27 maggio 2008
Sbirciando Altri Amori
Tornavo a casa in autobus.
Intorno a me si crea casualmente una scena che sembra costruita.
Nella sedia di fronte la mia siede una ragazzina di 16 anni circa.
Il suo ragazzo sta piegato vicino a lei e le parla sorridendo.
Non si toccano neanche, ma dai loro gesti comprendo che stanno insieme.
Lui ha gli occhi buoni.
La guarda con uno sguardo che sembra celare l'illusione adolescenziale che il loro amore sarà eterno.
Poco distante sta seduto un ragazzo di circa 25 anni.
La sua ragazza è seduta sulla sue ginocchia.
Stringe in mano una rosa.
Gli occhi di lei sono colmi di lacrime e fissi nel vuoto.
Lui la accarezza soltanto, ma non dice nulla.
Non la guarda neanche.
C'è qualcosa di profondamente malinconico nellla loro unione.
Ancora più avanti un uomo e una donna sulla quarantina stanno in piedi, molto vicini l'uno all'altra.
Parlano, inframezzando piccoli e numerosi baci nella discussione continuamente spezzata, quasi a singhiozzo.
Loro sono già stati adolescenti.
Hanno già visto i loro passati amori finire.
Eppure questo non impedisce loro di essere così vicini tanto da quasi fondersi.
Non provo invidia per nessuno di loro.
La cosa mi stupisce un pò.
Sbircio di nascosto i loro diversi amori.
E penso al mio passato amore.
E a quello che sarà.
Comincio a credere che non sarà Paolo il mio prossimo Amore.
Inizio a desiderare un Amore diverso.
Non uno migliore. Era già perfetto.
Solo uno diverso.
Il mio prossimo Amore avrà quello che Paolo non riusciva a darmi.
Il prezzo da pagare sarà rinunciare a quello che solo Paolo può farmi provare.
La scena in autobus mi ha permesso di pensare a tutti gli svariati modi diversi di amare che esistono.
Come fare a dire qual'è quello migliore?
Probabilmente la risposta non è molto interessante.
Così mi fermo un attimo a pensare, sorridendo, a quello che sarò in grado di creare al prossimo Amore.
24 maggio 2008
Quante persone in una sola?
Prendo come esempio questo giovedì.
Ore 7:00
Mi sveglio con il pensiero di Paolo.
Sono un innamorato che è stato lasciato e che ancora non riesce a farsene una ragione.
Ore 07:15
Faccio colazione con Milena.
Sono un coinquilino, uno con cui confrontarsi su un sacco di argomenti più o meno importanti.
Ore 8:00
Arrivo a lavoro e comincio ad organizzare il lavoro per i ragazzi che arriveranno alle 9.
Sono uno dei responsabili del back office di un call center.
Ore 10:30
Pausa con i colleghi al bar, parlando un pò di tutto.
Sono un amico, un confidente, qualcuno con cui fare due chiacchiere.
Ore 11:00
Riunione con i sindacalisti per discutere delle pessime condizioni di lavoro.
Sono un lavoratore sottopagato, uno che deve lottare per fare valere i suoi diritti.
Ore 13:00
Prendo il treno per Modena, diretto alla mia scuola di specializzazione in psicoterapia.
Sono uno psicoterapeuta sistemico in formazione, pieno di fantasie su quello che sarà esserlo davvero.
Ore 14:30
E' il momento della parte teorica. Devo esporre al gruppo l'argomento del giorno.
Sono un relatore, uno che deve rendere chiaro e comprensibile agli altri ciò che lui ha studiato.
Ore 17:00
Parte pratica. Il docente organizza la simulazione di una terapia.
Sono un uomo di 36 anni, spostato con una donna che ha appena perso entrambi i genitori in un incidente. Sono il suo salvatore. Ma per la sorella io rappresento un pessimo partito.
Così trascorro un'ora fingendo di litigare aspramente con una mia collega.
Ore 20:30
Prendo il treno per tornare a Bologna e viaggio per caso con un amico di Paolo.
Sono l'ex-ragazzo di un suo amico, qualcuno con cui chiacchierare un pò di tutto, ma senza mai toccare l'argomento "Paolo".
Ore 21:00
Sono in autobus diretto in centro. Non mi accorgo che qualcuno mi ruba il portafoglio.
Sono la preda. Sono la vittima inconsapevole, il fesso insomma.
Ore 21:10
Arrivo in ritardo al nuovo laboratorio teatrale (stesso regista, ma diversa idea di teatro).
Sono un "attore di strada", uno che deve inventarsi un modo per coinvolgere i passanti in uno spettacolo nascosto fra i vicoli di questa città.
Ore 22:00
Si lavora sul personaggio che dovremo interpretare a fine laboratorio.
Sono un ragazzo di 26 anni. Un giovane studente spensierato, che prende la vita così come viene, e non vuole crearsi troppi problemi. Uno che pensa raramente al futuro, ma si vuole godere la sua giovinezza. Sono fidanzato da un anno con una ragazza che vive lontano.
Ore 23:00
Finisce il laboratorio. Saluto gli altri "attori" e ci mettiamo d'accordo per la cena di sabato.
Sono parte di un piccolo e affiatato gruppetto di persone, che mi permette di non sentirmi solo.
Ore 23:10
Mi accorgo che il portafoglio è sparito.
Sono uno che è stato derubato. Sono spaventato, arrabbiato. Mi sento sperduto.
Ore 23:15
Chiamo l'unica persona che so sarà capace di scacciare quel senso di smarrimento.
Sono un ragazzo che sta cercando una maniera creativa per costruire un ruolo insolito, quello di due ragazzi che si lasciano senza però perdersi mai.
Metto regole (come quella di non dormire mai più insieme). Poi le infrango subito dopo.
Decido di mollare e poi ritorno sui miei passi.
Ore 23:45
Da casa di Paolo chiamo i miei genitori e mia sorella per chiedere come bloccare il Bancomat.
Sono figlio. Sono fratello. Sono parte di una famiglia, che rappresenta la rete di protezione in qualsiasi situazione.
Ore 00:30
Un pò rincuorato mi addormento fra le braccia di Paolo.
Sono Alessandro. Alessandro quando sta da solo con Paolo. Pieno di gioia e di paura.
Non so come definire questo ruolo, ma so che continuerò ad interpretarlo ancora a lungo.
Questa la mia giornata. Questi tutti i miei ruoli.
Quante persone diverse ci sono in una sola?
21 maggio 2008
Come Dawson e Joey, Ross e Rachel, e tutti gli altri...
La qualità del video è pessima, ma non ho trovato di meglio al momento. E' una delle scene di "Dawson's Creek" che ricordo con più piacere. Una puntata che mi fece molto ridere a quel tempo.
Dawson, ubriaco, alla sua festa di compleanno ferisce tutte le persone che gli vogliono bene. Ma è quello che dice a Joey che mi ha fatto pensare di scrivere questo post. Dopo averlo amato da sempre, finalmente Joey riesce a mettersi con Dawson, ma dopo poco tempo decide di lasciarlo perchè "ha bisogno di ritrovare se stessa". Nel video Dawson usa queste parole per prenderla in giro, fingendo di cercarla nella stanza per "ritrovarla".
Ricordo che quando vidi questa puntata la prima volta, pensai che Dawson era proprio un idiota a non capire la complessità delle motivazioni di Joey. Adesso non direi la stessa cosa. Forse è proprio Dawson ad aver capito tutto, e Joey a complicarsi la vita inutilmente.
Che motivazione è "Devo ritrovare me stessa"?
Parole che suonano simili ad altre parole... ad altre motivazioni.
"Sento che manca qualcosa, ma non so dire di preciso cosa."
Poi penso anche a Ross e Rachel di "Friends", a come molto spesso anche il loro amore è stato ostacolato solo da loro stessi.
Magari mi sbaglio, ma ho come l'impressione che in un'epoca in cui c'è ormai molta libertà nelle relazioni, sia nata la tendenza ad "auto-ostacolare" le storie d'amore per renderle più intense.
Lo so. I "riferimenti culturali" che tiro in ballo sono semplici telefilm americani. Eppure non mi vergogno a dire che penso che quello che viene raccontato in fondo sia molto vicino alla realtà quotidiana di tutti noi.
Così nessun Romeo. Nessuna Giuletta. Mai più Renzo e Lucia. Basta amori impossibili e contrastati da forze esterne.
Vai con i dubbi, le incertezze, le paranoie, i ripensamenti, i tira e molla. Complichiamoci la vita da soli, ragazzi, così da renderla emozionante e unica!
16 maggio 2008
Addio Myers... e Tutti Voi
Alcune più di altre.
Addio, Myers.
Tu sei stato la rabbia che io non so esprimere.
Per un pò sono stato te. Ho provato ciò che tu provi.
Ho gridato rabbia con la tua voce, tanto che facevo fatica a riconoscermi.
"Io ti ho dato la vita ed io posso togliertela!!!"
Dieci minuti.
Appena dieci minuti.
Un breve monologo. Pochi gesti. Una valigia. Una lettera.
E sono al centro della scena.
Settimane e settimane per rendere perfetti quei dieci minuti.
Per la prima volta sono stato attore (fare Fortebraccio in Amleto non era la stessa cosa).
Mi è piaciuto.
Mi sono piaciuto.
Adesso non sarò più Myers. Mai più.
Non sarò più la sua rabbia.
Mi mancherà.
E mi mancherete voi, il gruppo degli attori.
Lo so, forse ci rivredremo per una cena.
Con alcuni di voi continuerò a fare altre cose.
Ma il gruppo, quel gruppo, non esisterà più.
Proprio adesso che dopo settimane intense si era formato uno spirito di condivisione.
Sono contento di aver fatto questa esperienza.
Contento di averla condivisa con Paolo.
Contento di aver conosciuto nuova gente, anche se in un altro periodo forse avrei potuto dare di più.
Cala il sipario, gente!
Grazie di cuore.
04 maggio 2008
Il Posto in cui si Perdono le Cose

In questa zona di mare si sarebbero verificati dal 1800 in poi numerosi episodi di inspiegabili sparizioni di navi e aeromobili, per questo motivo il triangolo delle Bermuda è anche soprannominato Triangolo maledetto o Triangolo del diavolo." (da Wikipedia)
Ma è un'avventura pericolosa.
