Mi chiedo ogni tanto come creiamo le "regole", gli "imperativi", che seguiamo poi per tutta la vita.
Cosa ci spinge a comportarci sempre allo stesso modo con le persone, e creare poi gli stessi meccanismi di interazione?
Quanto volte mi sono sentito dire: "Con te proprio non ci si può arrabbiare"?
Mi rendo conto che più o meno incosciamente creo io questo sistema, rendendo vana e impossibile la rabbia di chi mi sta di fronte.
Me ne accorgo con i miei famigliari e con gli amici. Ma quello è scontato.
Ma ho l'impressione che lo stesso accada anche in contesti in cui non dovrebbe succedere, come nell'ambiente lavorativo.
E' da mesi che ho l'impressione di "sbagliare" a lavoro, di fare meno di quello che si aspettano da me, di non essere veramente tagliato a fare il "capo".
Come posso fare il "capo" se poi non riesco mai a rimproverare nessuno?
Mi aspetto da un momento all'altro che qualcuno mi riprenda, che mi dica "questa cosa non la devi fare così!".
Ma, nonostante l'atmosfera tesa a lavoro, nessuno parla. Mai nessuno mi dice niente.
Anzi sono sempre garbati e carini quando si rivolgono a me, anche quelli che di solito non lo sono con nessuno.
Anche oggi ho chiamato a lavoro, credendo di trovarli nervosi perchè ho attaccato quattro giorni di malattia a tre giorni di ferie, e invece inspiegabilmente mi hanno regalato un giorno di stare a casa in più!!!
Questo è un bene, giusto?
Ma se nessuno ti dice dove sbagli, come si impara a crescere?
Forse un giorno imparerò a gestire la rabbia altrui, il conflitto.
Ma non ne sono poi certo.
28 marzo 2008
22 marzo 2008
Tredici Marzo
Due anni.
Due anni da quando ti baciai per la prima volta.
Adesso ci scherzi.
Ti dici sconvolto per la mia audacia di quella sera.
Eppure sei qui.
Nonostante i dubbi, sei ancora qui... con me.
Lei anni fa ti ha detto che non ti lasci acchiappare.
Fuggi gli sguardi, muovendoti di continuo.
So di non averti fermato, ma di tanto in tanto riesco a catturare il tuo sguardo.
Ci sono ancora i dubbi, lo so.
I tuoi... e adesso anche i miei.
Eppure eccoci ancora qui.
Non lo credevo più possibile.
Ho pianto mesi fa, credendo che le nostre gambe non si sarebbero più intrecciate.
Invece abbiamo fatto ancora l'amore a pochi metri dal lago.
Un lago che ci ha permesso di essere romantici e buffi.
Quale tenerezza ho provato alle tue parole, a tuoi goffi tentativi di fare il fidanzato romantico.
A volte ti sento lontano anni luce.
Altre volte mi sembra che le nostre menti si accarezzino.
Forse è la nostra Storia.
Forse l'oscillare segnerà il ritmo del nostro cammino.
O forse no.
Ma so che non ti perderò... qualunque forma prenderà il nostro legame.
E forse un giorno troveremo il nostro modo per stare veramente bene.
Così... io so... nonostante le ferite e i dubbi...
Paolo, so di Amarti.
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