29 ottobre 2006

Frammenti Disordinati di Pura Gioia

Mattinata stiracchiata, sonnacchiosa, gradevole.
Sabato mattina e il mondo corre più lento. Vicolo stretto intriso della Bologna di un tempo, come se all'improvviso io e Paolo fossimo stati catapultati in una borgata antica.
Rido del tipo strano che ripara biciclette, che con quel suo dialetto bolognese regala perle di saggezza. Rido di Paolo che si improvvisa suo aiutante, sporcandosi di grasso quelle sue piccole mani bianche.

"Dodici persone" penso.
Come gli apostoli di Gesù. Rido di me stesso. Non riesco proprio ad immaginarmi nel ruolo di "capo" di dodici persone.
Ma Paolo crede che ne sarò capace. Dice che per me sarà una interessante prova.
Nelle prossime settimane comincerò davvero a fare il "capo". Eh eh!

I suoi piedi.
Li sento ogni notte che dormiamo insieme. Lui appoggia le piante dei piedi delicatamente sui miei polpacci, quasi a cercare un sostegno, una base sicura dove sorreggersi mentre dorme.
Quel contatto costante è solo sublime gioia.

Le mie mani.
Risvegliano in lui ricordi celati, come un velo che si lacera all'improvviso.
"Hai le mani come le aveva mio fratello. Io non ricordavo che mani avesse, ma appena ho visto le tue mani è come se le avessi riconosciute!"
Forse mi spaventa avere le mani di suo fratello morto.
Da oggi però per assurdo amo un pò di più le mie mani.

Ritmo che ti entra nei muscoli, e ti vien voglia di ballare.
Poi ti guardi intorno e l'età media dei presenti è sopra gli ottanta anni!
Ma lei è lì, accanto a me, bellissima. Con quella bambina che le balla in braccio. Lei ride, e il suo sorriso è pura gioia. Ed io sento davvero di volerle bene.
Come è successo non lo so, ma ho una nuova Amica nella mia vita.

Presto tornerò in Sicilia.
Il cuore batte più forte a quel pensiero. Poche settimane fa credevo che tornare sarebbe stato un modo per consolarmi della fine della mia storia. Adesso tornare è solo tornare.
Paolo è ancora accanto a me. Anche se adesso il mio cuore è un pò più spaventato.

La sua risata quando faccio lo "scemo".
"Perchè hai passato a tutti il tuo raffreddore, ma a me no?"
"Perchè ti voglio bene!"
Lui sorpreso dalla mia risposta, ride.
"Sei così scemo, che quasi ti credo!"

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Spero tu voglia bene anche a me...non ti azzardare a portarti dietro il raffreddore...
Ti aspetto!!!
Baci

mareintempesta ha detto...

buon rientro Icaro