25 ottobre 2007

Fare la Scelta Giusta

Non ho paura di soffrire.
E' vero.
La sofferenza emotiva non mi ha mai spaventato.
So di aver imparato il modo per "distrarmi" dalla sofferenza, quando voglio star bene.

Adesso invece scelgo di rimanere nella sofferenza.
Perchè solo se io sto male adesso, c'è ancora una speranza nel futuro per questa storia.
Mi conosco.
Se smetto di soffrire (e ne sarei capace), significa che non si torna indietro, che è ormai sceso il sipario su me e Paolo.
Continuo a pensare che non sia ancora giunto quel momento.
Non voglio che si avveri una delle paure di Paolo. Arrivare da me, dirmi di volerci provare di nuovo e sentire da me la risposta: "Mi spiace, Paolo. Ormai è troppo tardi!".
Così scelgo la sofferenza, almeno per un altro pò.

Questa sera ho ferito Paolo.
E lui ha ferito me.
Volevamo solo una serata tranquilla fra noi due, ma non ha funzionato.

Ho visto i suoi occhi incupirsi alle mie parole, e mi sono sentito il più grande stronzo su questa terra.

E' stato un tentativo sbagliato.
Con prove e errori sono certo che troveremo il modo per avere quella serata tranquilla tanto desiderata.

Intanto dopo tante brutte parole lui mi augura la buonanotte con un sms.

"Sarai sempre il mio topone"

Così con altre parole curiamo le ferite che ci siamo inferti da soli, affinchè alla fine nessuno si faccia male davvero.

23 ottobre 2007

"Cade la Pioggia"

Oggi ho sentito per la prima volta questa canzone dei Negramaro.
Ero in treno e mi stavo quasi commuovendo in mezzo a tutti quei sconosciuti.
Non so perchè mi ha preso tanto.
Forse solo perchè parla della fine di una storia.
Forse perchè non mi aspettavo che il ritornello cambiasse di strofa in strofa, donando ogni volta un pizzico in più di speranza.


"Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull'acqua sporca
si ma a te che importa e poi rinfrescati se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare lontano in silenzio
a guardare la nostra passione che muore in un angolo
e non sa di noi....non sa di noi
cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch'io la pace
cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c'è aria fredda intorno a noi abbracciami se vuoi questa mia stessa pioggia sporca
dimmi a che serve restare lontano in silenzio
a guardare la nostra passione che muore in un angolo
e dimmi a che serve sperare
se piove non senti dolore
come questa mia pelle che muore, che cambia colore, che cambia l'odore
tu dimmi poi che senso ha ora piangere,
piangere addosso a me che non so difendere questa mia brutta pelle così sporca,
tanto sporca come sporca questa pioggia sporca
si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna fango si ma torna
e dimmi che serve restare lontano in silenzio
a guardare la nostra passione non muore, ma cambia colore
tu fammi sperare che piove e senti pure l'odore di questa mia pelle che bianca non vuole colore, non vuole colore"
.
.
Forse avete ragione voi (tutti... dentro e fuori questo blog).
Forse affinchè la mia pelle cambi colore, per non essere più sporca, per tornare bianca, forse è necessario una morte vera.
Forse dovrei davvero tagliare con Paolo.
Così si fa.
Forse è così.
O forse no.
Forse io e Paolo troveremo insieme un modo originale per tornare fango e plasmare qualcosa di nuovo.
E' una strada impervia, lo so. Non molti la percorrono.
Ne vale la pena?
Non lo so.
Ma ho chiesto a Paolo di aver fiducia in me, quando ha scelto di non ascoltare chi giustamente gli diceva di tagliare i ponti con me.
Adesso io voglio aver fiducia in lui, anzi in noi.
E se sto sbagliando, soffrirò, ma almeno potrò sempre dire a tutti di averci provato fino in fondo.
Non avrò rimpianti, ma solo qualche ferita in più.
Che volete che sia!

19 ottobre 2007

Oggi Si.

Ma cosa cambia da un giorno all'altro?

Ho lavorato parecchio anche oggi. Sono stanco da morire anche oggi.
Eppure oggi è una giornata si.
Niente cuore che soffre. Nessun nodo alla gola.
I pensieri si librano leggeri, come se davvero fossi in grado di fare tutto.

Lasciare Paolo. Tornare a sorridere.
Scoprire fra le pieghe nascoste del cuore un nuovo amore.
Mi sento capace di voltare pagina.
Anche se so che non è ancora giunto quel momento.

Lui mi ha detto che c'è ancora speranza per Noi.
Mi ha detto che è anche un suo desiderio quello di riuscire a tornare insieme.
Mi fanno piacere le sue parole, perchè so che ci crede davvero.
Ma non mi fermo alle sue parole.
Cerco di andare oltre, sbirciando, un pò curioso di ciò che mi aspetta al di là di questo dolore.
Che ci sia Paolo oppure no.

Vorrei essere capace di trattenere questo sguardo semplice alle cose della vita, e usarlo quando il cuore tornerà a bruciare.

17 ottobre 2007

Oggi No.

Oggi non va.

Oggi non funzionano le rassicurazioni, nè i pensieri consolatori.
Oggi sono così stanco da non aver energia per arginare la mia tristezza, ed essa mi sovrasta.

Paolo mi ha chiamato come ogni sera, e non sono riuscito a fingermi sereno.
Ho investito anche lui con tutta la forza della mia disperazione.
E non è giusto.

Gli ho chiesto scusa.
Ma non basta.

Non voglio farlo sentire in colpa per questo dolore.
Anche perchè so che è solo un momento di sconforto causato da una giornata troppo intensa a lavoro.

Mi ha chiesto di andare a casa sua domani sera (questa sera c'è sua madre a Bologna).
Mi ha offerto il suo aiuto da "amico o da più che un amico".

Vorrei che questo bastasse a consolarmi.
Ma non è così.

16 ottobre 2007

E Adesso?...

Ho chiesto a Paolo di lasciarci.

Sembrava impossibile per me pronunciare quelle parole. Ma l'ho fatto.
E i suoi occhi... per un attimo... li ho visti tristi per le mie parole.
Forse lui avrebbe preferito aspettare un pò, affinchè lui trovasse quella risposte che non so se arriveranno mai.
Io non ce la facevo più ad aspettare.
Avevo paura di aspettare.

Mi ha parlato del suo desiderio di incontrare un altro ragazzo per riuscire grazie al paragone a eliminare i suoi dubbi.
Gli ho detto che era un codardo a pensarla così, incapace di prendersi la responsabilità di questa decisione.
Ho avuto paura che lui mi tradisse prima del chiarimento.
Sono stato codardo anche io e sono fuggito, prima che lui potesse inconsapevolmente ferirmi più di quanto avrei potuto sopportare.
Così sarebbe stato davvero perderlo per sempre.

Non sono triste.
Non quanto dovrei.

Ho chiesto a Paolo di rimanere comunque nella sua vita.
Era felice.
Mi ha detto cose così dolci come mai aveva fatto durante la nostra storia.
Mi ha chiesto di tenere le chiavi di casa sua, come "simbolo della mia presenza".
Mi ha confessato di volermi nella sua vita "per sempre".

E adesso?
Non lo so. Non lo sa.
Tutti (o quasi) hanno detto sia a me che a lui che rimanere vicini ci farà solo del male.
Accetto la sfida.
Voglio riuscire a stupire tutti.
Voglio riuscire insieme a Paolo ad inventarci un modo per non perderci.
Ci vorrà pazienza, e bisognerà accettare qualche scossone.
Ma sono ottimista.
Questo pensiero mi protegge dalla sofferenza della scorsa settimana.
E tanto basta.

Paolo continua a parlare della possibilità di tornare insieme.
Io poco a poco vedo allontanarsi questa prospettiva.
Ma se davvero succedesse sarei davvero l'uomo più felice di questa terra.
Non posso permettermi però di sperarci.

Scusa, Paolo.
Vorrei essere più forte e accogliere i tuoi dubbi senza fuggire.
Al momento però non ho altra scelta.

Adesso mi manchi.
So che ti vedrò presto.
Già sabato c'è una cena da te con i tuoi amici, e forse anche prima riusciremo a fare qualcosa io e te da soli.
Ho voglia di stare con te senza tristezza.
Ho voglia di vedere i tuoi occhi azzurri illuminarsi mentre sorridi.
Ho voglia di sentire le tue mani accarezzare la mia pelle.

E mi chiedo ancora se davvero la scelta fatta sia quella giusta.
Magari il tempo mi darà la risposta.

09 ottobre 2007

Dovrò Imparare a non Chiamarti Amore?

Temo che la storia con Paolo sia finita.

Ho riletto un post di un anno fa esatto. Si chiamava Parole come un Peso sul Cuore.
Scrivevo così:

"Che non scenda mai la sera.
Perchè è in quei momenti che le sue parole tornano a fare male.
Le sento come se fossero qualcosa di fisico che preme dall'alto sul cuore.
Così bisogna arrivare alla sera stanchissimi, e addormentarsi prima che la malinconia si faccia sentire.
Lui non riesce a capire se le sue resistenze a lasciarsi andare nel nostro rapporto dipendano da lui e da come è fatto, o più semplicemente dal fatto che non è innamorato di me.
Forse se accanto a lui ci fosse una persona diversa, lui avrebbe già messo da parte tutti i suoi meccanismi di difesa.
Forse.
Ed è quel forse a lasciarmi così... sospeso... fra l'essere o il non essere una coppia.Stiamo insieme. Ancora.
Ma temo che questa storia stia per finire.
Eppure non posso neanche piangerne l'epilogo, perchè stiamo ancora insieme, perchè esiste quel dannato "forse"."

E' strano.
Potrei ricopiare le stesse parole in questo post e non sarebbe una bugia.
Questo fatto mi dà la speranza che anche questa volta ci sarà un futuro insieme con Paolo, nonostante come mi sento in questo momento.
Questo fatto però mi fa anche riflettere sul fatto che in un anno non sembra che abbiamo fatto grandi passi avanti, se i suoi dubbi sono ancora gli stessi.

Paolo non prova attrazione fisica per me.
Così ha detto.
Il sesso fra noi nell'ultimo mese è stato un disastro.

Vorrei credere alle sue parole.
Tutto sarebbe più semplice.

Ma non gli credo.
Credo che lui abbia un problema forte a lasciarsi andare nella coppia ( e di conseguenza nel sesso).
Credo che dire di non essere innamorato di me, di non essere attratto da me, lo protegga dalle sue paure.

Ma, dannazione!, visto che credo questo, non riesco a lasciarlo andare. Non riesco a dirmi che è finita. Non riesco a mollare la presa e rassegnarmi.

Non so.
Credevo ci fossimo lasciati davvero, questa volta.
Abbiamo anche messo in scena il Rituale dell'Addio.
Io che vado via da casa sua e gli chiedo se devo portare con me tutta la mia roba.
Lui non risponde, perchè non riesce a dirmi di si. Piange.
Non avevo mai visto Paolo piangere.
Io che raccolgo le mie cose sparse, mentre il corpo si fa più debole e ogni oggetto che raccolgo sempre più pesante. Lui pulisce nervosamente una sedia, perchè non riesce a star fermo a guardarmi mentre vado via.
Mi fermo. Stravolto. Lui mi abbraccia forte e mi chiede di rimanere così in silenzio. Abbracciati.
Per la prima volta il contatto del suo corpo mi risulta estraneo e fastidioso. Ma non mi stacco da lui.
Sulla soglia vedo lo zerbino che gli regalai il Natale scorso. Gli chiedo di non buttarlo via.
"Non ci stiamo lasciando, Ale. E voglio che tieni anche le chiavi di casa mia."

Anche ieri sera al telefono mi ha ripetuto la stessa cosa.
"Non ci siamo lasciati. E' solo un altro dei nostri momenti di crisi. Sicuramente più forte di altri."

Eppure io sento la fine vicina.
Troppi pensieri si affollano.
Fare di tutto per non perderlo. Fare di tutto per lasciarlo libero.

Il mio desiderio più grande è quello di trovare la forza per inventarci un modo per rimanere l'uno nella vita dell'altro, anche se ci dovessimo lasciare.
So che è difficile/impossibile.
Me lo ripetono tutti.

Io che ancora adesso quando lo sento mi dimentico di non chiamarlo più "Amore".

Eppure mi è sempre piaciuto rompere gli schemi, stupire i luoghi comuni.
Forse un modo per rimanere vicini non esiste per due che sono stati insieme.
Allora ci toccherà inventare qualcosa che non esiste.

Ma prima di tutto questo, rimane ancora la domanda.
Io e Paolo stiamo ancora insieme oppure no?

01 ottobre 2007

Cuore senza Carne

Quanta importanza ha il sesso nelle nostre vite?
Cosa ci accadrebbe se le relazioni fossero fatte di puro sentimento?
Cuore senza Carne.

"A volte vorrei che il sesso non esistesse!"

Mi ha detto (dire perchè sarebbe troppo intimo anche per il mio blog).

"Bisogna imparare a guardare al sesso come ad un gioco, senza troppe paranoie."

Gli ho risposto.
Mi ha dato ragione.

A volte però anche io guardo al sesso con una certa sospettosità.
Cosa mi spinge ad esempio a provare tanta soddisfazione nel sentire uno sconosciuto che fa apprezzamenti sul mio aspetto fisico (e solo su quello!)?
Forse perchè Paolo non mi dice quasi mai che mi trova bello. Forse perchè non lo diceva neanche quando ci siamo conosciuti... anche se forse è anche questo ad avermi fatto innamorare di lui (contorta mente masochista!).

Amo Paolo.
Sto davvero bene con lui.
Eppure ogni tanto i "pensieri del corpo" prendono il sopravvento, e penso a tutti i ragazzi con cui non farò sesso restando con Paolo.
Tutto solo a causa degli ormoni.

E mentre lo scrivo, me ne vergogno.
Come fosse cosa "amorale". Come se ferissi io stesso il mio tanto declamato "ideale romantico".
Eppure non posso negare che anche questi pensieri mi appartengono.
Tanto quanto tutto il resto.

Non so se fra me e Paolo prima o poi il sesso rappresenterà seria fonte di problemi.
Non oggi.
Ma la vedo come una potenzialità.
Da una parte. Dall'altra.

Una cosa ancora. L'ultima. Prima di smettere di scrivere.
Non so cosa ci succederebbe se fossimo Cuore senza Carne.
Ma so che fare sesso con Paolo, fare sesso con la persona che ami, è davvero un delle esperienze più intense che esista.
Forse questo basta.
Non so.

» Le cose che non dici «

Vorrei solo più silenzio ma
In quello che io faccio non
Si può è buio pesto qua
Dormi e quindi niente
Mi dico "fai più presto" ma
Il rimorso è incandescente qua
Vado controvento o resisto non lo so
E gioco a piedi nudi sul fuoco
E forse un altro assaggio qua
Potrebbe anche piacermi
Ma investo e non guadagno
E dopoBendato cado nel vuoto
A picco a testa in giù e poi
Sta quasi per piacermi
Mi perdo naufragando
Nelle

RIT:Cose che non dici
Quelle che la notte
Un po' te ne vergogni
Nascoste ma le fai
E ne parli con gli amici
Rimangi tutto a volte
Porti le cicatrici
Ma nessuno le vedrà

Ci pensi e non lo ammetti ma
Arriva e corre forte qua
Il Mio cervello svalvola
E' malato o chi lo sa
E provi col vangelo ad asciugare le tue colpe che
Neanche il fazzoletto che usi sempre assorbirà più
E gioco a piedi nudi sul fuoco
E forse un altro assaggio qua
Potrebbe anche piacermi
Ma investo e non guadagno
E dopoBendato cado nel vuoto
A picco a testa in giù e poi
Sta quasi per piacermi
Mi perdo naufragando
Nelle

RIT:...

E apri pacchi d'affetto
Mandandoli giù d'un botto
Cerchi un Purgatorio virtuale
Al tuo non riuscire ad amare
Riavvolgi il tuo Dio dell'amare
Per cui tu continui a pregare
Nel buio più angusto e più stretto
Di ciò che non hai mai detto
E calano le ombre e puoi scoprire
Ogni difetto che
Gelosamente nel tuo limbo tu
Nasconderai Celerai Coprirai Ingoierai Sputerai Scalderai Toccherai In padella scorderai Infilerai Sfilerai Sbatterai oppure no Guarderai Lo saprai Nasconderai o Non lo so Nelle
Tiziano Ferro