29 giugno 2008

PRIDE... con un pò meno Orgoglio



Alcune emozioni inaspettate a questo Pride.
Esco di casa con la maglietta del Pride.
Qualcuno per strada mi guarda.
Non provo alcuna emozione.
Neanche quando mi inquadrano per caso le telecamere nel corteo.
Nè vergogna ("Oddio! Adesso capiscono che sono gay!"), nè esaltazione ("Fantastico! Adesso faccio capire a tutti di essere gay!"), emozioni che si erano mescolate nei primi Pride a cui ho partecipato.
Adesso più nulla.
Buon segno.
Essere gay è diventato per me qualcosa di quotidiano.


Poi un evento inaspettato rimette le carte in tavola, e mi sorprende.
Appare mio cugino con una ragazza fra la folla.
Passeggiano sul marciapiede osservando curiosi il corteo.
Io sono a pochi passi alle loro spalle insieme a Paolo.
Mi fermo inaspettatamente sgomento.
Paolo si ferma.
Gli spiego cosa succede.
Non dice nulla, ma so che disapprova la mia reazione.
E ha ragione.


Provo improvvisamente rabbia contro me stesso.
Tanti passi avanti fatti, e poi mi ritrovo a provare di nuovo quelle stesse paure che credevo dimenticate.
Tutto per colpa di un essere insignificante ed inutile.


La spiegazione razionale esiste.
Mio cugino potrebbe usare con i miei nonni questa informazione (sempre se mi ha visto!) per fare la parte del nipote migliore (e riscuotere più soldi!).
Ha già fatto qualcosa di simile in passato.
Non voglio far soffrire i miei nonni.


Ma ciò nonostante provo rabbia.
Non voglio che più niente e nessuno mi faccia vergognare o nascondere.
Non lo permetterò mai più.


Fortuna che il Pride è stato anche altro.
La gioia di rivedere Fulvio che non incontravo da un anno e chiacchierare un pò insieme delle nostre vite, facendo solenne promessa che non avremmo più permesso di far passare un altro anno senza vederci.
L'allegria di incrociare tante facce familiari, che hanno significato tanto o poco nella mia vita, ma che sono comunque un pezzetto di me.
L'emozione di scoprire che, nonostante tutte le mie paure, Paolo aveva voglia di condividere anche questo Pride insieme a me.
La commozione nel guardare gli occhi fieri della madre di Paolo insieme a tanti altri genitori sopra il carro dell'Agedo ("Associazione di genitori e amici di omosessuali").
L'orgoglio di essere in piazza in così tanti a chiedere quei diritti che ci sono ancora negati.
Le risate con mia sorella e gli altri nell'osservare l'assurdo mescolarsi di vestiti color arcobaleno dei finocchi con quelli ultradark dei metallari alla festa finale del Pride.

Per tutto questo...

Bellissimo PRIDE!

22 giugno 2008

It's Complicated

Ieri ho scoperto un nuovo sito fantastico.
Si chiama aNobii.
E' una comunità virtuale dedicata ai libri.
Gli utenti iscritti possono mettere on line la propria libreria, condividendo recensioni, commenti, votazioni, dati sull'acquisto e sulla lettura, lista dei desideri e suggerimenti con altri utenti, direttamente o attraverso gruppi.
Ho incominciato a pensare a tutti i libri che ho letto e amato, per inserirli nella mia libreria.
Una sensazione fantastica.

Ma volete sapere il vero motivo del perchè ho subito amato questo gruppo?
Nel creare il profilo mi chiedeva di indicare la mia situazione sentimale.
Avrei dovuto selezionare "single", ma mi sembrava strano.
Stavo per saltare quella parte, quando vedo che oltre alla voci classiche (single, sposato, fidanzato, ecc...) potevi selezionare la voce "It's Complicated".
Perfetto!
Nessuna definizione mi calza meglio.

Chi l'avrebbe detto?
Ho sempre affermato con decisione che mai e poi mai mi sarei infilato in una situazione sentimentale complicata. Ed invece eccomi qua!

Però sapere che altri nella comunità si definiscono "It's Complicated" mi ha dato quel senso di condivisione che permette sempre di sorreggere meglio il proprio fardello.

Mal comune...

Intanto si avvicina l'estate e alcune importanti decisioni da prendere...

14 giugno 2008

Benvenuto, Simone!

Simone ha 25 anni.
E' uno studente di giurisprudenza a tempo perso.
Simone si diverte con poco. Ama stare in mezzo alla gente.
Simone prende la vita sempre con un sorriso.
Non ama prendere responsabilità. Così rimanda sempre le decisioni.
Simone è curioso. Si distrae con facilità.
Anche il suo cuore è distratto.
Passa da una relazione ad un'altra continuamente.
Subito si dimentica i suoi passati amori.
Si dimentica perchè si era innamorato.


Simone mi fa sorridere.
In questo momento di difficoltà mi permette di distrarmi.
Mi ricorda che la vita si può prendere a cuor leggero e che si può sorridere anche quando le cose non vanno bene.
Quando sono con lui niente sembra così complicato.

No.
Simone non è il mio prossimo Amore.
Intanto perchè Simone è etero.
Ma sopratutto perchè Simone non esiste.

Simone è il personaggio che ho creato per il laboratorio teatrale.
Simone è semplicemente una parte di me, spesso celata.
Tutte le volte che sono Simone, sento di far uscire la parte di me più vitale, più positiva.
Anche se Simone è davvero un pò cazzone!
Ma va bene così.
Un pò di superficialità ogni tanto permette di respirare.

Così...

Grazie, Simone.

P.s. Naturalmente chi vuole e può presto potrà vedere Simone all'opera allo spettacolo che ci sarà fra due settimane per le vie di Bologna.

11 giugno 2008

Cose Importanti che Ho da Dire

Leggendo le risposte di Mel e Mari allo scorso post, ho improvvisamente sentito il bisogno di sottolineare alcune cose, perchè forse non l'ho fatto mai abbastanza.
E non è giusto.

Non è giusto che Paolo passi per carnefice.
Non è giusto che sembri che lui eclissi la mia luce.
Non è giusto che sembri che Paolo sia una persona che pensa solo a se stesso.

Non è giusto, perchè non è così.

Per il resto delle cose che dite, vi do ragione.
Probabilmente sbaglio a rimanere fermo in questa "storia crudele".
Guardandomi indietro in futuro forse mi vedrò brutto.
Ogni tanto ci penso anche io a questo rischio.

Ma questa storia crudele l'abbiamo costruita io e Paolo insieme.
Pezzo per pezzo.
E se io soffro, non crediate che Paolo soffra di meno.

Con certezza posso dire:
"No, Mel, Paolo non mi permette di pensare quello che voglio perchè in realtà a lui non cambia nulla. No, Mari, Paolo non vuole che io me ne vada facendola sembrare una scelta mia."

Se così fosse, a Ottobre, quando fui io a lasciarlo, lui poteva semplicemente andare via senza alcun senso di colpa.
E sopratutto... se così fosse, credetemi, io lo saprei.
E non lo permetterei. Mai.

Paolo sta lottando con tutte le sue forze per riuscire a trovare il modo per rimanere vicini per tutta la vita, a prescindere dall'essere o non essere fidanzati.
Basta questo per farmi capire quanto lui mi ami (nel suo personalissimo modo).
Così ho deciso di lottare insieme a lui.
Anche se il primo istinto sarebbe quello di scappare lontano.

E' un percorso arduo.
Sono sangue e lacrime.
Ma abbiamo deciso di percorrerlo insieme.

Non so dove ci porterà questa strada.
Non lo sa neanche lui.
Ogni tanto ci poniamo la domanda, ma nessuno dei due sa rispondere.
Ma finchè saprò che lui mi è accanto nel percorso, allora troverò la forza di fare un altro passo.

Potete pensare che la scelta che abbiamo fatto è sbagliata, che ci porterà solo sofferenza.
E' possibile.
Anzi... è molto probabile.

Ma non date colpe a Paolo.
Se colpe ci sono le abbiamo sempre condivise.
Momento per momento.

Chiedete anche a lui.
Vi risponderà la stessa identica cosa.

Capisco benissimo, intendiamoci, che il vostro attacco a Paolo (come altre persone hanno già fatto) deriva dal bene che mi volete e dalla voglia di vedermi felice.
E per questo vi sono enormemente grato.

Però penso che Paolo non si meriti tutto questo.
Per tutto il bene che mi ha fatto.
Per tutto il bene che continua a farmi anche adesso.

C'è lui ad ascoltare sempre con estremo interesse tutto quello che mi succede.
C'era lui quando avevo paura di sentirmi escluso dai miei colleghi della scuola al seminario residenziale.
C'era lui a placare la rabbia quando i miei colleghi a lavoro mi fanno sentire inadatto ad essere un "capo".
C'era lui quando stavo in ansia per l'operazione di mia nonna.

Questo post solo per non dimenticare che Paolo è davvero una persona speciale.

09 giugno 2008

Solo Nei Sogni...

Il Sogno è un luogo magico.
Ti accade di poter essere un'altra persona e la cosa sembrarti del tutto naturale.
Accade anche di essere se stessi... ma diversi.

La settimana scorsa ho sognato che uno dei ragazzi con cui faccio teatro ci provava con me.
Primo. Lui è etero al 90% delle possibilità.
Secondo. Non mi attrae.
Eppure nel sogno la cosa mi faceva piacere.
Mi sembrava possibile provare di nuovo quelle emozioni da inizio di una storia.
Non c'era Paolo nei miei pensieri.
Sparito.
Come non ci fosse mai stato.

Due notti fa ho sognato di fare sesso con un bel ragazzo che non esiste.
Tutto era perfettamente naturale.
Non c'era imbarazzo, nè pudore.
Non c'era senso di colpa.
Non c'era Paolo nei miei pensieri.

Ma questo accade solo nei sogni.
Poi mi risveglio, e il primo pensiero (bello o brutto che sia) è per Paolo.
E ho capito che al momento è inutile cercare di combattere questa emozione.
E' inutile cercare nuovi stupidi amori.
Accadrà, forse.
Ma non oggi.

L'ho detto anche a lui.
"Non riesco a non sentirmi il tuo ragazzo.
Sento che siamo ancora una coppia."
Lui mi ha permesso di farlo.

Così lascio che sia il sogno il luogo per essere di nuovo solo.
Nella realtà Paolo continuerà ad essere il mio "ragazzo".

Qualcosa prima o poi accadrà.