26 febbraio 2007

Il Mare d'Inverno

"Il mare d'inverno è un concetto che il pensiero non considera
è poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera
alberghi chiusi, manifesti già sbiaditi di pubblicità
macchine tracciano solchi su strade, dove la pioggia d'estate non cade
e io che non riesco nemmeno a parlare con me"
.
.
Nessuna inquietudine per noi questa volta, anche se la canzone che tenevamo fra le labbra è così piena di malinconia.
Questo fine settimana passato insieme a stretto contatto con il mare e la pioggia, i tuoi abbracci dolci alle mie finte paure, i tuoi sospiri celati mentre ti addormenti sul mio petto, i tuoi occhi sempre così azzurri anche quando il cielo è scuro, i tuoi sorrisi alle mie parole buffe e alle mie incredule verità.
Non mi credi quando ti guardo e ti dico che sei così bello.
Parli spesso del nostro futuro.
.
"Non puoi saperlo, Ale. Magari fra alcuni anni avrai voglia di tornare a vivere in Sicilia!"
"Ma qui ci sei tu!"
"Potrei voler venire in Sicilia con te."
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Parole che non vogliono essere verità, ma che lo stesso pronunci quasi per accarezzarmi.
Il mare d'inverno ci ha visto così.
A volte la pioggia non è malinconia, ma un modo per stringersi un pò di più.

21 febbraio 2007

A Volte una Semplice Parola...

"Amore" non è parola che si può usare con leggerezza.
Almeno non a 30 anni. Non a 36.

Questa sera ho visto "Notte prima degli Esami - Oggi".
A 18 anni puoi dire amore mille volte senza mai pensarci.

Ho detto "Ti amo" la prima volta a 18 anni.
Ero in una macchina, sotto il mio palazzo.
Fissavo un cartello stradale all'incrocio poco distante.
Tutte le volte che lo riguardo ripenso a quel momento.
Non sapevo ancora che l'amore può diventare odio.

Ho detto "Ti amo" la seconda volta a 18 anni.
Ma era già un "Ti ho amato". Era già passato.
Passeggiavamo senza sosta vicino un palazzo sconosciuto.
Non ricordo neanche perchè siamo finiti lì.
Non sapevo ancora che l'amore può diventare Amicizia.

Ho detto "Ti amo" la terza volta a 29 anni.
Ero disteso su un letto. Avevo il cuore gonfio di paure.
Lui, il mio ragazzo, mi ha stretto forte. Mi ha baciato.
Ma non ha detto "Anche io."

Ho detto "Ti amo" solo altre due volte.
Allo stesso ragazzo.

Ho detto "Ti amo" cinque volte in vita mia.
Non so quante volte ho amato, ma solo cinque volte l'ho detto.

So che la mia storia con Paolo non è cosa semplice.
So che, se ho scelto di stare con lui, ho accettato la sua complessità.
So che il mio ragazzo ha mille modi silenziosi per farmi capire che mi vuole bene.

Ma a volte il bisogno di una semplice parola è così forte da mozzare il fiato.
Eppure non ho il coraggio dopo un anno di storia di chiedere al mio ragazzo semplicemente:
"Sei innamorato di me?"

Perchè mi risponderebbe:
"Non lo so."

A volte vorrei tornare adolescente e usare le parole con più leggerezza.
Vorrei aver detto "Ti amo" mille volte, e mille volte averlo sentito.

Ma non è il passato che mi preoccupa.
Avrò forza abbastanza da aspettare che lui trovi il coraggio di dire una semplice parola?

Forse è proprio su questa domanda che si gioca il futuro della nostra storia.

17 febbraio 2007

"Mi è Piaciuto il Modo in cui ti Guarda"


Quanta ansia prima della cena per farli conoscere.
Non tanto nei giorni precedenti. Era come se non ci pensassi neanche.
Ma poi quel pomeriggio… più si avvicinavano le 20 e 30, più qualcosa mi stringeva lo stomaco.
Per mia madre, ma sopratutto per mio fratello, che non sa nulla ma che forse (chissà!) qualcosa intuisce.
Paolo si è presentato puntualissimo al locale. Lui, l’eterno ritardatario, voleva fare bella figura.
Mia madre si è truccata, si è vestita elegante e si è ravvivata i capelli. Voleva solo fare bella figura.
Entrambi l’hanno fatto per me. E questo mi fa sentire voluto bene.
E poi c’era l’eterno mio appoggio. Mia sorella, sempre dalla mia parte.
Mio fratello sembrava scuro in volto durante tutta la cena. Ma poi ho scoperto essere solo timidezza.
“Mi vergognavo a parlare, ma Paolo mi è piaciuto. E’ simpatico.”
Vorrei dirgli la verità, confessargli che non è un semplice amico, ma ormai una parte così importante di me.
Paolo è rimasto quasi sempre in ascolto, trascinato nel mondo buffo delle nostre vicende familiari.
Mia madre sorrideva tanto in autobus tornando verso casa.
“Mi è piaciuto molto.” mi ha detto.
“Soprattutto mi è piaciuto il modo in cui ti guarda.”
Io sono così spesso pieno di insicurezze. Sentire le sue parole, sapere del suo sguardo su di me attraverso occhi altrui, mi ha fatto sentire bene.
Grazie Mamma.
Grazie Sergio.
Grazie Manu.
E grazie Papà, che so avresti voluto esserci anche tu.

Grazie Paolo. Ovviamente.

16 febbraio 2007

San Valentino... due giorni dopo

E così c'è stato.
Il primo San Valentino della mia vita.

Posso dire una cosa?
Ho finalmente avuto la conferma che negli anni da single il mio snobbismo verso questa festa non era solo invidia camuffata.

Romantico?
Hmmm...
Mi sento romantico sempre (a lavoro hanno preso a chiamarmi "Trottolino"!), così sapere che quel giorno avrei dovuto esserlo "per convenzione" ha un pò offuscato la magia.

Sarà anche dovuto al fatto che quella sera abbiamo litigato?
Non so. In fondo più che un litigio, io ho chiarito alcune cose che non gli avevo mai detto.
Ed in fondo sono stato bene.
Ma non c'era nulla di magico.

Mi sa che il prossimo San Valentino faccio come mia sorella che lo ignora completamente.
Che è meglio.

Intanto si avvicina il giorno in cui festeggeremo il nostro primo anno insieme.
E quello si, sarà evento da ricordare.
Ho già in testa tutto quello che devo preparare.
Non vedo l'ora!

Ah!....
Buon San Valentino a chi a questa festa tiene davvero!

01 febbraio 2007

Buon Viaggio, Milena!


Oggi tornando a casa dal lavoro ero parecchio stanco.
Questa notte ho dormito solo tre ore e oggi ne ho lavorate 10.
In autobus pensavo al momento in cui avrei aperto la porta di casa.
Nella mia mente si formava l'immagine di te seduta sul tavolo della cucina che alzi gli occhi e mi saluti.
A fatica e più volte mi sono dovuto forzare a ricordare che il tempo della nostra convivenza si è concluso.
E poi ti immaginavo là, con il tuo essere sempre così impacciata, ingenua e confusa, ma anche determinata e coraggiosa.
E' come se ti vedessi, con il solito pezzettino di carta in mano a graffiarti le dita, scaricando in questo bizzarro modo il nervosismo per ciò che è ignoto.
In quel mondo nuovo lontano da tutti, dovrai ricominciare da capo e rimetterti ancora una volta in gioco, per sperimentare te stessa e la tua indipendenza.
Quante domeniche mattina abbiamo trascorso parlando di questo?
La colazione della domenica mattina.
Quello è sempre stato il nostro momento.
Lo dicevi anche ieri sera. "Tu sarai sempre il coinquilino della domenica mattina!".

Mia sorella, riportando una delle sue solite frasi di F.r.i.e.n.d.s., ha detto che è finita un'era.
E' vero.
Anche se probabilmente per lei ha un significato diverso dal mio.
Eppure tu mi hai accompagnato in uno dei momenti di maggior cambiamento della mia vita.
Tu ci sei sempre stata.
Ricordo ancora bene i primi tempi che io e te vivevamo insieme, quando eravamo ancora due imbarazzati sconosciuti che imparavano a volersi bene.
Tu allora mi hai chiesto: "Ale, mi prometti che quando Manu passa il fine settimana da Leo. tu resti a casa a farmi compagnia? Ho paura a rimanere a casa da sola. Puoi portare anche il tuo ragazzo, così dormite entrambi da noi!"
Io non avevo ancora il ragazzo a quel tempo. A posteriori quella tua frase suona come una piacevole profezia.

Le cose cambiano, Milly.
Ed è giusto così.
Le ere finiscono. Le persone crescono. Le situazioni si stravolgono.
Io adoro i cambiamenti. Danno linfa a quella lunga storia che è la mia vita.
Eppure una parte infantile e onnipotente di me crede ancora sia possibile rendere permeabili fra loro presente, passato e futuro. Ciò che è stato e ciò che sarà.

Vorrei non perdere nulla, trovando però sempre cose nuove.
Come quella mia mania di conservare oggetti, scontrini e altre inutilità di momenti a me cari.
Gli "oggetti feticcio". Come ero solito chiamarli quando vivevo a Palermo.

Sono felice che Milena viva questa esperienza fantastica. Ne ha davvero bisogno.
Sono felice che Manuela e Leo vadano a vivere assieme. Dopo i lunghi anni vissuti "a singhiozzo".

Manu, non volevo davvero dire che i miei desideri vanno contro ciò che ti rende felice nel mutamento.
E poi, ad essere sinceri, dopo 28 anni vissuti senza una persona al mio fianco, anche io sono alquanto euforico e impaziente all'idea di vivere l'esperienza fortissima di abitare nella stessa casa con Paolo.

Ma non è questo il punto.
La malinconia per le "cose perdute", per le "ultime volte", farà sempre parte di me. Credo.

Vi voglio bene. Davvero tanto.
So che tu, Manu, anche se ci dovessimo allontanare fisicamente, perdendo la nostra quotidianeità, rimarrai sempre mia sorella (e non è parola da usare dimenticandone la forza).

Ma cosa ne sarà di me e te, Milena?
Una domenica mattina (una delle nostre) mi hai detto che vuoi (e ritieni) che io rimarrò in un modo o in un altro a far parte della tua vita.
Ma ho già vissuto tante lontananze, tanti cambiamenti.
So che a volte i legami restano, a volte si modificano, a volte si infrangono, a volte semplicemente cessano.
E il nostro?

Buon viaggio, Milly!

Ma non ti allontanare troppo.