31 dicembre 2008
Paradise Lost (London, Lesson Number Three)
Il secondo giorno Londinese è stato ribattezzato la "giornata culturale".
La mattina siamo stati allo Science Museum, dove io e Manu rubavamo i giochi ai bambini per provarli noi. C'erano un sacco di esperimenti fantastici da fare che dimostravano alcune leggi delle fisica. Peccato che la sala era ingromba di infanti!
Il pomeriggio invece siamo stati alla Tate Gallery, dove come ogni volta mi confronto con la mia ignoranza in materia di arte, ma ciò nonostante mi diverto da matti a vedere le produzzioni assurde degli artisti contemporanei.
Dopo un breve pisolo serale, ci siamo accodati all'oceano di gente che lentamente fluiva in direzione del London Eye, dove alla mezzanotte sarebbero iniziati i fuochi artificiali.
Emozionante countdown in inglese circondati da gente di mille etnie differenti, e poi le grida di gioia mentre partivano i giochi pirotecnici, i più belli che abbia visto in vita mia.
Finiti i fuochi, la mia intenzione era quella di raggiungere l'"Heaven", uno dei locali gay più famosi di Londra, anche se le speranze di entrare senza aver preso i biglietti giorni prima erano davvero misere.
Siccome però eravamo nella zona giusta, pensai che non ci costava niente dare un attimo un'occhiata.
Quello che non avevo calcolato era che moltissime strade quella notte erano state chiuse dalla polizia e riuscire a trovare la via del "Paradiso" è stata davvero un'impresa!
Dopo essere stati rimpallati da una parte all'altra di Trafalgar Square da vari poliziotti (ce ne era uno scleratissimo che continuava a urlare "Happy New Year!" a chiunque gli chiedesse informazioni!!!), ci siamo trovati inspiegabilmente coinvolti in un esodo di massa senza neanche conoscere la meta di quel peregrinaggio.
Eppure era impossibile ormai tornare indietro o spingersi nei lati. L'unica alternativa praticabile era godersi il tragitto verso traguardi indefiniti.
C'era un sacco di gente ubriaca, gente che rideva, gente che ballava, gente che salutava la gente affacciata ai balconi, quasi fosse una manifestazione.
Ad un certo punto un ragazzo ha pure uscito la chitarra e lui con i suoi amici si sono messi a cantare.
DELIRIO!!!
Raggiunto infine l'"Heaven", i cancelli del paradiso per noi restano chiusi.
"Sold out!"
E' il fermo rifiuto del San Pietro di turno.
Così essendosi fatte nel frattempo le 4 di notte, non ci resta che tornare a casa con la metropolitana.
Non sapevo che quella notte mi riservava un'ultima piccola sorpresa.
30 dicembre 2008
Look Right (London, Lesson Number Two)

Una delle prime cose da imparare una volta arrivati a Londra è guardare nella giusta direzione.
Altrimenti quando attraversi rischi di farti mettere sotto da un autobus a due piani.
Le macchine arrivano da destra! Ricorda!
Il primo vero giorno a Londra è passato così, cercando di orientarsi in quella grande città sconosciuta.
Prima nel delirio di un Harrod's affollatissimo, poi in giro per il centro fra Buckingham Palace, Big Ben, Westminster Abbey e il London Eye.
Ogni sguardo era una sorpresa. Ogni angolo una scoperta.
Come un bambino stupito mi guardavo intorno, ancora incredulo di essere veramente a Londra.
La sera abbiamo incontrato Erika e Annalisa che ci hanno portato a cena in un locale vicino alla fermata della metro "Angel".
Scherzando con i miei compagni di viaggio, mi dicevo sicuro che lì, a quella fermata, avrei di certo incontrato il mio "angelo" londinese, così come incontrai il mio "angelo" a Francoforte nel locale "Blue Angel" tre anni fa (vedi "Se incontri un angelo, non avrai pace ma febbre").
Così quella sera mi guardavo intorno, pensando "Forse è lui! No, forse allora è quello lì!".
Il problema era che avevo indovinato il posto, ma non il giorno giusto!
Alla fine mentre mia sorella se ne tornava a casa, io e Mare ci siamo fatti un giretto a Soho, il quartiere gay londinese.
Era più una perlustrazione per sapersi orientare nel caso per capodanno avessimo deciso di andare a ballare in qualche locale della zona.
Ad essere sincero, Soho non mi ha fatto tutto questo grande effetto. Ho trovato, ad esempio, molto più gayo e allegro Chueca, il quartiere gay di Madrid.
Più in generale ho trovato Londra molto molto bella, ma non me ne sono "innamorato".
Tornerò sicuramente a vederla di nuovo con maggiore calma, ma non è una città in cui mi piacerebbe vivere.
Intanto si conclude questa prima giornata, e cresce l'attesa per questo capodanno a Londra, reale motivo del nostro viaggio.
29 dicembre 2008
Be Careful, But... NO PANIC!!!! (London, Lesson Number One)

"Mi raccomando. State attenti."
Quando le ascolti, valigie in mano, pronto a partire per Londra e a viverti un capodanno da sogno, quelle parole ti scivolano via come sabbia fra le dita.
Quando però ti ritrovi sperduto di notte da solo insieme a tua sorella e ad un tuo amico nel buio assoluto in mezzo alle campagne che circondano Londra, un pochetto le parole pronunciate da tuo padre ti tornano in mente.
E' così che comincia questo viaggio.
Io, Mare e mia sorella. A Londra.
Un taxi ci accompagna all'indirizzo segnato nella prenotazione dell'albergo.
Un tassista claudicante ci accompagna nel bel mezzo del nulla.
Due casette bianche identiche una di fianco all'altra. Buio pesto. Silenzio assoluto.
Il tassista se la ride sotto i baffi, ci consiglia di chiamare il numero dell'albergo e poi scompare.
Mia sorella prova a telefonare all'albergo, mentre cominciamo a bussare alla porta chiusa.
Dopo parecchio tempo compare alla finestra un uomo mezzo nudo che ci ripete anche lui di chiamare l'albergo.
Intanto dopo vari tentativi mia sorella riesce a parlare con qualcuno, che promette di mandare subito un autista (il nostro "driver"!) a prenderci.
Scopriamo così che il "vero" albergo si trova altrove.
Lunghi minuti di attesa al buio con le valigie in mano, mentre il freddo si fa sentire sempre di più.
Ridiamo. Sappiamo che in qualche modo da quella assurda situazione ne usciremo.
Lo speriamo almeno.
L'autista arriva.
La strada è lunga in mezzo a campagne desolate.
Sembra l'inizio di un film horror di serie B.
Immagino già la polizia che ritrova i nostri corpi, nascosti in qualche posto dimenticato da Dio.
Ma ecco che arriva la prima lezione di questo viaggio.
Bisogna stare attenti quando si va in terra straniera, ma mai farsi prendere dal panico.
Ecco che l'albergo spunta in fondo alla strada.
Siamo troppo stanchi per protestare.
E poco importa se i letti non sono molto puliti.
Non facciamo neanche troppo caso al fatto che nel cassetto del nostro armadio ci sono vestiti che qualcuno avrà dimenticato.
Troppo stanchi per tutto ci buttiamo a letto e ci addormentiamo, ancora non del tutto coscienti di essere davvero arrivati a Londra!
22 dicembre 2008
Il Nostro Natale
Non perchè siano emozioni sbagliate.
Solo perchè dovrebbero appartenere ormai ad un tempo che non esiste più.
Se questo posto esiste... beh.... credo che questo weekend ne sia la materializzazione.
Io e Paolo non stiamo più insieme.
Ogni tanto mi chiedo cosa questo significhi veramente.
Paolo ha fatto di tutto per rendere speciale questo nostro tempo condiviso.
La cena. Il cinema. Il nostro letto.
La colazione. Le chiacchiere. I baci.
La spesa. Il pranzo. La lettura condivisa.
Le risate. Il quasi sesso. Il pisolo sul suo petto.
Quanto Amore io sento in ogni suo gesto.
"Questa sera devo coccolarti" mi ha detto.
Questo non cambia il fatto che io e lui non stiamo più insieme.
Ed io so che anche se lo volessimo, tornare insieme adesso sarebbe sbagliato.
Ma, sai che c'è?
Non mi interessa.
Se il cuore è felice, lasciamo che lo sia.
L'Amore, la Felicità. Non accettano schemi.
Quindi....
Grazie, Paolo.
Di tutto l'Amore.
Di questa Felicità che sovrasta tutto il rumore.
Grazie, Paolo.
Buon Natale anche a te.
19 dicembre 2008
Perchè non Salto di Gioia?
Dovrei essere felice.
Paolo sta organizzando la nostra cena di Natale.
Un ristorante carino che non mi vuole dire.
Io e lui da soli. Tante chiacchiere. Parole dolci.
Lui ha rinunciato ad un impegno che aveva già preso pur di farmi contento.
Dovrei fare i salti di gioia.
Dovrei friggere d'impazienza.
Invece inaspettatamente mi sento.... in colpa.
Raccolgo tutte le mie emozioni e cerco di dare un senso.
Ma non è semplice.
Volevo che ci fosse un momento solo nostro per salutarci prima delle vacanze natalizie.
Ma non ho neanche insistito tanto.
Anzi a dire la verità, la proposta questa volta è nata da lui.
Questo gesto.
Altri piccoli gesti fatti in queste settimane.
Come se dopo avermi detto di essere andato "oltre noi", adesso senta il bisogno di riparare.
Quanto deve costare a Paolo ferirmi?
Quanto male deve fargli dirmi certe parole e vedere la tristezza che annebbia i miei occhi?
Se io fossi veramente buono come professo di essere, forse dovrei liberare Paolo da queste catene.
Forse dovrei trovare io la forza che lui non trova, e dirgli Addio.
Forse sarebbe l'atto d'Amore più grande che potrei fare.
Rinunciare a ciò che ho di più bello per rendere Paolo libero.
Poi però mi viene in mente la sua voce, l'emozione che traspare quando mi dice di aver trovato il ristorante dove andare a mangiare.
E temo di non essere più in grado di capire.
So cosa fa bene a me.
Ma non so davvero quale sia la scelta più giusta per lui.
Vorrei proteggerlo.
Come lui ha protetto me in questi mesi in cui mi sentivo così fragile.
Ma non so se ne sono capace.
Ho passato questi mesi a cercare di trovare un equilibrio per star bene io.
E adesso che l'ho trovato, mi tocca ricominciare la ricerca per trovare un nuovo equlibrio dove si possa star bene entrambi.
Non è facile.
Ma sono certo che questa emozione è solo un attimo.
Domani già il pensiero di me e lui immersi nel nostro piccolo clima natalizio mi farà sorridere come uno scemo tutto il giorno.
10 dicembre 2008
Oltre
Forse è il momento di riprendere a narrare la mia vita.
Forse già domani sarò stanco di nuovo.
Non so.
"Io sono oltre."
Sono le parole di Paolo.
Parole dolci, ma che vogliono dirmi che è chiusa la possibilità di tornare insieme.
Quasi vorrei che fosse così e basta.
E allora perchè quando lo dice mi sembra che stia cercando di convincere se stesso più che me?
"Io spero che dicendoti chiaramente che io non penso più a noi come ad una coppia, anche il nostro modo di relazionarci cambierà di conseguenza, perchè io comincio di nuovo a sentirmi in trappola e sto male."
Ci risiamo.
Lui sta male ed io torno ad essere la causa ultima di ogni cosa che gli va storta.
Non riesce a studiare bene, a causa del malessere causatogli dalla mia vicinanza.
Mi confessa anche che in questo periodo si è preso una cotta per un ragazzo, che però non ricambia i suoi sentimenti.
Indovinate di chi è la colpa??
"Ogni tanto penso che questo sentirmi legato a te, mi impedisca di mettermi veramente in gioco con qualcun altro e per questo non trovo nessuno."
Sono stanco.
Glielo dico.
Io posso anche addossarmi tutte le colpe.
Ho le spalle forti.
Ma non farebbe bene a lui.
E' bene che Paolo si prenda la responsabilità del suo modo di essere, e mi tenga fuori.
Non posso sempre essere io la causa di ogni sua difficoltà.
"Io mi sento legato a te, Paolo. Ma questo non mi ha impedito di mettermi in gioco con qualcun altro. Devi fare anche le tue scelte. Tienimi fuori da questo."
Paolo è oltre.
Dice.
Non so se è vero.
Ma voglio crederci comunque.
Non provo dolore.
Non quanto me ne aspettavo.
Quella notte ho scelto un istante.
In quei pochi secondi ho concentrato tutto il dolore.
Sono stato malissimo.... e poi più niente.
Non mi sento oltre Paolo.
Ma sento che qualcosa in me sta cambiando.
So di non essere pronto per un nuovo amore che arriva.
Ma so anche di non essere più in attesa di un vecchio amore che torna.
Ho letto i vostri blogs, amici.
E visto che va di moda....
Anche io ricomincerò da Me!
31 ottobre 2008
Una Emozione Imprevista
Lei mi ascolta.
La Vita è sempre stata buona con me.
Credo però che ci provi anche un certo gusto a osservare le mie goffe reazioni.
Mi arrabbio con me stesso.
Perchè non so cogliere le occasioni al volo.
E mi arrabbio ancora di più perchè so che in fondo mi va bene così.
Lui (perchè se c'è emozione, allora c'è sempre un Lui!) aveva allegri occhi castani, scompigliati capelli biondi e un dolce accento spagnolo nella voce.
Aveva anche sangue rappreso agli angoli della bocca, una pelle pallida, cadaverica, e un vestito verde da infermiere lacerato e macchiato di rosso.
Ad Halloween accade anche questo.
Volere del caso, questa sera ho visto un film spagnolo a tematica gay "Spinnin" (Bellissimo!!!).
E' uno di quei film dal quale esco portandomi dietro ancora quell'atmosfera.
Quel film ti fa credere che l'Amore può essere semplice e meraviglioso.
Senza la necessità di essere complicato.
Per tornare a casa prendo in autobus pieno di ragazzi in maschera diretti a qualche festa.
Sono brilli e chiassosi, ma senza essere troppo molesti.
Uno di loro (l'infermiere insaguinato) mi si avvicina e si presenta come "dottore".
Lui e una sua amica inglese cominciano ad attaccare bottone.
Chiacchieramo un pò.
La londinese (poveretta!) mi riempe di domande, ma io continuo a rivolgermi al ragazzo spagnolo anche quando rispondo a lei!
Lei mi invita a venire alla festa Erasmus dove sono diretti.
Rispondo che non posso. Non sono un Erasmus. Non sono in maschera.
Lo spagnolo insiste.
Dice che non ha importanza.
Per un attimo tutto mi sembra semplice.
Per un attimo mi sembra di vivere nelle atmosfere del film.
Per un attimo credo possibile scendere con loro alla prossima fermata del bus e passare una serata divertente e imprevista.
Per un attimo mi convinco che il bel ragazzo spagnolo sia gay e che ci stia provando con me.
Le porte dell'autobus si aprono.
Loro scendono.
Io li saluto con la mano.
Lui mi sorride (probabilmente sorride anche lei, ma non era a fuoco nell'immagine!).
E sparisce.
Se questo fosse un mio romanzo, comincerei a girare tutte le feste Erasmus in cerca dello sconosciuto che per un istante mi ha fatto battere il cuore.
Ma domani sarà solo il ricordo di un sorriso.
Fra un mese neanche più quello.
Ma la cosa che più mi fa rabbia di me stesso è la gioia che provo per questo evento da nulla.
Invece di combattere la mia timidezza e i miei blocchi, eccomi qui a gongolare per un emozione da poco.
Me lo concedo questa notte.
Ne ho diritto dopo aver visto quel film.
Ho il diritto di tenere un sorriso beota stampato in volto questa notte.
Ma da domani... poco a poco... devo imparare e cambiare...
24 ottobre 2008
La Ferita, la Cura
Così mi sento.
Ogni giorno da un anno.
Per quanto tempo ancora durerà?
Che arrivi il vero Dolore, se proprio deve, quello che porta distruzione e rinascita!
Che arrivi la vera Gioia, se posso scegliere, quella che ti trascina lontano in un baleno!
Qualche notte fa eravamo nudi, abbracciati nel suo letto... nel nostro letto...
Io: "Vorrei trovare il modo di riconquistarti."
Lui: "Non c'è nessuno che mi ha ancora consiquistato dopo di te."
Io (ridendo): "Allora sei ancora mio!"
Lui (ridendo anche lui): "..... tecnicamente si...."
A me sembra l'esatto contrario.
Tecnicamente non sono più il tuo ragazzo.
Ma il cuore sente altre cose.
Hai detto che ci siamo resi felici a vicenda.
Io: "Ti ho reso felice?"
Lui: "Certo. Lo sai! Non si vedeva?"
Io: "Non me lo hai mai detto."
Ci siamo resi felici.
Ma ci siamo donati anche molto dolore.
Anche quella stessa notte.
Tu non hai dormito.
Ti ho detto verità che non volevo più nascondere.
Ma non so quale di queste ti ha ferito.
Ti ha ferito sapere che io non riuscirò mai a vederti come un amico?
Ti ha ferito scoprire che il mio obbiettivo finale rimane quello di tornare insieme?
Ti ha ferito conoscere la mia confusione di questo momento?
Ti ha ferito sentirmi parlare di ciò che sto vivendo insieme al Giocatore?
Mi hai spinto fra le sue braccia.
Non ti importava sapere se lui è oppure no la persona giusta per me.
Mi chiedevi di provare a mettermi con lui.
Mi spiace, Paolo.
Non riesco a credere alle tue parole.
Non hanno senso.
Non puoi chiedermi di mettermi con qualcuno senza sapere nulla d lui.
Non riesco a non vederci dietro un tuo celare il dolore, la gelosia.
Lui: "Sono felice per te."
Io: "Dimmi che ti fa male sapermi con qualcun altro."
Lui: Sono felice per te!"
Io: "Smettilla!"
Lui: "Sono felice per te. Mi dispiace per me."
Una notte insonne.
Nuovamente aleggia l'idea di smettere di vedersi.
Poi riusciamo come sempre a trovare il modo per tornare vicini.
Curiamo il male che ci siamo fatti.
Le carezze sono il balsamo.
Le parole, i sorrisi, la dolcezza è la cura.
Una mattina passata insieme e tutto sembra di nuovo come prima.
Il dolore sembra di nuovo sopportabile.
Così un pò soffro. Un pò sorrido.
Così succede.
Ogni giorno da un anno.
Per quanto tempo ancora durerà?
14 ottobre 2008
Un Piede in... quante Scarpe???
Vabbè.... ho detto proviamoci, non riusciamoci.
Il Giocatore è andato via adesso da casa mia.
Il tempo trascorso con lui è tempo a sè.
Mi far star bene stare con lui.
Con lui si offuscano i cattivi pensieri. Strano effetto.
Ed è ormai lontana anni luce l'idea che questo dipenda dal sesso.
Mi piacerebbe esistesse un Nome per ciò che siamo.
Trovare una definizione per le nostre emozioni.
In maniera da non avere sempre timore di sbilanciarsi.
Ma in realtà ho smesso di avere paura.
Se mi sento geloso di lui, glielo dico. Semplicemente.
Non mi aspetto l'esclusività. E non la cerco.
Ma sono geloso per natura.
E non posso far finta che lui non significhi nulla per me.
Trovo che la finzione nel palco dia emozione.
Ma la finzione nella vita vera la toglie.
Per quello c'è già Mr G, la new entry dell'ultima ora.
Incontro senza senso lo scorso sabato pomeriggio.
Sesso piacevole ma senza emozione. Senza parole.
Eppure c'è una mezza idea di vedersi ancora.
Quasi fosse normale per me vivere tutto questo.
Quasi io non fossi più io, ma qualcun altro.
Forse è il segno che mi sto staccando da Paolo.
L'effetto dei passi avanti fatti grazie al Giocatore.
Oppure solo tanta confusione, e incapacità di fare scelte sensate in questo momento.
E poi.... ovviamente.... c'è Paolo.
Ancora in cerca della "giusta distanza".
Oggi così vicini... dopo essere stati per giorni lontani.
Ancora mi dice le cose che voglio sentire per stare meglio.
Quasi volesse veramente vedermi felice, ma senza sapere poi come fare.
Forse avrei dovuto dedicare un post ad ognuno di loro.
Avrei ancora tante cose da dire su tutti e tre.
Ma forse è meglio così.
Questo miscuglio rappresenta la mia confusione, sentimenti che si sovrappongono.
Ma forse (e dico forse!) va anche bene così.
Forse bisogna accettare questa fase di Caos come preparazione al nuovo Ordine.
In attesa della nuova "Creazione" mi vivo ogni singola emozione.
08 ottobre 2008
L'Amore è un Rischio
E quale nome si deve dare a qualcosa che non è più Sesso, ma forse non sarà mai Amore?
Questa notte il Giocatore è venuto a casa mia per "festeggiare" insieme il suo ultimo esame andato bene.
Questa notte, forse per la prima volta con lui, non ho avuto paura di essere me stesso, anche a costo di dire cose che lo potevano spaventare.
Lui mi ha "proposto", scherzando, di far finta che i nostri incontri fossero di "semplice e squallido sesso".
"A malapena domani ci ricorderemo i nostri nomi"
Sapevo che scherzava, ma non ho voluto fare questo gioco. Non questa volta.
"No.... non è solo sesso.... e tu lo sai...."
"E allora cos'è?"
"E' quello che è adesso."
"E cos'è adesso?"
"Lo sai."
"Forse però non pensiamo le stesse cose"
"E allora dimmi cosa è per te."
"No! Te l'ho fatta prima io la domanda! FREGATO!"
Definire cosa siamo non è semplice.
Non esiste nome.
Siamo due ragazzi che stanno imparando a volersi bene, pur nelle diversità di carattere.
Due ragazzi a cui piace fare sesso insieme ogni tanto.
Due ragazzi che non posso correre il rischio di innamorarsi, perchè sono stati feriti da troppo poco tempo dall'Amore.
Lui è preoccupato che io mi possa innamorarmi di lui.
Io così fragile, sensibile, emotivo, spontaneo.
Lui ha la sua bella armatura.
L'Amore non potrà scalfirla.
Lui così cinico, distacco, difeso, rigido.
Tutti continuano a credersi più forti di me.
Tutti pensano di essere più "schermati", maggiormente capaci di gestire le loro emozioni.
Quasi io fossi un giunco sottile mosso dal vento delle proprie emozioni.
Io lo lascio credere.
Non importa.
Io non credo mi innamorerò del Giocatore.
E non credo che lui si innamorerà di me.
Ma se questo dovesse succedere, non sono così certo che l'unico a correre questo "rischio" sarò io.
29 settembre 2008
Ciò che Resta di un Pomeriggio
Non spiacevole. Anzi.
Ma strano.
Sto per chiudere la finestra e mi accorgo dello sgabello rimasto in balcone.
So perchè non è al suo posto.
Il Giocatore l'ha usato per sedersi in balcone mentre fumava... e poi lì è rimasto.
Il copripoltrona è mezzo scivolato giù. Probabilmente è successo quando abbiamo gettato di fretta i nostri vestiti sulla poltrona.
E la luce sopra il letto è ancora accessa.
Tutti segni concreti di eventi che sono ormai solo ricordo.
Non so se si accorge di farlo, ma G. è in grado di risollevarmi in fretta l'umore, anche dopo due giorni passati chiuso in casa facendo cattivi pensieri.
Mi fa ridere. E mi piace sentirlo parlare.
Finiamo poi spesso a parlare dei nostri grandi passati amori. Il mio. Il suo.
Amori finiti, che non finiscono.
E' una cosa che abbiamo in comune.
Lui ovviamnete continua con i suoi "giochetti", i suoi "tira e molla" ma in fondo da quando mi ha detto che si era lasciato, un pò me l'aspettavo.
Il Giocatore non può rendere le cose facili.
Altrimenti che Giocatore sarebbe???
Ed in un certo senso è anche bello così.
Si tiene alta la tensione, e nulla è dato per scontato.
Anche se in certi momenti mi vien voglia di strangolarlo!!
Mentre facciamo sesso, lui mi dice una cosa che un pò mi turba.
"Ti piace far sesso con me, perchè non sono il tuo ragazzo."
Sono rimasto un attimo senza parole.
Ritengo che oggettivamente G. sia veramente bravo a letto.
Ma in effetti il ragazzo probabilmente ha visto qualcosa su cui non avevo riflettuto.
Sesso senza Amore.
Non è soltanto Sesso.
C'è l'affetto per un ragazzo che è riuscito ad entrare in qualche modo nella mia vita, in una fase in cui non mi sento per niente socievole.
C'è la dolcezza che mi provocano alcune sue reazioni.
C'è l'attrazione, ovviamente. Parecchia.
C'è la curiosità di vivere una nuova emozione semplice.
Quindi non solo Sesso.
Ma non mettere in gioco altri sentimenti mi fa sentire protetto, e mi permette di lasciarmi andare.
O forse... semplicemente il Giocatore è bravo a letto. Punto.
Tre Volte No
Un pò è dato dal fatto che Facebook mi ha preso alla grande.
Ma un pò deriva dalla consapevolezza di dover scrivere un post di cui non vado fiero.
Quante volte il tuo ex fidanzato di deve dire "no", prima che tu smetta di voler far sesso con lui?
Paolo me l'ha detto tre volte quella mattina.
Ed io non mi sono fermato.
Dannatissimi ormoni che annebbiano il cervello.
E dannatissima situazione ambigua che porta a creare queste situazioni assurde.
Lo so. Lo so.
Sono regole che abbiamo condiviso.
Ma svegliarmi la mattina eccitato con accanto il mio ex ragazzo di cui sono ancora molto attratto, senza però poter fare nulla, alla volte è davvero frustrante.
Regole o non regole!
Paolo è stato molto dolce e comprensivo.
Non si è arrabbiato per nulla ed al contrario ha cercato di alleviare il mio senso di colpa con mille attenzioni.
Ma io gli ho promesso che non succederà più.
Solo che in questi momenti mi chiedo davvero se abbiamo scelto la strada giusta.
14 settembre 2008
Di Matrimonio in Matrimonio...
Concedetemelo.
Due matrimoni di fila hanno questo effetto su di me.
Sempre di più sono convinto che il matrimonio sia la cosa meno romantica che esista.
Almeno un certo tipo di matrimonio.
Venerdì sono stato al matrimonio di una mia ex compagna di liceo.
Sabato a quello di due miei amici della comitiva del Cremino.
Volere del caso, entrambi hanno scelto lo stesso ristorante per il ricevimento.
Questo mi ha permesso di vedere riprodotta la stessa scena due volte.
Cambiano i protagonisti.
Ma stesse battute, stessi tempi registici, stessa location.
Stesso menu al ristorante!!!
Stessa torta nuziale di cartone per fare scena.
Stessi genitori preoccupati che tutto vada "secondo il copione".
Stessi parenti che ripetono "quanto è bella la sposa!".
La stessa recita. Lo stesso film due volte.
Il fotografo chiede agli sposi di "fingere" di baciarsi in pose artificiose e innaturali.
Sorrisi artefatti. Sguardi privi di luce.
Attori inesperti al loro grande debutto.
Questo è il matrimonio?
Perchè nessuno fa caso a quello che sommessamente si bisbigliano imbarazzati gli sposini mentre il prete conclude la cerimonia?
Perchè nessun fotografo sceglie di immortalare la mano della sposa ansiosa che cerca conforto in quella della testimone, nonchè sua migliore amica?
Perchè a nessuno interessano i sentimenti genuini e spontanei?
La voce che trema. Le mani che sudano. Il cuore che galoppa.
Forse di tutto questo si ricorderanno solo gli sposi, sempre che anche loro non scelgano di sovrapporre a questi ricordi quelli costruiti artificialmente dal fotografo e dalla gente.
Probabilmente io non potrò sposarmi.
Ma se lo farò, ogni cosa dovrà essere reale.
Altrimenti meglio niente.
08 settembre 2008
Quando l'Emozione Sovrasta la Parola
Ma non trovavo il modo di rendere a parole le emozioni provate.
Forse basteranno poche immagini.
Il suo sorriso e i suoi occhi accesi che mi accolgono alla porta.
Quel sorriso che vorrei essere capace di far nascere più spesso.
I suoi basettoni buffi e i capelli arruffati.
"E' la moda dell'Albania!" mi dice.
E sorride.
Il contatto con il suo corpo dopo tanto tempo.
I suoi abbracci. I baci a fior di labbra. Le carezze.
Faccio fatica a parlare.
L'emozione sovrasta la parola.
Il suo regalo dall'Albania.
Un regalo che non è per me soltanto. E' per Noi.
"Così abbiamo le tazze uguali!"
Di tutto il discorso che mi ero preparato, dalla mia bocca escono poche frammentate frasi.
"Ho bisogno di leggerezza, di pensieri semplici.
Smettiamo di complicare con le parole quello che c'è fra di noi adesso."
Parliamo di G.
So di aver fatto la cosa giusta, ma in quell'istante provo il forte desiderio di non aver mai incontrato il Giocatore.
Mi fa male così tanto vedere gli occhi azzurri di Paolo diventare cupi.
Dormiamo insieme.
Di nuovo il suo respiro accanto al mio.
Dopo un mese e mezzo.
Il cuore non rallenta il suo battito.
La mattina facciamo l'amore.
Dopo sei mesi.
Mi sento felice. So che anche lui lo è.
"Ero contento di tornare." mi dice.
Adesso blocco questo attimo.
Ne faccio una foto. Ne trattengo l'emozione.
Ma poi vado avanti.
So che io e Paolo non torneremo insieme adesso.
Non bastano questi attimi.
Ci vuole di più.
Così smetto di pensare.
Niente più contorsioni mentali su quello che siamo io e Paolo.
Prendo tutto il buono che c'è.
Raccolgo ogni gesto d'affetto. Ogni segno d'Amore.
Carico di questa felicità, sono pronto a stupirmi di ciò che la vita mi riserverà.
31 agosto 2008
Due Chiacchiere in Treno
Qualche giorno fa ero in treno diretto a Imola per il tirocinio.
Camminando lungo il corridoio in cerca di un posto, incrocio uno sguardo familiare.
E' un conoscente di Paolo, che mi invita a sedermi con lui.
Quasi subito il discorso finisce sulle nostre rispettive situazioni sentimentali.
Scopro con un certo stupore che lui sta facendo il mio stesso identico percorso.
Lasciato dal ragazzo che ama, ma continuano a frequentarsi, confondendo le situazioni e i sentimenti.
Anche lui è uno del gruppo dei "It's Complicated".
Sapevo che eravamo tanti, ma è la prima volta che sentivo qualcuno raccontare la mia stessa identica storia, le mie stesse identiche emozioni.
Sono rimasto un pò deluso.
Credevo che io e Paolo avessimo generato qualcosa di "originale".
Mi sbagliavo.
Di certo lui la sta vivendo in maniera molto più tragica di me, ma c'è una cosa che ha detto che mi è piaciuta.
"Io credo che il destino mi stia dicendo qualcosa.
In questo periodo sto cercando di conoscere qualcuno.
Vado al Cassero. Lascio annunci su internet.
Mi è capitato di conoscere persone interessanti, che mi davano conferma del loro interesse nei miei confronti, ma che poi per un motivo o un altro non potevano restare nella mia vita.
E' come se il destino mi voglia rassicurare che là fuori c'è un mondo pronto ad accogliermi, ma non ancora. Non adesso."
Poi ha aggiunto: "Perchè adesso c'è ancora lui, il mio ex."
Solo quest'ultima parte non mi è piaciuta.
Io non credo al destino.
Credo al fatto che ognuno di noi fa delle scelte dirette più o meno consapevolmente dal proprio stato d'animo.
Da quando è finita con Paolo ho conosciuto nell'ordine:
1. Un uomo che vive nelle Bermuda e per il quale avevo quasi deciso di attraversare l'oceano
2. Un ragazzino di 20 anni con una cotta storica per me, che voleva che uscissimo insieme io, lui e il suo ragazzo
3. Un ragazzo dagli occhi azzurri che come me non era ancora pronto per mettersi in gioco
Qualcosa mi ha spinto verso storie impossibili, ma non verso rifiuti.
Non credo c'entri il destino.
Qualcosa dentro di me mi spinge a cercare situazioni che confermino il fatto che c'è ancora possibilità per me di innamorarmi ancora.
Ma mi ricorda anche che non sono ancora pronto.
Non adesso.
Ma al contrario di ciò che pensa il ragazzo incontrato in treno, non credo che questo dipenda dalla presenza di Paolo nella mia vita.
Semplicemente non sono ancora pronto.
Ma lo sarò.
E quando succederà, me ne accorgerò da piccole cose come queste, da eventi apparentemente casuali, che segneranno però una direzione.
27 agosto 2008
Game Over
Mi ricordo quella sgradevole sensazione quando sullo schermo appariva la scritta "Game Over".
Sapevo che avrei ripreso a giocare subito dopo, appena il tempo di infilare un nuovo gettone.
Eppure ricominciare daccapo era dura, sopratutto quando già avevo "preso la mano".
Oggi è successa la stessa cosa.
Io e il Giocatore abbiamo smesso di giocare.
E' tornato a Bologna.
Ci siamo sentiti questo pomeriggio su msn.
Dopo esserci raccontati a vicenda le nostre vacanze, lui mi ha "confessato" di essersi portato un ricordino alquanto "impegnativo" dalle sue vacanze in Sicilia.
Un fidanzato.
Game Over
Sapevo che sarebbe successo a breve.
Quello che c'era fra me e G. era talmente labile da essere destinato a spegnersi presto.
Eppure un altro pò mi sarebbe piaciuto giocare.
Nonostante ciò ero allegro, parlando con G.
Non so perchè.
Forse per orgoglio. Per non far vedere di esserci rimasto male.
O forse perchè un poco a questo ragazzo mi sono affezionato, nonostante tutto.
Sapere che ha deciso di mettersi di nuovo in gioco mi ha reso contento.
Forse ancora perchè vedo in lui quello che potrebbe succedere anche a me.
In fondo venivamo da storie simili.
Forse anche per me c'è un nuovo amore dietro l'angolo.
Forse non un nuovo G., non solo qualche bella emozione.
Non lo so.
Ovviamente mi ha chiesto di vederci ancora.
Sembra una di quelle frasi fatte che si dicono sempre in questi momenti.
Ma (purtroppo o per fortuna) so che invece succederà davvero.
Perchè so che effetto faccio alle persone.
So che chi mi è stato vicino, avrà voglia di rimanermi accanto... ma non troppo.
E' stato così con il Francese.
Ed in fondo è così anche con Paolo.
Sarò anche per G. un amico, un confidente.
Ed io sarò felice di esserlo.
E' solo che a pochi giorni dal ritorno di Paolo, mi ritrovo di nuovo senza "distrazioni".
E questo non è un bene.
07 agosto 2008
Voglia di Partire

31 luglio 2008
Buone Vacanze, G. (... e chissà... forse... Buona Vita)
Per questa estate sono finiti i giochi.
Non ci vedremo prima della sua partenza.
Lui non ha tempo.
Un pò mi scoccia.
Ma... Amen!
Mi chiedo se a Settembre ci rivedremo davvero come ci siamo ripromessi.
A lavoro ormai scherziamo sempre sulla notte in cui ho fatto sesso con G. in presenza del gatto della mia collega.
Mi chiedo se è questo che sarà G. nel mio futuro.
Una storiella divertente da raccontare agli amici.
Già mi vedo fra qualche anno.
Una serata qualsiasi con amici qualsiasi.
Il discorso va a finire sul sesso.
Si ride.
Qualcuno racconta qualcosa.
Ed io...
"Io una volta ho fatto sesso con uno e in casa c'era il gatto che una mia collega mi aveva affidato per una settimana. E' stato lì a fissarci tutto il tempo e ogni tanto aveva degli scatti isterici e saltava sul letto come un indemoniato, scappando via subito. Mi sa che l'abbiamo traumatizzato!!"
Forse ho imparato a dare il giusto peso alle emozioni, io che così facilmente mi facevo coinvolgere da storielle da nulla.
O forse è solo una fase di temporaneo distacco dai sentimenti.
Non so.
Ma sapete che c'è?
Va davvero bene così!
Mi sento sereno.
Le cose con Paolo sono ancora complicate. Questo rimane.
Ma ho imparato ad accettare che solo il tempo può sbrogliare la matassa.
E non sarà il tempo dell'attesa.
Ma tempo per vivere.
Ci saranno altri giochi. Altre emozioni.
Forse arriveranno anche nuovi sentimenti.
Chi lo sa.
Non mi stacco ancora dall'idea che sia Paolo la persona con cui condividerò la mia vita.
Ma sono aperto all'idea di farmi stupire da ciò che accadrà.
23 luglio 2008
La Sua Voce
Dentro di me già so che è lui.
Non ci sentiamo da appena tre giorni, da quando cioè lui è partito per Parigi.
Eppure per chi come noi ormai ha fatto di quella telefonata giornaliera un'abitudine, ogni cambiamento provoca confusione.
Lo sento dalla sua voce.
Da ogni parola traspare dolcezza.
E' semplice.
Gli manco.
Come lui manca a me.
Sono saltati i nostri piani.
Non lo raggiungerò a Parigi.
Non è colpa sua. Non può più ospitarmi.
La sua voce è cupa mentre me lo dice.
Gli dico di non preoccuparsi.
Era un'idea nata così. Non c'era nessun programma.
Lui dice: "Lo so... ma mi dispiace..."
E sento che lo dice sinceramente.
Quasi mi propone di andare lo stesso e dormire in albergo.
Sa che non me lo posso permettere.
Così non me lo chiede.
Mi propone un fine settimana al mare a Settembre quando torna.
Gli rispondo semplicemente che gli voglio bene.
Lui capisce.
Capisce che io sento forte che lui mi cerca.
E questo basta per essere felici adesso.
Lo so.
Io e Paolo ci siamo lasciati da quasi quattro mesi.
Io sto avendo una storiella con un altro ragazzo.
Paolo è lontano e forse cerca anche lui di andare avanti.
So tutte queste cose.
Eppure questa sera mi sento felice.
21 luglio 2008
Ogni Bel Gioco Vuol Durar Poco
Per me il Gioco con G. doveva finire già la prima sera, dopo la breve fase di "acchiapparello".
Al contrario ho l'impressione che lui ami questo Gioco, e tenda a rimandarne la conclusione.
Domenica sera.
Ore 21.
Sono in bus con mia sorella di ritorno da una rilassante giornata al mare.
Ricevo uno squillo da G.
Non ci sentivamo da venerdì, quando gli avevo chiesto di allentare la nostra "frequentazione" via messanger.
Avrei dovuto rispondere con uno squillo anche io.
Ma io non so giocare. Ormai si è capito.
Così gli scrivo un sms raccontandogli la mia giornata al mare.
Lui non risponde.
Torno a casa. Accendo messanger.
Lui è lì. Mi saluta e mi chiede della mia giornata al mare.
Segue una lunga fase di "Gioco", in cui lui mi fa capire che ha voglia di passare la notte con me, ma senza dirlo esplicitamente. Si aspetta di farla sembrare una mia richiesta.
Decido di giocare anche io.
Fingo di non capire. Voglio portarlo ad ammettere il suo desiderio.
Io: a te come è andato il weekend?
G.: week end al Classic io.....in barba allo studio
Io: eh eh! bravo! Così si fa!
G.: addirittura anche stasera ho voglia di uscire!!
Io: sei insaziabile! E che fai stasera?
G: un cavolo. non si trova nessuno
Io: ahahahahahah! Ottimo programma!
G: visto.....mica male
Io: quasi quasi ti invidio!
G: mi invidi?
Io: eh già! ;)
Credo che lui sperasse che io mi fossi sbagliato a scrivere e volessi dire: "quasi quasi ti invito!".
Continuo a fingere di non capire. Continuiamo a parlare della sua serata di ieri al Classic (discoteca di Rimini per chi non lo sa!) e lui inframezza al racconto domande ambigue.
G: te stasera che fai?
Io: penso nulla. La giornata al mare mi ha stancato. ancora devo cenare e farmi la doccia.
Parliamo un pò del mare, poi lui torna alla carica. Ed io cedo.
G: ah quindi sei stanco...mannaggia mmh ...mmh
Io: Avevi voglia di vederci stasera?
Lui non risponde. "Emette" una serie di emoticon strane. Non si capisce se è un no o un forse.
Io: Se ti va, puoi venire da me e passare la notte qui :) Non è una grande proposta lo so ma più di questo stasera non riesco
G: la proposta non è affatto male ma se sei Stanco non fà niente figurati
Segue l'ennesimo estenuante "tira e molla" pieno di complimenti reciproci, nel quale non si capisce più chi vuole fare cosa.
Che fatica riuscire ad ottenere un pò di sesso!
Alla fine lui sembra desistere (abitiamo alle parti opposte di Bologna e per arrivare da me ci voleva mezz'ora di autobus. Nel frattempo si sono fatte le 23 e 30!).
Mi stanco e gli dico di fare ciò che vuole e che non voglio insistere.
Appena dico così, lui cambia idea e decide di venire.
Qualcuno mi vuole spiegare le regole di questo Gioco???
G. arriva a casa mia intorno a mezzanotte.
Instancabile lui riprende subito a "giocare".
Come prima cosa mi racconta che al Classic la sera prima ha incontrato un ragazzo con cui si frequentava qualche settimana prima e che gli piace molto.
Mi racconta di averlo lasciato perchè non era ancora pronto per una storia seria, ma che ha paura di perderlo se lo allontana così.
Forse sarò diventato troppo malizioso, ma tutta sta discussione mi sembra un'astuta mossa per mettere le mani avanti e ricordarmi che fra di noi non c'è una "storia".
Altrimenti non mi racconterebbe delle emozioni procurategli da un altro.
Mi stanco di fare la parte di quello che "rischia" di innamorarsi.
Riprendo il Gioco anche io e con una scusa tiro fuori di nuovo il mio rapporto con Paolo.
Gli racconto che probabilmente la prima settimana di Agosto raggiungerò il mio quasi ex ragazzo per un weekend a Parigi.
Gli ricordo insomma che non sono certo io quello che rischia di "coinvolgersi troppo".
Poco dopo gli esplicito il fastidio che ho provato quando appunto lui mi aveva scritto giorni prima su messanger della sua paura che io cominciassi a provare "emozioni troppo profonde" per lui.
Lui ammette che il suo timore era infondato.
"Non fai altro che parlare di Paolo!"
Sorrido sotto i baffi.
Punto per me!
Segno un altro bel punto poco più avanti.
Lui mi chiede di vedere una foto di Paolo.
Con innocenza gliela faccio vedere, ma in fretta riconosco che stiamo ancora giocando.
Dice che non gli piace. Non lo trova bello come io avevo detto.
Capisco che è scattata la "competizione".
Vuole sentirsi dire che lui è più bello.
Gli rigiro la frittata.
"Quindi... pensi che io sia più bello di Paolo!"
Messo alle strette deve farmi un complimento, anche se poi smorza con una battutta.
Ovviamente fra un match e l'altro abbiamo fatto sesso fino alle tre e mezzo di notte.
E' stata un'altro momento di dolce e allegra spensieratezza.
Lui alle tre e mezzo decide di tornare a casa, perchè non riesce a dormire in casa altrui.
Ma tu guarda se uno deve farsi tanta strada in piena notte solo per un pò di "sesso".
Sarà vero che tira più un ..... che un carro di buoi???
Comunque... morale della favola.
Gioco o non Gioco, dopo questa notte torno ad essere più sereno.
Mi sembra abbiamo chiarito il nostro "rapporto", senza rischi di fraintendimenti ulteriori.
Almeno così spero.
Ho bisogno che G. sia per me una boccata d'aria, una ventata di leggerezza.
Così deve essere.
19 luglio 2008
Fiume di Emozioni
Così. Di getto. Come arrivano.
Ho detto addio a Simone.
Ho rivestito per l'ultima volta la parte del cazzone senza pensieri.
Per l'ultima volta appoggiato alla vetrina della banca in via degli orefici ho detto:
"Io... ho come l'impressione di sorvolare la vita, schivando scelte difficili e responsabilità.
Io mi distraggo. E guardo altrove.
Dimentico sempre le cose che ho da fare, gli impegni che ho già preso.
Anche il mio cuore è distratto.
Dimentico ogni volta chi ho amato, e chi ero io mentre amavo!
Ma ora smetto... giuro... smetto di pensare!
Io sono un tipo che pensa poco, parla troppo e ride tanto.
Così con il frastuono prodotto da tutte le mie risate copro ogni singolo cattivo pensiero."
Vorrei trattenere in me un pò di Simone.
Guardare alla vita con maggior leggerezza.
Fare "teatro" è stato bellissimo.
Mi è servito molto per sbloccarmi un pò, e per distrarmi dai "cattivi pensieri".
Penso che il prossimo autunno forse mi tornerà voglia di "recitare".
Credevo che il "gioco" con G. fosse concluso.
Che ormai le carte fossero scoperte.
Pensavo che conoscere G. sarebbe stato esaltante come la prima notte.
Mi illudevo.
Il gioco continua.
Non ci siamo più rivisti, ma siamo in contatto "via msn".
Ho una conoscenza virtuale con un ragazzo che vive nella mia stessa città!
Assurdo.
Dice che vuole vedermi ma che purtroppo deve studiare.
Poi passiamo ore a chiacchierare in chat.
Mi dice che esce e fa tardi quasi tutte le sere.
Ma non doveva studiare?
Allora penso che non è vero che vuole vedermi.
Ma se provo a sganciarmi lui si chiede perchè non ho voglia di chattare con lui!
Un giorno mi dice che io sono ancora legato a Paolo, e che lui è venuto a letto con me consapevole già che il mio cuore era "altrove".
Il giorno dopo mi dice che teme che io possa innamorarmi di lui e che questo non deve succedere.
ARGH!!!
Maledetti giochi!
Maledetto acchiapparello!
Cercavo leggerezza.
Mi sembra invece di fare enorme fatica.
Duro un altro pò, giusto per vedere se ci scappa un'altra serata.
Poi mollo.
Amen.
Da ieri ho in custodia Byron, il gatto di una mia collega di lavoro che è andata in ferie.
Saremo compagni di stanza per una settimana.
Puzzerò di cacca di gatto.
Mi sa che la "seduzione" va a farsi benedire! Eh eh!
Però Byron è simpatico e mi sembra ci siamo "piaciuti" subito.
Visto che le mie coinquiline sono già andate via, un pò di compagnia questa settimana ci voleva proprio!
Mi manca Paolo.
Lo so. Lo so.
E' via da appena una settimana.
Ma è il pensiero che non ci vedremo per un mese e mezzo a rendermi malinconico.
Ogni estate è così, e le prime settimane sono quelle più difficili.
Quest'anno dovrei starci più male (o meno?), perchè non stiamo insieme.
In realtà la sensazione che provo è identica a quella dell'estate scorsa e di quella prima ancora.
In un certo senso continuo a sentirmi il suo ragazzo, pur essendo stato a letto con un altro.
Andrà mai via questa sensazione?
Voglio davvero che se ne vada questa sensazione?
15 luglio 2008
Quando si smette di giocare...
Lo credevo davvero.
Seduzione. Corteggiamento. Inseguimento.
Primo appuntamento.
Scelta su come scrivere un sms.
Scelta del locale dove andare.
Scelta del vestito da mettersi.
Tutto ancora parte del gioco.
Poi all'improvviso G. (lo sconosciuto dagli occhi azzurri) mi ha sorpreso.
Nel più semplice dei modi.
E' stato spontaneo.
Ci siamo visti alle 21 di sera.
Ci siamo salutati alle 6 del mattino.
Nove ore senza mai smettere di parlare e fare l'amore.
A volte alternando le due cose. A volte facendole insieme.
Non abbiamo dormito neanche 5 minuti quella notte.
Ma nessuno dei due si sentiva minimamente stanco.
Notti come quella te le ricordi per sempre.
Devo essere onesto.
Frammenti di Paolo si sono conficcati come scheggie impazzite in quella notte.
Non si può dimenticare un amore come il nostro, neanche per nove semplici ore.
Ma sono stato bene.
Come non succedeva da tempo.
G. sembrava sapere esattamente cosa volevo sentirmi dire.
Tutto è stato perfetto.
E poi?
Poi l'alba.
"Senza girarci troppo intorno, cosa succederà adesso, Alessandro?" mi ha chiesto.
"Ho voglia di vederti ancora, ma nessuno dei due è ancora pronto per una nuova storia seria."
Io con il mio amore finito male.
Lui con il suo.
Sembra siamo fatti apposta per essere l'uno vicino all'altro in un momento di crisi.
Ma è solo questo?
Vorrei essere sicuro di non correre il rischio di innamorarmi.
Non me lo posso permettere ancora.
Vorrei essere sicuro che lui voglia davvero rimanere così distaccato.
Oggi su msn... parlando di Paolo... G. mi ha scritto:
"..cmq il tuo cuore è da un altra parte...
...ma non preoccuparti lo sapevo già...ancora prima di venire a letto con te..
ero ben coscente di questa cosa..
..e la rispetto"
Mi si è stretto il cuore nel leggere le sue parole.
Non so bene perchè.
Intanto ieri ho dovuto fare una delle cose più difficili.
Ieri ho detto a Paolo della mia notte con G.
Ferire Paolo.
Non esisteva modo per evitarlo.
Allora perchè fa così male?
Perchè questo senso di colpa?
Una notte passata con G.
La notte seguente con Paolo.
Come sono arrivato a questo punto?
Come fa la vita a spingerti in situazioni che mai avresti immaginato nel tuo futuro?
09 luglio 2008
Chi Vince, Chi Perde
Crescendo ho scoperto che può anche essere un gioco molto divertente.
Domenica pomeriggio.
Casa di B. (un mio amico).
Siamo in cinque.
Io, il mio amico B., il suo ragazzo L., C. (lo sfigato) e G. (sconosciuto dagli occhi azzurri).
Non mi accorgo neanche quando succede, ma all'improvviso siamo già lì immersi nel gioco.
B., il mio amico, decide di non giocare.
Sembra voler dire: "Io guardo soltanto!".
Ricordo che anche da bambini c'era sempre chi "guardava soltanto".
Sono ormai più di due anni che non gioco più a questo gioco, e sono un pò arruginito.
Due anni fa sono stato "acchiappato" e sono uscito dal gioco.
Ma mi sembrava di ricordare che una delle regole di questo gioco fosse che un ragazzo fidanzato non potesse inseguire nessun altro.
Forse mi sbagliavo.
Così lentamente L. (il ragazzo del mio amico) mi circonda (letteralmente, con il suo braccio).
Incomincia la mia impacciata fuga.
So di non dovermi fare prendere, ma non sono mai stato tanto bravo in questi giochi.
B. sembra distratto.
Possibile che non si accorga dell'irregolarità commessa da L.?
Intanto un altro movimento mi distrae.
C. (lo sfigato) comincia poco elegantemente ad inseguire G. (lo sconosciuto dagli occhi azzuri), ma quest'ultimo sa come si fa a schivare gli attacchi.
Quasi non mi accorgo che da quello sguardo nasce un nuovo gioco.
Anche io impercettibilmente comincio ad inseguire G..
O è lui ad inseguire me?
Il momento è un pò confuso.
Intanto L. mi è alle costole.
Le sue mani sono ovunque!
Non posso concentrarmi totalmente su G., perchè altrimenti rischio di perdere di vista i movimenti di L..
A quel punto arriva quella frase bisbigliata e imbarazzante.
L. la pronuncia mentre B. è a poca distanza da noi.
"Ti piace G.? Forse sei confuso perchè oggi troppe persone ti stanno corteggiando."
Fingo di non sentire e fuggo rapido.
Intanto il gioco fra me e G. si fa più confuso.
Non so più chi insegue chi.
Non ricordo più cosa succede se riesci ad "acchiappare" qualcuno.
Qual'è la mossa successiva?
C. nel frattempo arrabbiato smette di giocare e va via.
Mi ricorda quei bambini insopportabili che andavano via a metà del gioco, solo perchè si rendevano conto di non poter vincere.
C. non acchiapperà mai G.. Questo è chiaro.
Ma C. ha dimenticato che per divertirsi e ridere insieme non è necessario vincere.
Anche L. esce fuori dal gioco.
Ha infranto troppe regole.
Mi ricorda quei bambini che non si accontentavano di vincere solo di tanto in tanto.
Loro volevano vincere sempre, anche a costo di barare di nascosto.
Forse però in questa maniera non si riesce ad essere felici mai.
Così rimaniamo io e G.
Lui ha allegri occhi azzurri che mi promettono risate.
Rimaniamo fermi l'uno davanti all'altro, studiandoci.
Piccoli e leggeri movimenti ingannano la vista.
Nessuno si muove.
Il gioco finisce.
Non sono pronto per acchiappare nessuno.
Però il cuore batte forte lo stesso.
Io e G. siamo molto diversi.
E' stato solo un gioco.
Probabilmente rimarrà tale.
Però quando un gioco finisce (se è davvero finito quella sera), bisogna comunque decidere chi vince e chi perde.
Penso che C. abbia perso.
Non perchè non ha acchiappato G., ma perchè non ha saputo sorridere di fronte alla sconfitta.
Anche L. ha perso, a mio parere.
Non perchè non ha acchiappato me, ma perchè ha scordato che le regole sono state fatte per evitare che qualcuno si faccia male.
G. ha sicuramente vinto.
Non perchè è riuscito a non farsi catturare, ma perchè il sorriso che ha sempre dimostra che lui ha capito bene come si gioca.
Cosa dire di B.?
Lui in fondo non ha giocato.
Eppure sento che lui è un vincente, proprio perchè è rimasto coerente con le sue regole.
E io?
Ho perso? In fondo non ho trovato il coraggio per fare lo scatto finale e acchiappare G.
Codardia? Insicurezza? O semplicemente non sono ancora pronto?
Ho vinto? In realtà sono riuscito a non farmi catturare da L.
Sapete che c'è?
Forse non ha poi tutta questa importanza scoprire chi ha perso e chi ha vinto.
So di essermi divertito tanto.
Non so se questo rappresenti un inizio o una semplice dolce parentesi.
Speranzoso e curioso osservo cosa mi attende oltre questa allegra e bizzarra giornata.
29 giugno 2008
PRIDE... con un pò meno Orgoglio
22 giugno 2008
It's Complicated
Si chiama aNobii.
E' una comunità virtuale dedicata ai libri.
Gli utenti iscritti possono mettere on line la propria libreria, condividendo recensioni, commenti, votazioni, dati sull'acquisto e sulla lettura, lista dei desideri e suggerimenti con altri utenti, direttamente o attraverso gruppi.
Ho incominciato a pensare a tutti i libri che ho letto e amato, per inserirli nella mia libreria.
Una sensazione fantastica.
Ma volete sapere il vero motivo del perchè ho subito amato questo gruppo?
Nel creare il profilo mi chiedeva di indicare la mia situazione sentimale.
Avrei dovuto selezionare "single", ma mi sembrava strano.
Stavo per saltare quella parte, quando vedo che oltre alla voci classiche (single, sposato, fidanzato, ecc...) potevi selezionare la voce "It's Complicated".
Perfetto!
Nessuna definizione mi calza meglio.
Chi l'avrebbe detto?
Ho sempre affermato con decisione che mai e poi mai mi sarei infilato in una situazione sentimentale complicata. Ed invece eccomi qua!
Però sapere che altri nella comunità si definiscono "It's Complicated" mi ha dato quel senso di condivisione che permette sempre di sorreggere meglio il proprio fardello.
Mal comune...
Intanto si avvicina l'estate e alcune importanti decisioni da prendere...
