31 maggio 2006

Umore NERO

Perchè già un pò mi pesa questo viaggio a Istanbul che mi sono negato per non "violare" spazi suoi presistenti alla mia comparsa.
Non mi andava di "aggiungermi" a questa vacanza sua e del suo amico.
Per non sentirmi di troppo. Per non far sentire di troppo il suo amico.
Così resto a Bologna, guardandolo partire.
E va anche bene.

Ma a questo si doveva aggiungere una delle mie solite febbriciattole che mi tiene segregato in casa invece che godermi gli ultimi giorni prima della sua partenza?!?
E in aggiunta un mezzo litigio sulle vacanze di quest'estate!
Risolto ma che mi fa sentire un poco in colpa.
E ancora l'allergia che mi confonde e stordisce.

In realtà è questo mal di testa che mi fa vedere tutto un pò più nero.
Fortuna che questa stagione indefinita presto finirà e arriverà la tanto agognata Estate.

30 maggio 2006

In Assenza

Questa notte ho sognato la sua Assenza.

Non ho semplicemente sognato che Paolo non c'era più nella mia vita.
Ho sognato che lui non c'era mai stato.

Nel sogno io stavo insieme ad un ragazzo dal volto insignificante, tanto che spesso lo confondevo con altri ragazzi presenti in discoteca.
Lui sembrava così felice, mentre io continuavo a chiedermi come mai mi fossi messo con uno così? Disperazione? Bisogno di attenzioni?
Lo scrutavo in viso e cercavo qualcosa che mi facesse battere il cuore. Una sua espressione. Un suo sorriso.

Nel sogno sapevo anche che tempo prima ero stato insieme ad un ragazzo etero, che viveva malissimo questa storia, e la faceva vivere male a me di conseguenza.

Nel sogno poi avevo un blando ricordo di essere stato felice un tempo insieme a qualcuno.
Ma non riuscivo a ricordare il suo nome, il suo volto.
Lo cercavo affannosamente fra i meandri delle mie memorie, ma tutto era così fumoso, tanto da spingermi a pensare che quella felicità non fosse stata reale, ma un semplice sogno.

Infine mi sono svegliato.
E magicamente il suo nome è tornato alla mente.

E' strano come la mia storia con Paolo sia segnata dai ricordi, e dall'assenza di questi.
Persino in sogno.

"Vuoti di memoria, non c'è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia
piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace"
da "Giudizi Universali" di S. Bersani

27 maggio 2006

Buon Compleanno, Aurora!

e mi auguro che Luna non ti abbia rivelato che le ho mandato un sms qualche giorno fa per chiederle la data esatta del tuo compleanno. Ho la memoria difettosa!!!

Che questo nuovo anno di vita ti porti la serenità di cui hai bisogno dopo le tempeste di questo periodo!

Ti voglio bene, Eos.

Per sempre il tuo altro lato della medaglia.

26 maggio 2006

Ritorni

Prima o poi doveva succedere.
E probabilmente succederà ancora.

Paolo ha conosciuto uno dei ragazzi che hanno significato qualcosa per me in passato.

Una nuova casualità.
Il francese è tornato in visita a Bologna proprio nello stesso periodo in cui io lo conobbi.
Due anni prima. Stesso posto. Ancora una volta.
Anche lui lo ricordava.
"Ci pensi? Sei entrato al Cassero la prima volta insieme a me.
E adesso siamo di nuovo qui dopo due anni!"

Avevo paura di incontrare ancora il francese, adesso che sono fidanzato.
L'ultima volta che lo vidi un anno fa, il cuore non smetteva di far male e sfarfallare.
Innamorato non corrisposto.
Eppure per due settimane l'avevo sentito così vicino. Due anni fa.
Il francese rimarrà sempre il primo ragazzo che ho conosciuto a Bologna... il primo ragazzo con cui ho fatto sesso.

Avevo paura di scoprire cosa avrei provato nel rivederlo, adesso che c'è Paolo.
Avevo paura che Paolo si accorgesse del mio turbamento.

Un parte di me, quella che rimarrà adolescente per sempre, mi diceva che l'amore è UNICO, che se si ama una persona tutti gli altri devono scomparire di conseguenza.
L'altro lato mi ricordava però che l'amore non è SEMPLICE, che i sentimenti passati non si esauriscono solo perchè qualcosa di nuovo li ha "rimpiazzati".

Sballotato da questi pensieri, ho scordato che a volte è la vita ad essere SEMPLICE, anche quando i sentimenti non lo sono.

Ero lì. In mezzo la pista da ballo del Cassero.
Io. Paolo. Il francese. Il suo ragazzo.
Io e il francese. Paolo. Il ragazzo del francese.
Io. Paolo, il francese e il suo ragazzo.
Io e Paolo. Il francese e il suo ragazzo.

Ciò che provo per Paolo e ciò che provai (e provo) per il francese non sono sentimenti "in competizione".
Un pò di imbarazzo per la situazione c'era, lo ammetto.
Ma nessuna confusione. Nessun dubbio.
Il francese rimarrà sempre un bellissimo ricordo... e un ottimo amico.
Ma Paolo è altro.
E questo basta.

Chissà se a Torino per il Pride insieme a Paolo incontrerò anche il ragazzo del mio primo bacio e il mio lui in grassetto?
In questo modo ogni incrocio con il mio passato "sentimentale" sarebbe concluso.
Rimarrebbe solo di incontrare il suo "tipino di un mese".

Perchè trovo dannatamente stimolanti queste sovrapposizioni fra presente e passato, fra vivere e ricordare, fra essere e ritornare?

24 maggio 2006

Buon Compleanno, Andrea!!!

e finalmente questa mattina ti ho sentito allegra di nuovo!

Ti voglio bene!
(anche se non te lo dico mai!)

23 maggio 2006

Complicando il Pane

"Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone,
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace"
da "Giudizi Universali" di S. Bersani
In fondo è questa la storia che ho sempre cercato, eppure a volte mi sembra che a furia di ragionare all'infinito su ogni particolare si finisce per perdere l'essenziale.
Più o meno incosciamente ho fatto in modo che Paolo leggesse il mio Blog.
Lui è stato scosso da questo fatto, e lo ha spiegato in mille modi diversi.
Finchè il mio blog rimaneva un "segreto", esso rappresentava una sorta di protezione, di "cuscinetto", simboleggiando quasi il "confine" fra ciò che appartiene ad entrambi e ciò che invece rimane spazio personale ed esclusivo di ognuno dei due singolarmente.
Avere aperto la "porta proibita" è l'infrazione di un tabù, che implica delle conseguenze (per entrambi).
E poi riemerge la questione delle "parole".
E' come se lui attraverso il blog si sentisse spinto ancora una volta ad entrare nel mio mondo fatto di miliardi di parole (scritte, dette, sentite, celate, silenti, anelate, richieste), trovandosi come scoperto, impreparato.
Per affrontare tutto ciò Paolo ha scelto di imporre un nuovo tabù, quasi a ricreare quello che lui stesso ha infranto sbirciando di nascosto nel mio blog.
La regola è: possiamo parlare di tutta questa situazione solo attraverso mail e mai facendone parola.
Così mi ritrovo ad avere con lui una comunicazione a doppi canali separati (parole scritte e parole dette), passando del tempo con lui senza mai parlare di ciò che nel frattempo ci scriviamo attraverso la posta elettronica.
Ditemi voi se questo non è "complicare il pane"!!!
Ma la cosa più buffa è che a me piace il gioco.
Piace stare con una persona che tende a complessificare ogni evento della nostra relazione.
In fondo io e lui siamo così simili.
Come lui stesso scrive.
"Tutto sommato credo che il mio disinteresse preventivo e il tuo bisogno di conferme, la mia scarsezza di ricordi e la tua abbondanza, la mia voglia di buttare alle spalle e la tua di conservare, la diffidenza verso le parole e il feticismo verso le stesse siano molto vicini"
Ed è vero.
Ma ci sono momenti in cui mi tocca ammettere (a malincuore) che un fatto (una deliziosa torta al cioccolato preparata da lui per me) vale più di tutte le parole che mi potrebbe dire per farmi sentire che mi vuole bene.
E allora...
BUONA SCORPACCIATA A ME!!!

21 maggio 2006

Magic Eye


Guardate la figura qui sopra.
Socchiudete un poco gli occhi.
Provate a fissare un punto oltre lo schermo e non la figura direttamente, sfocando un poco l'immagine.
Non abbiate fretta. Lasciate che gli occhi convergano lentamente in un punto lontano, finchè l'immagine indefinita si trasformerà poco a poco in un'immagine tridimensionale (che non svelo).
Se il gioco vi è riuscito e vi ha divertito, basta mettere la parola "Magic Eye" nel motore di ricerca immagini di Google e avrete decine e decine di nuovi disegni da provare.

Questa mattina io e Paolo abbiamo fatto un giro in centro, curiosando fra gli scaffali di librerie a basso prezzo. E nel mucchio ho trovato questo libro di Magic Eye, e l'ho insegnato a Paolo.
Sembra nulla, ma vederlo emozionare per qualcosa che porto io nella sua vita mi scuote sempre un pò.

Paolo oggi è entrato nel mio blog.
Io gli ho indicato sottovoce la via, e lui mi ha spiato di nascosto.
Mi chiedevo quali sensazioni mi avrebbe provocato.
Non mi sento violato.
E' come se lui qui ci fosse sempre stato.
Forse mi vergogno un pò di alcune cose che ho scritto, ma erano emozioni vere, anche quando momentanee.
E lui lo sa.

E' come il gioco del Magic Eye.
Oggi Paolo ha guardato oltre la superficie.
E' riuscito ad entrare nel disegno, e quello che ha trovato era a lui già familiare.

Temeva di trovare in queste righe un'immagine diversa di me.

"E invece erano cose che già sapevo, che già mi avevi detto."

20 maggio 2006

Persistenza (o caducità)

Il 22 Aprile scrissi:

Io: "Guarda! Al Lumierè fanno Mulholland Drive, il film che ti volevo far vedere! Però lo fanno il 19 Maggio. Non so se aspettare o se organizzare al più presto una visione casalinga, come avevamo pensato."
Paolo: "Dai! Al cinema è sicuramente molto meglio. Penso di poter resistere per un mesetto. Tu che dici? Pensi di poter resistere?"
Io:"...........si........"
................................
................................
................................
Ma NOI resisteremo fino al 19 Maggio, Paolo?


Ed eccoci ancora qui, Paolo.

Il 19 Maggio è arrivato, e anche il 20. E siamo ancora NOI.

Bellissimo film. E vederlo insieme è stata un'emozione di più.

no hay banda

Silencio

18 maggio 2006

Spontaneo... per una volta

Quando ieri pomeriggio Paolo ha chiamato per dirmi che aveva ricevuto una brutta notizia e non si sentiva di uscire quella sera, è scattato qualcosa in me.
Non so come spiegare.
Tutto ciò che ho detto e fatto dopo quella telefonata è stato totalmente naturale e spontaneo.
Nessuna acrobazia mentale del tipo "Come comportarsi se il tuo fidanzato è scosso da una brutta notizia?"
Gli ho semplicemente chiesto se voleva che io andassi da lui, perchè era quello che sentivo di fare.
All'inizio ho creduto che lui preferisse rimanere da solo.
Invece inaspettatamente aveva bisogno di me.
Il suo "Mi farebbe piacere, perchè mi sento giù e avrei bisogno di stare un pò con te." mi ha spiazzato.
Così sono andato e ho fatto quello che so fare meglio. Ascoltare. Consolare. Aiutare.
E anche vero che non avevo mai consolato qualcuno concludendo la "seduta" facendoci del sesso (Mare! Ieri sera alla cena non mi ero fatto qualcosa... ma qualcuno! AHAHAHAH!), ma è sempre bene sperimentare nuovi metodi!
A parte gli scherzi, vederlo tornare a sorridere mi ha regalato un'emozione molto forte.
Non so ancora come definire quello che provo per lui, ma so con certezza che voglio che Paolo faccia parte della mia vita.

Punto.

16 maggio 2006

In Relazione

Forse nessuna relazione è semplice.
Ma in fondo questo lo sapevo già.
Eppure guardando le coppiette felici per le vie, mi illudevo che non fosse tanto complesso "innamorarsi".

Probabilmente anche io e Paolo dall'esterno sembriamo una coppia felice.
Ed in realtà lo siamo.
Eppure non è mai semplice essere "in relazione".

Ho passato una triste Domenica a chiedermi se Paolo si innamorerà mai di me (per cose che ha detto, per cose che ha fatto).
Ma IO sono innamorato di lui?
Come si fa a capire di essere innamorati?
So cosa mi risponderebbe Eos.
"Se lui è la prima persona a cui pensi la mattina appena ti svegli e l'ultima prima di addormentarti la sera, allora sei innamorato!"
C'è una parte di me che vorrebbe credere a questo amore semplice, lineare, quasi fanciullesco.
Vorrebbe urlare: "Si! Sono innamorato!!"
Ma poi c'è l'altra parte, l'altro lato della medaglia.
E divento complesso, labirintico, infinito.
Pensando che amare sia un gioco di luci e ombre.
E' sempre un rischio "avvicinarsi".

Una semplice domanda mi risuona nella mente.
"Da quanto tempo stiamo insieme io e Paolo?"
Come può esistere qualcosa senza avere un inizio?
Ora ci definiamo timidamente fidanzati, ma sembra ancora qualcosa di strano per entrambi.
Non abbiamo un giorno da festeggiare.
Abbiamo solo tanti ricordi ammonticchiati alla rinfusa, ma senza date che li possano ordinare.

Paolo fa fatica ad entrare in questo rapporto (io pure, ma in maniera diversa).
Mi ha chiesto se io sono disposto ad "aspettare".
Eppure ogni tanto tornano i dubbi.
Sono forse io a non essere "adatto" per farlo innamorare di me?

Mi ha confessato di essere diffidente verso le persone troppo sensibili (come me).
Perchè sono proprio le persone sensibili in passato ad averlo ferito in maniera più profonda.

Le persone che hanno ferito me sono quelle che trovavano difficile dirmi "Ti voglio bene" (come Paolo).
Perchè loro consideravano i fatti più importanti delle parole.
Poi però le parole per ferire e uccidere le hanno trovate.

Così a pensarci è buffo.
Mutiamo, evolviamo, cambiamo, maturiamo.
Eppure poi ricreiamo sempre gli stessi copioni.
Ci leghiamo sempre allo stesso genere di persone.

Penso che i fatti siano ambigui, celando la possibilità di mille motivazioni diverse.
Le parole possono essere menzognere, ma almeno hanno un significato unico e certo.
Così al contrario di tante persone io a volte ho bisogno di parole più che di fatti.

Paolo non la pensa come me.
Ciò nonostante per venirmi incontro mi ha regalato tante parole da custodire.

"Mi piaci.
Forse è stupida come frase, ma ho sempre parlato di quello che ancora non funziona fra di noi, dando per scontato che tu fossi certo di piacermi. Ma forse mi sbagliavo.
Non sto con te per "caso". Ti ho scelto fra la folla perchè volevo te.
E più andiamo avanti più mi affeziono, più comincio a "coinvolgermi", come hai detto una volta tu."

"Paradossalmente nonostante sembri tu quello più coinvolto, sono io quello a credere di più in questa storia, perchè non ho i dubbi che hai tu su noi due."

"E' vero.
Ti ho detto sin dalla prima volta che per me è difficile pensarmi all'interno di una coppia.
Ma ti ho anche detto che prima di te non c'è stato mai nessuno.
Non dovresti sottovalutare che con te ho scelto di "fidanzarmi".
Non l'avevo mai fatto prima."

Così il pesciolino rosso forse è davvero stanco della sua ampolla.
O forse no.
O meglio...
Paolo ha scelto me perchè ormai stanco della sua ampolla, o si è stancato della sua ampolla perchè ha scelto me?
Non è differenza da poco.

Ai posteri l'ardua sentenza.

15 maggio 2006

Buon Compleanno, Mare!!!!

e lo festeggeremo per una settimana intera!

09 maggio 2006

Avanti a me di un passo

Sei avanti a me, Paolo.
E non so se te ne accorgi.
Eri avanti a me Domenica in bici diretti a Massa.
Sei avanti a me quando camminiamo affiancati.
Di appena un breve mezzo passo, ma sei avanti a me.
Sei avanti a me nel sesso.
Sei avanti a me nella vita, di qualche anno.
Sei avanti a me, Paolo.
E ho paura che tu te ne accorga.

Non so cosa cerchi.
Non so se cercavi me.
A volte ho come l'impressione che ti dia fastidio qualcosa di me.
Un mio comportamento. Una mia parola.
Ma se te lo chiedo, mi dici che stai bene. E che sei sincero.
E' solo paranoia o c'è qualcosa che non mi dici?
Ricordi? Lo dicesti tu una delle prime settimane.
"Se qualcosa mi da fastidio, io non ci scherzo. Semplicemente io non ne parlo."
Ma così come farò a capirlo io?

Non abbiamo mai litigato io e te, Paolo.
Neanche in maniera leggera.
E' ancora troppo presto o è soltanto perchè finora siamo stati bene insieme?
E quando litigheremo tu sarai davvero "una lama che affonda nella carne", come ti ha descrito quella tua strana amica d'infanzia?
Sei un ragazzo che ha sofferto molto.
Questo lo sento anche solo guardandoti negli occhi.
Ed è così facile trasformare il dolore che ci portiamo dentro in rabbia e sangue.
Ho paura di essere ferito.
Ma mi fido di te. Dei tuoi occhi buoni.

Sei avanti a me, Paolo.
Eppure questo weekend in bici hai rallentato e mi hai allungato la mano, stringendomi il braccio, per aiutarmi nella salite più impervie.
Ti sei fermato questo weekend.
Eravamo a Prato. Ricordi?
Parlavamo ancora dei ricordi. Io che ne ho troppi. Tu troppo pochi.
Le tue parole.
"In questi giorni pensavo proprio a questo nostro discorso. E sono giunto ad una conclusione.
Avere troppi ricordi è come averne nessuno.
Perchè se hai troppi ricordi, ogni singolo ricordo viene svalutato a causa delll'affollamento di memorie.
Per spiegarmi meglio ti faccio un esempio.
Io sarò per te un ricordo fra centomila ricordi.
Tu potresti essere uno dei miei 5 ricordi.
Capisci la differenza?"
Si, la capisco.
E mi hai lasciato senza fiato e parole.

Sei avanti a me, Paolo.
Eppure camminiamo insieme.
Impacciati, ridicoli, teneri, buffi.

Ho voglia di capire.
Ho voglia di capire te.
Essere il tuo ragazzo non mi dà le chiavi per sapere tutto di te.
Stiamo insieme, eppure ti conosco così poco.
Il tempo ci permetterà di capire.
Come già ho scritto altrove: "Il resto è da scoprire, guardandomi vivere."

02 maggio 2006

Immagini e Ricordi























Festa di Milena.
Gioco della Strega.
Venti persone sedute a cerchio con gli occhi chiusi, in attesa della morte dispensata dalla Strega.
Io vivo. Paolo morto.
Occhi scuri chiusi. Occhi chiari aperti.
Le sue labbra all'improvviso sulle mie.
Inaspettate. Morbide. Insperate.
Il cuore comincia a battere.
Nessuno può vederci.
E mentre le sue labbra si staccano da me, la Strega ha ormai scelto la sua vittima.
Eros. Thanatos.

1 Maggio

Paolo: "Mia madre è stata alla casa al mare questo weekend e mi ha chiesto se doveva farci un pò di spesa, così da avere il frigo pieno per il fine settimana che passeremo lì io e te. Le ho parlato di te. Ti saluta."

Paolo: "Mi sono pentito di non essere rimasto a dormire da te l'altra notte. Lo so, ci devo fare l'abitudine. Ma al momento pensare di dormire in camera tua sapendo che è anche di tua sorella mi imbarazza. E poi c'erano tutte le "tue" donne a casa. Però, dai, magari la prossima volta..."

Io: "Se non la smettiamo di dare spettacolo in luoghi pubblici, finiremo per essere arrestati."

Paolo: "Credo che prima saremo picchiati da un gruppo di fascisti, se la cosa ti può consolare!"