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Da dove comincio?
Come faccio a raccontare ciò che ha vissuto in questi giorni?
Purtroppo andare con ordine questa volta non si può.
Avete presente che spesso gli oroscopi dividono la "predizione" in tre parti: Amore, Salute e Lavoro?
Beh...posso dire che una congiunzione astrale ha permesso di incasinarle tutte e tre!
Salute.
Dopo varie sedute dal dentista per capire cosa diavolo è questo fastidio che da un paio di mesi mi intristisce l'atto del mangiare, si capisce finalmente che si tratta di paradontite.
Cure proposte? Nessuna.
Unica possibilità. Seduta di igiene dentale ogni sei mesi per evitare che le cose peggiorino.
E' probabile che questo fastidio non passerà mai.
Paolo mi ha fatto riflettere che ho già altre malattie croniche (porto gli occhiali per dirne una).
Forse questo un pò consola, ma lo stesso abituarsi all'idea è difficile.
Lavoro.
La nuova legge impone che entro il 30 Aprile tutte le ditte di call center regolarizzino i lavoratori precari. Detta così sembra una buona cosa, ma in realtà ha fatto nascere la possibilità che la Telework (ditta per la quale lavoro) non potesse reggere il peso di questo cambiamento e che molti di noi si trovassero dall'oggi al domani senza lavoro.
Questo ha causato un'atmosfera di tensione e aggressività fortissima in un luogo di lavoro solitamente molto piacevole e disteso.
Fortuna che almeno questa questione sembra risolta.
Entro il 30 Giugno saremo tutti assunti a tempo indeterminato (così pare! Non ci credo finchè non firmo!)
Amore.
Ancora una volta è stato messo tutto in discussione. Il nostro rapporto. I suoi sentimenti.
Ancora una volte teme di non essere innamorato di me. Ogni tanto sembra avvertire il bisogno di una passione travolgente che con me non ha.
Aveva detto "Anche io" al mio "Ti amo" meno di un mese fa.
Ma forse ho sentito male.
O forse tornano i dubbi e le paure. Le mie. Le sue.
"Voglio stare ancora con te, ma le cose cambieranno."
Ma se deve spiegarmi come, non ci riesce.
Qualcuno gli ha detto: "Sei destinato a voler bene ad Alessandro, ma questa storia finirà nella sofferenza."
Una cupa profezia che lui vive come un'ombra.
Non vuole che io soffra, eppure abbiamo parlato di quando la nostra storia finirà.
Quanto sembrano diversi i nostri discorsi adesso rispetto anche a solo un mese fa.
Sembra di essere tornati indietro a quel dannato Ottobre quando la fine mi sembrava ormai imminente.
Eppure siamo ancora qua.
Ancora qua.
E abbiamo vissuto tante cose insieme.
Quindi ancora parole cupe sulla nostra storia, eppure questa volta voglio essere più ottimista.
La nostra storia ha già resistito alle ferite inferte da parole che segnavano la fine.
Penso che adesso non sia diverso.
Sono ancora pronto a combattere per questa storia.
Contro ogni più oscura predizione.
27 aprile 2007
24 aprile 2007
Mentre Lui Non Chiama...
Tre giorni.
Non era mai successo.
Tre giorni che io e Paolo non ci sentiamo.
Sin dalla prima settimana, più di un anno fa, almeno 3 minuti al giorno ci sentiamo, anche solo per chiedere: "Come stai?".
Tre giorni invece.
Lui è chiuso in qualche posto sperduto per partecipare ad un T-group (lo stesso che feci anche io un anno e mezzo fa). E' probabile che lì il cellulare non prenda, ma è mai possibile che non ci sia neanche un telefono fisso per farmi una chiamata veloce?
Sabato sera ci siamo salutati con un veloce : "Ci sentiamo domani".
Ed è già Martedì.
Ho pensato (ed ogni tanto lo penso anche adesso) che gli possa essere successo qualcosa, ma non so come rintracciarlo.
Ho pensato (ed ogni tanto lo penso anche ora) che lui non mi chiami per una ragione, qualunque essa sia.
Paranoie, lo so.
Ma la sera è difficile essere razionali.
L'attesa è quasi terminata.
Domani lui torna.
Mai come adesso il suono di un cellulare mi renderebbe felice.
Non era mai successo.
Tre giorni che io e Paolo non ci sentiamo.
Sin dalla prima settimana, più di un anno fa, almeno 3 minuti al giorno ci sentiamo, anche solo per chiedere: "Come stai?".
Tre giorni invece.
Lui è chiuso in qualche posto sperduto per partecipare ad un T-group (lo stesso che feci anche io un anno e mezzo fa). E' probabile che lì il cellulare non prenda, ma è mai possibile che non ci sia neanche un telefono fisso per farmi una chiamata veloce?
Sabato sera ci siamo salutati con un veloce : "Ci sentiamo domani".
Ed è già Martedì.
Ho pensato (ed ogni tanto lo penso anche adesso) che gli possa essere successo qualcosa, ma non so come rintracciarlo.
Ho pensato (ed ogni tanto lo penso anche ora) che lui non mi chiami per una ragione, qualunque essa sia.
Paranoie, lo so.
Ma la sera è difficile essere razionali.
L'attesa è quasi terminata.
Domani lui torna.
Mai come adesso il suono di un cellulare mi renderebbe felice.
14 aprile 2007
"NEGATIVO"
Quanto sono buffe le parole!
Chiunque legga il titolo di questo post, già si prepara ad una nuova bufera di lagnanze del sempre malinconico Icaro.
“Cosa altro gli sarà passato per la mente questa volta?” vi chiederete.
“Quale altra contorsione mentale avrà escogitato per riuscire ad essere di nuovo depresso?”.
Ma come cambiano i vostri pensieri se vi dico che “Negativo” è la parola che ho trovato scritta nel referto del mio test per l’HIV.
Eh! Eh! Buffe le parole, vero?
Ho quasi 30 anni e questa è stata la prima volta che faccio il test.
Sconsiderato, forse, tenendo presente inoltre il fatto di essere gay.
Ma visto la mia ben scarsa vita sessuale prima del mio arrivo a Bologna tre anni fa, non c’è poi molto da stupirsi.
Per nove mesi io e Paolo abbiamo fatto sesso sicuro.
Poi abbiamo abbassato la guardia, correndo il rischio di tanto in tanto.
Così insieme abbiamo deciso di fare il test.
Eravamo così sicuri all’inizio, quasi che fare il test fosse solo una formalità.
Ma più si avvicinava la data dell’esame e soprattutto quella del risultato, più l’ansia saliva.
Ho ripreso ossessivamente a ripercorrere il mio passato, alla ricerca di una anche minima possibilità di aver contratto il virus, nel terrore di averlo trasmesso poi a mia volta a Paolo con il nostro comportamento avventato (il pensiero inverso mi ha sfiorato più di rado).
All’improvviso ho scoperto un vuoto di memoria, un’amnesia localizzata.
All’improvviso ho scoperto di non ricordare più i particolari, di aver perso durante la strada i ricordi più lievi, che un tempo custodivo con maggiore attenzione.
Chi li ha rubati? Che fine hanno fatto?
Chi si è preso i ricordi dei miei momenti di intimità con il francese, con il ragazzo di Rovereto, con il commesso, con il brasiliano di Aosta, con il diciassettenne e con il pazzo di Ferrara?
Cosa ho fatto (o non ho fatto) ESATTAMENTE a letto insieme a loro?
Un tempo quei ricordi circolavano spesso nella mia mente. Un tempo avrei potuto raccontare esattamente ogni minimo istante del tempo trascorso con ognuno di loro.
E’ strana la mente.
Seleziona lei secondo il suo criterio le cose da trattenere.
Queste evidentemente non erano abbastanza importanti. Non più.
Eppure ricordo che un tempo lo erano.
Penso che tutto dipenda dalla mia esperienza con Paolo.
E’ come aver raggiunto un nuovo “livello”.
Forse si smette ad un certo punto di guardarsi indietro, se già si è preso da quelle esperienze passate tutto ciò che poteva servire.
La sensazione che ho provato quando ho guardato la parola “Negativo” è stata proprio questa.
Il passato all’improvviso era cancellato.
Nulla più dei batticuori passati aveva lasciato segno.
Né ricordi né (per fortuna!) malattia.
Adesso c’è la mia storia con Paolo ad occupare la mia mente.
E’ trascorso anche il tempo delle nostalgie.
Ciò che sono con Paolo lo devo anche a ciò che ero con loro.
Ma da quella parola, “Negativo”, si volta pagina e si inizia davvero da zero.
Sempre di più mi convinco che quella con Paolo potrebbe davvero essere una grande storia d’amore.
Chiunque legga il titolo di questo post, già si prepara ad una nuova bufera di lagnanze del sempre malinconico Icaro.
“Cosa altro gli sarà passato per la mente questa volta?” vi chiederete.
“Quale altra contorsione mentale avrà escogitato per riuscire ad essere di nuovo depresso?”.
Ma come cambiano i vostri pensieri se vi dico che “Negativo” è la parola che ho trovato scritta nel referto del mio test per l’HIV.
Eh! Eh! Buffe le parole, vero?
Ho quasi 30 anni e questa è stata la prima volta che faccio il test.
Sconsiderato, forse, tenendo presente inoltre il fatto di essere gay.
Ma visto la mia ben scarsa vita sessuale prima del mio arrivo a Bologna tre anni fa, non c’è poi molto da stupirsi.
Per nove mesi io e Paolo abbiamo fatto sesso sicuro.
Poi abbiamo abbassato la guardia, correndo il rischio di tanto in tanto.
Così insieme abbiamo deciso di fare il test.
Eravamo così sicuri all’inizio, quasi che fare il test fosse solo una formalità.
Ma più si avvicinava la data dell’esame e soprattutto quella del risultato, più l’ansia saliva.
Ho ripreso ossessivamente a ripercorrere il mio passato, alla ricerca di una anche minima possibilità di aver contratto il virus, nel terrore di averlo trasmesso poi a mia volta a Paolo con il nostro comportamento avventato (il pensiero inverso mi ha sfiorato più di rado).
All’improvviso ho scoperto un vuoto di memoria, un’amnesia localizzata.
All’improvviso ho scoperto di non ricordare più i particolari, di aver perso durante la strada i ricordi più lievi, che un tempo custodivo con maggiore attenzione.
Chi li ha rubati? Che fine hanno fatto?
Chi si è preso i ricordi dei miei momenti di intimità con il francese, con il ragazzo di Rovereto, con il commesso, con il brasiliano di Aosta, con il diciassettenne e con il pazzo di Ferrara?
Cosa ho fatto (o non ho fatto) ESATTAMENTE a letto insieme a loro?
Un tempo quei ricordi circolavano spesso nella mia mente. Un tempo avrei potuto raccontare esattamente ogni minimo istante del tempo trascorso con ognuno di loro.
E’ strana la mente.
Seleziona lei secondo il suo criterio le cose da trattenere.
Queste evidentemente non erano abbastanza importanti. Non più.
Eppure ricordo che un tempo lo erano.
Penso che tutto dipenda dalla mia esperienza con Paolo.
E’ come aver raggiunto un nuovo “livello”.
Forse si smette ad un certo punto di guardarsi indietro, se già si è preso da quelle esperienze passate tutto ciò che poteva servire.
La sensazione che ho provato quando ho guardato la parola “Negativo” è stata proprio questa.
Il passato all’improvviso era cancellato.
Nulla più dei batticuori passati aveva lasciato segno.
Né ricordi né (per fortuna!) malattia.
Adesso c’è la mia storia con Paolo ad occupare la mia mente.
E’ trascorso anche il tempo delle nostalgie.
Ciò che sono con Paolo lo devo anche a ciò che ero con loro.
Ma da quella parola, “Negativo”, si volta pagina e si inizia davvero da zero.
Sempre di più mi convinco che quella con Paolo potrebbe davvero essere una grande storia d’amore.
03 aprile 2007
Chiuso per Ferie
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