18 agosto 2006

Poco Più di 24 Ore

Così mi ritrovo qui.
Dopo che i famosi 40 giorni sono trascorsi.
Fra poco più di 24 ore rivedrò Paolo.

Ho scritto poco sul blog in questo mese e mezzo, come se temessi che ogni parola sarebbe stata destinata a questo distacco. Anche se so che la mia vita, le mie emozioni non sono solo LUI.

Ho fatto cose in questo mese e mezzo.
Ho detto parole, ho incontrato persone, ho pensato pensieri.
E Paolo era sempre sullo sfondo.

Ho fatto sesso con lui in sogno molte volte, ma lui aveva sempre facce diverse.
Non trovo il suo volto nei miei sogni. E le foto non aiutano il ricordo.

Rammento ancora un tempo dove Paolo era la mia quotidianeità.
Era le mie serate al cinema, era il corpo caldo accanto a me mentre dormo, era la telefonata quotidiana.
Quaranta giorni sono troppi. Sopratutto se neanche la sua voce mi è concessa.

"Temo di non riconoscerti all'aeroporto!" ha detto lui scherzando.
Ma è la verità.

Paolo è il mio ragazzo, ma quello che ho provato per lui in questo tempo distante è reale o solo conseguenza della distanza?
A volte mi si stringe il cuore se penso a lui ed emergono folli fantasie di raggiungiurgelo ovunque egli sia.

Stiamo insieme da 5 mesi, ma due li abbiamo passati distanti.
Non voglio più sperimentare questa assenza.

Anche sua madre è preoccupata al pensiero che per tanti giorni neanche ci siamo sentiti.
"Ma state ancora insieme?" gli ha chiesto in ansia.
E lui si è arrabbiato a questa domanda, come a difendere la realtà di questa "storia".

Ha fatto capolino nella mia vita ancora una volta il ragazzo francese, come se avesse la consapole volontà di crearmi confusione con le sue parole.
"Ho provato gelosia quando ti ho visto insieme a Paolo qualche mese fa."
Adesso è lui ad essere geloso di me, a dirmi che mi considera un suo ex ragazzo.
E, DANNAZIONE!, questa cosa dopo due anni non riesce ancora a lasciarmi indifferente.

So che quello che provo verso Paolo non è minimanente paragonabile alla storiella con il francese, ma ogni emozione che ancora sopravvive mi sembra quasi un piccolo tradimento al mio ragazzo.

So che è normale. So che il cuore non si spegne a comando e che le emozioni si vivono contemporanemente e non una per volta.
Ma una parte di me resterà adolescente per sempre, rinnegando ostinatamente le sfumature della vita.

Ho solo voglia di rivedere Paolo, di sentire le sue braccia, di toccare la sua pelle, per testare la sua concretezza.
Per dirlo con parole del mio "guru" Tiziano Ferro;
"Non basta più il ricordo, Ora voglio il tuo ritorno... "

Dopo potrò pensare al mio futuro, alle scelte per il mio lavoro, alla casa, ai miei nonni che invecchiano e non so come aiutare, agli amici distanti e a tutto il resto.
Dopo 40 lunghi giorni di attesa PRETENDO una settimana da sogno.

06 agosto 2006

Colorando la mia Vita

Ieri sera mi vestivo per uscire con mia sorella e le sue amiche, e mi ha colto un bizzarro pensiero.
Quando ero adolescente (che brutto usare il passato! Io sarò adolescente A VITA!!!), avevo la tendenza a vestirmi con colori smorti (marrone, blu scuro, nero, ecc…).
Poi crescendo (evolvendo) ho deciso di cambiare “look” e nel tempo ho cominciato via via ad indossare colori sempre più sgargianti, arrivando anche al giallo shocking (che tanto ama una certa mia collega croata, vero?).
Ieri sera mi vestivo, e mi è tornata in mente una frase di Paolo riguardo la mia biancheria intima.
Mi sono reso conto che porto SEMPRE calzini e mutande nere o al massimo grigie.
E’ strano.
Ho cambiato le mie apparenze (da ragazzo cupo e perennemente depresso al ragazzo che sorride sempre), ma mi chiedo quanto io sia cambiato nell’ “intimo”, nel profondo.
Ieri sera sono uscito con le amiche di mia sorella, e mi chiedevo come mai TUTTI in quel gruppo sanno di “me”, mentre nella MIA comitiva ancora una larga parte ne è all’oscuro.
E’ un paradosso.
Lo sanno tutti gli amici di mia sorella, lo sanno le mie coinquiline, lo sanno i miei colleghi di lavoro e tutti i nuovi amici che mi sono fatto a Bologna. Eppure non tutti nella mia comitiva di una vita lo sanno ancora.
Da quando sono a Caltanissetta mi sento un po’ asociale, ma so cosa è in realtà. Non ho più la pazienza che avevo un tempo. Non riesco più a passare un’intera serata con persone che non sanno della mia omosessualità.
Non che io ci tenga alla pubblicità, ma mi rendo conto che basta una mezza frase di un amico del mio migliore amico riguardo ai “froci” per farmi sentire a disagio, con il desiderio di essere altrove.
Perché la STESSA frase detta da chi sa ha un suono diverso da quella pronunciata da chi non sa.
Così per assurdo è stato piacevole sentire qualche settimana fa il neo sposo che mi dice: “Tu che sei pettegolo e per giunta una checca, riferiscici tutte le opinioni sul nostro matrimonio che hai carpito durante la cerimonia!”.
Ho cambiato i miei vestiti, insomma. Ho cambiato la mia vita.
Ma quando riuscirò DAVVERO a cambiare me stesso
?

05 agosto 2006

Ancora Parole non mie...

...che risuonano nella mente. Soprattutto adesso.

"E parlerà il destino e ciò che dice
È che da poco già ti guarda Alice
E forse ti dirà ciò che non sai ancora
E quello che non sa lo imparerà da ora
E parlerà il destino, già lo dice
che basta poco e già sarà felice
e quello che tu non le hai detto già risuona
nel suo futuro perché non è tempo ancora
nessuno è solo finchè di notte
anche lontano ha chi non dorme
per pensare a lui...e penserai a lei ancora
rimani e pensa a questa notte
a quelle cose dette e fatte
a tutto il tempo ancora senza rimpianti
che avrai davanti insieme a lei
e forse non sarà come credevi
perché sarà anche meglio di ciò che speravi
e te ne accorgerai ovunque guarderà
sta già iniziando da stanotte
la vita ora la abbraccia forte
e anche a te perché più la ami
più lei poi... ti amerà...
E parlerà il destino e ciò che dice
È che da poco già ti guarda Alice"
T. Ferro