22 giugno 2007

Solo un Sogno

Volevo raccontare un sogno fatto poco tempo fa.
Non è nulla di speciale, ma è stato uno di quei sogni che ti rimane dentro anche durante la giornata, condizionandoti l'umore.

Andavo in discoteca (forse il Cassero) e lì incontravo un amico, che mi chiedeva se stavo ancora con Paolo. Io mi stupivo un pò della domanda, ma comunque rispondevo di si.
A quel punto lui era in chiaro imbarazzo e dopo un pò di insistenza mi confessava di aver visto Paolo far sesso in una Dark Room con... (non mi ricordo il nome... chiamiamolo Tizio)... con Tizio, un ragazzo con cui sapevo di aver avuto un flirt prima di conoscere Paolo.
Ovviamente Tizio non esiste nella realtà, ma credo di averlo creato in sogno sopratutto prendendo spunto da Jair, il ragazzo brasiliano che vive ad Aosta, che conobbi due anni fa.
Incredulo andavo da Paolo e gli chiedevo se quello che il mio amico mi aveva detto era vero.
Lui quasi sorridendo mi diceva: "Oddio mio. Sapevo che alla fine l'avresti scoperto."
Paolo affrontava la questione con una legerezza che a pensarci adesso mi fa salire il nervoso, ma che nel sogno mi sembrava del tutto normale.
Cominciavo a chiedere morbosamente di descrivermi esattamente cosa ero successo, così riuscivo a visualizzare le mani di questo ragazzo ovunque sul corpo di Paolo, mentre lui godeva.

Mi sono svegliato con un'amarezza fortissima, che ho fatto fatica a scacciare per tutto il giorno, nonostante mi ripetessi che era solo un sogno.
Mi chiedevo come mai non provavo rabbia durante il sogno, ma solo tristezza.
Temo la mia reazione se una cosa del genere dovesse accadere davvero.
Ho paura di non riuscire a vivere la (giusta) rabbia per il tradimento, ma solo un sordo dolore rivolto a me stesso.

Ho raccontato a Paolo questo sogno.
Mi ha detto che sua madre gli ripeteva sempre che quando sognamo qualcosa, si realizza poi nella realtà l'opposto di ciò che è avvenuto in sogno.
Gli ho chiesto: "Mi tradirai?"
Temevo mi rispondesse con il solito: "Non si può mai dire cosa accadrà."

Ha detto: "Perchè dovrei?"

19 giugno 2007

Non Vedo, Non Sento... Non Parlo!

Ci sono cose che già si sanno di se stessi, ma che sembra di scoprire ogni volta di nuovo.


Ci sono persone che preferiscono non vedere.
Si coprono gli occhi di fronte ad una scena violenta di un film.
Si girano dall'altra parte se per caso lo sguardo cade su eventi che non è opportuno fissare.
Spengono la luce prima di far sesso.
Chiudono gli occhi prima di baciare.

Io no.
Io amo vedere. Ogni cosa. Anche ciò che non dovrei vedere.


Ci sono persone che preferiscono non sentire.
Chiudono la finestra se sentono i vicini del piano di sotto litigare ad alta voce.
Non pongono attenzione ai discorsi fatti dagli sconosciuti in autobus. Si distraggono facilmente quando qualcuno parla a lungo.
Usano tappi per le orecchie per riuscire a dormire la notte.

Io no.
Io amo ascoltare. Qualsiasi cosa. Anche ciò che non dovrebbe destare il mio interesse.

E poi ci sono IO.
Io che non parlo.
Tutte le volte che mi trovo in mezzo alla gente rimango in silenzio. Quasi in disparte.
Rimango lì e ho quasi l'impressione di scomparire, di rendermi invisibile.
Poi le cose cambiano, ma ci vuole del tempo prima che io riesca ad espormi.

Così è successo anche questa volta, con i colleghi della scuola di specializzazione.
Sono lì con loro, che si coccolano e si adulano a vicenda, autodefinendosi un "gruppo stupendo".
Eppure mi sembra di essere rimasto indietro, di non far parte di quel idillio condiviso.

Ogni volta credo di aver fatto dei passi avanti, per poi scontrarmi nuovamente con la mia timidezza.
So che le cose cambieranno anche con loro. Vorrei solo accadesse in fretta.
So che ognuno di noi (e di loro) ha difficoltà nel gruppo, eppure mi sembra che la mia fatica sia più evidente degli altri (ma forse per ognuno è così).

Sono anche consapevole però che passi avanti li ho fatti davvero negli ultimi anni.
Forse pretendiamo sempre di più da noi stessi.

18 giugno 2007

"Mi Mancherai"

E' la frase più banale, ma non se è lui a dirla.
Vicino ai binari guardandomi fisso con quei suoi limpidi occhi azzurri, che spesso mi sfuggono per timidezza.
E adesso so che c'è qualcuno a Bologna che sentirà la mia Assenza. Adesso che sono lontano.

In aereo il posto accanto a me era vuoto.
Distratto ho cercato con la mano la sua gamba. Come se fossi ancora in pullman con lui accanto.
(Fortuna che il posto accanto a me era vuoto!!!)

Lui che conosce i miei pensieri.
Lui che conosce le mie paure.
Lui che conosce i miei bisogni.

Pochi giorni e già mi manca.
Eppure si avvicina l'estate della lontananza.
Ancora una volta.

13 giugno 2007

Un Grazie...

... a chi ha trasformato una pessima giornata in un finale di allegria.

Un Grazie a Mare, che mi ha dato la soffiata giusta al momento giusto, salvandomi da una spesa in più e da una pesante quota di nervosismo (Pronti a partire per il Roma Pride questo sabato???).

Un Grazie a Manu, che si preoccupa sempre delle mie preoccupazioni anche quando non la riguardano direttamanete (casa, partenza per Roma, ecc...).

Un Grazie a Fulvio, che senza saperlo mi ha dato la bella notizia della sua visita a Bologna proprio nel momento di scoramento.

Un Grazie a Paolo, che si sorbisce con pazienza tutti i miei cambi d'umore di quest'ultimi giorni.

11 giugno 2007

Ma Che Fine Ha Fatto Icaro?

E che ne so io?!?

Ho voglia di scrivere, ma non ho tempo.
Troppe cose da raccontare.
Ancora discussioni con Paolo sulla "non convivenza".
Alti e bassi nella ricerca della nuova casa.
Ho guidato una barca a vela!
Mi sento ancora un pò fuori alla mia classe della scuola di specializzazione.
Ho voglia di scendere in Sicilia.
Sono arrabbiato perchè quest'estate non avrò ferie.
Non farò un viaggio con Paolo.
Ho fatto un incubo che mi segue da tutto il giorno.

Adesso scappo.
Forse domani riuscirò a scrivere davvero.