31 dicembre 2005

"Il peggior compagno di viaggio!!!... e intanto la sera prepara qualche sorpresa..." (Secondo giorno)

Frankfurt am Main 31/12/05
Qualche semplice consiglio.
Non viaggiare mai insieme a chi pur essendo all'estero, crede ancora di trovarsi nel proprio piccolo mondo limitato, fatto di abitudini consolidate e rigide.
Non trovarsi mai in camera con chi non riesce a dormire se non ha le proprie lenzuola e il proprio cuscino, con chi si sveglia ad ogni minimo rumore, con chi non prende sonno se entra anche solo un filo di luce in camera.
Non viaggiare con chi si lamenta ogni volta che deve ricordarsi di chiedere un espresso e non semplicemente "un caffè", se non vuole ritrovarsi con in mano un bicchierone di brodaglia nera all'americana.
Non andare all'estero con chi preferisce spendere 100 euro in vestiti, facilmente reperibili anche in Italia, piuttosto che spenderne 7 per entrare in una disco per l'ultimo dell'anno.
Non passare il capodanno insieme a chi trovandosi a Francoforte cerca invano di convircerti ad aspettare la mezzanotte chiusi in camera d'albergo con la tv sintonizzata sul corrispettivo tedesco di Maurizio Costanzo, e poi cantare "pepeperepepe!" facendo il trenino in cinque!
Non trascorrere l'ultima notte dell'anno con chi continua a ripeterti che lui ha sonno e che QUINDI tutti dobbiamo tornare in albergo per le 2 e mezzo al massimo.
Non trascorrere una vacanza a Francoforte con chi ha deciso in partenza che tutti i tedeschi sono stronzi e che la Germani fa schifo, e sfrutta ogni occasione per ribadire il concetto.
Insomma non partire mai con il Figlio del Fastidio!!!
La giornata passa lenta.
In giro per negozi a fare shopping, fermandoci tre ore ad ogni centro commerciale.
Io e il mio amico a guardarci intorno, aspettando gli altri chiusi nei camerini.
Ma quello è anche il momento del dono.
Una commessa mi regala il maialino portafortuna, e sarà lui la mia buona stella.
La sera usciamo dall'albergo in cerca di un locale dove cenare, a dispetto di Fastidio che continua ad insistere per la serata casalinga.
A Francoforte per Capodanno tutti i ristoranti restano chiusi.
Vaghiamo nella notte, sperando di non doverci ridurre a fare il "cenone" al Mc Donalds.
Per strada raccattiamo una coppietta di Bergamo e 3 zitelle sarde pazze di 40 anni l'una, accompagnate da nipote diciannovenne. Anche loro in cerca disperata di un locale.
La mezzanotte più assurda della mia vita.
Lo spumante che, stanco di attendere, esplode sparando il tappo a mezzanotte meno cinque.
Così decide che per noi il 2006 sarà più lungo di 5 minuti.
Chiusi in una piccola osteria, brindo il mio 2006 insieme ai miei amici e ad altre 6 persone che non rivedrò mai più in vita mia!
Poi naturalmente ci sono i botti, le luci, le urla.
Ci sono le strade piene di gente.
E Fastidio che si lamenta perchè lui non sopporta l'inquinamento acustico!
Ed infine la discoteca.
Gli sguardi, le luci, il calore, il contatto.
In poche ore almeno cinque ragazzi mi si sono avvicinati.
O in Germania io magicamente divento più affascinante, o (cosa più probabile) sono gli italiani a tirarsela troppo, o comunque ad avere molte più difficoltà nel rapportarsi all'altro.
Quando il capodanno ormai scivola via, mentre già mi muovo esausto verso il guardaroba, ecco che il maialino decide di metterci lo zampino.
All'inizio è solo uno sguardo. Veloce.
Lui è troppo bello, di una bellezza strana, quasi pericolosa.
Siamo in fila per il guardaroba.
Io sto andando via. Lui è appena arrivato.
Lui è davanti a me. Guardo le sue spalle da dietro. Siamo così vicini che vorrei toccarlo.
Si volta e torna a fissarmi, con uno sguardio serio, senza pudore nè timidezza.
Mi attrae da impazzire, eppure allo stesso tempo mi spaventa.
E non riesco a credere che un ragazzo talmente bello stia fissando proprio me.
Eppure la sua mano che mi accarezza veloce la gamba non lascia molto adito a dubbi di sorta, anche con tutta la scarsa autostima che posso avere di me.
Lui deposita il suo giubbotto e rimane lì, mentre io aspetto il mio.
Mi guarda serio, ancora, con quei suoi occhi dal colore indefinito.
Io sorrido da lontano.
Un pò perchè l'imbarazzo è tanto. Un pò per spezzare quella sua maschera seduttiva.
La seduzione è un gioco, e lui sa bene come giocare, ma alla lunga il gioco assomiglia troppo ad una finzione.
Ma alla fine vinco io.
Lui si arrende e mi regala un mezzo sorriso imbarazzato.
Sono il solito ladro di sorrisi.
Quel sorriso lo rende più umano, perchè lascia trasparire il suo imbarazzo, spezzando quell'immagine da "duro".
Lui entra nel locale. Io esco fuori.
Il freddo gelido di Francoforte sulla pelle ancora calda mi riporta con forza fuori da quell'istante di paradiso.
Mentre siamo in taxi verso l'albergo maledico la Vita per avermi giocato quel tiro mancino, per avermi fatto incontrare troppo tardi quell'angelo incarnato.
La Vita mi fissa con un ghigno stampato in volto, ma non dice nulla.
Avrei dovuto immaginare che si preparava a prendersi gioco di me e di tutti i miei vaneggiamenti!

30 dicembre 2005

"Io... che provengo da un altro pianeta" (Primo giorno)

Frankfurt am Main 30/12/05


Sono alla finestra della camera dell'albergo al quarto piano.
E' una finestra grande con un ampio davanzale.
Seduto lì posso guardare il mondo che scorre sotto, le luci provocanti dei mille night club e sexy shop che circondano il nostro hotel, gli spacciatori che avvicinano gli incauti passanti, i vecchiacci a zonzo in cerca di un pò di sesso clandestino (ma dove siamo finiti!?!?!?!), .
Penso che è bellissimo.
Potrei stare seduto sul quel davanzale per ore.
Ma sento lontane le voci alterate dei miei amici.
Sono arrabbiati. Non c'è il frigobar, nè la televisione. Eppure su internet diceva così.
Sto per intervenire, facendo notare che però su internet non parlava neanche di quella meravigliosa finestra.
Resto in silenzio. Non credo avrebbero capito.
Li lascio andare a litigare con il tipo dell'hotel per farci cambiare stanza, e nel frattempo sospetto di provenire da un altro pianeta, o di essere rimasto bambino mentre tutti gli altri crescevano.
Come mai nessuno ha notato quella meravigliosa finestra spalancata su una innevata e romanticissima Francoforte? Come mai hanno subito avvertito la mancanza di una tv, se poi sapevano che non l'avremmo mai usata?
Ci hanno cambiata stanza. I miei amici erano fieri della loro vittoria.
La nuova camera è più spaziosa e piena di piccole ed inutili comodità.
Ovviamente non ha finestre.

A Francoforte siamo io, il mio amico, il figlio del fastidio (per brevità semplicemente Fastidio), lo sfigato e il polacco. Insieme a noi anche la Vita, pronta già a farsi beffe di me, e il maialino portafortuna.

Il tipo della reception è un grassone siciliano di circa 65 anni.
Da 40 anni vive in Germania.
Era arrivato a Francoforte con 5 milioni di lire in tasca. Voleva rimanere lì un paio di mesi per imparare la lingua e poi tornare in Italia per sfruttare questa nuova conoscenza.
Ma a Francoforte il sesso è stato la sua rovina, la sua croce e la sua delizia.
Ha speso tutti i suoi soldi per pagare "le più belle puttane di tutto il mondo".
Ha speso tutti i suoi soldi nei "più meravigliosi bocchini della storia".
E ancora adesso non riesce neanche a farsi un viaggetto in Italia, perchè appena mette 50 euro da parte... beh... sa già dove andarli a spendere!
Ah! Ormoni!
"Perchè ormai sono vecchio e non mi funziona più nulla. Solo una cosa continua a funzionare come sempre, e si trova in mezzo alle mie gambe!"
Eh, già! Ormoni!

La neve congela i nostri ardori e placa i nostri desideri.
Il freddo intimidisce la nostra temerarietà.
Così nonostante i mille programmi immaginati, la prima notte a Francoforte la passiamo dormendo.

Ma la neve già smette di cadere.
Il nuovo giorno ci darà occasione di vivere e sperimentare.

27 dicembre 2005

Un Natale... approssimativo!

Natale.
Lontano dalla Sicilia.
Lontano dagli amici, dalle partite di Tabù, dalla cena a casa dei nonni.
Lontano dal muretto del Cremino, dalle abitudine consolidate, dalle solite cose.

Natale.
Regali comprati all'ultimo momento.
Pacchetti confezionati in fretta.
Albero alto circa 30 centimetri.
Presepe grande poco più di una mela.

Comunque Natale.
Perchè ero con la mia famiglia.
Perchè ho riso, cantato e ballato come uno scemo.
Perchè l'affetto non si misura con il tempo che trascorri insieme, ma da cosa provi mentre lo fai.

Quindi Natale approssimativo, si, ma sempre Natale.
Un meraviglioso Natale.
Grazie.

Trovo fuori luogo pregare in un blog, ma se fosse possibile... beh... questa sarebbe la mia preghiera.

24 dicembre 2005

Buon Natale!!!!!

22 dicembre 2005

Ladro di sorrisi

Lo so.
Dovrei ragionare sul messaggio del ragazzo di Fognano.
L'ho riletto un paio di volte in questi giorni, eppure ho una sorta di rifiuto a riflettere troppo sulle sue parole e su quello che significano adesso per me. Eppure so che lo farò. Prima o poi.
E' un compito rimandato.

Questa sera ho aperto il messanger sperando di trovare il mio piccolo pensiero felice, anche se so che a quell'ora lui non c'è mai.
Non c'era infatti.
C'era il francese.
Non l'ho contattato. Temo sempre di essere invadente con lui. Non so perchè.
Forse perchè è così bello, ed io non mi sento all'altezza.
Forse perchè so che mi vuole bene, ma il nostro affetto sarà sempre sbilanciato.

Mi ha contattato lui.
Abbiamo parlato un pò.
Mi ha chiesto ancora una volta di andare a trovarlo a Parigi.
Ho tanta voglia di poterlo riabbracciare. Eppure non vado.
Ho visto che aveva la webcam inserita e ho schiacciato il pulsante di richiesta, fingendo poi di averlo fatto per sbaglio.
Volevo vedere il suo sorriso.
L'ho fatto ridere. L'ho visto ridere.
Mi sentivo un pò un ladro.

Lui è stata la prima emozione di Bologna.
Lui è stato il primo ragazzo con cui ho fatto sesso.
Lui è stato il primo ragazzo gay di cui mi sono innamorato.
E forse una parte di me lo amerà per sempre, in un certo qual modo.

Quanti modi esistono per amare?
Non riesco a comprendere se sono io ad essere una persona particolarmente volubile, o se è possibile che le emozioni che qualcuno ti permette di provare non cancellino all'improvviso tutto ciò che hai provato per chi ha già incrociato il tuo cammino.

Di certo avrei voluto che le cose fra me e il francese fossero andate in maniera diversa, ma ci sono momenti che hanno segnato il nostro incontro che non potrò dimenticare.
Come si può dimenticare quella domenica pomeriggio al cinema?
Io da solo. Lui da solo. Ed uno sguardo.
Come fare a dimenticare l'incredulità nell'accorgersi che un ragazzo tanto bello volesse conoscere proprio me all'uscita di quel cinema?

L'ho amato.
Ho sofferto per lui.
Ho scelto di lottare affinchè rimanesse nella mia vita, nonostante i miei sentimenti.
E così è stato.
Ma non è stato facile.

Adesso mi tocca rifarlo con lui, il ragazzo di Fognano.

Non sono capace di dire addio.
Non sono capace di scrivere... FINE

Così continuo...

19 dicembre 2005

Piccolo Pensiero Felice

Ieri sera ho mangiato una pizza a casa di amici.
Abbiamo visto insieme un vecchio film a spezzoni.
Ho riso. Mi sono divertito.

Poi siamo andati a ballare al Capital Town fino alle tre di notte.
E lì c'era il pazzo di Ferrara.
Ho passato quasi tutta la sera con lui.
Questa volta non c'era imbarazzo nè frustrazione.
Non c'era fastidio, nè aspettative.
Ho passato la sera con lui ed è stato piacevole.
Anche io ero una persona più gradevole.
Il pazzo di Ferrara non è un cattivo ragazzo. Basta essere consapevoli entrambi che (per fortuna!) fra me e lui non ci sarà mai una storia.

Stamattina alle 8 sono andato a lavoro.
E ho riso. Tanto.
Ero scemo, goloso, chiacchierone, buffone.
Ho mangiato tre fette di pandoro!
Mi piace il rapporto che si sta creando poco a poco con i miei colleghi di lavoro.

Ma la verità è che questa allegria me la porto nel cuore, quel cuore che scemo ancora balla.
Ognuno di noi dovrebbe vivere le proprio giornate con un piccolo pensiero felice.
E' strano come ogni situazione si colori di impercettibili nuove sfumature, cambiando, quando ciò succede.
Cosa importa se il pensiero felice potrebbe rivelarsi in futuro solo un'illusione, una scintilla che in fretta si spegne?
Se mi fa sentire in questa maniera con la gente che mi circonda (amici, colleghi, pazzi di Ferrara, etc...) forse vale la pena di essere vissuta comunque. Nel presente.
Il futuro ci prepara a dure prove, lo so. A me, a lui, a tutti in fondo.
Ma è ancora lontano.

Il piccolo pensiero felice mi ha anche impedito di pensare troppo all'attesa.
Non sono arrivato a casa di corsa aprendo il mio pc in fretta per scoprire se lui aveva risposto.
Non ho fissato tutto il giorno quel cellulare in attesa che squillasse.
Eppure inaspettato quel messaggio al cellulare è arrivato questa sera.
Ho letto il messaggio e ho accantonato il pensiero.
Oggi non sono dell'umore adatto per essere malinconico.
Domani con calma rileggerò il messaggio e ne accetterò il prezzo.
Stasera vado a letto presto.

18 dicembre 2005

Da Adesso in Poi...

Fatto.
Mail scritta ed inviata.
Dovere compiuto.
Da adesso in poi in attesa di una sua risposta, che potrebbe non arrivare mai.
Cercherò di non pensarci troppo.
Cercherò di non sobbalzare ad ogni nuovo sms.
Cercherò di non fissare allucinato lo schermo tutte le volte che troverò una nuova mail nella mia casella postale elettronica.
Sarà dura, ma solo all'inizio.

17 dicembre 2005

Il Cuore è scemo!

Questa mattina il mondo era scomparso!
Mi sono affacciato alla finestra, e semplicemente non c'era più.
Il freddo e la nebbia s'era mangiato tutto.
Rimanevamo solo io, mia sorella e casa nostra.
Poi sono uscito fuori, e ho scoperto che il mondo c'era ancora.
La nebbia l'aveva solo celato alla vista.

E' da sabato sera che non esco più.
L'influenza e il freddo mi hanno imprigionato fra le mure di casa da così tanto tempo, che ogni tanto mi chiedo se il Cassero esista ancora.
Avevo una vita sociale un tempo. Si, mi ricordo.... vagamente...

Anche questa sera mi hanno chiesto di uscire.
Ho ricevuto due... anzi tre proposte (una dal Principe Azzurro ovviamente!).
E le ho rifiutate una ad una sistematicamente.
Ho un mal di testa che mi fa vedere le stelle, ma non mi va di prendere altre medicine.
Non mi va di uscire in queste condizioni.

Eppure il cuore è contento.
Lui è scemo, e anche un pò egoista.
Non gliele frega nulla di quanto il mio corpo stia male.
Non ascolta nessuno.
Non sente neanche la saggia voce della memoria, che tenta di ricordargli le delusioni passate.
Il cuore è scemo.
Sembra essersi già scordato i discorsi di pochi giorni fa circa le illusioni che crea conoscere un ragazzo attraverso internet.
Il cuore sa che questa volta è diverso.
Sa che non ci sono masturbazioni mentali che mi impediranno di vivere questa nuova emozione.
Quindi già balla.
Io sorrido.
Il cuore è scemo, ma fa tenerezza.


P.s. Devo ancora scrivere la mail a lui. Ho deciso che lo farò domani, sperando di avere finalmente la mente libera dall'ottundimento causato dall'influenza.

14 dicembre 2005

Tre Puntini di Reticenza...

"Ho pensato e ripensato alla tua testimonianza del T group al Cassero. E mi sono sentito importante per qualcuno, capace di capire e smuovere l'altro. Grazie per i tuoi messaggi, perchè mi hai fatto bene. Scusa per il ritardo con cui ti ho scritto questo mex ma ho avuto bisogno di un pò di tempo... A presto. Riky"

Questo il messaggio completo.
Queste tutte le sue ultime parole.

"Ma, cosa più importante di tutte, ho scoperto che è lecito anche chiedere un abbraccio quando il dolore e la solitudine non sentono parole.
Ringrazio ancora chi quell’abbraccio mi ha donato."

Questa la mia testimonianza del T group nel giornale del Cassero, almeno questa è la parte che riguarda lui, e che finalmente ha capito essere dedicata a lui.
Lui è l'ultima persona ad aver letto il mio intervento.
Ed io che la scrissi allora in buona parte proprio perchè fosse lui a leggerla.
Il 26 Novembre lui non l'aveva ancora letto.

"Parole che erano per lui. Parole che non ha mai letto. Parole che forse leggerà stanotte.
Ma è troppo tardi. Ormai."

Scrissi questo quella notte del 26 Novembre.
Lui infine ha letto quelle parole.
E ha impiegato due settimane e mezzo a pensare e a ripensare.

"E mi sono sentito importante per qualcuno, capace di capire e smuovere l'altro."

E si è sentito importante per me, capace di capirmi e di smuovermi.
Eppure sceglie di perdermi.

"Grazie per i tuoi messaggi, perchè mi hai fatto bene."

Qua mi perdo io.
Di che messaggi sta parlando? Parla ancora di ciò che ho scritto sul Cassero (ma perchè chiamare ciò che ho scritto "messaggi"?), oppure...

"Lui non ha risposto neanche al mio secondo messaggio.
Non ne capisco il motivo. Vorrei chiudere questo assurdo capitolo della mia vita sentimentale iniziato qualche settimana fa a Fognano, ma non riesco a dargli un senso.
Perchè non ha risposto? Mi bastava anche solo un banalissimo "No, mi spiace, questo weekend non riesco proprio a venire a Bologna. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, R.".
Ma come interpretare invece questo insensato silenzio?"

Ovviamente no.
Non può riferirsi di certo ai due sms che gli mandai a fine Ottobre, quelli ai quali lui non ha mai risposto. Come gli avrebbero potuto "fare bene"?
Si, probabile si riferisca sempre a ciò che ho scritto sul giornale del Cassero.
In un mondo o nell'altro gli ho fatto bene.
E questo comunque riesce ad equilibrare in parte il senso di questo capitolo della mia vita.
Mi fa bene.

"Scusa per il ritardo con cui ti ho scritto questo mex ma ho avuto bisogno di un pò di tempo..."

E tre piccoli insignificanti puntini di reticenza in realtà racchiudono tutte le verità celate di questa storia. A ragionarci sta tutto lì, in quella "sospensione".
Ha avuto bisogno di tempo. Ha pensato e ripensato.
Poi ha scritto un sms di poche righe.
Ed infine ha completato la sua bella frase con tre punti di reticenza e LI' ha nascosto tutta la verità.

Reticenza: "l'essere reticente; il tacere ciò che si sa e che si dovrebbe dire"

E adesso tocca a me la prossima mossa.
Scegliere di rispondere con un sms di belle parole (so essere bravo con le parole) oppure scegliere di essere VERO.
Adesso è tardi.
Dormo già per un occhio.
E questa sera è già piena di altre emozioni (forse una nuova illusione armata di una coperta sporca).

Domani scriverò una mail al mio lui in grasseto.
Anzi scrivero LA mail al mio lui in grassetto.

"Volevo scrivere una lettera per porre fine ad ogni cosa, una lettera che voleva chiarire, ma in realtà serviva per cancellare, per rendere ogni cosa bianca, assente, trasparente."

Scrissi questo subito dopo Fognano, il 28 di Ottobre.
Adesso scriverò quella stessa mail che allora non scrissi (ma che è stampata a fuoco nei miei ricordi), ma il suo scopo sarà diverso.
Quante persone veramente in grado di capirti si possono incontrare nella vita?
Io pretendo che lui resti nella mia vita, in un modo o in un altro.
Non chiedo che lui si innamori di me, che lasci il suo ragazzo e che mi venga a prendere sotto casa con il suo bel cavallo bianco.
Solo che la vita non può averci fatto incrociare le nostre vite in quell'attimo di tempo che è stato Fognano, e poi fingere che non sia mai successo.
O se le cose devono andare così, se io sono destinato a "perderlo", beh... che esca dalla mia vita in grande stile con tanto di colonna sonora e titoli di coda, e non con quel banale ed insensato silenzio.
Domani scrivo LA lettera, forse l'ultima, al mio lui in grassetto.

Messaggio respinto!!!

Mannaggia a me e alla mia fissa di conservare tutti gli sms del mio cellulare, anche quelli più inutili! Mi fracasserei la testa contro il muro per la mia idiozia!

Accendo il dannato telefonino alle 12:30 (sveglia tardi. Faccio ancora il malato).
Mi arrivano trenta sms tutti insieme. E che è? Sono diventato importante tutto d'un botto?!
Il primo messaggio è un avviso di chiamata da parte del Principe (mi ha chiamato alle 10:30).
Il secondo messaggio inizia così: "Ho pensato e ri pensato alla tua testimonianza del T group...".
Mi blocco.
Ero partito a leggere con l'idea che fosse uno dei tremila messaggini che in sto periodo di convalescenza mi ha inviato il Principe del tipo "Come va, cucciolo? Vorrei essere lì con te a curarti!", o qualche altra smielata del genere che solo l'illusione da chat può creare (ma questo è un altro discorso).
Scorro il messaggio fino alla fine senza leggerlo per vedere chi lo manda, e nel frattempo il cellulare suona ancora dicendomi "MESSAGGIO RESPINTO! MEMORIA PIENA!".
Arrivo alla fine del messaggio.
Il mittente è lui, il ragazzo conosciuto a Fognano.
Il cuore batte.
Torno a rileggere il messaggio, ma un'altra volta il trillo e ancora "MESSAGGIO RESPINTO! MEMORIA PIENA!".
Ignoro il problema e leggo.

"Ho pensato e ripensato alla tua testimonianza del T group al Cassero. E mi sono sentito importante per qualcuno, capace di capire e smuovere l'altro. Gr"

Cazzo!
Il messaggio si interrompe a metà! L'altra metà del messaggio è stata respinta.
Immediatamente cancello qualche messaggio inutile (tipo TUTTI quelli del Principe), e aspetto.
Dopo un pò un trillo.
Un nuovo messaggio.

"Un pensiero mattutino per il mio malato preferito! Come stai, caro?"

A stento trattengo il vomito a causa dell'eccesso di saccarosio nel messaggio. E' il Principe che colpisce ancora!
Cazzo, no! Non è questo il messaggio che aspettavo. Lo cancello senza neanche ipotizzare una risposta (insensibile e bastardo? A volte).
Aspetto.
Aspetto ancora.
Mi arriva uno squillo.
Uno dei miei amici di Liberamente che vuole essere richiamato. Ma non posso adesso. Lo richiamo più tardi.
Aspetto.
Squilla il telefono.
E' diavoletto.
Facciamo due chiacchiere, ma io sono distratto (mi spiace. FORGIVE ME!).
Fisso quel dannato cellulare.
Ad un certo punto della telefonata con diavoletto comincio a sentire un'interferenza.
Trattengo il respiro.
Il cellulare suona, ma nel modo sbagliato.
E' uno squillo. E' il Principe che aspetta una mia risposta.
A questo punto rileggo il messaggio.
Mi sorge un dubbio.
E se non fosse un messaggio a metà? E se quel "Gr" alla fine fosse un grazie accorciato perchè aveva finito i caratteri del messaggio?
E adesso? Come fare a togliermi questo dubbio?
Aspè! Adesso che ci penso. Dovrei anche rispondere!
Lui mi ha mandato il messaggio alle (aspè che guardo) 7:22 del mattino. Bizzarro orario per scrivere un sms del genere.
Si aspetterà una risposta.
Ciò significa che devo anche riflettere sul contenuto del messaggio.
Non ce la posso fare.
Adesso stacco e mi riprendo. Poi scrivo di nuovo.

13 dicembre 2005

38 Gradi

E' da tanto che non scrivo.
E' da troppo che non scrivo.
Scrivo adesso che ho la mente confusa da 38 gradi di febbre.

Tre giorni che sto chiuso in casa.
Unico contato con il mondo esterno questo computer legato ad un filo grigio.

Ho conosciuto un paio di ragazzi in chat.
Uno di questi mi fa uno squillo ogni trenta minuti, vorrebbe venire a casa per prendersi cura di me, per curarmi.
E neanche mi conosce.
Mi ha detto che sono volubile, insicuro, materiale, immaturo.
E neanche mi conosce.
Io penso che lui sia troppo appiccicoso, tendente all'idealizzazione.
E neanche lo conosco.
Penso che si sia fatto un'idea eccessivamente positiva di me, ed ogni mio difetto è un insulto all'immagine perfetta che ha di me.
Eppure non lo conosco.

Vorrei innamorarmi.
Lo so. E' banale e scontata come frase. Suona vuota e priva di significato, tante sono le volte che è stata ripetuta nei secoli dei secoli.
Eppure è vera.

Sono stanco di internet, eppure continuo ad usarlo.
Dopo quello che ho provato a Fognano, dopo le emozioni che lui mi ha fatto provare.
E ripensando anche al francese.
Emozioni vere, concrete, che non hanno usato internet come intermediario.
Nessuna illusione. O se illusioni ci sono state, sono quelle della vita di tutti i giorni.
Sono stanco di internet, eppure continuo ad usarlo.

04 dicembre 2005

Del pazzo, dell'asprirante modello e di altre storie

Mi piace quando le serate scivolano via così, piacevoli, divertenti, eccitanti.
Era venerdì sera.
Prima al Casablanca, poi al Black B (deserto!) ed infine al Cassero (serata orsi).
Ero con i soliti amici. Più uno.
Un ragazzino calabro semi-scemo di 21 anni che da grande vuole fare il modello, e per questo motivo era in trasferta per qualche settimana al Nord per fare alcuni provini.
Però oltre che stupido, era anche carino (forse non abbastanza per fare il modello, ma guardarlo era un piacere! Eh eh!), bel fisico, simpatico e con tanta voglia di ballare e sentirsi corteggiato.

Poi al Cassero c'era anche il pazzo di Ferrara.
Mi piace accarezzarlo, stringermi a lui.
E' strano. E' un gioco.
Mi accorgo di non provare nulla per lui. Non c'è emozione. Non c'è sentimento.
In teoria dovrei "lasciar perdere", come mi consigliano tutti.
Ma è solo un gioco. Questa volta almeno è un gioco che non può ferirmi.
Sono single, maturo e abbastanza cosciente delle mie azioni.
Cosa c'è di male a giocare?

C'erano anche i ragazzi di Fognano.
Mi hanno parlato di lui. Ancora.
Ho detto che non ho grande voglia di rivederlo. Ma me ne sono pentito.
Ho mentito.

Uno dei ragazzi di Fognano mi ha chiesto se ci sarò martedì per l'assemblea al Cassero.
E' un ragazzo carino, molto dolce. Ma non ho mai pensato a lui in quel senso.
Però... chi lo sa...
Martedì vado all'assemblea al Cassero.