11 giugno 2008

Cose Importanti che Ho da Dire

Leggendo le risposte di Mel e Mari allo scorso post, ho improvvisamente sentito il bisogno di sottolineare alcune cose, perchè forse non l'ho fatto mai abbastanza.
E non è giusto.

Non è giusto che Paolo passi per carnefice.
Non è giusto che sembri che lui eclissi la mia luce.
Non è giusto che sembri che Paolo sia una persona che pensa solo a se stesso.

Non è giusto, perchè non è così.

Per il resto delle cose che dite, vi do ragione.
Probabilmente sbaglio a rimanere fermo in questa "storia crudele".
Guardandomi indietro in futuro forse mi vedrò brutto.
Ogni tanto ci penso anche io a questo rischio.

Ma questa storia crudele l'abbiamo costruita io e Paolo insieme.
Pezzo per pezzo.
E se io soffro, non crediate che Paolo soffra di meno.

Con certezza posso dire:
"No, Mel, Paolo non mi permette di pensare quello che voglio perchè in realtà a lui non cambia nulla. No, Mari, Paolo non vuole che io me ne vada facendola sembrare una scelta mia."

Se così fosse, a Ottobre, quando fui io a lasciarlo, lui poteva semplicemente andare via senza alcun senso di colpa.
E sopratutto... se così fosse, credetemi, io lo saprei.
E non lo permetterei. Mai.

Paolo sta lottando con tutte le sue forze per riuscire a trovare il modo per rimanere vicini per tutta la vita, a prescindere dall'essere o non essere fidanzati.
Basta questo per farmi capire quanto lui mi ami (nel suo personalissimo modo).
Così ho deciso di lottare insieme a lui.
Anche se il primo istinto sarebbe quello di scappare lontano.

E' un percorso arduo.
Sono sangue e lacrime.
Ma abbiamo deciso di percorrerlo insieme.

Non so dove ci porterà questa strada.
Non lo sa neanche lui.
Ogni tanto ci poniamo la domanda, ma nessuno dei due sa rispondere.
Ma finchè saprò che lui mi è accanto nel percorso, allora troverò la forza di fare un altro passo.

Potete pensare che la scelta che abbiamo fatto è sbagliata, che ci porterà solo sofferenza.
E' possibile.
Anzi... è molto probabile.

Ma non date colpe a Paolo.
Se colpe ci sono le abbiamo sempre condivise.
Momento per momento.

Chiedete anche a lui.
Vi risponderà la stessa identica cosa.

Capisco benissimo, intendiamoci, che il vostro attacco a Paolo (come altre persone hanno già fatto) deriva dal bene che mi volete e dalla voglia di vedermi felice.
E per questo vi sono enormemente grato.

Però penso che Paolo non si meriti tutto questo.
Per tutto il bene che mi ha fatto.
Per tutto il bene che continua a farmi anche adesso.

C'è lui ad ascoltare sempre con estremo interesse tutto quello che mi succede.
C'era lui quando avevo paura di sentirmi escluso dai miei colleghi della scuola al seminario residenziale.
C'era lui a placare la rabbia quando i miei colleghi a lavoro mi fanno sentire inadatto ad essere un "capo".
C'era lui quando stavo in ansia per l'operazione di mia nonna.

Questo post solo per non dimenticare che Paolo è davvero una persona speciale.

6 commenti:

maria ha detto...

Non mi permetterei mai di dare a Paolo del carnefice, mai. Perchè ogni storia è a sè stante e nessuno si può permettere di sindacare su cose che solo ed esclusivamente la coppia può sapere. E dici bene quando affermi che la storia l'avete costruita in due. Ma quello che ti ho detto lo credo sul serio. Nel senso che tu devi 'disintossicarti' da lui. Devi scappare da lui, devi riprendere te stesso. E se dico che in questo momento sei 'brutto' lo dico anche in funzione del fatto che rincorrendo un riposizionamento del vostro rapporto ti stai perdendo. E sicuramente non dai il meglio di te neanche a lui. Il fatto di non vedersi e sentirsi, magari per un pò, potrebbe riportare l'ordine delle cose considerando che la posizione è stagna da un pezzo. Lui deve sentire la tua mancanza. E se non la sente vuol dire che non hai perso niente. Certe volte provare il tutto per tutto per ricostruire una storia vuol dire anche fare la scelta sofferta di andarsene nel momento opportuno. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi lo so. E comunque sono solo consigli di una persona che a modo suo ti vuole bene. Perdonami per le mie interferenze forse non richieste, anche perchè tu solo sai il meglio per te e a costo che il tutto si dovesse rivelare un flop, hai seguito te stesso e non avrai niente da perdonarti. E io sarò l'ultima persona che ti potrà biasimare, sia perchè non ne ho il diritto sia perchè in passato sono stata tale e quale a te. Ti auguro tutta la serenità che meriti, qualsiasi sia il modo in cui cercherai di raggiungerla. Un abbraccio forte

Manu ha detto...

Io conosco Paolo, forse non benissimo e ovviamente mai quanto te, ma so che bella persona sia e quanto ha fatto per te.
Quello che non capisco, e che forse non capirò mai, è la sua paura di sentirsi legato. Ti vuole bene, ti vuole sentire vicino, è geloso, ha bisogno di te, gli piaci, ecc...ma non vuole "stare" con te.
Non ci arrivo, davvero.
E forse è anche perchè io sono, nel bene e nel male, una persona molto "semplice". Mi conosci e sai che contorsioni mentali non me ne faccio tante, rischiando di sembrare superficiale. Ma sono fatta così e in queste situazioni faccio davvero fatica a capire perchè ci si voglia complicare la vita, impedendo a se stessi di essere felici, per un forma strana di...non saprei...masochismo?
Non lo so, ma se è così, questo suo masochismo fa soffire anche te, e questo mi dispiace. Fa stare male anche me.
Comunque ti sono vicina, e spero che questo vostro percorso vi conduca dove meglio sperate.
Ti voglio bene.

Icaro ha detto...

Mari, le tue non sono interferenze.
Anzi mi fa molto piacere leggere i tuoi commenti, così come quelli di Melina, Micky e gli altri.
Altrimenti che senso avrebbe scrivere un blog?
Mi piace moltissimo il fatto di confrontarmi.

Riguardo a quello che dici, ti do totalmente ragione come regola generale. Credo che io darei lo stesso identico consiglio.
L'unica cosa che mi frena è questa.
Io e Paolo non abbiamo avuto una storia "comune".
Ci siamo conosciuti che io avevo 28 anni e lui 35. Nessuno dei due (per motivi diversi) aveva mai avuto una storia importante prima di allora.
Sia io che lui abbiamo vissuto tantissimo (troppo) tempo da soli, e volente o nolente a certe cose ci fai l'"abitudine".
Forse in questo momento rincorrendo un riposizionamento del nostro rapporto io mi sto perdendo... ma è davvero un male per me perdere la mia "individualità"?
Ho avuto 28 anni (e Paolo 35) per comprendere perfettamente quali sono i miei bisogni senza l'Altro. Li conosciamo fin troppo bene.
Rinunciando al nostro contatto, lui sentirebbe la mia mancanza?
Probabilmente si... per un pò.
Poi recuperebbe schemi già collaudati in 35 anni di vita da single. E andrebbe avanti.
Io probabilmente farei lo stesso. Anzi la mia più grande paura viene proprio da me stesso, dal timore che ho di poter chiudere le porte per sempre a Paolo una volta presa la decisione di allontanarsi.
Questo basta per dire che allora il nostro legame non era poi così importante?
Non credo. Non in questo caso.
A chi ha vissuto una relazione dietro l'altra dall'età di 16 anni, direi "riconciliati con te stesso e capisci chi sei tu senza l'altro".
Per noi forse la strada è diversa, perchè diverse sono le premesse.
Forse vivere insieme all'altro, forzandosi a non recuperare vecchi equilibri creati in solitudine, ci permette di imparare cose nuove su noi stessi. A prescindere se questo porterà o meno a tornare insieme.
Perchè in fondo l'importante è imparare sempre nuove cose da quello che ci accade, e crescere.
In un certo senso è come se io e Paolo avessimo costruito un laboratorio protetto dove poterci sperimentare nella relazione con l'Altro, a tutti i livelli, mettendo alla prova la nostra paura del legame e quella dell'abbandono, conoscendo dolore e gioia.
Sento che questo percorso non si è ancora concluso, ma so che posso sbagliarmi.
Rispondendo anche a Manu, capisco ciò che provi, ma è anche vero che solo grazie al modo contorto in cui è fatto Paolo abbiamo potuto fare quel percorso di cui sopra.
Amo la semplicità in te, ma non riesco ad immaginarmela come qualità del mio ragazzo.

Non stare male per me, piccola.
Ho scelto io questa strada, perchè so di avere la forza per percorrerla e perchè credo mi abbia insegnato tanto.
Ma, fidati, appena sentirò di stare veramente male, allora cambierò le mie scelte.

Me lo dissi 10 anni fa in un momento di vera infelicità e lo ripeto a te adesso.
Non permetterò mai a nessuno (Paolo compreso) di rendermi infelice.
Credimi.
Ti voglio bene anche io tanto.
E scusami per le scelte che faccio che ti fanno stare in pensiero.

mareintempesta ha detto...

Ok è ufficiale... avevo scelto di non commentare perchè era difficile trovare le parole giuste...
ora piango (bastardi, mi avete commosso!) ed è ancora più difficile commentare.
ma siccome sono testa di cazzo commento lo stesso.
Sottoscrivo in pieno le parole di mary, mel e manu ma... incredibilmente anche quelle di icaro.
Paradossale? O sembro troppo un esponente del PD?
No...
è che in questioni di cuore non ci sono punti di vista giusti o sbagliati...
o meglio, possono esserci due punti di vista: quello interno e quello esterno.
coincideranno mai? dubito.
dall'esterno sarà sempre difficile se non impossibile cogliere le sfumature.
dall'interno sarà impossibile essere obiettivi.
Ale, tu hai fatto la tua scelta.
Controversa, dolorosa.
Ma è la tua.
E chi ti vuole bene non può fare altro che starti accanto.
Soffrendo, spesso, perchè ti vede succube non tanto di una persona (nessun giudizio è mai stato dato su Paolo che sono sicuro tutti consideriamo una persona bellissima) ma di una situazione, di un rapporto.
Quindi, come dici giustamente tu, le colpe vanno divise equamente.
A noi, però, lasciaci tifare per te...
Sei tu la nostra nazionale, la nostra squadra del cuore.
Lo so che il vostro non è uno scontro ma un incontro... ma se un giorno dovesse diventare qualcosa del tipo "ne resterà soltanto uno" lasciaci sperare che l'higlander sia tu.
Ti voglio bene

Melina ha detto...

Mi sento troppo inquadrata nei miei schemi forse... Anche io come Manu, proprio non capisco.
Ma x fortuna non spetta a me capire, tanto più che neanche conosco Paolo...
L'importante è che tu hai le tue consapevolezze e che sei sempre te stesso.
Vorrei sapere che sei felice, e non che non sei ancora completamente infelice, tutto qui.
Un bacio

Icaro ha detto...

Grazie, Michele.
Davvero.
Al momento mi sembre impossibile immaginare un tempo in cui io sarò felice sapendo che Paolo sta male. Voglio pensare che riusciremo a "sopravvivere" entrambi, insieme o separati.
Ma sapere che ci sarà sempre qualcuno che "tiferà" per me mi fa sentire... protetto.

Grazie anche a te, Mel.
Ci sarà anche il tempo per essere felici, come già c'è stato.
Te lo prometto.
Ma non adesso.
Bisogna saper accettare con serenità i "tempi della vita", quelli belli e quelli no.
Non si può essere felici sempre.
La vita sarebbe una gran noia.
Vivo la vita come fosse un bel romanzo (non è un caso se ho scelto una scuola di specializzazione che come metodo di cura principale utilizza la rinarrazione delle storie del paziente).
Chi leggerebbe mai un libro dove tutto va sempre bene e i personaggi non devono affrontare ostacoli e dolori?