29 gennaio 2006

OBSESSION

Serata Tranquilla

Serata tranquilla questa.
Una serata passata con il gruppetto di amici a casa mia a mangiare una pizza e guardare un film (rigorosamente a tematica gay! eh eh!).

C'era un ragazzo che non avevo mai visto.
E naturalmente è scattato il pensierino.
E se fossi tu?
Se fossi proprio tu, caro sconosciuto, il mio prossimo battito, la mia prossima confusione, il mio prossimo timido scambio di sguardi?

Guardiamo il film
Il titolo è "Trick", una commedia leggera che avevo già visto un paio di volte.
Parla di un incontro fra due ragazzi che nasce come la classica "una botta e via" e in una sola notte si trasforma in una tenera storia romantica.
Irreale forse, ma fa sorridere i cuori. Davvero un bel film.
Mi ha anche fatto ripensare con piacere, misto ad una punta di frustrazione, al mio angelo di Francoforte.
E alla mia ultima chiacchierata con Erika circa gli "incontri di sesso occasionale".

E adesso che la serata si è conclusa, adesso che i piatti sporchi mi guardano dal lavabo della cucina, adesso che i miei amici già dormono nel tepore delle loro coperte, io mi fermo un attimo a riflettere su queste ultime ore e sorrido.

Perchè guardo me stesso e come ho cambiato la mia vita.
Perchè due anni fa sarebbe stato utopico per me immaginarmi parte di un gruppo di ragazzi gay.
Perchè due anni fa non avrei mai pensato di poter fare un pensierino su uno sconosciuto in un sabato sera qualsiasi.
Perchè guardando un film a tematica gay non devo più per forza solo immaginare future rosee situazioni, ma anche dare un'occhiata a ciò che nella mia vita ho già vissuto.

Serata tranquilla questa.
Ed è già ora di dormire.

27 gennaio 2006

Forse la mente si offusca quando il cuore batte

E' da parecchi giorni che programmavo di pubblicare questo post.
Varie cose mi hanno tenuto lontano dal blog.
Ma è giunta infine l'ora.

Ancora su quel piccolo pensiero (in)felice.
Per l'ultima volta credo.

In questi giorni ho cercato di guardare la questione da più punti di vista.
Ho pensato e ripensato ad una via di fuga.
Ma per quanto ci giri attorno, il risultato è sempre lo stesso.
Una cosa chiamata con un altro nome rimane comunque la stessa cosa.
Quindi chiamerò le cose con il proprio nome.

Menzogna.

Lui mi ha mentito.
Senza malizia spero. Ma il risultato è lo stesso, inevitabilmente.
Quando dopo la Befana abbiamo ripreso il contatto interrotto, ricordo bene che, cercando di chiarirci, gli dissi più volte che non ricevevo più suoi sms da prima di Natale. Eppure lui nella chattata di quel famoso martedì sera diceva di essere convinto che io sapessi dell'appuntamento con il tipo della palestra, di cui mi aveva parlato (a quanto affermò almeno!) con un sms mandato dopo Natale. Era chiaro quindi che io non l'avessi mai ricevuto.

Mi ha mentito.
Oppure (se vogliamo essere meno drastici) ha trattato la questione con una certa "leggerezza". Adesso si tratta di capire perchè.

Qualche tempo fa ho parlato con un amico in chat di questa storia e lui mi ha detto molto semplicemente che "i rapporti nel mondo gay non durano molto, con la stessa fretta in cui conosce il tipo lo perdi di vista. Si era disinteressato per un pò poi cerca di non perdere un alternativa nel caso in cui non porta a termine l'altra relazione e cosi via."

Agghiacciante!
Forse vero.
Forse no.

Il mio amico non ha conosciuto Linus.
Io ho avuto modo di farmi almeno un'impressione vaga su di lui.
Il mio amico parlava per regole generali e stereotipate.
Io parlavo di Linus.

Io, che mi reputo un buon conoscitore dell'animo umano, non posso credere di aver sbagliato in maniera così netta il mio giudizio su questo ragazzo.
Ma forse la mente si offusca quando il cuore batte.
Forse la capacità di giudicare una persona viene resa vana dalle emozioni che si provano quando si sta bene con qualcuno. Anche (e forse sopratutto!) quando ciò avviene in chat.

Vorrei aver ragione.
Vorrei che Linus mi dia modo di ricredermi.
Eppure il tempo passa e non abbiamo mai chiarito.

Ci siamo incontrati un paio di volte su messanger, ma lui era sempre di fretta.
Sembrava arrabbiato.
Non ne capisco il motivo, visto che dovrei essere io a sentirmi imbrogliato.

E così un altro breve capitoletto del mio romanzo si chiude. Senza motivo.

Non ho sofferto molto questa volta.
Mi sono fermato in tempo.
Solo uno strano senso di vertigine (non saprei come meglio descriverlo) durato per qualche giorno.

Vorrei che i miei pensieri non si facessero cupi adesso.
Vorrei non cominciare a credere che troppo spesso i gay sembrano bambini capricciosi e viziati. Vorrei smettere di pensare che troppe possibilità creino confusione.

Perchè non ci accontentiamo di vivere un'emozione per volta?
Cosa spinge un ragazzo fidanzato ad infilarsi in una chat gay (una sauna, un disco, etc...) e conoscere altri ragazzi?
Cosa ci spinge a dubitare che possa davvero esistere la monogamia anche per gli omosessuali?

Ho appena finito di leggere "Cronaca di un disamore" di Ivan Cotroneo.
Penso che ne trascriverò qualche brano prossimamente in questo blog.
Ho rivisto "Brokeback Mountain" di Ang Lee.
Avrei voluto piangere come ha fatto mia sorella.

Qualche giorno fa ho chattato ancora con il tipo fidanzato della chat.
Mi ha detto che qualche notte fa mi ha sognato (sogno casto per fortuna!).
E non ci siamo mai visti di persona.
Vorrei spaccargli la faccia per la sua "confessione".
Vorrei prendermi a pugni da solo per aver continuato a flirtare con lui.

E ripenso al commento di "mareintempesta".
Scusa se non ti ho riposto prima, ma varie cose mi hanno tenuto lontano da internet.

"I "buoni della storia" si innamorano delle persone sbagliate, amano intensamente, soffrono in modo lancinante e alla fine ne escono pure sconfitti...Non sono alibi.E poco importa che tu ne abbia incontrato uno, due o centomila.Ad essere scorretti sono loro, e non tu (IO)..Tu sei solo alla ricerca di te stesso e della tua felicità... o anche soltanto di un briciolo di Amore."

E' davvero così semplice, amico mio?
Basta essere alla ricerca della felicità o dell'Amore per potersi permettere tutto, per poter giustificare ogni nostra azione?
Vorrei crederti. Davvero.
Vorrei credere che l'Amore vince sempre.

E il mio non è un giudizio sulla tua vita, ma sulla mia.
Perchè non posso dirti cosa è "giusto" o "sbagliato" in ciò che TU fai, perchè sei tu a viverlo.
Ma so cosa non vorrei ci fosse nella mia vita.

E' vero.
Sono loro ad essere scorretti.
Sono loro che ci cercano, loro che ci illudono, loro che poi si tirano indietro, loro che vivono emozioni a metà.
Noi invece siamo chiari, trasparenti, certi di ciò siamo disposti a vivere e a rischiare.
E in nome di questo, commettiamo (commetto) errori, che vanno poi compresi e giustificati.

Non viverlo come un giudizio sulle tue azioni. Davvero.
E' solo che ho bisogno di rimettermi in discussione.
Troppo tempo ho vissuto credendomi "irreprensibile".

Sarebbe semplice.
Aprire il messanger e cancellare uno ad uno tutti i miei contatti "sbagliati".
Andare in giro per locali e smettere di sorridere a chi non dovrei.

Accendere il cellulare e cancellare (una volta per tutte!) tutti i messaggi che ancora conservo gelosamente, quelli spediti dal mio LUI in grassetto. Anche l'ultimo dove mi chiede se sarei andato a Roma per la manifestazione sul Pacs.


Sarebbe semplice.
Eppure non lo faccio.
Scegliendo di commettere nuovi errori.

E' giusto?
E' sbagliato?

Non so.
Forse lo scoprirò grazie al mio prossimo Amore.

17 gennaio 2006

Piccolo Pensiero (In)Felice

Giuro che se non mi sentissi così giù in questo momento, mi metterei a ridere di me stesso visto l'ironia assurda della situazione in cui mi sono andato ad infilare.
La Vita continua con il suo umorismo tutto particolare.

Ma si può? In un istante il mio piccolo pensiero felice è riuscito a ribaltarsi in una serata dal cuore pesante.
Quanto tempo è passato? Un mese? Forse poco di più. Si.
Poco più di un mese fa la chat ha creato per me una nuova piccola illusione.
Poco ore fa me l'ha strappata in un modo inaspettato e alquanto crudele.

Linus: ma sei lì?
Icaro: si si ti leggo
Linus: ok. dicevo che mi è venuto un dubbio
Icaro: si , ma dillo!!
Linus: quando a natale sono cessate le nostre comunicazioni pensavo che avessi detto qualcosa che ti potesse aver offeso
Icaro: ok. Non era così
Linus: si ok ora lo so. ma prima pensavo che te la fossi presa per la storia di davide visto che dopo che te ne ho parlato no smesso di ricevere i tuoi messaggi
Icaro: chi è davide?
Linus: quello della palestra. io pensavo che te la fossi presa perchè ho smesso di ricevere i tuoi sms dopo che ti ho detto che siamo usciti assieme
Icaro: siete usciti assieme? E quando me lo hai detto?
Linus: quando è successo
Icaro: in chat o via sms?
Linus: subito dopo natale. via sms visto che poi ho avuto i problemi con la linea di cui ti ho detto
Icaro: Ok. Ti comunico allora che non ho mai ricevuto quel sms ;)
Linus: appunto da ciò che hai scritto oggi mi era venuto questo sospetto
Icaro: Aspetta un attimo, Non sarai fidanzato anche tu?
Linus: non è che ci siamo fidanzati però ci stiamo frequentando
Icaro: ahahahahaha! Non ci posso credere! Lo vedi. Allora è proprio un destino il mio


Piccola parentesi.
Mentre che ci penso.
La chattata di questa sera è iniziata così.
"Linus: ho letto ieri il tuo blog ... troppo!!!
Icaro: che ha di troppo il mio blog? E' troppo lungo?
Linus: no troppo ... troppo! ma tutti occupati te li sei andati a scegliere?"
Pensandoci a posteriori, visto che sapeva che ero interessato a lui e visto che lui è già "occupato", non è stata una battutta LEGGERMENTE di cattivo gusto? Bah...
Chiusa parentesi.

Linus: io allora pensavo che ti fossi offeso per questo, poi invece avevamo chiarito ma non pensavo che tu non lo sapessi
Icaro: No, non lo sapevo. E ovviamente non mi sarei offeso nè avrei smesso da un gionro all'altro di scriverti sms, ma...
Linus: ma non potevo sapere come avresti reagito però a me piace essere chiaro sempre


Forse per essere "chiaro sempre" avresti dovuto impegnarti un pochetto di più, Linus. Che ne pensi?

Icaro: Hai ragione, e hai fatto bene
Linus: poi vado a leggere quello che scrivi sul blog .. ahah
Icaro: Comunque questo ovviamnet cambia le cose. Oddio! Adeso mi sento un idiota ad averti fatto quei discorsi la scorsa volta circa il mio volerti incontrare
Linus: perchè?
Icaro: Perchè per me l'incontro aveva (fino a qualche istante fa) un senso del tutto diverso
E mi faccio rabbia da solo. Perchè adesso mi fa anche male. Vabbè... prima o poi scoverò un senso a questa fortuna avversa
Linus: mi spiace davvero. tanto

So che ti spiace, Linus, ma in una delle nostre prime chattate mi avevi detto che avresti cercato di non ferirmi, ricordi?

Icaro: Non è colpa tua. Non te la prendere adesso, ma noi non ci incontreremo domani. Non voglio con questo dire che voglio spezzare il contatto, ma.... semplicemente non ho voglia di vederti domani. Tutto qua. Mi spiace e me ne scuso
Linus: perchè? non capisco
Icaro: Davvero? Perchè pensavo a te in un certo senso, Luca. L'incontro di domani avrebbe per me un significato diverso da quello che avrebbe epr te. Io sono bravissimo a diventare amico delle persone di cui potrei innamorarmi, ma dammi almeno il tempo di "riequilibrarmi" sulla nuova situazione
Linus: ma non mi sembrava avessi mai parlato "domani ci vediamo e finiamo a letto oppure ci vediamo e se ci fidanziamo subito domani ci si rivede


E' vero, Linus, ma non si era neanche escluso.
La differenza sta tutta lì!

Linus: mi stanno chiamando per la cena
Icaro: No, scusa. Non parlo di ciò che avevo detto sarebbe successo domani, ma nella mia testa ogni cosa poteva succedere, dal nulla al tutto. Adesso le cose sono cambiate. Devo escludere mentalemnte alcune possibilità, e non è facile. Ti sembrerò stupido, ma...
Linus: mi spiace ma devo andare
Icaro: ok. Tranquillo.
Linus: cmq era anche questo la "leggerezza" con cui ti dicevo di prendere il nostro appuntamento. beh ciao
Icaro: ciao


Invece che parlare di "leggerezza" perchè non parlavi di fidanzati, Linus?
Avremmo evitato così tanti fraintendimenti.
Se davvero credevi che io sapessi di Davide, come ti spiegavi il fatto che io non lo menzionassi mai? Come facevi a non stupirti che io parlassi di "aspettative" riguardo al nostro incontro?

Il corteggiamento non è un gioco. E' una guerra.
Ed io come uno scemo giro sempre disarmato. Anche adesso.
Così ho permesso ad un altro ragazzo fidanzato di attraversare la mia via. Ho permesso ancora una volta ad uno sconosciuto di ferirmi, solo perchè mi ero convinto che lui fosse "diverso".
Non so come, ma io sapevo che non ci saremmo incontrati.
E' da sabato che qualcosa dentro di me mi avvertiva che qualcosa non funzionava.
Sono stanco.
Domani è già mattina.
Domani spazzerà questo malumore.

02 gennaio 2006

"4 Passi per Francoforte" (Ultimo giorno)

Frankfurt am Main 02/01/06
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L'ultima mattina del nostro breve viaggio mi sveglio presto, nonostante avessi dormito pochissimo.
Mi alzo, mi lavo, mi vesto, scendo a fare colazione e poi esco fuori, per le strada di Francoforte. Da solo.
Perchè non ho voglia di passare l'ultima mattina in Germania a guardare Fastidio che impiega tre ore per preparare una valigia. Non ho voglia di aspettare che gli altri si sveglino, impieghino un'ora in bagno a testa per "farsi belli" (impresa disperata per alcuni di loro!) e perdere così quel piccolo ultimo ricordo.
Così passeggio beato per quelle vie da solo.
Almeno così credo.
°
Vita: "Perchè non mi rivolgi la parola? E' da ieri che stai in silenzio!"
Io: "..."
Vita: "Non ce l'avrai ancora con me per la storia del brasiliano, vero?"
Io: "..."
Vita: "Ok. Ok. Ma almeno puoi levarmi una curiosità?"
Io: "..."
Vita: "Scusa. Ma se già sapevi che non avresti fatto sesso con quel ragazzo, perchè mai ti sei avvicinato al bancone e gli hai rivolto la parola?"
Io: "........ Non lo so.... "
Vita: "Io invece credo di si."
Io: "Ma lo sai che sei insopportabile??? Non lo so! Non lo so! Ok? Oppure non mi va di parlarne!"
Vita: "Volevi assicurarti che l'impressione che avevi avuto la notte di Capodanno non fosse solo una parto della tua immaginazione, vero? Volevi assicurarti che quel bel ragazzo avesse davvero voglia di far sesso con te."
Io: "................."
Vita: "Eh, già! Così ancora una volta il tuo egoismo prende il sopravvento su tutto!"
Io: "COSA?!? E che c'entra adesso il mio egoismo?!"
Vita: "Ma dai! Non fare l'ingenuotto con me. E' come la storia con l'infermiere di Aosta. Brasiliano anche lui tra l'altro. Dicevi di aver imparato la lezione allora, ma a me non sembra proprio."
Io: "Che vuoi dire?"
Vita: "Tu parli tanto di trasparenza e onestà, ma poi ti comporti in maniera assurda. Tu non volevi far sesso con il tuo "angelo", così come non volevi fare sesso con l'infermiere."
Io: "Come no??? Ma l'hai guardato bene quel ragazzo?! Aveva un corpo che..."
Vita: "Fermati! Non mi interessa sapere della tua eccitazione. So che sei fatto di carne anche tu, ma non è questo il punto. Ciò che ti premeva ieri non era sfogare la tua libido, ma innalzare il tuo ego.
Ammettilo! Quanto si senti "figo" ad aver rifiutato la proposta di un ragazzo come quello? Così come quando fingi di essere dispiaciuto per come si deve essere sentito il povero infermierie. A chi lo racconti continui a ripetere con faccia avvilità "Ma ti rendi conto? Un ragazzo così bello e ha creduto che io mi dovessi forzare a far sesso con lui perchè non lo trovavo attraente!". E intimamente gongoli.
Non ti sembra vero poterti fingere per un istante l'irraggiungibile oggetto del desiderio."
Io: "Ma che cazzo vai dicendo? Tu sei in pieno delirio! Non è assolutamente vero! E' solo che io..."
Vita: "Si, la conosco la filastrocca. Hai difficoltà a lasciarti andare in un contatto fisico intimo con una persona con la quale non hai un legame emotivo. E ci credo anche. Ma non è tutta la verità.
Tempo fa scrivesti una lettera ad un tuo amico intitolandola "Il buono della storia" dove cercavi di capire come volevi che gli altri ti vedessero.
Ma tu non sei il buono della storia. Non lo sei mai stato, in realtà.
Sicuramente sei un ottimo amico, pronto all'ascolto e disponibile sempre, ma quando si tratta di questioni sentimentali non guardi in faccia a nessuno!"
Io: "Non è vero!"
Vita: "Ti devo rinfrescare la memoria?
Circa sei anni fa hai fatto un viaggio a Torino e pur di ottenere il tuo "primo bacio" dal ragazzo che tu avevi scelto, non ti sei preoccupato di calpestare i sentimenti di chi era stato (e lo è ancora adesso!) sempre così pieno di affetto nei tuoi confronti. Hai baciato il ragazzo di cui uno dei tuoi migliori amici era innamorato! Ti rendi conto?! Io non capisco come mai lui ti rivolga ancora la parola.
Hai giustificato tutto dicendo che vivevi a Caltanissetta e che il viaggio a Torino allora rappresentava un'occasione unica per vivere il tuo "momento romantico"."
Io: "Hai ragione. Allora sbagliai e sono stato male per ciò che ho fatto. Ma devo pagare tutta la vita per quell'errore."
Vita: "No, se fosse stato l'unico. Facciamo una veloce carrellata.
Da quando sei a Bologna:
1) Il ragazzo dagli occhi azzurri. Ti eri convinto che lui fosse seduttivo nei tuoi confronti (e forse è anche la verità). Ma sapevi anche che era fidanzato da nove anni. Ti saresti tirato indietro se lui avesse provato a baciarti?
2) L'inglese. Onesto sin dal principio, ti disse subito che era fidanzato e che voleva conoscerti solo per amicizia. Ti sei tirato indietro quando ti ha baciato in quel piccolo ufficio al Cassero?
3) L'infermiere di Aosta. Ti chiedeva di essere onesto per non farlo sentire poco attraente e dirgli sin da subito che preferivi non far sesso subito. Eppure pur di sentirti desiderato tu, ti sei dimenticato che in quel letto eravate in due quella notte!
4) Ovviamente il tuo LUI in grassetto. Come dimenticarlo? Fidanzato anche lui, eppure non ti dava pace l'idea di doverci rinunciare! Quante ne hai pensate per cercare di rompere la sua felicità?
5) Il diciassettenne. Non ne parli mai. So che te ne vergogni come un ladro. Ma è successo anche se non lo racconti, sai? Hai baciato un ragazzino solo perchè era carino e perchè ti faceva sentire importante, desiderato, perfetto grazie all'idealizzazione tipica di quell'età. L'hai baciato e poi sei scomparso senza spiegargli nulla. Eppure l'avevi rassicurato quando poco prima di salutarvi lui con voce tremante ti ha chiesto se vi sareste rivisti!
6) Il tipo della chat, quello fidanzato che vuole essere solo amici e poi ti stuzzica. E tu stai al gioco!
7) L'angelo a Francoforte. Gli hai sorriso, ti sei avvicinato, ti sei presentato, ti sei fatto chiedere di fare sesso e poi te ne sei andato. Ti avrà creduto pazzo. Non sa che sei solo uno stronzo!
Ovviamente nella lista ho incluso solo gli eventi più eclatanti, altrimenti non la finivo più!"
Io: "BASTA!! Adesso finiscila! Ok! Hai ragione! Sono un egoista. Quando si tratta dei miei sentimenti non guardo più in faccia a niente e a nessuno, ma mi sai dire di chi è la colpa?"
Vita: "Cosa?"
Io: "TU! Tu mi hai fatto passare un'adolescenza da "brutto anatroccolo"! Mi hai fatto sentire poco attraente, insignificante, trasparente. L'unica ragazza di cui mi sono innamorato non ricambiava i miei sentimenti e ciò mi faceva sentire bruttissimo. Il primo ragazzo di cui mi sono innamorato mi ha voltato le spalle appena ha saputo che sono gay, e ciò mi faceva sentire sbagliato.
E adesso hai pure il coraggio di venire qui a giudicare le mie azioni! Ma vaff...."
Vita: "Ok, ammetto di non essere stata molto "tenera" con te, ma per quanto tempo ancora ti leccherai le ferite? Giustificherai ogni tua azione sbagliata tirando fuori la tua adolescenza?
Ok, ti sentivi bruttissimo, ma io ti ho già dimostrato che non è così. C'è stato Torino. C'è stato il francese dopo pochi mesi che eri a Bologna. E ancora l'infermiere. E adesso l'angelo. Per nominare solo i "belli".
Quanti "riscontri" dovrai ancora avere prima di smettere di cercare rassicurazioni sul tuo aspetto fisico? Quanti altre piccole felicità altrui calpesterai per cercare la tua felicità, sentendoti addirittura in pieno diritto di farlo?"
°
A questo punto non so che altro dire.
Sono arrabbiato, perchè lei ha ragione.
Ma c'è dell'altro.
Camminiamo un pò in silenzio.
Passiamo davanti la casa di Goethe. Continuiamo fino al Meno.
Guardo l'ora. E' già tardi. E' già ora di rientrare.
E tornando verso l'albergo improvvisamente capisco.
°
Io: "Perchè lo fai? Anzi... perchè me lo fai fare?"
Vita: "Di cosa parli?"
Io: "Qua si parla di sesso occasionale, di un tipo che mi sorride in disco e vuole portarmi in camera, di un'avventura da nulla. Eppure tu riesci a partire da questo e farmi arrivare ad una sorta di esame di coscienza approfondito, come se fosse obligatorio ogni inizio d'anno "tirare le somme" di ciò che si è stati."
Vita: "Ma no, io volevo solo farti riflettere su..."
Io: "Appunto! Io non voglio dover riflettere sempre su tutto! Voglio imparare a vivere anche con superficialità e semplicità ciò che mi accade! Sopratutto in casi come questi!
Dovrei essere qui a gongolare per una scopata con un bellissimo ragazzo e non a discutere con te... con me stesso... sul senso del mio rifiuto all'angelo!"
°
"Se incontri un angelo non avrai pace, ma febbre"
°
Io: "Cazzo, quanto è vero!"
Passeggiamo ancora un poco. Io, me stesso e la Vita.
Ci buttiamo ancora un pò di merda l'uno con l'altra, ma poi stanchi ci mettiamo a ridere di noi stessi.
Non riesco ad essere arrabbiato a lungo con la Vita. Ogni tanto mi punzecchia, ma di solito ogni sua azione ha comunque un fine. Poi molte delle cose che ha detto le sapevo già. Non si può essere arrabbiati della verità.
No, adesso lo so. Non sono il "buono della storia".
Ok, non sono neanche il cattivo.
Non sono uno che fa sesso senza sentimento, eppure non sono uno che cerca solo la storia seria.
Non sono carne. Non sono pesce.
Non sono bianco. Non sono nero.
Sono "sfumato", sono uno dei "grigi", uno dei pochi.
La Vita lo sa, e cerca di farmi capire se è questo quello che voglio.
Io non lo so ancora.
Intanto però sono già sotto l'albergo.
Prima di rientrare e dare il via alla corsa delle valigie, ai treni, autobus e aerei, mi volto un'ultima volta verso Francoforte.
E' bellissima.
Le dico ADDIO...

01 gennaio 2006

"Se incontri un angelo, non avrai pace ma febbre." (Terzo giorno)

Frankfurt am Main 01/01/06
Per evitare fastidiosi problemi di copyright, avverto subito che la frase del titolo di questo post non è mia, ma di Stefano Benni. Ho letto quella frase dal suo ultimo libro "Margherita Dolcevita".
°
La mattina dormiamo fino a tardi.
Il pomeriggio decidiamo di andare allo zoo.
Così mentre Fastidio si lamenta del fatto che lo zoo a Francoforte chiude troppo presto (siamo arrivati alle 15:30 e ci hanno buttato fuori alle 17), io continuo a litigare con la Vita.
°
Io: "Ma mi vuoi spiegare una volta per tutte perchè mi hai fatto incontrare quel tipo proprio gli ultimi istanti che eravamo al locale? Bastava anche che lui arrivasse appena cinque minuti prima!"
Vita: "Perchè? Cosa avresti fatto nel caso?"
Io: "Beh... sarei rimasto sicuramente di più invece di dovermene andare proprio mentre lui arrivava."
Vita: "Si, vabbè, e poi?"
Io: "Mah... che vuoi dire? Mi sarei avvicinato, o magari si avvicinava lui..."
Vita: "E quindi?"
Io: "Beh... forse si riusciva a comunicare un pò in inglese, e poi..."
Vita: "Solo parlare?"
Io: "Ma non lo so! Cosa vuoi da me? Sai come sono fatto. Io ho bisogno di avere il tempo di rendermi conto di cosa mi sta succedendo, prima di potermi lasciare andare."
Vita: "Ti riferisci forse a tutte le volte che io ti ho dato l'occasione per conoscere qualche ragazzo, e tu ti sei sempre lasciato scappare ogni cosa?"
Io: "Il tuo sarcasmo è davvero fuori luogo! Ti ho spiegato mille volte che io non sono tipo da "carpe diem", che dovresti qualche volta darmi il tempo di abituarmi all'idea, piuttosto che spingermi ad agire in fretta."
Vita: "Mi stai forse dicendo che se incontrassi ancora quel tipo questa sera, dopo aver avuto tutto il tempo per pensarci, faresti sesso con lui?"
Io: "Beh... si, perchè no? Che male ci sarebbe? Lui è davvero molto attraente e per qualche strano motivo guardava me. Perchè dovrei farmi sfuggire anche questa occasione?"
Vita: "Perchè sei un impedito, un insicuro e non ce la puoi fare, insomma! Se dico "l'infermiere di Aosta" non ti viene in mente nulla? E quello non era neanche uno sconosciuto! Figurati se tu saresti mai capace di fare sesso occasionale!"
Io: "Smettila! Credi di conoscermi bene, ma potrei stupirti.
Ma tanto è inutile stare qua a discutere. Francoforte è enorme e ci sono mille locali. La probabilità di incontrare ancora quel ragazzo sono praticamente nulle!"
La Vita non risponde, ma mi osserva divertita mentre io seguo i miei amici fuori dallo zoo.
Ha stampato sul volto uno strano sorriso ironico che non preannuncia nulla di buono.
°
Ho voglia di vedere il Meno.
Siamo qua da due giorni e ancora non abbiamo mai visto il fiume che dà il nome alla città.
Fastidio ha fame, vuole un caffè, anzi vuole un espresso.
E' certo che sul Meno non ci saranno bar. Vuole passare dal centro.
Io ho già smesso di ascoltarlo. Per fortuna sono l'unico nel gruppo ad avere un buon senso dell'orientamento, così senza neanche più ribattere (all'inizio provavo a farlo ragionare, ma dopo due giorni così non ce la facevo più!) prendo la via che ci porterà al Meno.
Lui borbotta ma ci segue. Non saprebbe come tornare in albergo altrimenti.
Il Meno è fantastico. Adoro le città attraversate da un fiume.
Ripenso a Torino, e a tutti i ricordi che ho racchiusi in quella città.
(Fulvio, ti mando un abbraccio, se stai leggendo!)
Quanta strada ho percorso da allora!
°
Si fa sera.
Fastidio decide che lui non esce perchè ha sonno e se fa di nuovo tardi poi non può affrontare il viaggio dell'indomani.
"Ma domani l'aereo l'abbiamo alle 16! Puoi dormire tutta la mattina!"
"Che dici?! Domani mattina devo fare le valigie. Mi ci vorranno almeno due ore!"
Il polacco si sente addosso un pò di febbre.
Così usciamo io, il mio amico e lo sfigato.
Raggiungiamo il quartiere gay e ci infiliamo in un pub a caso.
Non c'è molta gente, al massimo una dozzina di ragazzi.
Probabilmente molti sono in coma post capodanno.
Ci sono due ragazzi che parlottano vicino alla toilette, poi un uomo insieme a due transessuali di colore vicino alla slot machine, un ragazzo di spalle al bancone, due che sorseggiano una birra in un tavolino e poi un bel biondino circondato da tre vecchi (ipotizziamo sia un marchettaro).
Il mio amico si avvicina subito al bancone e ordina una birra per lui e una coca cola per me. Io e lo sfigato rimaniamo qualche istante lì in piedi, mentre la Vita si gode l'intera scena da un angolo.
Prima che il mio amico torni, il ragazzo di spalle al bancone si volta un attimo.
Io guardo lui e poi mi volto stupito verso la Vita. La trovo già che sghignazza!
Il mio amico torna con le bibite e ci sediamo ad un tavolino.
"Ragazzi, quello al bancone è il ragazzo che ho incontrato ieri all'uscita dalla discoteca!!!"
Loro l'osservano un attimo e fanno gli stronzi.
Il mio amico dice che non è il suo tipo, l'altro non commenta neppure.
Brutta cosa l'invidia!
Mi daranno soddisfazione solo il giorno dopo, ammettendo che era davvero un gran bel ragazzo.
Mi incitano ad andare, ma lui non mi ha neanche notato. Forse si è già scordato.
Si volta un'altra volta, e questa volta mi vede... e mi riconosce. Mi sorride.
Ma rimane lì.
In fondo ha ragione. Lui è da solo, mentre io in compagnia. E' logico che sia io quello ad avvicinarmi, ma non ce la posso fare.
Poi guardo la Vita che continua a sghignazzare e penso a tutte le volte che mi sono pentito di aver sciupato delle occasioni.
Così mi alzo e vado verso il bancone con la scusa di chiedere un'altra coca cola.
Ho le gambe che mi tremano.
Lui non smette di fissarmi, e la cosa non aiuta.
Lo saluto, e lui comincia a parlarmi in tedesco.
Gli spiego che sono italiano e parliamo in inglese.
Lui parla a bassa voce, lentamente.
Mi chiedo sempre se i ragazzi così attraenti lo sono di natura, o se i loro gesti, gli atteggiamenti siano costruiti ad hoc per colpire.
Fatto sta che quel suo parlare piano, quel suo sguardo fisso sul mio, quel suo sfiorarmi di tanto in tanto quasi per caso rendeva tutta la situazione tremendamente perfetta.
Scopro che è brasiliano (di nuovo?!?) e che anche lui è lì in vacanza.
Dopo un pò mi chiede se ho voglia di andare in camera sua insieme a lui.
Mi accorgo che la Vita ascolta attenta senza perdersi neanche una virgola.
Io rimango lì, impacciato, indeciso, tormentato.
Balbetto qualcosa in un inglese allucinante circa la mia difficoltà a far sesso con uno sconosciuto, ma (per fortuna!) lui non capisce nulla di ciò che sto tentando di spiegargli. Volevo che la terra si aprisse sotto i miei piedi e mi risucchiasse. Ma ovviamente non succede. Non ci sono mai terremoti o altri disastri naturali quando li chiedi!
Lo saluto con un veloce bacio sulla guancia (mentre mi avvicino al suo viso mi accorgo che lui si aspettava che volessi qualcosa di più, ed era già pronto! Idiota che sono!), e mi dirigo sconfitto verso il tavolo dei miei amici, con la testa che rimbomba delle risate a crepapelle della Vita. Con la coda dell'occhio la vedo contorcersi a terra dal troppo ridere.
I miei amici cercano di capire.
Lo sfigato pensa che abbia rifiutato l'invito perchè non mi fidavo del tipo e mi fa: "Ti capisco. Anche a me piace quel biondino, ad esempio, ma preferisco evitare di farci sesso, perchè siamo in un paese straniero e non sai mai se poterti fidare."
Io lo guardo compassionevole e mi viene di rispondergli: "Senti, brutto cesso, quel biondino non farebbe sesso con te neanche se lo pregassi! Figurati se sei tu che "preferisci" evitare di farci sesso!!!". Ma mi limito a spiegargli che il mio rifiuto ha motivazioni ben diverse.
Ci approcciano un paio di altri ragazzi, e per giunta il mio angelo continua a voltarsi di tanto in tanto e mi sorride. Mi chiedo cosa stia pensando di me.
"Ragazzi, giuro che al prossimo ragazzo che mi sorride in questo bar gli sferro un pugno in pancia!!!" sbotto esasperato ad un certo punto.
°
Torniamo a casa, ed io passo tutta la notte a pensare a quegli occhi.
E a chiedermi come mai sono fatto in questa strana maniera.
Per tutta la notte la Vita non ha mai smesso di ridere.