Sono un po’ in arretrato con il blog.
Dopo i post “Fatti…” e “…altri fatti…” avrei voluto scrivere un post dal titolo “… e (infine) le Emozioni”. Ma erano altre le emozioni di cui volevo parlare allora, erano emozioni che parlavano della mia stanchezza, della noia che provo a volte quando conosco una persona nuova e mi devo presentare daccapo. Ma erano anche emozioni dettate molto dalla situazione, dal momento e dalle persone conosciute di recente. Solo che io allora non lo sapevo.
Queste emozioni rimangono vere, ma solo in parte. E forse troveranno anche loro il loro giusto spazio in questo blog, ma non oggi.
Oggi ci sono emozioni ben più urgenti che spingono per trasformarsi in parola scritta e restare eterne.
Non posso raccontare tutto ciò che è successo in quest’ultima settimana, perché impiegherei l’intera giornata. Racconterò solo una sera, questo sabato sera. Ma la racconterò con due voci, come due sono le anime che sento spaccarsi in me in questo momento.
Bella serata.
Paolo (non ho la pazienza per inventarmi uno pseudonimo adesso) mi ha invitato ad una cena da lui, una cena dove in effetti io rappresentavo il proverbiale “cavolo a merenda”. Eravamo in otto. Io, Paolo, un suo amico di vecchia data in città per pochi giorni, quattro compagni di coro di Paolo (coro di musica gotica) più il fidanzato di uno di questi. Insomma tutti grandi amici di Paolo, tranne io che lo conosco da una settimana scarsa.
Tra parentesi il corista fidanzato era il tipo che si era seduto accanto a me il giorno delle votazioni al Cassero, quello che io avevo avuto l’impressione ci provasse con me. Ricordo che MareInTempesta mi chiese di fare due chiacchiere fuori ed io gli dissi di no perchè aspettavo che tornasse (scusami, Mare!!!). Come ho fatto a non capirlo subito? E’ carino, mi guarda con insistenza, attacca bottone con la scusa del posto. Avrei dovuto immaginare subito che è fidanzato! Scordo sempre di essere una sorta di calamita per fidanzati. “E’ il mio dono. E’ la mia condanna” come direbbe qualche eroi dei fumetti.
Tornando alla serata, mi sono divertito parecchio. Di certo non sono stato un gran conversatore, come mio solito, ma abbiamo mangiato, abbiamo chiacchierato, abbiamo giocato a tabù. Ed è stato bello.
Erano tutti ragazzi molto gentili e simpatici, con un’età media sui 30 anni, molto più vicini alla mia generazione rispetto alla comitiva con cui esco di solito. Nessun scheccamento esagerato e niente volgarità. Nessuna esasperazione. Persone tranquille, più vicine forse alla mia indole rispetto al mio attuale gruppo. Ma il bello della mia vita a Bologna è proprio questo, la possibilità di vivere mille serate diverse, senza mai necessariamente precludermi nulla.
Serata orrenda.
Paolo non mi ha baciato. Neanche una volta, neanche di sfuggita alla fine o all’inizio. Non mi ha neanche accarezzato. Quasi non mi ha toccato per tutta la serata. Men che meno mi ha chiesto di rimanere a dormire da lui, come io speravo (lo so! Lo so! Domenica mattina lui si doveva alzare presto per andare con il suo amico in gita in bicicletta al delta del Po. E mi aveva anche invitato per andare anche io).
Mi sembra di fare le cose alla rovescia.
Giovedì ci siamo baciati.
Venerdì ci siamo accarezzati con le gambe di nascosto sotto al tavolo in trattoria.
Sabato ero uno fra gli altri.
Non capisco come collocarmi. Ero lì in mezzo ai suoi amici, ma non sono un suo amico.
Mi hanno chiesto da quanto conoscevo Paolo. Ho dovuto rispondere da una settimana. E loro hanno fatto un’espressione strana, misto di stupore e un po’ di malizia.
Ero lì in mezzo ai suoi amici, ma non sono un suo amico. Ancor meno il suo ragazzo.
Sono uno che sta frequentando?
Non lo so. Non lo capisco.
E poi sono stato zitto quasi tutta la serata come mio solito, dilettandomi come sempre in più rilassanti conversazioni a due con i vari invitati, piuttosto che partecipare alle discussioni di gruppo.
Che avrà pensato di me? Cosa si aspettava da me Paolo?
Cosa avrei dovuto fare o dire per piacergli? Cosa avrei dovuto essere?
Come se quella serata fosse una prova da superare. Prima la prova “cultura” con l’andata a teatro e la proposta di Dante. Poi la prova “bacio”. Poi la prova “conosci le mie amiche lesbiche e vediamo come ti comporti”. Poi ancora la prova “serata fra amici”. Presto (spero! Eh eh!) anche la prova “sesso”.
La forza di Paolo, ciò che mi prende tanto di lui, è che ha mille interessi, e di punto in bianco mi sta includendo totalmente nella sua vita. Mi conosce da una settimana e mi ha già programmato giorno per giorno tutta la prossima settimana. “Abbiamo da andare ad ascoltare Servanti che legge l’Inferno di Dante, poi c’è quella rassegna di film horror anni 70 che volevamo vedere, e poi se ti ricordi abbiamo ancora in sospeso il film senegalese di cui ti parlavo.”
E voleva che domenica andassi in bici con lui e il suo amico. E mi ha chiesto se a fine Aprile mi va di andare ad Istanbul con lui e un amico in comune (uno dei ragazzi di Fognano, che in un certo senso è il tramite grazie al quale ho conosciuto Paolo). E mi conosce da una settimana scarsa.
Finirà che la prossima settimana ci vedremo tutti i giorni, o quasi.
Vorrei essere capace di vivere ciò che mi sta succedendo con serenità, senza troppe aspettative, solo godendomi questi delicati momenti.
Ma poi c'è l'altra parte di me, quella che ancora cerca una strada da seguire, delle risposte. Quella parte di me che vorrebbe porre domande che è ancora presto porre.
Ma non voglio vedere i suoi occhi azzurri (ebbene si... non è biondo, ma almeno gli occhi azzurri li ha!) farsi confusi e seri, a causa delle mie insicurezze. Non voglio vederlo allontanarsi da me.
Che scritta così sembra strana. Non è per "amore" o per speciale coinvolgimento.
E' solo che non voglio bruciare i tempi.
E non so se ne sono capace.
19 marzo 2006
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3 commenti:
un uomo spezzato
è così che sei
scaccia via le insicurezze Icaro, te ne prego
PS: non sei la sola calamita per quelli fidanzati e magari anche un po' stronzi... ricordalo!
Concordo con mareintempesta,
non diviso in due non saresti tu.Lo so che ti auguri un giorno di poter conciliare in unica cosa entrambi le parti...ma chi sa forse devono solo poter convivere insieme.
ps1:un saluto a Fulvio anche se un pò in ritardo
ps2:per te, mi ha fatto sorridere leggere della prova bacio....sorridere con un pò di amarezza naturalmente.Solo a scriverlo mi sento male per l'assurdità della cosa.
Sermonti, non Servanti!
Bah...
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