"Ho pensato e ripensato alla tua testimonianza del T group al Cassero. E mi sono sentito importante per qualcuno, capace di capire e smuovere l'altro. Grazie per i tuoi messaggi, perchè mi hai fatto bene. Scusa per il ritardo con cui ti ho scritto questo mex ma ho avuto bisogno di un pò di tempo... A presto. Riky"
Questo il messaggio completo.
Queste tutte le sue ultime parole.
"Ma, cosa più importante di tutte, ho scoperto che è lecito anche chiedere un abbraccio quando il dolore e la solitudine non sentono parole.
Ringrazio ancora chi quell’abbraccio mi ha donato."
Questa la mia testimonianza del T group nel giornale del Cassero, almeno questa è la parte che riguarda lui, e che finalmente ha capito essere dedicata a lui.
Lui è l'ultima persona ad aver letto il mio intervento.
Ed io che la scrissi allora in buona parte proprio perchè fosse lui a leggerla.
Il 26 Novembre lui non l'aveva ancora letto.
"Parole che erano per lui. Parole che non ha mai letto. Parole che forse leggerà stanotte.
Ma è troppo tardi. Ormai."
Scrissi questo quella notte del 26 Novembre.
Lui infine ha letto quelle parole.
E ha impiegato due settimane e mezzo a pensare e a ripensare.
"E mi sono sentito importante per qualcuno, capace di capire e smuovere l'altro."
E si è sentito importante per me, capace di capirmi e di smuovermi.
Eppure sceglie di perdermi.
"Grazie per i tuoi messaggi, perchè mi hai fatto bene."
Qua mi perdo io.
Di che messaggi sta parlando? Parla ancora di ciò che ho scritto sul Cassero (ma perchè chiamare ciò che ho scritto "messaggi"?), oppure...
"Lui non ha risposto neanche al mio secondo messaggio.
Non ne capisco il motivo. Vorrei chiudere questo assurdo capitolo della mia vita sentimentale iniziato qualche settimana fa a Fognano, ma non riesco a dargli un senso.
Perchè non ha risposto? Mi bastava anche solo un banalissimo "No, mi spiace, questo weekend non riesco proprio a venire a Bologna. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, R.".
Ma come interpretare invece questo insensato silenzio?"
Ovviamente no.
Non può riferirsi di certo ai due sms che gli mandai a fine Ottobre, quelli ai quali lui non ha mai risposto. Come gli avrebbero potuto "fare bene"?
Si, probabile si riferisca sempre a ciò che ho scritto sul giornale del Cassero.
In un mondo o nell'altro gli ho fatto bene.
E questo comunque riesce ad equilibrare in parte il senso di questo capitolo della mia vita.
Mi fa bene.
"Scusa per il ritardo con cui ti ho scritto questo mex ma ho avuto bisogno di un pò di tempo..."
E tre piccoli insignificanti puntini di reticenza in realtà racchiudono tutte le verità celate di questa storia. A ragionarci sta tutto lì, in quella "sospensione".
Ha avuto bisogno di tempo. Ha pensato e ripensato.
Poi ha scritto un sms di poche righe.
Ed infine ha completato la sua bella frase con tre punti di reticenza e LI' ha nascosto tutta la verità.
Reticenza: "l'essere reticente; il tacere ciò che si sa e che si dovrebbe dire"
E adesso tocca a me la prossima mossa.
Scegliere di rispondere con un sms di belle parole (so essere bravo con le parole) oppure scegliere di essere VERO.
Adesso è tardi.
Dormo già per un occhio.
E questa sera è già piena di altre emozioni (forse una nuova illusione armata di una coperta sporca).
Domani scriverò una mail al mio lui in grasseto.
Anzi scrivero LA mail al mio lui in grassetto.
"Volevo scrivere una lettera per porre fine ad ogni cosa, una lettera che voleva chiarire, ma in realtà serviva per cancellare, per rendere ogni cosa bianca, assente, trasparente."
Scrissi questo subito dopo Fognano, il 28 di Ottobre.
Adesso scriverò quella stessa mail che allora non scrissi (ma che è stampata a fuoco nei miei ricordi), ma il suo scopo sarà diverso.
Quante persone veramente in grado di capirti si possono incontrare nella vita?
Io pretendo che lui resti nella mia vita, in un modo o in un altro.
Non chiedo che lui si innamori di me, che lasci il suo ragazzo e che mi venga a prendere sotto casa con il suo bel cavallo bianco.
Solo che la vita non può averci fatto incrociare le nostre vite in quell'attimo di tempo che è stato Fognano, e poi fingere che non sia mai successo.
O se le cose devono andare così, se io sono destinato a "perderlo", beh... che esca dalla mia vita in grande stile con tanto di colonna sonora e titoli di coda, e non con quel banale ed insensato silenzio.
Domani scrivo LA lettera, forse l'ultima, al mio lui in grassetto.
14 dicembre 2005
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3 commenti:
. . .
vola basso, icaro
:p
Bisogna sempre scegliere di correre il rischio di volare vicini al sole, Puta, altrimenti sarebbe come non aver mai vissuto.
Ma... tu chi diamine sei? Ci conosciamo?
Diavoletto... :-)
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