31 luglio 2008

Buone Vacanze, G. (... e chissà... forse... Buona Vita)

Il Giocatore parte domani.
Per questa estate sono finiti i giochi.
Non ci vedremo prima della sua partenza.
Lui non ha tempo.
Un pò mi scoccia.
Ma... Amen!

Mi chiedo se a Settembre ci rivedremo davvero come ci siamo ripromessi.

A lavoro ormai scherziamo sempre sulla notte in cui ho fatto sesso con G. in presenza del gatto della mia collega.

Mi chiedo se è questo che sarà G. nel mio futuro.
Una storiella divertente da raccontare agli amici.

Già mi vedo fra qualche anno.
Una serata qualsiasi con amici qualsiasi.
Il discorso va a finire sul sesso.
Si ride.
Qualcuno racconta qualcosa.
Ed io...

"Io una volta ho fatto sesso con uno e in casa c'era il gatto che una mia collega mi aveva affidato per una settimana. E' stato lì a fissarci tutto il tempo e ogni tanto aveva degli scatti isterici e saltava sul letto come un indemoniato, scappando via subito. Mi sa che l'abbiamo traumatizzato!!"

Forse ho imparato a dare il giusto peso alle emozioni, io che così facilmente mi facevo coinvolgere da storielle da nulla.
O forse è solo una fase di temporaneo distacco dai sentimenti.
Non so.

Ma sapete che c'è?
Va davvero bene così!

Mi sento sereno.
Le cose con Paolo sono ancora complicate. Questo rimane.
Ma ho imparato ad accettare che solo il tempo può sbrogliare la matassa.
E non sarà il tempo dell'attesa.
Ma tempo per vivere.

Ci saranno altri giochi. Altre emozioni.
Forse arriveranno anche nuovi sentimenti.
Chi lo sa.

Non mi stacco ancora dall'idea che sia Paolo la persona con cui condividerò la mia vita.
Ma sono aperto all'idea di farmi stupire da ciò che accadrà.

23 luglio 2008

La Sua Voce

Il telefono squilla nel silenzio della casa vuota.
Dentro di me già so che è lui.
Non ci sentiamo da appena tre giorni, da quando cioè lui è partito per Parigi.
Eppure per chi come noi ormai ha fatto di quella telefonata giornaliera un'abitudine, ogni cambiamento provoca confusione.

Lo sento dalla sua voce.
Da ogni parola traspare dolcezza.
E' semplice.
Gli manco.
Come lui manca a me.

Sono saltati i nostri piani.
Non lo raggiungerò a Parigi.
Non è colpa sua. Non può più ospitarmi.
La sua voce è cupa mentre me lo dice.

Gli dico di non preoccuparsi.
Era un'idea nata così. Non c'era nessun programma.
Lui dice: "Lo so... ma mi dispiace..."
E sento che lo dice sinceramente.

Quasi mi propone di andare lo stesso e dormire in albergo.
Sa che non me lo posso permettere.
Così non me lo chiede.

Mi propone un fine settimana al mare a Settembre quando torna.
Gli rispondo semplicemente che gli voglio bene.
Lui capisce.
Capisce che io sento forte che lui mi cerca.
E questo basta per essere felici adesso.

Lo so.
Io e Paolo ci siamo lasciati da quasi quattro mesi.
Io sto avendo una storiella con un altro ragazzo.
Paolo è lontano e forse cerca anche lui di andare avanti.

So tutte queste cose.
Eppure questa sera mi sento felice.

21 luglio 2008

Ogni Bel Gioco Vuol Durar Poco

Il problema sta nel fatto che chi ha inventato questo detto non ha quantificato il "Poco".
Per me il Gioco con G. doveva finire già la prima sera, dopo la breve fase di "acchiapparello".
Al contrario ho l'impressione che lui ami questo Gioco, e tenda a rimandarne la conclusione.

Domenica sera.
Ore 21.
Sono in bus con mia sorella di ritorno da una rilassante giornata al mare.
Ricevo uno squillo da G.
Non ci sentivamo da venerdì, quando gli avevo chiesto di allentare la nostra "frequentazione" via messanger.
Avrei dovuto rispondere con uno squillo anche io.
Ma io non so giocare. Ormai si è capito.
Così gli scrivo un sms raccontandogli la mia giornata al mare.
Lui non risponde.

Torno a casa. Accendo messanger.
Lui è lì. Mi saluta e mi chiede della mia giornata al mare.
Segue una lunga fase di "Gioco", in cui lui mi fa capire che ha voglia di passare la notte con me, ma senza dirlo esplicitamente. Si aspetta di farla sembrare una mia richiesta.
Decido di giocare anche io.
Fingo di non capire. Voglio portarlo ad ammettere il suo desiderio.

Io: a te come è andato il weekend?
G.: week end al Classic io.....in barba allo studio
Io: eh eh! bravo! Così si fa!
G.: addirittura anche stasera ho voglia di uscire!!
Io: sei insaziabile! E che fai stasera?
G: un cavolo. non si trova nessuno
Io: ahahahahahah! Ottimo programma!
G: visto.....mica male
Io: quasi quasi ti invidio!
G: mi invidi?
Io: eh già! ;)


Credo che lui sperasse che io mi fossi sbagliato a scrivere e volessi dire: "quasi quasi ti invito!".
Continuo a fingere di non capire. Continuiamo a parlare della sua serata di ieri al Classic (discoteca di Rimini per chi non lo sa!) e lui inframezza al racconto domande ambigue.

G: te stasera che fai?
Io: penso nulla. La giornata al mare mi ha stancato. ancora devo cenare e farmi la doccia.


Parliamo un pò del mare, poi lui torna alla carica. Ed io cedo.

G: ah quindi sei stanco...mannaggia mmh ...mmh
Io: Avevi voglia di vederci stasera?


Lui non risponde. "Emette" una serie di emoticon strane. Non si capisce se è un no o un forse.

Io: Se ti va, puoi venire da me e passare la notte qui :) Non è una grande proposta lo so ma più di questo stasera non riesco
G: la proposta non è affatto male ma se sei Stanco non fà niente figurati


Segue l'ennesimo estenuante "tira e molla" pieno di complimenti reciproci, nel quale non si capisce più chi vuole fare cosa.
Che fatica riuscire ad ottenere un pò di sesso!
Alla fine lui sembra desistere (abitiamo alle parti opposte di Bologna e per arrivare da me ci voleva mezz'ora di autobus. Nel frattempo si sono fatte le 23 e 30!).
Mi stanco e gli dico di fare ciò che vuole e che non voglio insistere.
Appena dico così, lui cambia idea e decide di venire.
Qualcuno mi vuole spiegare le regole di questo Gioco???

G. arriva a casa mia intorno a mezzanotte.
Instancabile lui riprende subito a "giocare".
Come prima cosa mi racconta che al Classic la sera prima ha incontrato un ragazzo con cui si frequentava qualche settimana prima e che gli piace molto.
Mi racconta di averlo lasciato perchè non era ancora pronto per una storia seria, ma che ha paura di perderlo se lo allontana così.
Forse sarò diventato troppo malizioso, ma tutta sta discussione mi sembra un'astuta mossa per mettere le mani avanti e ricordarmi che fra di noi non c'è una "storia".
Altrimenti non mi racconterebbe delle emozioni procurategli da un altro.

Mi stanco di fare la parte di quello che "rischia" di innamorarsi.
Riprendo il Gioco anche io e con una scusa tiro fuori di nuovo il mio rapporto con Paolo.
Gli racconto che probabilmente la prima settimana di Agosto raggiungerò il mio quasi ex ragazzo per un weekend a Parigi.
Gli ricordo insomma che non sono certo io quello che rischia di "coinvolgersi troppo".

Poco dopo gli esplicito il fastidio che ho provato quando appunto lui mi aveva scritto giorni prima su messanger della sua paura che io cominciassi a provare "emozioni troppo profonde" per lui.
Lui ammette che il suo timore era infondato.
"Non fai altro che parlare di Paolo!"
Sorrido sotto i baffi.
Punto per me!

Segno un altro bel punto poco più avanti.
Lui mi chiede di vedere una foto di Paolo.
Con innocenza gliela faccio vedere, ma in fretta riconosco che stiamo ancora giocando.
Dice che non gli piace. Non lo trova bello come io avevo detto.
Capisco che è scattata la "competizione".
Vuole sentirsi dire che lui è più bello.
Gli rigiro la frittata.
"Quindi... pensi che io sia più bello di Paolo!"
Messo alle strette deve farmi un complimento, anche se poi smorza con una battutta.

Ovviamente fra un match e l'altro abbiamo fatto sesso fino alle tre e mezzo di notte.
E' stata un'altro momento di dolce e allegra spensieratezza.
Lui alle tre e mezzo decide di tornare a casa, perchè non riesce a dormire in casa altrui.
Ma tu guarda se uno deve farsi tanta strada in piena notte solo per un pò di "sesso".
Sarà vero che tira più un ..... che un carro di buoi???

Comunque... morale della favola.
Gioco o non Gioco, dopo questa notte torno ad essere più sereno.
Mi sembra abbiamo chiarito il nostro "rapporto", senza rischi di fraintendimenti ulteriori.
Almeno così spero.
Ho bisogno che G. sia per me una boccata d'aria, una ventata di leggerezza.
Così deve essere.

19 luglio 2008

Fiume di Emozioni

Ho bisogno di buttare giù un pò di emozioni totalmente (o apparentemente) slegate fra di loro.
Così. Di getto. Come arrivano.

Ho detto addio a Simone.
Ho rivestito per l'ultima volta la parte del cazzone senza pensieri.

Per l'ultima volta appoggiato alla vetrina della banca in via degli orefici ho detto:
"Io... ho come l'impressione di sorvolare la vita, schivando scelte difficili e responsabilità.
Io mi distraggo. E guardo altrove.
Dimentico sempre le cose che ho da fare, gli impegni che ho già preso.
Anche il mio cuore è distratto.
Dimentico ogni volta chi ho amato, e chi ero io mentre amavo!
Ma ora smetto... giuro... smetto di pensare!
Io sono un tipo che pensa poco, parla troppo e ride tanto.
Così con il frastuono prodotto da tutte le mie risate copro ogni singolo cattivo pensiero."

Vorrei trattenere in me un pò di Simone.
Guardare alla vita con maggior leggerezza.

Fare "teatro" è stato bellissimo.
Mi è servito molto per sbloccarmi un pò, e per distrarmi dai "cattivi pensieri".
Penso che il prossimo autunno forse mi tornerà voglia di "recitare".

Credevo che il "gioco" con G. fosse concluso.
Che ormai le carte fossero scoperte.
Pensavo che conoscere G. sarebbe stato esaltante come la prima notte.

Mi illudevo.
Il gioco continua.
Non ci siamo più rivisti, ma siamo in contatto "via msn".
Ho una conoscenza virtuale con un ragazzo che vive nella mia stessa città!
Assurdo.

Dice che vuole vedermi ma che purtroppo deve studiare.
Poi passiamo ore a chiacchierare in chat.
Mi dice che esce e fa tardi quasi tutte le sere.
Ma non doveva studiare?

Allora penso che non è vero che vuole vedermi.
Ma se provo a sganciarmi lui si chiede perchè non ho voglia di chattare con lui!

Un giorno mi dice che io sono ancora legato a Paolo, e che lui è venuto a letto con me consapevole già che il mio cuore era "altrove".
Il giorno dopo mi dice che teme che io possa innamorarmi di lui e che questo non deve succedere.
ARGH!!!

Maledetti giochi!
Maledetto acchiapparello!

Cercavo leggerezza.
Mi sembra invece di fare enorme fatica.
Duro un altro pò, giusto per vedere se ci scappa un'altra serata.
Poi mollo.
Amen.

Da ieri ho in custodia Byron, il gatto di una mia collega di lavoro che è andata in ferie.
Saremo compagni di stanza per una settimana.
Puzzerò di cacca di gatto.
Mi sa che la "seduzione" va a farsi benedire! Eh eh!
Però Byron è simpatico e mi sembra ci siamo "piaciuti" subito.
Visto che le mie coinquiline sono già andate via, un pò di compagnia questa settimana ci voleva proprio!

Mi manca Paolo.
Lo so. Lo so.
E' via da appena una settimana.
Ma è il pensiero che non ci vedremo per un mese e mezzo a rendermi malinconico.
Ogni estate è così, e le prime settimane sono quelle più difficili.

Quest'anno dovrei starci più male (o meno?), perchè non stiamo insieme.
In realtà la sensazione che provo è identica a quella dell'estate scorsa e di quella prima ancora.

In un certo senso continuo a sentirmi il suo ragazzo, pur essendo stato a letto con un altro.
Andrà mai via questa sensazione?
Voglio davvero che se ne vada questa sensazione?

15 luglio 2008

Quando si smette di giocare...

Credevo di stare ancora giocando.
Lo credevo davvero.

Seduzione. Corteggiamento. Inseguimento.
Primo appuntamento.

Scelta su come scrivere un sms.
Scelta del locale dove andare.
Scelta del vestito da mettersi.

Tutto ancora parte del gioco.

Poi all'improvviso G. (lo sconosciuto dagli occhi azzurri) mi ha sorpreso.
Nel più semplice dei modi.
E' stato spontaneo.

Ci siamo visti alle 21 di sera.
Ci siamo salutati alle 6 del mattino.
Nove ore senza mai smettere di parlare e fare l'amore.
A volte alternando le due cose. A volte facendole insieme.

Non abbiamo dormito neanche 5 minuti quella notte.
Ma nessuno dei due si sentiva minimamente stanco.
Notti come quella te le ricordi per sempre.

Devo essere onesto.
Frammenti di Paolo si sono conficcati come scheggie impazzite in quella notte.
Non si può dimenticare un amore come il nostro, neanche per nove semplici ore.

Ma sono stato bene.
Come non succedeva da tempo.
G. sembrava sapere esattamente cosa volevo sentirmi dire.
Tutto è stato perfetto.

E poi?

Poi l'alba.
"Senza girarci troppo intorno, cosa succederà adesso, Alessandro?" mi ha chiesto.
"Ho voglia di vederti ancora, ma nessuno dei due è ancora pronto per una nuova storia seria."
Io con il mio amore finito male.
Lui con il suo.

Sembra siamo fatti apposta per essere l'uno vicino all'altro in un momento di crisi.

Ma è solo questo?

Vorrei essere sicuro di non correre il rischio di innamorarmi.
Non me lo posso permettere ancora.
Vorrei essere sicuro che lui voglia davvero rimanere così distaccato.

Oggi su msn... parlando di Paolo... G. mi ha scritto:
"..cmq il tuo cuore è da un altra parte...
...ma non preoccuparti lo sapevo già...ancora prima di venire a letto con te..
ero ben coscente di questa cosa..
..e la rispetto"


Mi si è stretto il cuore nel leggere le sue parole.
Non so bene perchè.

Intanto ieri ho dovuto fare una delle cose più difficili.
Ieri ho detto a Paolo della mia notte con G.

Ferire Paolo.
Non esisteva modo per evitarlo.
Allora perchè fa così male?
Perchè questo senso di colpa?

Una notte passata con G.
La notte seguente con Paolo.

Come sono arrivato a questo punto?
Come fa la vita a spingerti in situazioni che mai avresti immaginato nel tuo futuro?

09 luglio 2008

Chi Vince, Chi Perde

Da bambino non amavo molto giocare ad "acchiapparello".
Crescendo ho scoperto che può anche essere un gioco molto divertente.

Domenica pomeriggio.
Casa di B. (un mio amico).
Siamo in cinque.
Io, il mio amico B., il suo ragazzo L., C. (lo sfigato) e G. (sconosciuto dagli occhi azzurri).
Non mi accorgo neanche quando succede, ma all'improvviso siamo già lì immersi nel gioco.

B., il mio amico, decide di non giocare.
Sembra voler dire: "Io guardo soltanto!".
Ricordo che anche da bambini c'era sempre chi "guardava soltanto".

Sono ormai più di due anni che non gioco più a questo gioco, e sono un pò arruginito.
Due anni fa sono stato "acchiappato" e sono uscito dal gioco.
Ma mi sembrava di ricordare che una delle regole di questo gioco fosse che un ragazzo fidanzato non potesse inseguire nessun altro.
Forse mi sbagliavo.

Così lentamente L. (il ragazzo del mio amico) mi circonda (letteralmente, con il suo braccio).
Incomincia la mia impacciata fuga.
So di non dovermi fare prendere, ma non sono mai stato tanto bravo in questi giochi.
B. sembra distratto.
Possibile che non si accorga dell'irregolarità commessa da L.?

Intanto un altro movimento mi distrae.
C. (lo sfigato) comincia poco elegantemente ad inseguire G. (lo sconosciuto dagli occhi azzuri), ma quest'ultimo sa come si fa a schivare gli attacchi.
Quasi non mi accorgo che da quello sguardo nasce un nuovo gioco.

Anche io impercettibilmente comincio ad inseguire G..
O è lui ad inseguire me?
Il momento è un pò confuso.

Intanto L. mi è alle costole.
Le sue mani sono ovunque!
Non posso concentrarmi totalmente su G., perchè altrimenti rischio di perdere di vista i movimenti di L..

A quel punto arriva quella frase bisbigliata e imbarazzante.
L. la pronuncia mentre B. è a poca distanza da noi.
"Ti piace G.? Forse sei confuso perchè oggi troppe persone ti stanno corteggiando."
Fingo di non sentire e fuggo rapido.

Intanto il gioco fra me e G. si fa più confuso.
Non so più chi insegue chi.
Non ricordo più cosa succede se riesci ad "acchiappare" qualcuno.
Qual'è la mossa successiva?

C. nel frattempo arrabbiato smette di giocare e va via.
Mi ricorda quei bambini insopportabili che andavano via a metà del gioco, solo perchè si rendevano conto di non poter vincere.
C. non acchiapperà mai G.. Questo è chiaro.
Ma C. ha dimenticato che per divertirsi e ridere insieme non è necessario vincere.

Anche L. esce fuori dal gioco.
Ha infranto troppe regole.
Mi ricorda quei bambini che non si accontentavano di vincere solo di tanto in tanto.
Loro volevano vincere sempre, anche a costo di barare di nascosto.
Forse però in questa maniera non si riesce ad essere felici mai.

Così rimaniamo io e G.
Lui ha allegri occhi azzurri che mi promettono risate.
Rimaniamo fermi l'uno davanti all'altro, studiandoci.
Piccoli e leggeri movimenti ingannano la vista.
Nessuno si muove.
Il gioco finisce.

Non sono pronto per acchiappare nessuno.
Però il cuore batte forte lo stesso.

Io e G. siamo molto diversi.
E' stato solo un gioco.
Probabilmente rimarrà tale.

Però quando un gioco finisce (se è davvero finito quella sera), bisogna comunque decidere chi vince e chi perde.

Penso che C. abbia perso.
Non perchè non ha acchiappato G., ma perchè non ha saputo sorridere di fronte alla sconfitta.

Anche L. ha perso, a mio parere.
Non perchè non ha acchiappato me, ma perchè ha scordato che le regole sono state fatte per evitare che qualcuno si faccia male.

G. ha sicuramente vinto.
Non perchè è riuscito a non farsi catturare, ma perchè il sorriso che ha sempre dimostra che lui ha capito bene come si gioca.

Cosa dire di B.?
Lui in fondo non ha giocato.
Eppure sento che lui è un vincente, proprio perchè è rimasto coerente con le sue regole.

E io?
Ho perso? In fondo non ho trovato il coraggio per fare lo scatto finale e acchiappare G.
Codardia? Insicurezza? O semplicemente non sono ancora pronto?
Ho vinto? In realtà sono riuscito a non farmi catturare da L.

Sapete che c'è?
Forse non ha poi tutta questa importanza scoprire chi ha perso e chi ha vinto.
So di essermi divertito tanto.
Non so se questo rappresenti un inizio o una semplice dolce parentesi.

Speranzoso e curioso osservo cosa mi attende oltre questa allegra e bizzarra giornata.