Mattinata stiracchiata, sonnacchiosa, gradevole.
Sabato mattina e il mondo corre più lento. Vicolo stretto intriso della Bologna di un tempo, come se all'improvviso io e Paolo fossimo stati catapultati in una borgata antica.
Rido del tipo strano che ripara biciclette, che con quel suo dialetto bolognese regala perle di saggezza. Rido di Paolo che si improvvisa suo aiutante, sporcandosi di grasso quelle sue piccole mani bianche.
"Dodici persone" penso.
Come gli apostoli di Gesù. Rido di me stesso. Non riesco proprio ad immaginarmi nel ruolo di "capo" di dodici persone.
Ma Paolo crede che ne sarò capace. Dice che per me sarà una interessante prova.
Nelle prossime settimane comincerò davvero a fare il "capo". Eh eh!
I suoi piedi.
Li sento ogni notte che dormiamo insieme. Lui appoggia le piante dei piedi delicatamente sui miei polpacci, quasi a cercare un sostegno, una base sicura dove sorreggersi mentre dorme.
Quel contatto costante è solo sublime gioia.
Le mie mani.
Risvegliano in lui ricordi celati, come un velo che si lacera all'improvviso.
"Hai le mani come le aveva mio fratello. Io non ricordavo che mani avesse, ma appena ho visto le tue mani è come se le avessi riconosciute!"
Forse mi spaventa avere le mani di suo fratello morto.
Da oggi però per assurdo amo un pò di più le mie mani.
Ritmo che ti entra nei muscoli, e ti vien voglia di ballare.
Poi ti guardi intorno e l'età media dei presenti è sopra gli ottanta anni!
Ma lei è lì, accanto a me, bellissima. Con quella bambina che le balla in braccio. Lei ride, e il suo sorriso è pura gioia. Ed io sento davvero di volerle bene.
Come è successo non lo so, ma ho una nuova Amica nella mia vita.
Presto tornerò in Sicilia.
Il cuore batte più forte a quel pensiero. Poche settimane fa credevo che tornare sarebbe stato un modo per consolarmi della fine della mia storia. Adesso tornare è solo tornare.
Paolo è ancora accanto a me. Anche se adesso il mio cuore è un pò più spaventato.
La sua risata quando faccio lo "scemo".
"Perchè hai passato a tutti il tuo raffreddore, ma a me no?"
"Perchè ti voglio bene!"
Lui sorpreso dalla mia risposta, ride.
"Sei così scemo, che quasi ti credo!"
29 ottobre 2006
19 ottobre 2006
Come sto?
Se qualcuno in questi giorni mi chiede "Come stai?", per educazione rispondo "Tutto bene. Grazie. E tu?". Ma se dovessi rispondere sinceramente, non saprei davvero cosa dire.
Sto male?
Boh... non credo. Il mio ragazzo mi ha detto che ha dei dubbi sui sentimenti che prova per me, ma DI FATTO stiamo ancora insieme, passiamo felicemente del tempo insieme, lui è tenero e premuroso come al solito. Nulla sembra mutato. DI FATTO io sono ancora fidanzato con il ragazzo di cui mi sono innamorato. Come potrei allora stare male?
Sto bene forse?
Hummm... no, neanche questo. Il mio ragazzo mi ha detto che ha dei dubbi sui sentimenti che prova per me, ma CIO' NONOSTANTE stiamo ancora insieme. Non posso piangerne la perdita o accettare la fine di questa storia, ma non posso neanche viverla pieno di gioia come succedeva in Sardegna. Da allora nulla sembra mutato. CIO' NONOSTANTE io non sono più certo di volere essere fidanzato con il ragazzo di cui sono innamorato. Come potrei allora stare bene?
Momenti.
Ci sono momenti in cui ogni cosa mi sembra possibile.
Stiamo così bene quando passiamo del tempo insieme che lui non può non accorgersi che vuole DAVVVERO stare con me.
Ci sono momenti in cui il futuro mi sembra grigio.
Forse DAVVERO non sono la persona adatta a lui e questo non è altro che un lungo epilogo... un lungo ed estenuante addio.
Così mi resta solo una scelta al momento.
La peggiore di tutte.
Vivere l'attimo.
Ho sempre disdegnato questa scelta, perchè dimenticarsi di passato e futuro impoverisce la vita.
Ma al momento è l'unico mezzo per sopravvivere.
E lo userò.
Almeno per un pò.
Sto male?
Boh... non credo. Il mio ragazzo mi ha detto che ha dei dubbi sui sentimenti che prova per me, ma DI FATTO stiamo ancora insieme, passiamo felicemente del tempo insieme, lui è tenero e premuroso come al solito. Nulla sembra mutato. DI FATTO io sono ancora fidanzato con il ragazzo di cui mi sono innamorato. Come potrei allora stare male?
Sto bene forse?
Hummm... no, neanche questo. Il mio ragazzo mi ha detto che ha dei dubbi sui sentimenti che prova per me, ma CIO' NONOSTANTE stiamo ancora insieme. Non posso piangerne la perdita o accettare la fine di questa storia, ma non posso neanche viverla pieno di gioia come succedeva in Sardegna. Da allora nulla sembra mutato. CIO' NONOSTANTE io non sono più certo di volere essere fidanzato con il ragazzo di cui sono innamorato. Come potrei allora stare bene?
Momenti.
Ci sono momenti in cui ogni cosa mi sembra possibile.
Stiamo così bene quando passiamo del tempo insieme che lui non può non accorgersi che vuole DAVVVERO stare con me.
Ci sono momenti in cui il futuro mi sembra grigio.
Forse DAVVERO non sono la persona adatta a lui e questo non è altro che un lungo epilogo... un lungo ed estenuante addio.
Così mi resta solo una scelta al momento.
La peggiore di tutte.
Vivere l'attimo.
Ho sempre disdegnato questa scelta, perchè dimenticarsi di passato e futuro impoverisce la vita.
Ma al momento è l'unico mezzo per sopravvivere.
E lo userò.
Almeno per un pò.
12 ottobre 2006
Parole come un Peso sul Cuore
Che non scenda mai la sera.
Perchè è in quei momenti che le sue parole tornano a fare male.
Le sento come se fossero qualcosa di fisico che preme dall'alto sul cuore.
Così bisogna arrivare alla sera stanchissimi, e addormentarsi prima che la malinconia si faccia sentire.
Lui non riesce a capire se le sue resistenze a lasciarsi andare nel nostro rapporto dipendano da lui e da come è fatto, o più semplicemente dal fatto che non è innamorato di me.
Forse se accanto a lui ci fosse una persona diversa, lui avrebbe già messo da parte tutti i suoi meccanismi di difesa.
Forse.
Ed è quel forse a lasciarmi così... sospeso... fra l'essere o il non essere una coppia.
Stiamo insieme. Ancora.
Ma temo che questa storia stia per finire.
Eppure non posso neanche piangerne l'epilogo, perchè stiamo ancora insieme, perchè esiste quel dannato "forse".
Il suo treno in ritardo di un'ora.
"Tu eri lì, da un'ora ad aspettarmi. E mi hai accolto con un sorriso tutto gentile. Avrei voluto litigare con te per questo, ma non ne avevo motivo perchè tu eri così carino. E questo mi faceva ancora più rabbia!"
La sua rabbia verso la mia disponibilità mi spaventa. La rabbia senza senso implica una stanchezza verso di me.
Proprio adesso che io poco a poco mi accorgevo di essere innamorato di lui.
Avrei voluto piangere quella sera.
Se non davanti a lui, almeno con mia sorella e Milena, appena tornato a casa.
Non ho pianto. Non piango mai.
Ci siamo sentiti in questi giorni, come se nulla fosse accaduto.
Lui ha parlato di "normali problemi di coppia". Io non sono certo che sia così, ma non ho detto nulla. Non ho più voglia di dire nulla.
Lui ha annullato tutte le parole, le mie e le sue. Le parole belle che mi aveva detto fino a due settimane fa. Con un gesto distratto e crudele ha spazzato via tutto.
E mi ha lasciato solo con queste parole pesanti.
Poi mi ha detto: "Promettimi che non avrai paura. Non ho intenzione di lasciarti."
Buffo e assurdo.
Che senso ha continuare se ci sono tutti questi dubbi?
E come faccio io a non avere paura?
Poi ieri sera magicamente il peso sul cuore è scomparso.
Non me ne sono accorto subito. Ero lì, in discoteca con mia sorella, Mare e Anne, e non sentivo più dolore.
Per un pò ho cercato quel peso, come quando ci accorgiamo che una spina che ci faceva male è scomparsa, e con gusto morboso guardiamo per terra in cerca della causa del nostro passato tormento.
Ma io so che il mio peso non è scomparso, anche se non riesco più a trovarlo.
Non so perchè.
Forse dopo aver passato un'intera giornata a pensare a come sarebbe la mia vita senza di lui, mi sono accorto di avere abbastanza forza per affrontare tutto questo.
Forse credevo di essere innamorato più di quanto lo sia realmente, e per questo il dolore della perdita è scomparso in fretta.
O forse... forse dentro di me è rinata misteriosamente la speranza che ancora questa storia non sia giunta all'epilogo.
Forse ho cercato spiegazioni alle sue parole dure, e mi sono fatto coraggio.
Forse non è la storia più semplice di questo mondo, ma forse vale ancora la pena di lottare.
Non voglio questa storia "a tutti i costi", ma arrendermi adesso mi sembra un atto di codardia.
E poi sento di essere abbastanza "forte".
Così ci sono tutti i suoi "forse" e tutti miei.
Questo fine settimana lo passeremo insieme.
Voglio capire se riesco ancora a sentire di star bene con lui.
Non mi arrendo. Non ancora.
E adesso i ringraziamenti.
Grazie a Manu e Milly, che sono state l'abbraccio di cui avevo bisogno quando lo sconforto ha preso il sopravvento.
Grazie alla mia collega/amica croata, che mi ha ascoltato in questi giorni, non risparmiandomi il suo punto di vista, anche quando poteva far male.
Grazie a Mare e Anne, che non sapevano nulla del mio dolore (a meno che quella pettegola di mia sorella non abbia già spifferato tutto! Eh eh!), ma che sono stati il mio sorriso ieri notte.
Grazie ai miei colleghi di lavoro, a cui non ho raccontato molto, ma che hanno "sentito" il mio tormento e sono stati un luogo comodo dove riposare durante il giorno.
Grazie a mio padre e mia madre, che goffamente hanno cercato di darmi consigli su una storia che ancora non riescono del tutto ad accettare.
Grazie ai miei amici nisseni, che non sanno ancora nulla, ma pensare che loro mi starebbero vicino se mai questa storia dovesse finire mi ha dato coraggio.
Grazie a quel conoscente amico di Paolo, che mi ha detto una serie di banalità sui problemi di coppia, ma che era proprio ciò che dovevo sentire in quel momento.
Grazie anche al mio guru acido. Assurdamente ho pensato a lei quando ero così nervoso, da voler essere acido con tutti e tutto per sfogare un pò la mia frustrazione!
Grazie agli sconosciuti e alle loro vite che mi scorrono attorno, ridimensionando i miei "drammi personali" come parte di tante altre storie.
Oggi sono un pò più sereno.
Domani è storia ancora da narrare.
Perchè è in quei momenti che le sue parole tornano a fare male.
Le sento come se fossero qualcosa di fisico che preme dall'alto sul cuore.
Così bisogna arrivare alla sera stanchissimi, e addormentarsi prima che la malinconia si faccia sentire.
Lui non riesce a capire se le sue resistenze a lasciarsi andare nel nostro rapporto dipendano da lui e da come è fatto, o più semplicemente dal fatto che non è innamorato di me.
Forse se accanto a lui ci fosse una persona diversa, lui avrebbe già messo da parte tutti i suoi meccanismi di difesa.
Forse.
Ed è quel forse a lasciarmi così... sospeso... fra l'essere o il non essere una coppia.
Stiamo insieme. Ancora.
Ma temo che questa storia stia per finire.
Eppure non posso neanche piangerne l'epilogo, perchè stiamo ancora insieme, perchè esiste quel dannato "forse".
Il suo treno in ritardo di un'ora.
"Tu eri lì, da un'ora ad aspettarmi. E mi hai accolto con un sorriso tutto gentile. Avrei voluto litigare con te per questo, ma non ne avevo motivo perchè tu eri così carino. E questo mi faceva ancora più rabbia!"
La sua rabbia verso la mia disponibilità mi spaventa. La rabbia senza senso implica una stanchezza verso di me.
Proprio adesso che io poco a poco mi accorgevo di essere innamorato di lui.
Avrei voluto piangere quella sera.
Se non davanti a lui, almeno con mia sorella e Milena, appena tornato a casa.
Non ho pianto. Non piango mai.
Ci siamo sentiti in questi giorni, come se nulla fosse accaduto.
Lui ha parlato di "normali problemi di coppia". Io non sono certo che sia così, ma non ho detto nulla. Non ho più voglia di dire nulla.
Lui ha annullato tutte le parole, le mie e le sue. Le parole belle che mi aveva detto fino a due settimane fa. Con un gesto distratto e crudele ha spazzato via tutto.
E mi ha lasciato solo con queste parole pesanti.
Poi mi ha detto: "Promettimi che non avrai paura. Non ho intenzione di lasciarti."
Buffo e assurdo.
Che senso ha continuare se ci sono tutti questi dubbi?
E come faccio io a non avere paura?
Poi ieri sera magicamente il peso sul cuore è scomparso.
Non me ne sono accorto subito. Ero lì, in discoteca con mia sorella, Mare e Anne, e non sentivo più dolore.
Per un pò ho cercato quel peso, come quando ci accorgiamo che una spina che ci faceva male è scomparsa, e con gusto morboso guardiamo per terra in cerca della causa del nostro passato tormento.
Ma io so che il mio peso non è scomparso, anche se non riesco più a trovarlo.
Non so perchè.
Forse dopo aver passato un'intera giornata a pensare a come sarebbe la mia vita senza di lui, mi sono accorto di avere abbastanza forza per affrontare tutto questo.
Forse credevo di essere innamorato più di quanto lo sia realmente, e per questo il dolore della perdita è scomparso in fretta.
O forse... forse dentro di me è rinata misteriosamente la speranza che ancora questa storia non sia giunta all'epilogo.
Forse ho cercato spiegazioni alle sue parole dure, e mi sono fatto coraggio.
Forse non è la storia più semplice di questo mondo, ma forse vale ancora la pena di lottare.
Non voglio questa storia "a tutti i costi", ma arrendermi adesso mi sembra un atto di codardia.
E poi sento di essere abbastanza "forte".
Così ci sono tutti i suoi "forse" e tutti miei.
Questo fine settimana lo passeremo insieme.
Voglio capire se riesco ancora a sentire di star bene con lui.
Non mi arrendo. Non ancora.
E adesso i ringraziamenti.
Grazie a Manu e Milly, che sono state l'abbraccio di cui avevo bisogno quando lo sconforto ha preso il sopravvento.
Grazie alla mia collega/amica croata, che mi ha ascoltato in questi giorni, non risparmiandomi il suo punto di vista, anche quando poteva far male.
Grazie a Mare e Anne, che non sapevano nulla del mio dolore (a meno che quella pettegola di mia sorella non abbia già spifferato tutto! Eh eh!), ma che sono stati il mio sorriso ieri notte.
Grazie ai miei colleghi di lavoro, a cui non ho raccontato molto, ma che hanno "sentito" il mio tormento e sono stati un luogo comodo dove riposare durante il giorno.
Grazie a mio padre e mia madre, che goffamente hanno cercato di darmi consigli su una storia che ancora non riescono del tutto ad accettare.
Grazie ai miei amici nisseni, che non sanno ancora nulla, ma pensare che loro mi starebbero vicino se mai questa storia dovesse finire mi ha dato coraggio.
Grazie a quel conoscente amico di Paolo, che mi ha detto una serie di banalità sui problemi di coppia, ma che era proprio ciò che dovevo sentire in quel momento.
Grazie anche al mio guru acido. Assurdamente ho pensato a lei quando ero così nervoso, da voler essere acido con tutti e tutto per sfogare un pò la mia frustrazione!
Grazie agli sconosciuti e alle loro vite che mi scorrono attorno, ridimensionando i miei "drammi personali" come parte di tante altre storie.
Oggi sono un pò più sereno.
Domani è storia ancora da narrare.
05 ottobre 2006
Nuovi Ruoli. Nuovi Equilibri
Negli ultimi mesi molte cose nella mia vita sono (ancora una volta!) cambiate.
Sto vivendo la mia prima relazione seria (e direi che non è poco).
E tutto è nuovo.
Ogni giorno che passa è un'emozione inaspettata, un ostacolo da superare, un sentimento da comprendere.
Ogni giorno aggiungo un tassello in più a ciò che significa "stare in relazione".
Quante volte ho già cambiato il mio essere in relazione con Paolo?
In questo momento sto scoprendo come vivere con un ragazzo che è sotto stress per una sua prova importante. Sto cercando di scoprire quale il modo più "idoneo" per essere il suo fidanzato in questa fase delicata.
Ho cambiato ruolo a lavoro.
Sono salito di grado, ricoprendo da circa una settimana la parte del "tutor".
Non sono più uno fra gli altri.
Ho più responsabilità, ma anche un lavoro più vario e movimentato.
Arrivo stanchissimo a sera, ma soddisfatto.
E' mutato il mio rapporto con la mia collega/amica croata.
Una serie di motivi ci hanno distanziato un pò.
Lei lo sente. Io lo sento.
Ma non ne parliamo mai esplicitamente.
E' un momento, lo so. E sono felice per lei.
Ma un pò mi manca.
Ho quasi completamente smesso di uscire con il gruppetto di amici dell'anno scorso.
Ho smesso di far parte di quella che l'anno scorso era la mia "comitiva".
Domani sera uscirò a cena con loro. Ma non sarà lo stesso.
Nuovi equilibri.
Faranno mille battutine su Paolo e sul fatto che una volta fidanzato sono scomparso.
E' vero, ma non per il motivo che loro credono.
Semplicemente ci sono periodi che ti va di fare certe cose, e poi non più.
Esco meno la sera (a parte le serate in disco con Mare!).
Per un pò ho cominciato ad uscire con i miei colleghi, poi anche quello è cambiato.
Esco meno la sera, ma stranamente non mi manca. Non in questo momento.
Passo più tempo con mia sorella e le mie coinquiline.
So che con loro anche solo rimanere a casa una sera significa "stare bene".
A breve inizierò la scuola di specializzazione.
Tornerò a studiare ciò che ho sempre amato.
Tornerò nel ruolo di studente. Ancora una volta.
Dopo anni ormai che non lo sono più.
Devo essere sincero con me stesso.
Oggi la mia vita mi piace.
Ho cambiato ruoli, equilibri, ritmi e persone.
Ho cambiato la mia quotidianeità.
Ed in questo momento mi sembra che ogni cosa sia al suo posto.
Presto o tardi stravolgerò ancora la mia vita, lo so.
Quando mi sarò stancato anche di questo.
Ma non adesso.
Sto vivendo la mia prima relazione seria (e direi che non è poco).
E tutto è nuovo.
Ogni giorno che passa è un'emozione inaspettata, un ostacolo da superare, un sentimento da comprendere.
Ogni giorno aggiungo un tassello in più a ciò che significa "stare in relazione".
Quante volte ho già cambiato il mio essere in relazione con Paolo?
In questo momento sto scoprendo come vivere con un ragazzo che è sotto stress per una sua prova importante. Sto cercando di scoprire quale il modo più "idoneo" per essere il suo fidanzato in questa fase delicata.
Ho cambiato ruolo a lavoro.
Sono salito di grado, ricoprendo da circa una settimana la parte del "tutor".
Non sono più uno fra gli altri.
Ho più responsabilità, ma anche un lavoro più vario e movimentato.
Arrivo stanchissimo a sera, ma soddisfatto.
E' mutato il mio rapporto con la mia collega/amica croata.
Una serie di motivi ci hanno distanziato un pò.
Lei lo sente. Io lo sento.
Ma non ne parliamo mai esplicitamente.
E' un momento, lo so. E sono felice per lei.
Ma un pò mi manca.
Ho quasi completamente smesso di uscire con il gruppetto di amici dell'anno scorso.
Ho smesso di far parte di quella che l'anno scorso era la mia "comitiva".
Domani sera uscirò a cena con loro. Ma non sarà lo stesso.
Nuovi equilibri.
Faranno mille battutine su Paolo e sul fatto che una volta fidanzato sono scomparso.
E' vero, ma non per il motivo che loro credono.
Semplicemente ci sono periodi che ti va di fare certe cose, e poi non più.
Esco meno la sera (a parte le serate in disco con Mare!).
Per un pò ho cominciato ad uscire con i miei colleghi, poi anche quello è cambiato.
Esco meno la sera, ma stranamente non mi manca. Non in questo momento.
Passo più tempo con mia sorella e le mie coinquiline.
So che con loro anche solo rimanere a casa una sera significa "stare bene".
A breve inizierò la scuola di specializzazione.
Tornerò a studiare ciò che ho sempre amato.
Tornerò nel ruolo di studente. Ancora una volta.
Dopo anni ormai che non lo sono più.
Devo essere sincero con me stesso.
Oggi la mia vita mi piace.
Ho cambiato ruoli, equilibri, ritmi e persone.
Ho cambiato la mia quotidianeità.
Ed in questo momento mi sembra che ogni cosa sia al suo posto.
Presto o tardi stravolgerò ancora la mia vita, lo so.
Quando mi sarò stancato anche di questo.
Ma non adesso.
01 ottobre 2006
Compromessi... funziona così, no?
Ma certo che funziona così!
Basta con tutte queste lamentele!
Oggi volevo Paolo tutto per me solo perchè non ci vedevamo da una settimana.
Lui mi ha dedicato circa tre ore a pranzo per conoscere i miei migliori amici, ma io non ne avevo abbastanza.
Avrei voluto vederlo anche questa sera. Anche se so che lui deve studiare.
Egoista.
Ingordo.
Capriccioso.
Ecco quello che sono.
Compromessi.
Lui è stato più furbo di me e ha trovato il compromesso adatto.
Questa sera niente, ma la serata di domani sarà tutta per me.
I dubbi ci sono ancora. Ovviamente.
Frulla nella testa il timore che si stia "stancando" di me.
Fisicamente. Mentalmente.
Ma so che questi dubbi sbiadiscono quando lui mi abbraccia.
Quindi basta macerarsi.
Aspetterò Domani.
Basta con tutte queste lamentele!
Oggi volevo Paolo tutto per me solo perchè non ci vedevamo da una settimana.
Lui mi ha dedicato circa tre ore a pranzo per conoscere i miei migliori amici, ma io non ne avevo abbastanza.
Avrei voluto vederlo anche questa sera. Anche se so che lui deve studiare.
Egoista.
Ingordo.
Capriccioso.
Ecco quello che sono.
Compromessi.
Lui è stato più furbo di me e ha trovato il compromesso adatto.
Questa sera niente, ma la serata di domani sarà tutta per me.
I dubbi ci sono ancora. Ovviamente.
Frulla nella testa il timore che si stia "stancando" di me.
Fisicamente. Mentalmente.
Ma so che questi dubbi sbiadiscono quando lui mi abbraccia.
Quindi basta macerarsi.
Aspetterò Domani.
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