31 ottobre 2008

Una Emozione Imprevista

Chiedo continuamente alla Vita di stupirmi.
Lei mi ascolta.
La Vita è sempre stata buona con me.
Credo però che ci provi anche un certo gusto a osservare le mie goffe reazioni.

Mi arrabbio con me stesso.
Perchè non so cogliere le occasioni al volo.
E mi arrabbio ancora di più perchè so che in fondo mi va bene così.

Lui (perchè se c'è emozione, allora c'è sempre un Lui!) aveva allegri occhi castani, scompigliati capelli biondi e un dolce accento spagnolo nella voce.
Aveva anche sangue rappreso agli angoli della bocca, una pelle pallida, cadaverica, e un vestito verde da infermiere lacerato e macchiato di rosso.
Ad Halloween accade anche questo.

Volere del caso, questa sera ho visto un film spagnolo a tematica gay "Spinnin" (Bellissimo!!!).
E' uno di quei film dal quale esco portandomi dietro ancora quell'atmosfera.
Quel film ti fa credere che l'Amore può essere semplice e meraviglioso.
Senza la necessità di essere complicato.

Per tornare a casa prendo in autobus pieno di ragazzi in maschera diretti a qualche festa.
Sono brilli e chiassosi, ma senza essere troppo molesti.
Uno di loro (l'infermiere insaguinato) mi si avvicina e si presenta come "dottore".
Lui e una sua amica inglese cominciano ad attaccare bottone.

Chiacchieramo un pò.
La londinese (poveretta!) mi riempe di domande, ma io continuo a rivolgermi al ragazzo spagnolo anche quando rispondo a lei!
Lei mi invita a venire alla festa Erasmus dove sono diretti.
Rispondo che non posso. Non sono un Erasmus. Non sono in maschera.
Lo spagnolo insiste.
Dice che non ha importanza.

Per un attimo tutto mi sembra semplice.
Per un attimo mi sembra di vivere nelle atmosfere del film.
Per un attimo credo possibile scendere con loro alla prossima fermata del bus e passare una serata divertente e imprevista.
Per un attimo mi convinco che il bel ragazzo spagnolo sia gay e che ci stia provando con me.

Le porte dell'autobus si aprono.
Loro scendono.
Io li saluto con la mano.
Lui mi sorride (probabilmente sorride anche lei, ma non era a fuoco nell'immagine!).
E sparisce.

Se questo fosse un mio romanzo, comincerei a girare tutte le feste Erasmus in cerca dello sconosciuto che per un istante mi ha fatto battere il cuore.

Ma domani sarà solo il ricordo di un sorriso.
Fra un mese neanche più quello.

Ma la cosa che più mi fa rabbia di me stesso è la gioia che provo per questo evento da nulla.
Invece di combattere la mia timidezza e i miei blocchi, eccomi qui a gongolare per un emozione da poco.

Me lo concedo questa notte.
Ne ho diritto dopo aver visto quel film.
Ho il diritto di tenere un sorriso beota stampato in volto questa notte.

Ma da domani... poco a poco... devo imparare e cambiare...

24 ottobre 2008

La Ferita, la Cura

Un pò triste. Un pò no.
Così mi sento.
Ogni giorno da un anno.
Per quanto tempo ancora durerà?

Che arrivi il vero Dolore, se proprio deve, quello che porta distruzione e rinascita!
Che arrivi la vera Gioia, se posso scegliere, quella che ti trascina lontano in un baleno!

Qualche notte fa eravamo nudi, abbracciati nel suo letto... nel nostro letto...
Io: "Vorrei trovare il modo di riconquistarti."
Lui: "Non c'è nessuno che mi ha ancora consiquistato dopo di te."
Io (ridendo): "Allora sei ancora mio!"
Lui (ridendo anche lui): "..... tecnicamente si...."

A me sembra l'esatto contrario.
Tecnicamente non sono più il tuo ragazzo.
Ma il cuore sente altre cose.

Hai detto che ci siamo resi felici a vicenda.

Io: "Ti ho reso felice?"
Lui: "Certo. Lo sai! Non si vedeva?"
Io: "Non me lo hai mai detto."

Ci siamo resi felici.
Ma ci siamo donati anche molto dolore.
Anche quella stessa notte.
Tu non hai dormito.

Ti ho detto verità che non volevo più nascondere.
Ma non so quale di queste ti ha ferito.

Ti ha ferito sapere che io non riuscirò mai a vederti come un amico?
Ti ha ferito scoprire che il mio obbiettivo finale rimane quello di tornare insieme?
Ti ha ferito conoscere la mia confusione di questo momento?
Ti ha ferito sentirmi parlare di ciò che sto vivendo insieme al Giocatore?

Mi hai spinto fra le sue braccia.
Non ti importava sapere se lui è oppure no la persona giusta per me.
Mi chiedevi di provare a mettermi con lui.

Mi spiace, Paolo.
Non riesco a credere alle tue parole.
Non hanno senso.
Non puoi chiedermi di mettermi con qualcuno senza sapere nulla d lui.
Non riesco a non vederci dietro un tuo celare il dolore, la gelosia.

Lui: "Sono felice per te."
Io: "Dimmi che ti fa male sapermi con qualcun altro."
Lui: Sono felice per te!"
Io: "Smettilla!"
Lui: "Sono felice per te. Mi dispiace per me."

Una notte insonne.
Nuovamente aleggia l'idea di smettere di vedersi.

Poi riusciamo come sempre a trovare il modo per tornare vicini.
Curiamo il male che ci siamo fatti.

Le carezze sono il balsamo.
Le parole, i sorrisi, la dolcezza è la cura.

Una mattina passata insieme e tutto sembra di nuovo come prima.
Il dolore sembra di nuovo sopportabile.

Così un pò soffro. Un pò sorrido.
Così succede.
Ogni giorno da un anno.
Per quanto tempo ancora durerà?

14 ottobre 2008

Un Piede in... quante Scarpe???

Proviamo a fare chiarezza (seeeeeee! Un'impresa!).
Vabbè.... ho detto proviamoci, non riusciamoci.

Il Giocatore è andato via adesso da casa mia.
Il tempo trascorso con lui è tempo a sè.
Mi far star bene stare con lui.
Con lui si offuscano i cattivi pensieri. Strano effetto.
Ed è ormai lontana anni luce l'idea che questo dipenda dal sesso.

Mi piacerebbe esistesse un Nome per ciò che siamo.
Trovare una definizione per le nostre emozioni.
In maniera da non avere sempre timore di sbilanciarsi.

Ma in realtà ho smesso di avere paura.
Se mi sento geloso di lui, glielo dico. Semplicemente.
Non mi aspetto l'esclusività. E non la cerco.
Ma sono geloso per natura.
E non posso far finta che lui non significhi nulla per me.
Trovo che la finzione nel palco dia emozione.
Ma la finzione nella vita vera la toglie.

Per quello c'è già Mr G, la new entry dell'ultima ora.
Incontro senza senso lo scorso sabato pomeriggio.
Sesso piacevole ma senza emozione. Senza parole.

Eppure c'è una mezza idea di vedersi ancora.
Quasi fosse normale per me vivere tutto questo.
Quasi io non fossi più io, ma qualcun altro.

Forse è il segno che mi sto staccando da Paolo.
L'effetto dei passi avanti fatti grazie al Giocatore.
Oppure solo tanta confusione, e incapacità di fare scelte sensate in questo momento.

E poi.... ovviamente.... c'è Paolo.
Ancora in cerca della "giusta distanza".
Oggi così vicini... dopo essere stati per giorni lontani.
Ancora mi dice le cose che voglio sentire per stare meglio.
Quasi volesse veramente vedermi felice, ma senza sapere poi come fare.

Forse avrei dovuto dedicare un post ad ognuno di loro.
Avrei ancora tante cose da dire su tutti e tre.
Ma forse è meglio così.
Questo miscuglio rappresenta la mia confusione, sentimenti che si sovrappongono.

Ma forse (e dico forse!) va anche bene così.
Forse bisogna accettare questa fase di Caos come preparazione al nuovo Ordine.
In attesa della nuova "Creazione" mi vivo ogni singola emozione.

08 ottobre 2008

L'Amore è un Rischio

Quante volte devi andare a letto con qualcuno prima di poter sentire che non è solo Sesso?
E quale nome si deve dare a qualcosa che non è più Sesso, ma forse non sarà mai Amore?

Questa notte il Giocatore è venuto a casa mia per "festeggiare" insieme il suo ultimo esame andato bene.
Questa notte, forse per la prima volta con lui, non ho avuto paura di essere me stesso, anche a costo di dire cose che lo potevano spaventare.

Lui mi ha "proposto", scherzando, di far finta che i nostri incontri fossero di "semplice e squallido sesso".
"A malapena domani ci ricorderemo i nostri nomi"

Sapevo che scherzava, ma non ho voluto fare questo gioco. Non questa volta.
"No.... non è solo sesso.... e tu lo sai...."
"E allora cos'è?"
"E' quello che è adesso."
"E cos'è adesso?"
"Lo sai."
"Forse però non pensiamo le stesse cose"
"E allora dimmi cosa è per te."
"No! Te l'ho fatta prima io la domanda! FREGATO!"

Definire cosa siamo non è semplice.
Non esiste nome.

Siamo due ragazzi che stanno imparando a volersi bene, pur nelle diversità di carattere.
Due ragazzi a cui piace fare sesso insieme ogni tanto.
Due ragazzi che non posso correre il rischio di innamorarsi, perchè sono stati feriti da troppo poco tempo dall'Amore.

Lui è preoccupato che io mi possa innamorarmi di lui.
Io così fragile, sensibile, emotivo, spontaneo.

Lui ha la sua bella armatura.
L'Amore non potrà scalfirla.
Lui così cinico, distacco, difeso, rigido.

Tutti continuano a credersi più forti di me.
Tutti pensano di essere più "schermati", maggiormente capaci di gestire le loro emozioni.
Quasi io fossi un giunco sottile mosso dal vento delle proprie emozioni.

Io lo lascio credere.
Non importa.

Io non credo mi innamorerò del Giocatore.
E non credo che lui si innamorerà di me.

Ma se questo dovesse succedere, non sono così certo che l'unico a correre questo "rischio" sarò io.