30 marzo 2006

Stesso posto... due anni prima

Il ricordo è emerso improvviso, illuminante, provocandomi un brivido strano alla schiena, misto di stupore e piacere.
E' successo esattamente due anni fa.
Ero arrivato a Bologna da circa una settimana e mezza. Come tutte le mattine mi dirigevo bel bello in via Farini, dove avevo iniziato da poco il mio secondo semestre di tirocinio post laurea nello studio di quel folle.
Era tutto nuovo, tutto emozionante, tutto spaventoso nella sua diversità.
Avevo lasciato la mia terra, i miei amici, la mia famiglia (eccezion fatta per mia sorella), le cose a me familiari. Ero un pò in ansia, ma con tanta voglia di cambiamento.
Era una mattina di Marzo come tante, una come questa.
Passai in via Farini e incrociai due ragazzi che si salutavano con un bacio veloce sulle labbra, augurandosi una buona giornata.
Loro andarono via, ognuno per la sua strada, ma io rimasi lì. Immobile. Sconvolto. Felice.
Ricordo che sorrisi.
Perchè ero a Bologna da pochi giorni, eppure già si rendevano evidenti le prospettive differenti.
Non ero più in Sicilia. Non dovevo più escludere una parte di me, ma potevo finalmente viverla.

Questa mattina, solo qualche ora fa, ero lì, nello stesso luogo, proprio in via Farini a due passi da casa sua, ma tutto era diverso.
Io ero diverso.
Le parti erano invertite.
Ero lì, insieme a Paolo, dopo la nostra seconda notte insieme.
Ero lì, dopo non aver fatto sesso (ma esserci andati dannatamente vicini questa volta).
Ero lì, dopo aver sentito lui chiedermi di parlare un pò ("Non adesso che sono stanco, ma dovremmo parlare io e te". Non so di cosa voglia parlarmi, ma sono contento di non essere stato io come al solito a chiedere di "parlare" per primo)
Ero lì, dopo esserci ancora una volta svegliati abbracciati.
Ero lì, dopo aver preso un cappuccino e un cornetto al bar.
Ero lì, dopo aver chiacchierato su come trascorrere questo weekend insieme.
Ero lì, e ci siamo separati.
Io dovevo tornare a casa per aprire al tecnico che ci deve sistemare la caldaia, e lui doveva andare in biblioteca a studiare.
Eravamo lì, e lui mi ha salutato con un bacio veloce sulla labbra, incurante della gente che avevamo attorno.
Ero lì. Stesso posto... due anni dopo.

29 marzo 2006

Un Incontro Mancato

Mi ritrovo incapace a gestire tutte queste emozioni, comportandomi poi come uno stupido adolescente alla sua prima storia.
Ciò che è successo è semplice.
Sapevo che oggi lui sarebbe tornato a Bologna.
L'ho chiamato ad ora di pranzo. Abbiamo parlato un millesimo di secondo perchè lui era in compagnia. Mi ha detto che non sapeva ancora a che ora sarebbe finito il consiglio a cui doveva partecipare, e che mi avrebbe chiamato una volta in treno diretto a Bologna.
Ed io ho atteso.
Lì come un cretino con il cellulare sempre al mio fianco per terrore di non sentirlo squillare.
Ho preparato da mangiare e ho cenato guardando "Match Point" (decisamente non era la serata giusta per un film che fa del tradimento e del poco rispetto dei sentimenti il cardine dell'intera faccenda!).
Sono uscito di casa alle 22:30 per raggiungere alcuni amici e andare a fumare il Narghilè in un pub.
Il telefono non squillava ancora (o meglio squillava, ma era Michele, era mia sorella, era Bruno, erano tutti tranne Paolo). Così decido di scrivergli un messaggio anche se ogni cellula del mio orgoglio mi urlava di non farlo.
Lui mi chiama dopo mezz'ora. Comincia la telefonata scusandosi del silenzio e spiegandomi per filo e per segno la sua giornata, quasi a giustificare il fatto di non aver trovato il tempo per chiamarmi.
Naturalmente mi torna il sorriso, anche se lui è stanco e non se la sente di raggiungergi al pub.
Lui: "Ma sei con i soliti amici con cui vai al cinema?"
Io: "No... altri... non credo che li conosci."
Lui: "Vabbè! Li conoscerò la prossima volta"
E' questo suo dare per scontato che ci sarà sempre una "prossima volta" a rendermi allegro (e non i fumi del Narghilè come hanno creduto i miei amici)
"Dovresti fumare più spesso se poi sei così su di giri!"
Eppure una piccola vocetta fastidiosa mi fa notare che lui si è fatto un'ora di treno per arrivare a Bologna, ed ha quindi avuto tutto il tempo per farmi uno squillo e avvisarmi che non sarebbe riuscito ad arrivare in tempo.
Non so.
E' passato troppo tempo dall'ultima volta che l'ho guardato negli occhi. Ogni cosa adesso mi sembra distorta e confusa, anche (e sopratutto) ciò che provo.
Domani devo vederlo.
Altrimenti non ha più senso.

28 marzo 2006

Ancora un'Ultima Alba

Ormai si tratta solo di aspettare un’ultima alba.
Questo lungo fine settimana (che ha divorato anche tutto il sonnacchioso Lunedì) è finalmente finito.
Non che non mi sia divertito, intendiamoci. Sono andato a fare shopping (senza comprar nulla) con la mia collega, ho visto uno spettacolo teatrale su Mozart insieme al mio amico di Francoforte(che ultimamente mi fa spesso saltare i nervi, a dire la verità), sono andato a vedere un meraviglioso e struggente film dal titolo “All The Invisibile Children” (se riesco a trovare il tempo, prometto che scrivo una recensione di questo film per il blog “Sensoriale”), ho fatto ancora una volta da moderatore per Liberamente (questa volta per fortuna con un tema non mio!), ho guardato la finale di “Amici” insieme ai ragazzi dello studentato (come cazzo ha fatto a vincere Ivan!?!?!? Povero Andrea!!!).
Eppure mi sentivo come in sospeso, quasi in attesa di quel Martedì pomeriggio in cui l’avrei rivisto.
Dopo quella notte, la nostra prima notte. Dopo i baci, le carezze, le mani, i pudori, l'eccitazione, le nudità. Dopo le confessioni a metà, dopo le scelte del corpo (indeciso anche lui sul da farsi). Dopo frasi sussurrate e lasciate a metà. Dopo domande buttate lì e lasciate senza risposta.
Lui: “E’ da tantissimo tempo che non dormo con un ragazzo”
Io: “Come mai?”
Lui: “…………”
Non so ancora nulla di lui. Nonostante una notte insieme.
Le tenebre solitamente sono il luogo delle confessioni, delle difese del cuore che si fanno un po’ più labili.
Eppure so ancora così poco di lui.
Allora perché attendo con bramosia la sua telefonata quotidiana? Perché aspetto quel martedì in cui potrò di nuovo vederlo?
E’ illusione e costruzione ancora una volta a guidare i miei passi? O c’è dell’altro?
Qualcosa che magari è difficile spiegare seguendo una logica razionale.
Lui mi ha chiamato tutti i giorni, anche quando credevo che non l’aveva fatto.
Mi ha chiamato Venerdì, ma il mio cellulare si è scaricato in quel momento.
Mi ha chiamato Sabato, ed ero allo spettacolo su Mozart.
Mi ha chiamato Domenica, ma io ero sotto la doccia.
Mi ha richiamato Domenica, e finalmente ci siamo sentiti (anche se ero stretto nella bolgia di un autobus affollatissimo).
Mi ha chiamato Lunedì, ed io mi ero addormentato, così sembrava che gli stessi rispondendo dall’oltretomba.
Mi ha chiamato tutti i giorni, anche se quella notte ho avuto finalmente il coraggio di NON fare sesso con lui, anche se quella notte ho finalmente scelto di aver rispetto di me e dei miei tempi, anche a rischio di perderlo.
Non voglio più commettere gli errori fatti con il francese e con l’infermiere. Non voglio più credere di poter utilizzare il sesso come un modo per legare a me le persone.
Ma ciò che più mi ha stupito non è stata la mia forza di dire no, ma la sua risposta al mio “no”.
Forse sta proprio lì, nella sua risposta, l’essenza di ciò che comincio a provare per lui.
Sarebbe bello poter vivere questo “contatto” senza avere alcuna fretta.
Forse è davvero possibile questa volta.
Ma adesso basta.
Smetto di scrivere e mi metto a dormire, così smetto di attendere il nuovo giorno.
E comincio a viverlo.

24 marzo 2006

Svegliarsi la Mattina

Non ho davvero la forza di scrivere e descrivere ciò che è successo la scorsa notte.
Ho troppo sonno da recuperare.
Così userò una delle trovate di MareInTempesta per il suo Blog, dando voce alle mie emozioni attraverso parole di altri.
Perchè in fondo tutto quello che è successo la scorsa notte è racchiuso in quel breve istante in cui la sveglia ha suonato questa mattina, ed io ero insieme a lui.
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Svegliarsi la Mattina
Arriverà qualcuno che si prenderà il mio posto
e allora io starò solo a guardare.
Mi metterò seduto con lo sguardo fisso su di te
perché ho imparato ad aspettare.
Sono due giorni che camminiamo tre metri sopra al cielo.
E proprio adesso che ci penso mi ricordo
quante volte non ti ho perso per un pelo ma.
Solo con te, ma tu,
non ho bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale
ma questo mi fa stare bene, solo con te
sai cosa c'è ma cosa ci sta quando in fondo ad una storia
nessuno sa come andrà
tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi,
mi parli persa nei tuoi traguardi
lo voglio fare davvero basta un attimo
lo voglio fare davvero se so che ti ho
non c'è situazione che spaventa,
solo con te quella voglia che ritorna.
Solo con te, ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma questo mi fa stare bene,
solo con te solo con te,
o gni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare.
Solo con te e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale
ma questo mi fa stare bene, solo con te

21 marzo 2006

Felice... anche se non sembra

Primo Giorno di Primavera.
E fuori piove.
Le stagioni non hanno più senso.
E neanche ciò che mi accade.

Mi ha appena chiamato lui.
Oggi non ci vedremo (ha le prove di canto).
Domani neppure (grazie anche di questo, cara cuginetta!!! Come se non avessi abbastanza avvelenato la mia esistenza!!!)
Ci vedremo probabilmente giovedì.
Poi lui andrà per tutto il weekend a Parma dai suoi genitori.

Vorrei essere capace di spegnere il cervello, mortificando (solo per qualche tempo, è ovvio!) la mia razionalità.
Vorrei smettere di chiedermi "Che ne sarà di noi?".
Vorrei smettere di cercare un senso a tutto ciò che accade.

Un attimo prima mi sembra di essere poco più di uno sconosciuto per lui.
L'attimo dopo è lì che cerca la mia mano, stringendomi le dita.

Ho sentito tutti i pareri possibili.

Ho parlato di questa storia a chiunque mi capitasse a tiro (e la gente che ancora pensa che io sia un tipo riservato!)
Ed ognuno di loro è stato un punto di vista, mi ha regalato una nuova sfumatura.
La mia quinta coinquilina mi ricorda che si può non essere fidanzati, ma sentirsi già "emotivamente non più liberi".
Il mio amico mi chiede se me la da oppure no.
La mia collega mi consiglia di ribaltare la situazione e non lasciare che sia solo lui a prendere ogni decisione.
MareInTempesta mi dice (proprio in questo momento) che è giunto il momento di "parlare" e chiedergli "Dove stiamo andando?".
Il mio migliore amico è ottimista su questa storia.
La mia migliore amica (l'altro lato della medaglia!) mi spinge a correre il "rischio" di sentirsi euforico per ciò che sto vivendo.
Mia sorella mi consiglia di coinvongerlo nella mia vita così come lui sta facendo con la sua, magari invitandolo una volta a cena (spero intendesse che cucinava lei!), cercando di fare attenzione a ciò che sta provando lui, invece che concentrarmi (come al solito) sulle mie paranoie e le mie insicurezze.


Io ascolto tutto. Dò ragione a tutti.
Ma vorrei spegnere il cervello.
E dopo averlo fatto, vorrei scoprirmi vivere... semplicemente.

So che non sembra da ciò che scrivo... ma sto bene. Davvero.

19 marzo 2006

Spaccato a metà

Sono un po’ in arretrato con il blog.
Dopo i post “Fatti…” e “…altri fatti…” avrei voluto scrivere un post dal titolo “… e (infine) le Emozioni”. Ma erano altre le emozioni di cui volevo parlare allora, erano emozioni che parlavano della mia stanchezza, della noia che provo a volte quando conosco una persona nuova e mi devo presentare daccapo. Ma erano anche emozioni dettate molto dalla situazione, dal momento e dalle persone conosciute di recente. Solo che io allora non lo sapevo.
Queste emozioni rimangono vere, ma solo in parte. E forse troveranno anche loro il loro giusto spazio in questo blog, ma non oggi.
Oggi ci sono emozioni ben più urgenti che spingono per trasformarsi in parola scritta e restare eterne.
Non posso raccontare tutto ciò che è successo in quest’ultima settimana, perché impiegherei l’intera giornata. Racconterò solo una sera, questo sabato sera. Ma la racconterò con due voci, come due sono le anime che sento spaccarsi in me in questo momento.


Bella serata.
Paolo (non ho la pazienza per inventarmi uno pseudonimo adesso) mi ha invitato ad una cena da lui, una cena dove in effetti io rappresentavo il proverbiale “cavolo a merenda”. Eravamo in otto. Io, Paolo, un suo amico di vecchia data in città per pochi giorni, quattro compagni di coro di Paolo (coro di musica gotica) più il fidanzato di uno di questi. Insomma tutti grandi amici di Paolo, tranne io che lo conosco da una settimana scarsa.
Tra parentesi il corista fidanzato era il tipo che si era seduto accanto a me il giorno delle votazioni al Cassero, quello che io avevo avuto l’impressione ci provasse con me. Ricordo che MareInTempesta mi chiese di fare due chiacchiere fuori ed io gli dissi di no perchè aspettavo che tornasse (scusami, Mare!!!). Come ho fatto a non capirlo subito? E’ carino, mi guarda con insistenza, attacca bottone con la scusa del posto. Avrei dovuto immaginare subito che è fidanzato! Scordo sempre di essere una sorta di calamita per fidanzati. “E’ il mio dono. E’ la mia condanna” come direbbe qualche eroi dei fumetti.
Tornando alla serata, mi sono divertito parecchio. Di certo non sono stato un gran conversatore, come mio solito, ma abbiamo mangiato, abbiamo chiacchierato, abbiamo giocato a tabù. Ed è stato bello.
Erano tutti ragazzi molto gentili e simpatici, con un’età media sui 30 anni, molto più vicini alla mia generazione rispetto alla comitiva con cui esco di solito. Nessun scheccamento esagerato e niente volgarità. Nessuna esasperazione. Persone tranquille, più vicine forse alla mia indole rispetto al mio attuale gruppo. Ma il bello della mia vita a Bologna è proprio questo, la possibilità di vivere mille serate diverse, senza mai necessariamente precludermi nulla.

Serata orrenda.
Paolo non mi ha baciato. Neanche una volta, neanche di sfuggita alla fine o all’inizio. Non mi ha neanche accarezzato. Quasi non mi ha toccato per tutta la serata. Men che meno mi ha chiesto di rimanere a dormire da lui, come io speravo (lo so! Lo so! Domenica mattina lui si doveva alzare presto per andare con il suo amico in gita in bicicletta al delta del Po. E mi aveva anche invitato per andare anche io).
Mi sembra di fare le cose alla rovescia.
Giovedì ci siamo baciati.
Venerdì ci siamo accarezzati con le gambe di nascosto sotto al tavolo in trattoria.
Sabato ero uno fra gli altri.
Non capisco come collocarmi. Ero lì in mezzo ai suoi amici, ma non sono un suo amico.
Mi hanno chiesto da quanto conoscevo Paolo. Ho dovuto rispondere da una settimana. E loro hanno fatto un’espressione strana, misto di stupore e un po’ di malizia.
Ero lì in mezzo ai suoi amici, ma non sono un suo amico. Ancor meno il suo ragazzo.
Sono uno che sta frequentando?
Non lo so. Non lo capisco.
E poi sono stato zitto quasi tutta la serata come mio solito, dilettandomi come sempre in più rilassanti conversazioni a due con i vari invitati, piuttosto che partecipare alle discussioni di gruppo.
Che avrà pensato di me? Cosa si aspettava da me Paolo?
Cosa avrei dovuto fare o dire per piacergli? Cosa avrei dovuto essere?
Come se quella serata fosse una prova da superare. Prima la prova “cultura” con l’andata a teatro e la proposta di Dante. Poi la prova “bacio”. Poi la prova “conosci le mie amiche lesbiche e vediamo come ti comporti”. Poi ancora la prova “serata fra amici”. Presto (spero! Eh eh!) anche la prova “sesso”.


La forza di Paolo, ciò che mi prende tanto di lui, è che ha mille interessi, e di punto in bianco mi sta includendo totalmente nella sua vita. Mi conosce da una settimana e mi ha già programmato giorno per giorno tutta la prossima settimana. “Abbiamo da andare ad ascoltare Servanti che legge l’Inferno di Dante, poi c’è quella rassegna di film horror anni 70 che volevamo vedere, e poi se ti ricordi abbiamo ancora in sospeso il film senegalese di cui ti parlavo.”
E voleva che domenica andassi in bici con lui e il suo amico. E mi ha chiesto se a fine Aprile mi va di andare ad Istanbul con lui e un amico in comune (uno dei ragazzi di Fognano, che in un certo senso è il tramite grazie al quale ho conosciuto Paolo). E mi conosce da una settimana scarsa.
Finirà che la prossima settimana ci vedremo tutti i giorni, o quasi.

Vorrei essere capace di vivere ciò che mi sta succedendo con serenità, senza troppe aspettative, solo godendomi questi delicati momenti.
Ma poi c'è l'altra parte di me, quella che ancora cerca una strada da seguire, delle risposte. Quella parte di me che vorrebbe porre domande che è ancora presto porre.
Ma non voglio vedere i suoi occhi azzurri (ebbene si... non è biondo, ma almeno gli occhi azzurri li ha!) farsi confusi e seri, a causa delle mie insicurezze. Non voglio vederlo allontanarsi da me.
Che scritta così sembra strana. Non è per "amore" o per speciale coinvolgimento.
E' solo che non voglio bruciare i tempi.
E non so se ne sono capace.

13 marzo 2006

Benvenuta Primavera...

Oggi mi sono svegliato alle 7:20 (e la sveglia era puntata alle 8).
E' stato un raggio di sole in faccia a svegliarmi, tanto che ho pensato che, come mi è già successo, mi fossi svegliato in ritardo, e fossero le 10 di già.
Invece sono le giornate che cominciano ad allungarsi.

Stranamente ciò coincide con una mia nuova emozione.
Vorrei scrivere del mio weekend davvero particolare, ma al momento non ho internet a casa, e sto scrivendo da lavoro. E non mi sembra il caso di perdere troppo tempo.

Così scriverò solo il suo messaggio. Tanto per ricordare.

"Buonanotte psi son contento di averti conosciuto"

Poche semplici parole, che possono significare tanto.
Il resto è da scoprire, guardandomi vivere.

09 marzo 2006

... altri Fatti...

Giovedì vado allo spettacolo di Paola Cortellesi.
Bellissimo! Lei è un'artista stupenda!

Venerdì. Serata orsi con Mare e Henry.
Doveva esserci anche Verlaine, ma ha bidonato.
Come al solito mi sono divertito parecchio.
C'era il pazzo di Ferrara che ha fatto finta di non vedermi. Credo sia arrabiato perchè ultimamente su msn non lo considerato più di tanto. Pazienza.
C'era il 40enne conosciuto in chat a Dicembre quando avevo la febbre. Era la prima volta che lo vedevo di persona. L'ho riconosciuto dalla foto. Era alto 1 metro e 50! Dalla foto questo non si capiva! Però era carino lo stesso. Mi guardava da lontano, ma quando ballavamo vicino guardava sempre da tutt'altra parte. Noiosissimi giochini di corteggiamento.
C'era il mio ragazzo "e se...". Si baciava con il suo ragazzo. Allora è vero che è fidanzato!
C'era anche il ragazzo dallo sguardo buono conosciuto un anno fa grazie a Simone. Neanche questa volta siamo stati bravi a trasformare un'attrazione reciproca in un contatto.
Solo un sorriso e un saluto. E vabbè!
Mi sono divertito.

Sabato. Volevo rimanere a casa (otto giorni di seguito di vita mondana sono davvero troppi!), ma nulla da fare.
Il mio amico (quello del martedì grasso) aveva bisogno di un appoggio psicologico a causa della stessa situazione sentimentale ingarbugliata.
Così lui si è ubriacato ed io gli ho fatto da balia, impedendogli di finire in dark con un vecchiaccio grasso e brutto. E mi sono preso pure tutti i suoi "Fatti i cazzi tuoi!!!".
Che cosa non si fa per gli amici?
Quella stessa sera mi hanno fermato un gruppo di ragazzi. Uno di loro, il più timido (che tra l'altro avevo già incontrato un anno fa circa ad una festa di compleanno), aveva fatto degli apprezzamenti su di me, così i suoi amici hanno ben pensato di fare da tramite fra me e lui, creando una situazione allucinante, dove lui ed io eravamo imbarazzatissimi e tutti i suoi amici mi riempivano di domande. DELIRIO!

Domenica. RIPOSO. (Conosco Adam)

Lunedì. Serata Dungeons & Dragons (riparlo con Adam in chat per qualche minuto prima di uscire).

Martedì. Film a casa con le coinquiline (scelgo di non connettermi su msn messanger per evitare di farmi prendere troppo da sta storia assurda di Adam).

Mercoledì. Dovevo andare al Cassero, ma mi sento male, raffreddato. Rimango a casa. Solo.
Potevo vedere un film, scrivere qualcosa, leggere un libro.
Passo tutta la sera a chattare con Adam su messanger!
Sono da curare.

05 marzo 2006

Qualcuno mi spieghi PERCHE'!!!!

Davvero!
Perchè devo ritrovarmi a chattare con il mio ideale di ragazzo, ma rassegnarmi a non vederlo mai perchè vive in Inghilterra?
No. Dico sul serio.
Ci sono tantissimi ragazzi in giro, e guardandomi intorno mi accorgo di quanti tipi di bellezza diversi esistono. Eppure penso che per ognuno di noi rimanga in testa un ideale di bellezza, che non necessariamente è condiviso da altri (anzi raramente lo è).
Beh... il mio ideale di bellezza è il seguente.
Occhi azzurri (o verde chiaro).
Capelli biondi (meglio se castano chiaro piuttosto che gialli).
L'altezza non è importante.
Corporatura media. Non deve essere troppo magro, perchè ho bisogno di sentire la "sostanza". Non deve essere troppo fisicato perchè mi complesserei (già l'infermiere di Aosta era "troppo"). DECISAMENTE non deve essere grasso perchè non riuscirei neanche a toccarlo (so di essere spesso tremendamente superficiale su tali questioni).
Età. 35 anni è l'ideale. Deve mantenersi giovane, ma mostrare in viso l'età che porta. Trovo dannatamente sexy piccole rughe sulla fronte ed intorno agli occhi.
Deve avere uno sguardo buono da bravo ragazzo. I ragazzi dallo sguardo magnetico (come l'angelo di Francoforte) sono ideali per una "botta e via", ma sarei in continua ansia se il mio ragazzo avesse quello sguardo imperscrutabile.
Pochi peli sul corpo, ma naturali. DECISAMENTE no a chi si depila.
Un sorriso che rasserena. E che sorrida spesso.

Un pò di barba incolta non è necessaria, ma se c'è rasenta la perfezione.
Mani curate, ma non eccessivamente.
Ciò che sta sotto la cintura non fa la differenza, con tutta sincerità.

Beh... Adam è esattamente questo.
So che non dovrei farlo per rispetto alla privacy, ma metterò una foto sua per ricordare.


Ho anche pensato che magari viene bene in foto, ma che nella realtà è diverso (tanti ne ho incontrati in chat di casi come questo), ma abbiamo anche usato la webcam, ed è ancora più bello dal vivo.
E inspiegabilmente mi trova carino e ha voglia di mantenersi in contatto con me.
E vive dalla parte opposta dell'Europa!
Qualcuno mi spieghi PERCHE'!??!??!?!?!?!?

P.s. Guardate la foto con attenzione. Adesso avete molto chiaro qual'è il mio ideale di bellezza. Se conoscete qualcuno che gli assomiglia anche vagamente e che vive "un pò" più vicino... PRESENTATEMELO!!!!

02 marzo 2006

Fatti...

E' già mezzanotte passata, ed io dovrei essere a letto esausto, visto la vita che ho fatto in questi ultimi giorni. Eppure sono qui con la voglia di scrivere, anche se gli occhi si fanno già pesanti.
Non ho il tempo di scrivere tutte le riflessioni di questi giorni, così al momento mi limiterò a raccontare i fatti. Appena posso racconterò anche le emozioni.

Venerdì sera le mie coinquiline mi invitano allo studentato per cenare insieme e poi giocare a Tabù e Visual Game fino all'una di notte. Quanto mi sono divertito!

Sabato resto tutto il giorno a casa, conosco un tipo carino di Ravenna in chat e la sera mi guardo un film consigliatomi dall'altra mia coinquilina.

Domenica pomeriggio vado a Liberamente (il gruppo di discussione) e si parla di coming out. Ed io riprenso a come le cose sono cambiate nella mia vita... a come io sono cambiato nel mio percorso di "venire fuori".
Quella sera anche il tipo di Ravenna della chat era al Cassero per altri motivi, ma non siamo riusciti ad incontrarci. Non ho voluto forzare la cosa, ma ho preferito godermi quella serata in pizzeria insieme al gruppo di Liberamente.
Ma è stata una serata strana. Io non mi sono piaciuto. Non so cosa mi prende in questo periodo. Mi sento maledettamente orso, senza più voglia di aprirmi al mondo là fuori.
Ma queste sono già emozioni.

Lunedì pomeriggio (e qua rispondo a MareInTempesta) sono andato al centro per disabili dove da un anno faccio volontariato. Abbiamo organizzato una sfilata in maschera con i ragazzi del centro, invitando i parenti ed anche altri centri dell'associazione ANFFAS.
Bello spettacolo, e belle emozioni, perchè mi hanno fatto sentire utile ed importante per loro.
Più tardi solita "serata etero" con la giocata a Dungeons & Dragons.

Martedì sera non avevo voglia di uscire, ma era Carnevale!
Inoltre il mio amico mi ha chiesto un favore per una sua situazione sentimentale incasinata.
Così sono stato al Millenium per una serata di delirio.
Mi hanno fatto bere a forza una brodaglia disgustosa, così non ero del tutto lucido (ma non abbastanza fuori purtroppo!).
Mi hanno presentato un tipo che avevo già notato da tempo. Molto carino, ma purtroppo un pò troppo "donna" nei modi di fare e nella parlata (la solita omofobia latente che si esprime nella ricerca di un gay che "non lo sembri troppo").
Sinceramente mi sembrava un pò troppo carino per essere alla "mia portata". Eppure ha passato la serata a riempirmi di domande, e a ripetere in sede privata al mio amico quanto mi trovasse carino.
Sarei anche stato al "gioco", visto che ero anche un pò brillo, ma lo scoprire che il tipo era fidanzato da due giorni con un ragazzo di Rimini mi ha bloccato (per fortuna o purtroppo?).
Comincio a pensare che forse non è vero che io sono sfortunato ed attiro solo e sempre ragazzi già fidanzati. In realtà magari sono semplicemente un portafortuna vivente, che offre una gran botta di culo a chi mi conosce, facendogli trovare l'uomo della sua vita proprio quando incontra me. CHE CULO!!!
Ad ogni modo era chiaro che se io avessi fatto qualcosa il tipo non si sarebbe creato troppi problemi a "tradire" il suo neo-fidanzato.
Sicuramente ciò accresce l'autostima (unito anche al fatto che una ragazza ha cominciato a strusciarsi su di me con insistenza, finchè non mi sono dovuto allontanare dalla sala per fermarla!!!), ma non cambia la mia attuale situazione.
Ma ne parlerò meglio poi.

Mercoledì sera incontro finalmente il tipo di Ravenna della chat. E succede una cosa strana.
Non ci baciamo.
E' la prima volta che incontro un ragazzo conosciuto in chat, mi accorgo che fisicamente mi attrae e non ci baciamo la sera stessa. Quasi andavo abituandomi a questo copione.
Ci conosciamo. Mi piaci. Due chiacchiere. Bacio.
Ci conosciamo. Non mi piaci. Due chiacchiere. Addio.
Magari non gli sono piaciuto io (stranamente non la ritengo un'ipotesi possibile. Che stia finalmente lievitando la mia autostima?).
O magari con lui seguirò un copione diverso.
Sarebbe bello stupirsi.
Sarebbe bello scoprire che ci sono anche tempi diversi da seguire in una conoscenza fra due ragazzi gay.
Mi piacerebbe davvero incontrarsi di nuovo. Semplicemente.
Non so ancora se lui mi piace (adesso parlo della testa e non del viso di questo ragazzo), ma vorrei ci fosse il tempo di scoprirlo.
Lui parlava della nostra conoscenza come di qualcosa che si possa protrarre nel tempo, ma spesso (ho imparato almeno questo!) in questi "primi incontri" si dicono tante cose tanto per dire qualcosa. Vorrei non siano soltanto parole.
Avevo voglia di baciarlo.
Un pò erano gli ormoni che scalpitano. Un pò il bisogno di una conferma di piacergli anche io.
Si tratta adesso di vedere come andranno avanti le cose.

"Ci vediamo, Alessandro. Magari la prossima settimana. Ci stai?"

Ci sto.