Quante volte devi andare a letto con qualcuno prima di poter sentire che non è solo Sesso?
E quale nome si deve dare a qualcosa che non è più Sesso, ma forse non sarà mai Amore?
Questa notte il Giocatore è venuto a casa mia per "festeggiare" insieme il suo ultimo esame andato bene.
Questa notte, forse per la prima volta con lui, non ho avuto paura di essere me stesso, anche a costo di dire cose che lo potevano spaventare.
Lui mi ha "proposto", scherzando, di far finta che i nostri incontri fossero di "semplice e squallido sesso".
"A malapena domani ci ricorderemo i nostri nomi"
Sapevo che scherzava, ma non ho voluto fare questo gioco. Non questa volta.
"No.... non è solo sesso.... e tu lo sai...."
"E allora cos'è?"
"E' quello che è adesso."
"E cos'è adesso?"
"Lo sai."
"Forse però non pensiamo le stesse cose"
"E allora dimmi cosa è per te."
"No! Te l'ho fatta prima io la domanda! FREGATO!"
Definire cosa siamo non è semplice.
Non esiste nome.
Siamo due ragazzi che stanno imparando a volersi bene, pur nelle diversità di carattere.
Due ragazzi a cui piace fare sesso insieme ogni tanto.
Due ragazzi che non posso correre il rischio di innamorarsi, perchè sono stati feriti da troppo poco tempo dall'Amore.
Lui è preoccupato che io mi possa innamorarmi di lui.
Io così fragile, sensibile, emotivo, spontaneo.
Lui ha la sua bella armatura.
L'Amore non potrà scalfirla.
Lui così cinico, distacco, difeso, rigido.
Tutti continuano a credersi più forti di me.
Tutti pensano di essere più "schermati", maggiormente capaci di gestire le loro emozioni.
Quasi io fossi un giunco sottile mosso dal vento delle proprie emozioni.
Io lo lascio credere.
Non importa.
Io non credo mi innamorerò del Giocatore.
E non credo che lui si innamorerà di me.
Ma se questo dovesse succedere, non sono così certo che l'unico a correre questo "rischio" sarò io.
08 ottobre 2008
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