Non ho paura di soffrire.
E' vero.
La sofferenza emotiva non mi ha mai spaventato.
So di aver imparato il modo per "distrarmi" dalla sofferenza, quando voglio star bene.
Adesso invece scelgo di rimanere nella sofferenza.
Perchè solo se io sto male adesso, c'è ancora una speranza nel futuro per questa storia.
Mi conosco.
Se smetto di soffrire (e ne sarei capace), significa che non si torna indietro, che è ormai sceso il sipario su me e Paolo.
Continuo a pensare che non sia ancora giunto quel momento.
Non voglio che si avveri una delle paure di Paolo. Arrivare da me, dirmi di volerci provare di nuovo e sentire da me la risposta: "Mi spiace, Paolo. Ormai è troppo tardi!".
Così scelgo la sofferenza, almeno per un altro pò.
Questa sera ho ferito Paolo.
E lui ha ferito me.
Volevamo solo una serata tranquilla fra noi due, ma non ha funzionato.
Ho visto i suoi occhi incupirsi alle mie parole, e mi sono sentito il più grande stronzo su questa terra.
E' stato un tentativo sbagliato.
Con prove e errori sono certo che troveremo il modo per avere quella serata tranquilla tanto desiderata.
Intanto dopo tante brutte parole lui mi augura la buonanotte con un sms.
"Sarai sempre il mio topone"
Così con altre parole curiamo le ferite che ci siamo inferti da soli, affinchè alla fine nessuno si faccia male davvero.
25 ottobre 2007
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6 commenti:
io non credo che una persona ferita, come lo sei stato tu in queste settimane, sia mai uno stronzo se reagisce alla sofferenza anche pur ferendo, come arma di difesa...
secondo me ti dai troppe colpe e dai troppe giustificazioni a paolo.
fino a che sarà così non credo ti aiuterai molto...
scusa se mi permetto di dire queste cose, ma mi fa male leggere di questi tuoi stati d'animo, perchè meriti un po' di serenità.
Capisco benissimo le tue parole, e anche io probabilmente sentirei le stesse cose nel leggere queste parole scritte da un amico.
Ma, se posso essere sincero (non ve la prendete), c'è (e ci sarà sempre credo) una parte di me che si vuole occupare comunque di far star bene Paolo più che aiutare me stesso.
Posso smettere di essere il suo ragazzo, ma voglio rimanere gioia e non tristezza nella sua vita, in una forma ancora da definire.
Non voglio alimentare i suoi cupi pensieri su se stesso.
Di me mi occuperò quando sarò sicuro che lui stia bene.
Posso aspettare.
Grazie per farmi sentire che ho tante persone che si preoccupano per me.
E' rassicurante.
Anche io sono parecchio preoccupata per te, te l'ho detto anche martedì.
Ti vedo convinto di quello che stai facendo e so che ci credi davvero.
Da un lato ti direi di andare fino in fondo, così da non avere mai rimpianti, ma dall'altro vorrei solo che stessi più attento.
Ti adoro...
ottimo consiglio: BE CAREFULL!
Ragazzi (soprattutto tu, Manu), state tranquilli.
Davvero.
Forse a volte può non sembrare, ma ho la scorza dura, e non basterà certo la fine di una storia a buttarmi giù.
Amo vivere le cose con intensità (lo sapete). La gioia come il dolore.
Questo è il senso delle mie scelte.
Ma vi prometto che presto, tornerò in un modo o nell'altro alla mia serenità.
State tranquilli.
come va?
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