Quando la vita vera si confonde con la finzione, mettere un confine potrebbe essere la soluzione.
Senza neanche rendermene conto ho fatto affrontare nel gioco al mio angelo uno dei suoi fantasmi.
Cercava nella finzione il modo semplice per cancellare il suo amore infranto.
Ed io, per rispetto al gioco, non ho permesso che ciò accadesse.
La sua ferita non si può cancellare.
Nè nel gioco, nè nella realtà.
Per un attimo ho avuto il "potere" di fargli sfogare la sua rabbia verso chi non lo ama più.
Ma, con il cuore pesante, non l'ho permesso.
Inaspettatamente a fine serata mi ha chiesto di vederci.
Io non so più cosa voglio.
Essere me stesso.
Ho bisogno che lui non dimentichi che mi piace.
Non voglio creare situazioni di amicizie fittizie.
Mi preparo a questa serata.
Spaventato, ma deciso.
28 ottobre 2009
24 ottobre 2009
Indifferente al Suo Dolore
Abbiamo tutti amori passati che ci tormentano.
Ogni tanto mi chiedo se dopo il Primo Amore si riesca veramente ad amare di nuovo.
Proprio quando credo di essere riuscito a rimettermi in piedi dopo il lungo addio con Paolo, scopro che il mio angelo ha il cuore sanguinante.
La prima volta avevo intravisto la ferita.
Ma non avevo capito quanto fosse profonda.
Adesso mi rendo conto che non c'è nuovo amore che possa curare una sofferenza del genere.
Solo il tempo.
Io lo so.
Lo so bene.
Così torno a chiedermi cosa fare.
La scelta che mi viene più naturale è la scelta che feci tante altre volte.
Essere amico, confidente. Essere un appoggio.
E nel frattempo innamorarmi di nascosto.
So che questo mi riesce bene.
Eppure senza che io possa farci nulla, questa volta una parte di me si ribella.
Lo fa con modi sottili, ma a me evidenti.
Non lo lascio parlare troppo del suo amore spezzato.
Lo interrompo spesso con una battuta, interrompendo quel flusso di intimità che si andava creando.
Non è questa la via per potermi fare amare.
E non voglio altro da lui.
Il mio angelo non lo sa ancora.
Lui ha uno sguardo ingenuo quando mi guarda.
Lui non lo sa ancora che sono pronto a escluderlo dalla mia vita.
Non sa ancora che mi sento meglio, ma non ancora guarito.
Non sa che questa volta scelgo me stesso. Non lui.
Ogni tanto mi chiedo se dopo il Primo Amore si riesca veramente ad amare di nuovo.
Proprio quando credo di essere riuscito a rimettermi in piedi dopo il lungo addio con Paolo, scopro che il mio angelo ha il cuore sanguinante.
La prima volta avevo intravisto la ferita.
Ma non avevo capito quanto fosse profonda.
Adesso mi rendo conto che non c'è nuovo amore che possa curare una sofferenza del genere.
Solo il tempo.
Io lo so.
Lo so bene.
Così torno a chiedermi cosa fare.
La scelta che mi viene più naturale è la scelta che feci tante altre volte.
Essere amico, confidente. Essere un appoggio.
E nel frattempo innamorarmi di nascosto.
So che questo mi riesce bene.
Eppure senza che io possa farci nulla, questa volta una parte di me si ribella.
Lo fa con modi sottili, ma a me evidenti.
Non lo lascio parlare troppo del suo amore spezzato.
Lo interrompo spesso con una battuta, interrompendo quel flusso di intimità che si andava creando.
Non è questa la via per potermi fare amare.
E non voglio altro da lui.
Il mio angelo non lo sa ancora.
Lui ha uno sguardo ingenuo quando mi guarda.
Lui non lo sa ancora che sono pronto a escluderlo dalla mia vita.
Non sa ancora che mi sento meglio, ma non ancora guarito.
Non sa che questa volta scelgo me stesso. Non lui.
16 ottobre 2009
Il Senso di un Bacio
Un bacio.
Un bacio è solo un bacio.
A 16 anni è diverso, ma a 32 un bacio è solo un bacio.
O no?
Ho baciato l'angelo a tradimento.
Soli nella mia camera a parlare di Dungeons & Dragons.
La mia mente che pensava cose diverse da quelle che la mia bocca diceva.
Poi lui mi chiede un bicchiere d'acqua.... ed io lo bacio.
Lui fa una faccia buffissima di stupore, ma poi ricambia il bacio.
Ed io sono di nuovo in paradiso.
Rimaniamo così finchè non stacco le mie labbra delle sue.
Restiamo abbracciati, e lui parla.
Sono le parole che generano distanza laddove i nostri corpi creano un legame.
"Dobbiamo fare qualcosa per questo tuo bisogno di affetto!"
Lo dice come un medico che deve trovare una cura.
Facendo finta di non sapere che la cura di cui ho bisogno lui la conosce bene.
Pone distanza con falsa ingenuità.
Mi chiedo come mai non scelga la via più semplice.
Respingere un mio bacio o un mio abbraccio, invece che ricambiare.
O far sesso e dirmi che è solo quello.
Perchè voler entrare nella mia vita? A che scopo?
La domanda resta ancora nell'aria.
"Dovresti diventar cinico come me, e rinunciare all'idea di trovare il principe azzurro"
Un consiglio che non sa di vero.
Io non posso diventar cinico. Questo secondo me l'ha già capito.
E lui non è veramente cinico, ma solo in difensiva.
Io di fronte a qualcuno che mostra un interesse così chiaro per me, fuggirei se non provassi nulla.
Ma non siamo tutti uguali.
Eppure lui resta. Anche se a distanza.
Per qualche motivo desidera che io rimanga nella sua vita.
Al momento il gioco di ruolo è la via più semplice.
Ma non so se sia quella giusta.
Vedersi solo in quell'occasione spegne la possibilità di approfondire la conoscenza.
Devo farmi coraggio e proporgli altro, anche se so già che incontrerò resistenza.
Ma rimanere fermi qui.
Non si può far per lungo tempo.
Intanto, anche se è solo un bacio, ripensarci non è peccato.
Buonanotte.
Un bacio è solo un bacio.
A 16 anni è diverso, ma a 32 un bacio è solo un bacio.
O no?
Ho baciato l'angelo a tradimento.
Soli nella mia camera a parlare di Dungeons & Dragons.
La mia mente che pensava cose diverse da quelle che la mia bocca diceva.
Poi lui mi chiede un bicchiere d'acqua.... ed io lo bacio.
Lui fa una faccia buffissima di stupore, ma poi ricambia il bacio.
Ed io sono di nuovo in paradiso.
Rimaniamo così finchè non stacco le mie labbra delle sue.
Restiamo abbracciati, e lui parla.
Sono le parole che generano distanza laddove i nostri corpi creano un legame.
"Dobbiamo fare qualcosa per questo tuo bisogno di affetto!"
Lo dice come un medico che deve trovare una cura.
Facendo finta di non sapere che la cura di cui ho bisogno lui la conosce bene.
Pone distanza con falsa ingenuità.
Mi chiedo come mai non scelga la via più semplice.
Respingere un mio bacio o un mio abbraccio, invece che ricambiare.
O far sesso e dirmi che è solo quello.
Perchè voler entrare nella mia vita? A che scopo?
La domanda resta ancora nell'aria.
"Dovresti diventar cinico come me, e rinunciare all'idea di trovare il principe azzurro"
Un consiglio che non sa di vero.
Io non posso diventar cinico. Questo secondo me l'ha già capito.
E lui non è veramente cinico, ma solo in difensiva.
Io di fronte a qualcuno che mostra un interesse così chiaro per me, fuggirei se non provassi nulla.
Ma non siamo tutti uguali.
Eppure lui resta. Anche se a distanza.
Per qualche motivo desidera che io rimanga nella sua vita.
Al momento il gioco di ruolo è la via più semplice.
Ma non so se sia quella giusta.
Vedersi solo in quell'occasione spegne la possibilità di approfondire la conoscenza.
Devo farmi coraggio e proporgli altro, anche se so già che incontrerò resistenza.
Ma rimanere fermi qui.
Non si può far per lungo tempo.
Intanto, anche se è solo un bacio, ripensarci non è peccato.
Buonanotte.
14 ottobre 2009
Di Fronte alle Mie Paure (Questa Volta Vinco)
Questo post è in realtà una risposta al commento di Mare allo scorso post.
Grazie, Mare.
Con la tua naturale schiettezza mi hai messo di fronte alle mie stesse paure che serpeggiano più o meno celate negli scorsi post. Grazie al tuo commento ho dovuto affrontare a viso aperto queste paure, senza più girarci intorno.
E ho scopertoche in realtà.... erano solo paure.
Una sensazione di serenità mi ha pervaso subito dopo aver realizzato ciò.
No, Mare.
Lo credevo anche io, ma questi sentimenti per l'angelo non hanno nulla a che fare con Paolo.
Di certo non c'entra la sua nuova storia. I tempi non coincidono.
Paolo ha conosciuto il nuovo tipo giorni dopo il mio "innamoramento" per l'angelo.
Ma adesso so che non c'entra neanche la fuga da lui.
In realtà è bastato riportare alla memoria i miei precedenti innamoramenti (Davide, Jeromè, Paolo) per accorgermi che l'iter è sempre identico.
Difficilmente qualcuno mi colpisce, ma quando questo succede, accade in questa maniera improvvisa e pervasiva.
Ricordo ancora il primo messaggio di Paolo (lo conoscevo da due giorni scarsi) e l'emozione fortissima che quello sconosciuto mi aveva scatenato (basta andare a rileggere il post di Marzo del 2006 e i post seguenti per capire cosa intendo).
Con l'angelo è esattamente la stessa cosa.
Forse non è il modo giusto di vivere queste emozioni, ma dovremmo fare un discorso generale su me stesso, che nulla ha a che fare con la fine della storia con Paolo.
Anzi ad essere sincero proprio esser tornato a provare emozioni come queste mi ha fatto improvvisamente realizzare che sono tornato "me stesso"!
Non so bene a cosa ti riferisci con "cose "non da te" (forse il D&D? Di quello se vuoi ne parliamo di persona perchè comunicare via web ha già creato abbastanza incomprensioni).
Dire a qualcuno la prima sera che ci esco insieme che non cerco una relazione duratura (Il Giocatore). Accettare di far sesso con qualcuno senza neanche conoscerlo (Mister G). Far credere a qualcuno di essere interessato a lui solo per sentirmi desiderato proprio la stessa notte in cui Paolo faceva sesso con un altro ragazzo (Gero).
Queste sono state cose "non da me".
Quello che sto dicendo e facendo in questi giorni invece mi riporta piacevolmente a come VERAMENTE io vivo queste emozioni (giusto o sbagliato che sia).
E questo è stupendo (al di là del fatto che probabilmente questa storia andrà malissimo! Eh eh!).
Inoltre questa riflessione mi ha fatto capire un'altra cosa molto importante, che ha reso splendente la giornata di ieri.
Riguardo la questione "Paolo", IO HO VINTO!
O meglio io e lui abbiamo vinto.
Abbiamo vinto la sfida che ci siamo lanciati un anno e mezzo fa, scegliendo di rimanere vicini.
Quasi tutti mi hanno sempre ripetuto che una cosa del genere era impossibile.
Ed invece eccoci qua.
Abbiamo passato dolori profondi e prove difficilissime, ma il traguardo raggiunto ne è valsa decisamente la pena.
Non dico che la sofferenza è finita.
Affronteremo ancora altre piccole morti, riplasmando ancora il nostro rapporto. Lo so bene.
Ma se io sono in grado di confidarmi con Paolo sul mio angelo, e se riesco anche a dare a lui consigli su come gestire la sua nuova storia in nuce (e se nel farlo non mi sento falso, ma seriamente preoccupato per lui), allora.... decisamente abbiamo vinto la sfida!
Oggi perciò mi godo questa vittoria.
Passa in secondo piano anche l'incerto finale con l'angelo.
Perchè ciò che è davvero importante è essermi reso conto che una delle fasi più pesanti della mia vita si è finalmente conclusa.
L'amore arriverà di conseguenza
Grazie, Mare.
Con la tua naturale schiettezza mi hai messo di fronte alle mie stesse paure che serpeggiano più o meno celate negli scorsi post. Grazie al tuo commento ho dovuto affrontare a viso aperto queste paure, senza più girarci intorno.
E ho scopertoche in realtà.... erano solo paure.
Una sensazione di serenità mi ha pervaso subito dopo aver realizzato ciò.
No, Mare.
Lo credevo anche io, ma questi sentimenti per l'angelo non hanno nulla a che fare con Paolo.
Di certo non c'entra la sua nuova storia. I tempi non coincidono.
Paolo ha conosciuto il nuovo tipo giorni dopo il mio "innamoramento" per l'angelo.
Ma adesso so che non c'entra neanche la fuga da lui.
In realtà è bastato riportare alla memoria i miei precedenti innamoramenti (Davide, Jeromè, Paolo) per accorgermi che l'iter è sempre identico.
Difficilmente qualcuno mi colpisce, ma quando questo succede, accade in questa maniera improvvisa e pervasiva.
Ricordo ancora il primo messaggio di Paolo (lo conoscevo da due giorni scarsi) e l'emozione fortissima che quello sconosciuto mi aveva scatenato (basta andare a rileggere il post di Marzo del 2006 e i post seguenti per capire cosa intendo).
Con l'angelo è esattamente la stessa cosa.
Forse non è il modo giusto di vivere queste emozioni, ma dovremmo fare un discorso generale su me stesso, che nulla ha a che fare con la fine della storia con Paolo.
Anzi ad essere sincero proprio esser tornato a provare emozioni come queste mi ha fatto improvvisamente realizzare che sono tornato "me stesso"!
Non so bene a cosa ti riferisci con "cose "non da te" (forse il D&D? Di quello se vuoi ne parliamo di persona perchè comunicare via web ha già creato abbastanza incomprensioni).
Dire a qualcuno la prima sera che ci esco insieme che non cerco una relazione duratura (Il Giocatore). Accettare di far sesso con qualcuno senza neanche conoscerlo (Mister G). Far credere a qualcuno di essere interessato a lui solo per sentirmi desiderato proprio la stessa notte in cui Paolo faceva sesso con un altro ragazzo (Gero).
Queste sono state cose "non da me".
Quello che sto dicendo e facendo in questi giorni invece mi riporta piacevolmente a come VERAMENTE io vivo queste emozioni (giusto o sbagliato che sia).
E questo è stupendo (al di là del fatto che probabilmente questa storia andrà malissimo! Eh eh!).
Inoltre questa riflessione mi ha fatto capire un'altra cosa molto importante, che ha reso splendente la giornata di ieri.
Riguardo la questione "Paolo", IO HO VINTO!
O meglio io e lui abbiamo vinto.
Abbiamo vinto la sfida che ci siamo lanciati un anno e mezzo fa, scegliendo di rimanere vicini.
Quasi tutti mi hanno sempre ripetuto che una cosa del genere era impossibile.
Ed invece eccoci qua.
Abbiamo passato dolori profondi e prove difficilissime, ma il traguardo raggiunto ne è valsa decisamente la pena.
Non dico che la sofferenza è finita.
Affronteremo ancora altre piccole morti, riplasmando ancora il nostro rapporto. Lo so bene.
Ma se io sono in grado di confidarmi con Paolo sul mio angelo, e se riesco anche a dare a lui consigli su come gestire la sua nuova storia in nuce (e se nel farlo non mi sento falso, ma seriamente preoccupato per lui), allora.... decisamente abbiamo vinto la sfida!
Oggi perciò mi godo questa vittoria.
Passa in secondo piano anche l'incerto finale con l'angelo.
Perchè ciò che è davvero importante è essermi reso conto che una delle fasi più pesanti della mia vita si è finalmente conclusa.
L'amore arriverà di conseguenza
Argomento:
Contorsioni Mentali su Me Stesso,
Io e Paolo,
L'Angelo
11 ottobre 2009
Soluzioni Semplici a Problemi Complessi
Problema Complesso.
Questa mattina mi sono svegliato pensando a Paolo.
Non succedeva da una settimana circa.
La gelosia per la "storiella" che sta vivendo è arrivata a scoppio ritardato.
Il mio desiderio di vederlo si è fatto impellente e violento.
Abbiamo discusso al telefono, cercando nuovamente un equilibrio instabile.
Oggi non ho sentito per niente il ragazzo/angelo.
Era a Milano.
Il pensiero di vederlo martedì mi consola, ma mi inquieta allo stesso tempo.
L'aspettive che ci sono. Le paure di essere deluso.
Lo sento lontanissimo.
Mi arrovello tutto il giorno con questa cupezza, e poi la soluzione arrivata inaspettata. Semplice.
Un ragazzo che da circa tre settimane mi corteggia, torna a farsi vivo improvvisamente.
Avevo sempre rimandato l'incontro perchè penso sia troppo giovane (ma in fondo ha solo tre anni in meno dell'angelo).
Nella testa si forma un grandissimo: "MA CHE TE NE FREEEEEEEEEEEEE!!!!"
Gli dò appuntamento e domani ci vedremo.
Così Lunedì mi vedo con lui.
Martedì mi vedo con l'angelo.
Mercoledì serata con Paolo.
Poco coerente?
MA CHE TE NE FREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!
Questa mattina mi sono svegliato pensando a Paolo.
Non succedeva da una settimana circa.
La gelosia per la "storiella" che sta vivendo è arrivata a scoppio ritardato.
Il mio desiderio di vederlo si è fatto impellente e violento.
Abbiamo discusso al telefono, cercando nuovamente un equilibrio instabile.
Oggi non ho sentito per niente il ragazzo/angelo.
Era a Milano.
Il pensiero di vederlo martedì mi consola, ma mi inquieta allo stesso tempo.
L'aspettive che ci sono. Le paure di essere deluso.
Lo sento lontanissimo.
Mi arrovello tutto il giorno con questa cupezza, e poi la soluzione arrivata inaspettata. Semplice.
Un ragazzo che da circa tre settimane mi corteggia, torna a farsi vivo improvvisamente.
Avevo sempre rimandato l'incontro perchè penso sia troppo giovane (ma in fondo ha solo tre anni in meno dell'angelo).
Nella testa si forma un grandissimo: "MA CHE TE NE FREEEEEEEEEEEEE!!!!"
Gli dò appuntamento e domani ci vedremo.
Così Lunedì mi vedo con lui.
Martedì mi vedo con l'angelo.
Mercoledì serata con Paolo.
Poco coerente?
MA CHE TE NE FREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!
10 ottobre 2009
Non Bloccare il Flusso
Paolo è a Roma.
L'angelo a Milano.
Io a Bologna.
Mi sembra di trovarmi a metà fra ciò che era e ciò che sarà.
Guardo indietro. Guardo avanti.
Bloccato fra le speranze e i ricordi.
Ripenso a come è iniziata la storia con Paolo.
L'emozione di accorgerti che l'altro ti cerca, ti coinvolge, ti corteggia.
L'angelo è altrove.
Ed è tutt'altra storia.
Se voglio avere qualche speranza con lui devo essere io ad inseguirlo.
Paolo aveva fatto quasi tutto lui.
A me bastava dire sempre si.
Qualcuno mi fa guardare in faccia la realtà.
"Adesso non pensare ad una storia. Non è possibile."
Io vorrei sfogliare veloce le pagine e arrivare almeno al decimo capitolo.
Eppure non siamo che al prologo.
Perchè questa fretta?
Insicurezza? Paura di soffrire? Oppure voglia di voltare pagina in fretta?
Che stia in realtà scappando da Paolo?
No... No!.... NOO!!!
Ferma tutto questo pensare.
Non ragionare sui tuoi sentimenti.
Non farlo. Non adesso.
Presto arriverà Martedì.
Rivedrai i suoi occhi. Sentirai ancora il profumo della sua pelle.
Viviti quell'istante più intensamente che puoi.
Poi trovati altro da fare.
Riprendi il teatro. Scrivi un romanzo.
Lascia che le emozioni scorrano naturalmente.
In lui.
Ma sopratutto in te.
Altrimenti corri il rischio di inquinare ciò che provi, e arriverà un momento in cui non capirai più se è amore o follia!
L'amore non arriva perchè richiesto.
L'amore arriva e basta!
L'angelo a Milano.
Io a Bologna.
Mi sembra di trovarmi a metà fra ciò che era e ciò che sarà.
Guardo indietro. Guardo avanti.
Bloccato fra le speranze e i ricordi.
Ripenso a come è iniziata la storia con Paolo.
L'emozione di accorgerti che l'altro ti cerca, ti coinvolge, ti corteggia.
L'angelo è altrove.
Ed è tutt'altra storia.
Se voglio avere qualche speranza con lui devo essere io ad inseguirlo.
Paolo aveva fatto quasi tutto lui.
A me bastava dire sempre si.
Qualcuno mi fa guardare in faccia la realtà.
"Adesso non pensare ad una storia. Non è possibile."
Io vorrei sfogliare veloce le pagine e arrivare almeno al decimo capitolo.
Eppure non siamo che al prologo.
Perchè questa fretta?
Insicurezza? Paura di soffrire? Oppure voglia di voltare pagina in fretta?
Che stia in realtà scappando da Paolo?
No... No!.... NOO!!!
Ferma tutto questo pensare.
Non ragionare sui tuoi sentimenti.
Non farlo. Non adesso.
Presto arriverà Martedì.
Rivedrai i suoi occhi. Sentirai ancora il profumo della sua pelle.
Viviti quell'istante più intensamente che puoi.
Poi trovati altro da fare.
Riprendi il teatro. Scrivi un romanzo.
Lascia che le emozioni scorrano naturalmente.
In lui.
Ma sopratutto in te.
Altrimenti corri il rischio di inquinare ciò che provi, e arriverà un momento in cui non capirai più se è amore o follia!
L'amore non arriva perchè richiesto.
L'amore arriva e basta!
07 ottobre 2009
Credevo fosse un Angelo...
Era un ragazzo che negli anni ho sempre visto in giro per le discoteche.
Era un ragazzo dagli occhi buoni e con un viso d'angelo.
Qualche volta c'era addirittura stato un velocissimo scambio di sguardi.
Ma non ho mai pensato a lui come a qualcuno che davvero sarebbe entrato nella mia vita.
Poi capita la coincidenza giusta, lo stato d'animo giusto, il momento giusto.
Avviene il contatto.
Credevo sarebbe stato lui a trascinarmi lontano da Paolo e dai labirinti contorti del nostro eternamente presente rapporto.
E forse un pò l'ha fatto. Anche se non nel modo che credevo.
Lo incontro una domenica pomeriggio.
Vedere quel volto che si rivolge davvero a me è un'emozione intensa.
Dopo anni di essersi intravisti, adesso questo ragazzo bellissimo è insieme a me.
Ha voluto incontrarmi.
Il ghiaccio si rompe in fretta.
Sarà colpa di questa estate che non si decide a finire.
Parliamo parecchio passeggiando per le stradine dei Giardini Margherita.
La folla che ci circonda scompare.
Si annullano le voce urlanti dei bambini.
Si annullano i ragazzi che si inseguono nei prati.
Si annulla il miscuglio di dialetti e lingue diverse.
Ascolto lui che parla e il resto scompare.
Parliamo di sogni, di speranze, del futuro, di noi stessi.
Mi sembra di conoscerlo già. Non c'è imbarazzo, nè pudore.
La sintonia è quasi perfetta.
Poi però accade qualcosa.
"Sei il primo ragazzo che incontro in questo periodo.
Ho deciso di incontrarti perchè ti avevo già visto in giro e avevo capito che tipo fossi.
Ma per il resto in questo periodo evito i contatti.
Mi sento arido sentimentalmente."
La mia domanda esce senza che riesca a frenarla.
"Questo significa che non posso provarci con te?"
"No... in questo momento no. In realtà avrei dovuto dirtelo prima.
Avevo capito già le tue intenzioni prima di incontrarci, così ero indeciso se scriverti i miei dubbi.
Poi però mi sono comportato da egoista.
Io volevo conoscerti, e temevo che se ti avessi detto quello che ti sto dicendo adesso, tu non avresti voluto più incontrarti. Ed io invece ci tenevo."
Mi sento smarrito. Non so bene cosa dire.
Lui cambia argomento, ed io fingo indifferenza, sforzandomi di seguire il suo discorso.
Ma dopo qualche minuto lo blocco.
"Mi fa piacere averti conosciuto, e se ti va ci possiamo incontrare di nuovo per parlare ancora.
Ma adesso devo assorbire la botta, e non riesco a far finta di non esserci rimasto male."
Era un addio, camuffato con parole gentili.
Lui risponde in un modo che mi spiazza, rimescolando le carte.
"Io sto bene qui con te. Ma voglio che stai bene anche tu.
Se hai bisogno di staccare per riprenderti, allora ci salutiamo adesso.
Se invece quello che ti fa stare meglio è parlare di ciò che provi, io rimango qui e ne parliamo."
Era un addio il mio. Era chiaro.
Eppure lui non va via.
Faccio la domanda più stupida.
"Credevi fossi più bello?"
"Ma che dici? Io ti avevo già visto in giro. Te l'ho già detto.
E tu SEI bello!"
Gli parlo di Paolo e della mia ferita ancora aperta.
Gli parlo della mia ossessione che da un anno e mezzo mi porta a cercare conferme continue sul mio aspetto fisico, anche a costo di portarmi a letto qualcuno solo per sentirmi desiderato.
Lui mi parla della fine della sua ultima storia e delle insicurezze così simili alle mie.
"Ma è incredibile! Tu sei così bello."
Lui sorride.
"Ai miei occhi anche tu sei bello. Eppure tu non lo vedi. E' la stessa cosa."
Mi chiede di portermi abbracciare.
Rimaniamo stretti l'uno all'altro per qualche minuto.
Intorno a noi il deserto. Eppure in realtà è pieno di gente.
L'odore della sua pelle mi confonde.
Gli sfioro la guancia con un bacio.
Lui si scosta un pò da me, e fa una delle sue buffe espressioni, come a dire: "E questo me lo chiami bacio??"
E mi bacia.
E' durato pochi minuti. Ma il ricordo di quello strano e dolce bacio mi accompagnerà a lungo.
Rimaniamo abbracciati a parlare di noi, adesso sempre più in confidenza.
Mi accompagna a piedi fino sotto casa.
Volevo che il tempo insieme non finisse mai.
Mentre camminiamo lui cerca il modo per farmi entrare nella sua vita.
"Questa settimana sarò impegnatissimo, e non potremo vederci, però se vieni all'Estragon venerdì che c'è Sabrina Salerno seguita dai Poppen, mi trovi là di sicuro!" (Mari!!! Perchè sei scesa in Sicilia proprio sto weekend?!?!?!?!)
"Oppure appena organizzo una serata da me e so che c'è qualche mio amico con la macchina, ti posso far venire a prendere.
Altrimenti ci organizzeremo di nuovo per fare un'altra passeggiata o prenderci un gelato."
Quattro ore.
Siamo stati insieme quattro ore.
Ma le emozioni non si calcolano con il tempo.
Credevo fosse un Angelo, venuto a salvarmi.
Ma avevo dimenticato la regola che Stefano Benni mi insegnò qualche anno fa con il suo romanzo "Margherita Dolcevita".
"Se incontri un angelo, non avrai pace, ma febbre."
E così è stato.
I due giorni seguenti ho avuto un stato emotivo alterato.
Ogni cosa mi dava fastidio, e l'umore calava di continuo, mentre un'ansia e una trepidazione immotivate mi assalivano.
Non chiamerei questo stato "innamoramento", ma "febbre".
E c'è solo una cura. La cura coincide con la malattia.
Ieri mi ha chiesto di poter giocare a Dungeons & Dragons con il mio gruppetto di amici.
Il solo pensiero di poterlo rivedere con una certa frequenza ha cambiato totalemnte il mio umore.
E provo a non farmi domande.
Provo a non pensare al futuro, e vivermi queste emozioni con semplicità.
Ma la mente frulla.
E non so che pensare.
Perchè ha voluto incontrarmi, se già sapeva di sentirsi "arido sentimentalmente"?
Perchè vuole entrare nella mia vita, dopo che io ho chiarito di provare qualcosa per lui?
Che fare adesso? Fuggire prima di farmi male o lasciare che le emozioni seguano il loro corso?
E' una sfida rischiosa.
Sento che per lui potrei provare qualcosa di serio.
Ma lui ha messo chiari paletti.
Ma c'è una cosa che mi far star bene.
Da quando è apparso lui, il pensiero di Paolo è lentamente sbiadito.
Credevo fosse un Angelo, venuto a sistemare la mia vita.
Forse lo sta facendo.
Era un ragazzo dagli occhi buoni e con un viso d'angelo.
Qualche volta c'era addirittura stato un velocissimo scambio di sguardi.
Ma non ho mai pensato a lui come a qualcuno che davvero sarebbe entrato nella mia vita.
Poi capita la coincidenza giusta, lo stato d'animo giusto, il momento giusto.
Avviene il contatto.
Credevo sarebbe stato lui a trascinarmi lontano da Paolo e dai labirinti contorti del nostro eternamente presente rapporto.
E forse un pò l'ha fatto. Anche se non nel modo che credevo.
Lo incontro una domenica pomeriggio.
Vedere quel volto che si rivolge davvero a me è un'emozione intensa.
Dopo anni di essersi intravisti, adesso questo ragazzo bellissimo è insieme a me.
Ha voluto incontrarmi.
Il ghiaccio si rompe in fretta.
Sarà colpa di questa estate che non si decide a finire.
Parliamo parecchio passeggiando per le stradine dei Giardini Margherita.
La folla che ci circonda scompare.
Si annullano le voce urlanti dei bambini.
Si annullano i ragazzi che si inseguono nei prati.
Si annulla il miscuglio di dialetti e lingue diverse.
Ascolto lui che parla e il resto scompare.
Parliamo di sogni, di speranze, del futuro, di noi stessi.
Mi sembra di conoscerlo già. Non c'è imbarazzo, nè pudore.
La sintonia è quasi perfetta.
Poi però accade qualcosa.
"Sei il primo ragazzo che incontro in questo periodo.
Ho deciso di incontrarti perchè ti avevo già visto in giro e avevo capito che tipo fossi.
Ma per il resto in questo periodo evito i contatti.
Mi sento arido sentimentalmente."
La mia domanda esce senza che riesca a frenarla.
"Questo significa che non posso provarci con te?"
"No... in questo momento no. In realtà avrei dovuto dirtelo prima.
Avevo capito già le tue intenzioni prima di incontrarci, così ero indeciso se scriverti i miei dubbi.
Poi però mi sono comportato da egoista.
Io volevo conoscerti, e temevo che se ti avessi detto quello che ti sto dicendo adesso, tu non avresti voluto più incontrarti. Ed io invece ci tenevo."
Mi sento smarrito. Non so bene cosa dire.
Lui cambia argomento, ed io fingo indifferenza, sforzandomi di seguire il suo discorso.
Ma dopo qualche minuto lo blocco.
"Mi fa piacere averti conosciuto, e se ti va ci possiamo incontrare di nuovo per parlare ancora.
Ma adesso devo assorbire la botta, e non riesco a far finta di non esserci rimasto male."
Era un addio, camuffato con parole gentili.
Lui risponde in un modo che mi spiazza, rimescolando le carte.
"Io sto bene qui con te. Ma voglio che stai bene anche tu.
Se hai bisogno di staccare per riprenderti, allora ci salutiamo adesso.
Se invece quello che ti fa stare meglio è parlare di ciò che provi, io rimango qui e ne parliamo."
Era un addio il mio. Era chiaro.
Eppure lui non va via.
Faccio la domanda più stupida.
"Credevi fossi più bello?"
"Ma che dici? Io ti avevo già visto in giro. Te l'ho già detto.
E tu SEI bello!"
Gli parlo di Paolo e della mia ferita ancora aperta.
Gli parlo della mia ossessione che da un anno e mezzo mi porta a cercare conferme continue sul mio aspetto fisico, anche a costo di portarmi a letto qualcuno solo per sentirmi desiderato.
Lui mi parla della fine della sua ultima storia e delle insicurezze così simili alle mie.
"Ma è incredibile! Tu sei così bello."
Lui sorride.
"Ai miei occhi anche tu sei bello. Eppure tu non lo vedi. E' la stessa cosa."
Mi chiede di portermi abbracciare.
Rimaniamo stretti l'uno all'altro per qualche minuto.
Intorno a noi il deserto. Eppure in realtà è pieno di gente.
L'odore della sua pelle mi confonde.
Gli sfioro la guancia con un bacio.
Lui si scosta un pò da me, e fa una delle sue buffe espressioni, come a dire: "E questo me lo chiami bacio??"
E mi bacia.
E' durato pochi minuti. Ma il ricordo di quello strano e dolce bacio mi accompagnerà a lungo.
Rimaniamo abbracciati a parlare di noi, adesso sempre più in confidenza.
Mi accompagna a piedi fino sotto casa.
Volevo che il tempo insieme non finisse mai.
Mentre camminiamo lui cerca il modo per farmi entrare nella sua vita.
"Questa settimana sarò impegnatissimo, e non potremo vederci, però se vieni all'Estragon venerdì che c'è Sabrina Salerno seguita dai Poppen, mi trovi là di sicuro!" (Mari!!! Perchè sei scesa in Sicilia proprio sto weekend?!?!?!?!)
"Oppure appena organizzo una serata da me e so che c'è qualche mio amico con la macchina, ti posso far venire a prendere.
Altrimenti ci organizzeremo di nuovo per fare un'altra passeggiata o prenderci un gelato."
Quattro ore.
Siamo stati insieme quattro ore.
Ma le emozioni non si calcolano con il tempo.
Credevo fosse un Angelo, venuto a salvarmi.
Ma avevo dimenticato la regola che Stefano Benni mi insegnò qualche anno fa con il suo romanzo "Margherita Dolcevita".
"Se incontri un angelo, non avrai pace, ma febbre."
E così è stato.
I due giorni seguenti ho avuto un stato emotivo alterato.
Ogni cosa mi dava fastidio, e l'umore calava di continuo, mentre un'ansia e una trepidazione immotivate mi assalivano.
Non chiamerei questo stato "innamoramento", ma "febbre".
E c'è solo una cura. La cura coincide con la malattia.
Ieri mi ha chiesto di poter giocare a Dungeons & Dragons con il mio gruppetto di amici.
Il solo pensiero di poterlo rivedere con una certa frequenza ha cambiato totalemnte il mio umore.
E provo a non farmi domande.
Provo a non pensare al futuro, e vivermi queste emozioni con semplicità.
Ma la mente frulla.
E non so che pensare.
Perchè ha voluto incontrarmi, se già sapeva di sentirsi "arido sentimentalmente"?
Perchè vuole entrare nella mia vita, dopo che io ho chiarito di provare qualcosa per lui?
Che fare adesso? Fuggire prima di farmi male o lasciare che le emozioni seguano il loro corso?
E' una sfida rischiosa.
Sento che per lui potrei provare qualcosa di serio.
Ma lui ha messo chiari paletti.
Ma c'è una cosa che mi far star bene.
Da quando è apparso lui, il pensiero di Paolo è lentamente sbiadito.
Credevo fosse un Angelo, venuto a sistemare la mia vita.
Forse lo sta facendo.
04 ottobre 2009
Le Regole del Primo Appuntamento
Basta poco per definire un Primo Appuntamento.
Serve uno spazio e un tempo.
Per essere più chiaro, farò un esempio. Potrebbe essere ai cancelli dei Giardini Margherita alle 16:30 di un caldo pomeriggio domenicale di inizio Ottobre. Ad esempio.
Poi serve la volontà di entrambi di incontrarsi.
Ovviamente non è necessario che le motivazioni che spingono i due a farlo siano le stesse. Questo ovviamente può generare confusione.
Esporrò un caso a pure titolo esemplificativo per spiegarmi meglio.
Uno dei due, ad esempio, potrebbe aver lavorato di fantasia, e magari aver cotruito tutto un mondo intorno a quell'incontro. Che so.... potrebbe, ad esempio, sentire di stare finalmente uscendo dopo un anno e mezzo da una fase di lungo lutto per la sua precedente storia, e vedere in quell'appuntamento e nelle emozioni che gli suscita un segnale di questa guarigione.
L'altro potrebbe, ad esempio, aspettarsi una scopata e via.
E il punto è che nessuno dei due può sapere in anticipo le motivazioni dell'altro. Te la giochi tutto sul campo.
I lunghi preparativi al primo appuntamento (una doccia profumata, sistemare la barba, scegliere con cura i vestiti da indossare, ecc...) sono tutti creati ad hoc per distrarre da quell'indeterminatezza che genera ansia, ma al contempo curiosità e eccitazione.
Questa sera scriverò "Le Regole del Post Primo Appuntamento"!
Serve uno spazio e un tempo.
Per essere più chiaro, farò un esempio. Potrebbe essere ai cancelli dei Giardini Margherita alle 16:30 di un caldo pomeriggio domenicale di inizio Ottobre. Ad esempio.
Poi serve la volontà di entrambi di incontrarsi.
Ovviamente non è necessario che le motivazioni che spingono i due a farlo siano le stesse. Questo ovviamente può generare confusione.
Esporrò un caso a pure titolo esemplificativo per spiegarmi meglio.
Uno dei due, ad esempio, potrebbe aver lavorato di fantasia, e magari aver cotruito tutto un mondo intorno a quell'incontro. Che so.... potrebbe, ad esempio, sentire di stare finalmente uscendo dopo un anno e mezzo da una fase di lungo lutto per la sua precedente storia, e vedere in quell'appuntamento e nelle emozioni che gli suscita un segnale di questa guarigione.
L'altro potrebbe, ad esempio, aspettarsi una scopata e via.
E il punto è che nessuno dei due può sapere in anticipo le motivazioni dell'altro. Te la giochi tutto sul campo.
I lunghi preparativi al primo appuntamento (una doccia profumata, sistemare la barba, scegliere con cura i vestiti da indossare, ecc...) sono tutti creati ad hoc per distrarre da quell'indeterminatezza che genera ansia, ma al contempo curiosità e eccitazione.
Questa sera scriverò "Le Regole del Post Primo Appuntamento"!
01 ottobre 2009
Qualcosa è Cambiato...
Se mentre vado a casa di Paolo per passare una delle nostre solite "seratine", mi guardo in giro sperando di incrociare lo sguardo di un illusione, forse qualcosa è cambiato.
Se mi accorgo di cercare affannosamente nel suo abbraccio le stesse sensazioni di un tempo senza riuscirci, allora qualcosa è cambiato.
Se il mio cuore si struge nel pensare a qualcuno che nella mia vita ancora non esiste e cerca una momentanea consolazione nel sorriso di Paolo, decisamente qualcosa è cambiato.
E non importa se poi nell'incontrare davvero la mia illusione, ne rimarrò deluso.
Non importa neanche se la mia nuova illusione al contrario mi spezzerà il cuore.
Qualsiasi sensazione che provo adesso, vera o fittizia che sia, è un passo verso il domani, verso l'altrove, verso il non più.
Abbraccio Paolo nella notte.
Lo abbraccio più forte che posso.
Lo abbraccio cercando di trattenere un emozione che inaspettatamente lentamente inevitabilmente svanisce.
Non è il mio amore a spegnersi.
Quello è per sempre.
Ma è l'idea di Noi che si perde.
E già mi manca.
Vorrei che questo momento durasse per sempre.
Vorrei che la mia illusione rimanesse tale.
Vorrei non diventasse qualcosa di vero.
Vorrei non si infrangesse contro la realtà.
Vorrei Tutto.
Vorrei Niente.
Se mi accorgo di cercare affannosamente nel suo abbraccio le stesse sensazioni di un tempo senza riuscirci, allora qualcosa è cambiato.
Se il mio cuore si struge nel pensare a qualcuno che nella mia vita ancora non esiste e cerca una momentanea consolazione nel sorriso di Paolo, decisamente qualcosa è cambiato.
E non importa se poi nell'incontrare davvero la mia illusione, ne rimarrò deluso.
Non importa neanche se la mia nuova illusione al contrario mi spezzerà il cuore.
Qualsiasi sensazione che provo adesso, vera o fittizia che sia, è un passo verso il domani, verso l'altrove, verso il non più.
Abbraccio Paolo nella notte.
Lo abbraccio più forte che posso.
Lo abbraccio cercando di trattenere un emozione che inaspettatamente lentamente inevitabilmente svanisce.
Non è il mio amore a spegnersi.
Quello è per sempre.
Ma è l'idea di Noi che si perde.
E già mi manca.
Vorrei che questo momento durasse per sempre.
Vorrei che la mia illusione rimanesse tale.
Vorrei non diventasse qualcosa di vero.
Vorrei non si infrangesse contro la realtà.
Vorrei Tutto.
Vorrei Niente.
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