Quante ferite può sopportare un’utopia prima di infrangersi?
Non c’è risposta certa a questo dilemma. Solo vivendo si può scoprire la verità.
Ero indeciso su come intitolare questo post. Se “Cambio di Programma” (come mi direbbe la mente razionale) o “Un Passo Indietro” (come invece sente la mia mente emotiva).
Ad Agosto non andrò più a vivere a casa di Paolo.
E’ una decisione che ho preso in seguito ad una serie di impressioni recenti.
Una parte di me lo sapeva già, ma nonostante questa cupa consapevolezza continuavo a sperare.
Credevo che questi 5 mesi (da Marzo a Luglio) sarebbero bastati a Paolo per riuscire ad accogliermi a casa sua.
Mi sbagliavo.
Ancora manca la biblioteca (il falegname ha parlato di 6 mesi prima di finirla) e una stanza rimane quindi incompleta e disordinata. Gli scatoloni ancora chiusi segnano l’evidenza di questa precarietà.
Non riesce ancora a sentire quella casa come qualcosa di definitivo, o definito.
In tutto quel caos non c’è spazio per me, per le mie cose. Almeno non ancora.
Non lo ha detto in maniera così chiara, ma sento che è così.
Ha accettato la mia decisione quasi con sollievo.
Il suo “Grazie” ferisce un po’, ma il suo “Ti voglio bene… davvero!” è ciò che lenisce.
Voglio riuscire ad accettare questa nuova amara verità con leggerezza.
Sento l’infrangersi dei miei scenari futuri, le mie fantasie sulla nostra prossima convivenza, ma non voglio abbattermi.
Forse se avrò pazienza la mia utopia si avvererà, se avrò la forza di resistere alle disillusioni.
Ancora una volta tocca a me essere quello forte. Ancora una volta tocca a me rinunciare a qualcosa per permettere alla nostra storia di perdurare.
Intanto creo nuove aspettative.
Una nuova casa. Una stanza singola questa volta. Per la prima volta in vita mia.
Uno spazio che sia solo mio, uno spazio che non ho mai avuto.
Forse mi farà bene in fondo. Poi se tornassi a vivere con Milena sarebbe perfetto!
Accettare l’inevitabile con un sorriso. Questo vorrei essere capace di fare.
Anche se, ad essere sinceri, il pensiero di sbattermi di nuovo per la ricerca di una casa e per l’ennesimo trasloco non mi mette addosso una grande energia.
Ma forse anche quella un giorno arriverà.
Fortuna che questo weekend Mari, Micky e Manu mi hanno permesso di sorridere spesso. Grazie a tutti voi!

