Quanto sono buffe le parole!
Chiunque legga il titolo di questo post, già si prepara ad una nuova bufera di lagnanze del sempre malinconico Icaro.
“Cosa altro gli sarà passato per la mente questa volta?” vi chiederete.
“Quale altra contorsione mentale avrà escogitato per riuscire ad essere di nuovo depresso?”.
Ma come cambiano i vostri pensieri se vi dico che “Negativo” è la parola che ho trovato scritta nel referto del mio test per l’HIV.
Eh! Eh! Buffe le parole, vero?
Ho quasi 30 anni e questa è stata la prima volta che faccio il test.
Sconsiderato, forse, tenendo presente inoltre il fatto di essere gay.
Ma visto la mia ben scarsa vita sessuale prima del mio arrivo a Bologna tre anni fa, non c’è poi molto da stupirsi.
Per nove mesi io e Paolo abbiamo fatto sesso sicuro.
Poi abbiamo abbassato la guardia, correndo il rischio di tanto in tanto.
Così insieme abbiamo deciso di fare il test.
Eravamo così sicuri all’inizio, quasi che fare il test fosse solo una formalità.
Ma più si avvicinava la data dell’esame e soprattutto quella del risultato, più l’ansia saliva.
Ho ripreso ossessivamente a ripercorrere il mio passato, alla ricerca di una anche minima possibilità di aver contratto il virus, nel terrore di averlo trasmesso poi a mia volta a Paolo con il nostro comportamento avventato (il pensiero inverso mi ha sfiorato più di rado).
All’improvviso ho scoperto un vuoto di memoria, un’amnesia localizzata.
All’improvviso ho scoperto di non ricordare più i particolari, di aver perso durante la strada i ricordi più lievi, che un tempo custodivo con maggiore attenzione.
Chi li ha rubati? Che fine hanno fatto?
Chi si è preso i ricordi dei miei momenti di intimità con il francese, con il ragazzo di Rovereto, con il commesso, con il brasiliano di Aosta, con il diciassettenne e con il pazzo di Ferrara?
Cosa ho fatto (o non ho fatto) ESATTAMENTE a letto insieme a loro?
Un tempo quei ricordi circolavano spesso nella mia mente. Un tempo avrei potuto raccontare esattamente ogni minimo istante del tempo trascorso con ognuno di loro.
E’ strana la mente.
Seleziona lei secondo il suo criterio le cose da trattenere.
Queste evidentemente non erano abbastanza importanti. Non più.
Eppure ricordo che un tempo lo erano.
Penso che tutto dipenda dalla mia esperienza con Paolo.
E’ come aver raggiunto un nuovo “livello”.
Forse si smette ad un certo punto di guardarsi indietro, se già si è preso da quelle esperienze passate tutto ciò che poteva servire.
La sensazione che ho provato quando ho guardato la parola “Negativo” è stata proprio questa.
Il passato all’improvviso era cancellato.
Nulla più dei batticuori passati aveva lasciato segno.
Né ricordi né (per fortuna!) malattia.
Adesso c’è la mia storia con Paolo ad occupare la mia mente.
E’ trascorso anche il tempo delle nostalgie.
Ciò che sono con Paolo lo devo anche a ciò che ero con loro.
Ma da quella parola, “Negativo”, si volta pagina e si inizia davvero da zero.
Sempre di più mi convinco che quella con Paolo potrebbe davvero essere una grande storia d’amore.
14 aprile 2007
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6 commenti:
Non è che prima pensavi troppo?
Dici che adesso ho smesso di pensare troppo? eh eh eh!
La verità è che essendo state le mie prime esperienze (a 26 anni! Un pò tardino, che dici?), sentivo l'esigenza di viverle più profondamente che potevo... a volte anche perdendomi dentro quelle riflessioni.
Non è mai troppo tardi qualsiasi cosa si tratti.
Grazie
che angoscia questo post...
Strano.
Quando ho scritto questo post ero tutt'altro che angosciato. Anzi!
Mi sentivo molto sollevato e anche felice all'idea di quello che sto per iniziare con Paolo.
Ma le parole sono strane.
Ognuno le prende a suo modo.
Vuoi un post angosciato (o meglio isterico)?
Leggi il prossimo!
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