime, il tuo dolore però me lo impediscono.
Ditemi come si fa!
Spiegatemi come potrei essere io causa del dolore della persona che più di tutte vorrei proteggere dalle asprezze della vita!
Come faccio a spiegare al mondo cosa ho provato?
Il mondo non mi capirà.
Mi rimprovererà di essere stato "troppo buono".
Ma che ne sa il mondo di come sei fatto tu, Amore?
Io ti conosco.
Io ho intravisto la tua pena, ciò che mi hai permesso di vedere.
Che ne sa il mondo di noi due?
Che ne sa di tutto quello che ci siamo detti ieri notte?
Che ne sa il mondo di come sono io quando sono con te?
Io non posso fare a meno di te, Paolo.
E tu di me.
Non è una fine, hai detto, ma un mutamento.
Così saremo.
Alessandro e Paolo.
Per sempre.
Mutando.
A modo nostro.
Non ti dirò Addio.
Mai.
Adesso stiamo a vedere.
Qualcosa succederà.
Forse le parole più dolci che qualcuno mi ha mai detto.
Me le dici fra le lacrime.
Me le dici lasciandomi... ancora una volta...
Ti amo, Paolo.
E a tuo modo mi ami anche tu.
Eppure ci separiamo di nuovo, mutiamo ancora una volta il nostro rapporto.
Non stiamo più insieme.
Non vuoi che io dica "Mai più".
Io ci devo provare. Per proteggermi.
Le tue lacrime, il tuo dolore però me lo impediscono.
Ditemi come si fa!
Spiegatemi come potrei essere io causa del dolore della persona che più di tutte vorrei proteggere dalle asprezze della vita!
Come faccio a spiegare al mondo cosa ho provato?
Il mondo non mi capirà.
Mi rimprovererà di essere stato "troppo buono".
Ma che ne sa il mondo di come sei fatto tu, Amore?
Io ti conosco.
Io ho intravisto la tua pena, ciò che mi hai permesso di vedere.
Che ne sa il mondo di noi due?
Che ne sa di tutto quello che ci siamo detti ieri notte?
Che ne sa il mondo di come sono io quando sono con te?
Io non posso fare a meno di te, Paolo.
E tu di me.
Non è una fine, hai detto, ma un mutamento.
Così saremo.
Alessandro e Paolo.
Per sempre.
Mutando.
A modo nostro.
Non ti dirò Addio.
Mai.
Adesso stiamo a vedere.
Qualcosa succederà.
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