27 novembre 2007

Arrivederci, Andrea...

Non so se te ne ho mai parlato, ma c'è un momento che ricordo sempre quando penso alla nostra amicizia nata in questi due anni e mezzo.

Era la fine dell'ennesima giornata lavorativa.
Era da poco che lavoravo per Telework.
Per caso io e te (ci conoscevamo appena a quel tempo) siamo finiti nello stesso bus diretto verso il centro.
Abbiamo cominciato a parlare un pò di noi.
Non ricordo se l'abbiamo fatto solo per rompere quello che poteva essere un imbarazzante silenzio, o al contrario già quel poco che ognuno conosceva dell'altro ci aveva spinto ad aprirci.
Ricordo che tu parlasti dell'importanza che davi alla parola "Amicizia".
Dicevi che tu non ti affezionavi facilmente a chiunque, ma quando questo succedeva, allora quella persona cominciava a significare davvero tanto per te.
Ricordo che pensai che mi sarebbe piaciuto essere una di quelle persone.
Ricordo distintamente che pensai: "Vorrei riuscire a diventare suo amico.".

E adesso siamo qua. Quasi due anni dopo.
La scorsa settimana hai lasciato Telework. Hai lasciato la tua postazione.
Ricordo che quel computer era "tuo" sin da quando arrivai a Telework.
"Non ti sedere là! Quello è il posto di Andrea. Se ti ci siedi ti sbrana!" mi dicevano, prentendoti in giro per il tuo carattere a volte duro.
Tutte le altre postazioni erano mutevoli, ma non la tua.
Poi, non ricordo quando o come, il posto accanto a te è diventato il "mio".
E nessuno penserebbe più di sedersi lì, se sanno che io verrò a lavoro.

Adesso il posto accanto al mio è tornato ad essere di tutti (sai, che non è mai successo che ci si sedesse Francesco nonostante ciò che aveva detto??? Sigh! Neanche questa consolazione! Francesco arriva sempre in ritardo e finisce che accanto a me si siede sempre una a caso delle ragazze nuove! Che tortura!!! SIGHHH!!!!!).

Troveremo certamente il modo per rimanere in contatto, ma sappiamo anche che non sarà lo stesso.
Non ci saranno più i miei racconti e i tuoi, bisbigliati fra una preventivo per un nuovo allaccio di gas e lo spostamento di un contatore di acqua. Bisbigli che in realtà venivano ascoltati dall'intero back office!
Hai ascoltato i miei primi batticuori per Paolo, tutte le mie paure, e anche adesso il dolore della perdita.
Tu ci sei stata sempre.
E non ti ho mai ringraziata per questo.
Ma tu sai che non sono bravo ad esprimere certe emozioni.

Mi mancherai, Andrea.
Ma spero che tu possa trovare quella serenità che ultimamente a Telework ti mancava.

Vediamoci spesso, Andrea, come ci siamo promessi.
Spero davvero che il mio desiderio di due anni fa si sia realizzato.
Spero di essere diventato davvero tuo Amico.

26 novembre 2007

Buon Compleanno, Amore

Pensavo non ti avrei più chiamato Amore.
Tu invece mi hai permesso di farlo ancora.

So che non ti piacciono i compleanni, però un piccolo spazio nel mio blog per i tuoi 37 anni te lo voglio donare lo stesso.

Grazie, Paolo, per le parole tenere di questi giorni.
Grazie per i gesti silenziosi che servono a darmi protezione.
Grazie per l'affetto che sappiamo andare oltre i problemi di questi ultimi mesi.

Sii Felice, Paolo.

E' il mio desiderio per Te.

11 novembre 2007

Venerdì Sciopero dei Bus, e Quindi...

...e QUINDI io e Paolo abbiamo fatto l'amore dopo quasi un mese e mezzo.

E' tutto lì. Semplice come una regola di matematica (se mi legge Milly o Fulvio mi pestano!).

Sciopero dei Bus + Spettacolo teatrale in centro al quale Paolo mi ha invitato + due ragazzi un pò più che amici e un pò meno che fidanzati = Sesso.

Non c'è bisogno di cercarci altri significati.
Non c'è bisogno di crearsi aspettive, nè di stare troppo a rimuginare.

E' stato bellissimo.
Sono stati due giorni bellissimi.
La sera della cena al ristorante francese e quella del teatro.

Sono bei momenti da custodire, da rimirare con piacere, godendo del puro piacere momentaneo di averli vissuti.

E mi stupisco io stesso di riuscirci.
Pensavo mi sarei bloccato nel fare l'amore con lui.
Pensavo che le paranoie o la malinconia mi assalissero nel momento di maggior rilassamento.
Invece nulla.
Almeno nulla di negativo.

Solo pura e momentanea gioia.

E qualunque cosa accada d'ora in poi, niente potrà privarmi del ricordo di questi piccoli momenti magici.
Quindi (anche se mi ripeti sempre di non ringraziarti sempre)...

Grazie, Paolo.

08 novembre 2007

Survivor

Sono un sopravvissuto.

Sopravvissuto alla fine di una storia.

Ma è stato troppo facile.
Mi interrogo sul perchè.

Ho visto altre storie finire. Ho visto altri cuori infrangersi.
Ma ho visto lacrime. Ho visto dolori che non riuscivano ad essere contenuti.
Ho visto volti spegnersi.
Ho visto disperazione.
Ho visto cuori sopravvivere a fatica.

Ma io no.
Perchè?

Forse perchè Paolo continua a chiamarmi tutti i giorni. Perchè ieri sera mi ha offerto una romanticissima cena a lume di candela in un ristorante francese. Forse perchè continua ad emozionarsi quando passiamo del tempo insieme.
Forse non può esserci disperazione se c'è consolazione e speranza. E così sopravvivo.

Forse perchè la mia capacità di "distrarmi" dal dolore, affinata negli anni, mi ha permesso di non crollare, usando l'ironia per vincere la tristezza. E gli amici intorno hanno fatto il resto.
Forse non può esserci reale sconfitta, se hai le giuste armi per contrastare la sorte avversa. E così sopravvivo.

Forse perchè (ed è quello che mi spaventa) non ho amato quanto credevo. Forse pensavo di essere innamorato di Paolo, ed invece mi sono adagiato in una piacevole relazione tranquilla che mi proteggeva dal caos della passione vera.
Forse non può esserci reale dolore, se non c'è vero Amore. E così sopravvivo.

Come scegliere?
Come capire?

Intanto però Sopravvivo.