Avrei potuto.
Forse avrei dovuto.
Lui spesso mi fa sentire inadeguato, come se mi mancasse qualcosa.
Avrei potuto fargli provare la stessa cosa.
Per rabbia ho caricato l'arma quest'estate.
Con i suoi discorsi su "ciò che non gli piace di me" mi ha obbligato a pensare a ciò che io, prima di conoscere lui, mi aspettavo dalla persona che mi sarebbe stata accanto.
Qualità che lo avrebbero reso del tutto degno di stima ai miei occhi.
Qualità che Paolo non ha.
Ho pensato se usare questa nuova consapevolezza per ferirlo, per fargli provare cosa significa sentire giudizi di valore sulla propria persona.
A Parigi mi si è presentata l'occasione.
Ho alzato l'arma. Ho puntato.
Poi mi sono fermato.
Mi chiedo se è anche questo Amore, in una delle sue svariate forme.
Mi chiedo se è Amore decidere che quello che si prova per la persona che si ha di fronte è più importante del proprio orgoglio ferito.
Mi chiedo se le mie parole abbiano avuto l'effetto che spero.
Mi chiedo se minacciarlo senza però ferirlo sia stato il modo più giusto per fargli capire il suo errore.
Mi chiedo davvero se tutto questo faccia comunque parte di una storia d'Amore.
Se leggessi queste parole senza conoscere il resto, direi di no, direi che questa è sola disperazione.
Ma io so (perchè li ho vissuti) quanto sono stati belli i giorni Parigini (esclusa l'ultima notte).
Io so quanto mi batteva forte il cuore ogni sera addormentandomi al suo fianco, come fosse la prima volta, come se non dormissimo insieme da anni.
Io conosco i suoi occhi azzurri che mi cercano in stazione.
Conosco le sue mani sulla mia pelle che si aspettano complicità.
Conosco i suoi sorrisi che mi vogliono dire ciò che lui non è capace di esprimere.
Conosco le sue scelte fatte per rendermi felice.
Conosco il suo volermi bene, forse anche di più di quanto lui stesso ne sia consapevole.
Conosco anche i suoi dubbi, è vero.
Ma conosco Paolo.
So quanto sia difficile per lui tutto questo.
Io sono qua per lui.
D'altra parte anche lui è ancora qua per me, no?
Nonostante i dubbi (sempre gli stessi da un anno) lui è ancora qua.
E allora?
Beh... Parigi ancora una volta si conferma come la città dell'Amore!
28 agosto 2007
18 agosto 2007
Lacerato fra l'Andare e il Restare
Oggi giorno di malinconia.
E naturalmente scrivo come al solito per sfogarmi.
Oggi più di altri giorni sento la mancanza di Paolo.
Probabilmente è dovuto al fatto che per tutti i giorni del ferragosto (14,15 e 16), giorni in cui non ero a casa e non potevo utillizzare quindi un telefono fisso, lui non ha risposto ai miei messaggi. Per tre giorni ogni comunicazione è stata interrotta.
Scopro poi che aveva esaurito il credito.
Lui chiude la faccenda così. Non si è minimamente sforzato di trovare il modo per farsi comunque sentire per avvertirmi che non poteva rispondermi.
Fa sempre così.
Questo ha probabilmente acuito la nostalgia.
D'altra parte mi trovo a desiderare di rinviare la partenza.
Dieci giorni a casa mi sono sembrati troppo pochi.
Ho ancora voglia di passare del tempo con la mia famiglia, divertendonci insieme come abbiamo fatto ieri a mare.
Ho voglia di passare altro tempo fra la pace e i ricordi celati della campagna.
Ho voglia ancora di avere tempo per leggere, guardare la tv, giocare al computer.
Avrei dovuto fare un mese di vacanza come gli anni passati.
Non l'ho fatto a causa dei dannati giochini della Telework (contratto si, contratto no).
Me ne pento.
Ma c'è ben poco da fare, se non godermi questi ultimi giorni nisseni, fantasticando contemporaneamente su Parigi e sulle emozioni che mi aspettano lì.
E naturalmente scrivo come al solito per sfogarmi.
Oggi più di altri giorni sento la mancanza di Paolo.
Probabilmente è dovuto al fatto che per tutti i giorni del ferragosto (14,15 e 16), giorni in cui non ero a casa e non potevo utillizzare quindi un telefono fisso, lui non ha risposto ai miei messaggi. Per tre giorni ogni comunicazione è stata interrotta.
Scopro poi che aveva esaurito il credito.
Lui chiude la faccenda così. Non si è minimamente sforzato di trovare il modo per farsi comunque sentire per avvertirmi che non poteva rispondermi.
Fa sempre così.
Questo ha probabilmente acuito la nostalgia.
D'altra parte mi trovo a desiderare di rinviare la partenza.
Dieci giorni a casa mi sono sembrati troppo pochi.
Ho ancora voglia di passare del tempo con la mia famiglia, divertendonci insieme come abbiamo fatto ieri a mare.
Ho voglia di passare altro tempo fra la pace e i ricordi celati della campagna.
Ho voglia ancora di avere tempo per leggere, guardare la tv, giocare al computer.
Avrei dovuto fare un mese di vacanza come gli anni passati.
Non l'ho fatto a causa dei dannati giochini della Telework (contratto si, contratto no).
Me ne pento.
Ma c'è ben poco da fare, se non godermi questi ultimi giorni nisseni, fantasticando contemporaneamente su Parigi e sulle emozioni che mi aspettano lì.
05 agosto 2007
Casa Sua... Senza Lui
E' successo un paio di giorni fa.
Ero a lavoro, concentrato sulle mille pratiche in arretrato. Quella sera avevo deciso che avrei dormito da Paolo (anche se lui è già a Parigi da una settimana), perchè ero troppo stanco per mettere ordine in casa nuova e non avevo voglia neanche di vedere tutto quel casino (spero che entro domani tutto sarà finalmente a posto!).
Mentre lavoravo ero pervaso da un'inspiegabile allegria, come se il mio cuore attendesse con gioia qualche lieto evento in arrivo. Non ci ho fatto caso subito, preso com'ero nel dividere le pratiche ai vari operatori, nel tentativo di chiudere almeno quelle che avevano un appuntamento per l'indomani.
Poi in un attimo di pausa me ne sono stupito.
Conoscevo quella gioia. Sapevo di averla già provata, eppure non la "riconoscevo".
Poi ho capito.
Il cuore a volte è stupido. Teneramente, ma sempre stupido.
Mi sentivo allegro come quando so che in serata vedrò Paolo e passeremo del tempo insieme.
Ho cercato di spiegare al mio cuore che lui non ci sarebbe stato là dove di solito io lo trovo.
Ma non ha voluto sentire ragioni. Ero felice, e basta.
Felice di passare del tempo in un posto che ci ha visto tanto tempo insieme.
Stupida emozione, lo so.
Ma in fondo è solo un modo come un altro per vincere la nostalgia.
Intanto è iniziato Agosto.
Bologna deserta e io vivo in due case vuote.
Paolo non c'è. Le mie coinquiline non ci sono.
Mia sorella è scesa in Sicilia. A lavoro dopo la notizia che hanno rimandato le assunzioni, quasi tutti sono partiti.
Non mi pesa la solitudine. Anzi forse ne avevo un pò bisogno.
Ma se penso che ho corso il rischio di rimanere a Bologna per tutta l'estate mi sale un brivido alla schiena.
Torno in Sicilia il 9 e poi raggiungo Paolo a Parigi il 21, per tornare a Bologna il 27.
Ancora qualche giorno e finalmente INIZIA L'ESTATE!!!
Ero a lavoro, concentrato sulle mille pratiche in arretrato. Quella sera avevo deciso che avrei dormito da Paolo (anche se lui è già a Parigi da una settimana), perchè ero troppo stanco per mettere ordine in casa nuova e non avevo voglia neanche di vedere tutto quel casino (spero che entro domani tutto sarà finalmente a posto!).
Mentre lavoravo ero pervaso da un'inspiegabile allegria, come se il mio cuore attendesse con gioia qualche lieto evento in arrivo. Non ci ho fatto caso subito, preso com'ero nel dividere le pratiche ai vari operatori, nel tentativo di chiudere almeno quelle che avevano un appuntamento per l'indomani.
Poi in un attimo di pausa me ne sono stupito.
Conoscevo quella gioia. Sapevo di averla già provata, eppure non la "riconoscevo".
Poi ho capito.
Il cuore a volte è stupido. Teneramente, ma sempre stupido.
Mi sentivo allegro come quando so che in serata vedrò Paolo e passeremo del tempo insieme.
Ho cercato di spiegare al mio cuore che lui non ci sarebbe stato là dove di solito io lo trovo.
Ma non ha voluto sentire ragioni. Ero felice, e basta.
Felice di passare del tempo in un posto che ci ha visto tanto tempo insieme.
Stupida emozione, lo so.
Ma in fondo è solo un modo come un altro per vincere la nostalgia.
Intanto è iniziato Agosto.
Bologna deserta e io vivo in due case vuote.
Paolo non c'è. Le mie coinquiline non ci sono.
Mia sorella è scesa in Sicilia. A lavoro dopo la notizia che hanno rimandato le assunzioni, quasi tutti sono partiti.
Non mi pesa la solitudine. Anzi forse ne avevo un pò bisogno.
Ma se penso che ho corso il rischio di rimanere a Bologna per tutta l'estate mi sale un brivido alla schiena.
Torno in Sicilia il 9 e poi raggiungo Paolo a Parigi il 21, per tornare a Bologna il 27.
Ancora qualche giorno e finalmente INIZIA L'ESTATE!!!
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