12 ottobre 2006

Parole come un Peso sul Cuore

Che non scenda mai la sera.
Perchè è in quei momenti che le sue parole tornano a fare male.
Le sento come se fossero qualcosa di fisico che preme dall'alto sul cuore.
Così bisogna arrivare alla sera stanchissimi, e addormentarsi prima che la malinconia si faccia sentire.

Lui non riesce a capire se le sue resistenze a lasciarsi andare nel nostro rapporto dipendano da lui e da come è fatto, o più semplicemente dal fatto che non è innamorato di me.
Forse se accanto a lui ci fosse una persona diversa, lui avrebbe già messo da parte tutti i suoi meccanismi di difesa.
Forse.

Ed è quel forse a lasciarmi così... sospeso... fra l'essere o il non essere una coppia.
Stiamo insieme. Ancora.
Ma temo che questa storia stia per finire.
Eppure non posso neanche piangerne l'epilogo, perchè stiamo ancora insieme, perchè esiste quel dannato "forse".

Il suo treno in ritardo di un'ora.
"Tu eri lì, da un'ora ad aspettarmi. E mi hai accolto con un sorriso tutto gentile. Avrei voluto litigare con te per questo, ma non ne avevo motivo perchè tu eri così carino. E questo mi faceva ancora più rabbia!"
La sua rabbia verso la mia disponibilità mi spaventa. La rabbia senza senso implica una stanchezza verso di me.
Proprio adesso che io poco a poco mi accorgevo di essere innamorato di lui.

Avrei voluto piangere quella sera.
Se non davanti a lui, almeno con mia sorella e Milena, appena tornato a casa.
Non ho pianto. Non piango mai.

Ci siamo sentiti in questi giorni, come se nulla fosse accaduto.
Lui ha parlato di "normali problemi di coppia". Io non sono certo che sia così, ma non ho detto nulla. Non ho più voglia di dire nulla.
Lui ha annullato tutte le parole, le mie e le sue. Le parole belle che mi aveva detto fino a due settimane fa. Con un gesto distratto e crudele ha spazzato via tutto.
E mi ha lasciato solo con queste parole pesanti.

Poi mi ha detto: "Promettimi che non avrai paura. Non ho intenzione di lasciarti."
Buffo e assurdo.
Che senso ha continuare se ci sono tutti questi dubbi?
E come faccio io a non avere paura?

Poi ieri sera magicamente il peso sul cuore è scomparso.
Non me ne sono accorto subito. Ero lì, in discoteca con mia sorella, Mare e Anne, e non sentivo più dolore.
Per un pò ho cercato quel peso, come quando ci accorgiamo che una spina che ci faceva male è scomparsa, e con gusto morboso guardiamo per terra in cerca della causa del nostro passato tormento.
Ma io so che il mio peso non è scomparso, anche se non riesco più a trovarlo.
Non so perchè.

Forse dopo aver passato un'intera giornata a pensare a come sarebbe la mia vita senza di lui, mi sono accorto di avere abbastanza forza per affrontare tutto questo.
Forse credevo di essere innamorato più di quanto lo sia realmente, e per questo il dolore della perdita è scomparso in fretta.
O forse... forse dentro di me è rinata misteriosamente la speranza che ancora questa storia non sia giunta all'epilogo.

Forse ho cercato spiegazioni alle sue parole dure, e mi sono fatto coraggio.
Forse non è la storia più semplice di questo mondo, ma forse vale ancora la pena di lottare.
Non voglio questa storia "a tutti i costi", ma arrendermi adesso mi sembra un atto di codardia.
E poi sento di essere abbastanza "forte".

Così ci sono tutti i suoi "forse" e tutti miei.
Questo fine settimana lo passeremo insieme.
Voglio capire se riesco ancora a sentire di star bene con lui.
Non mi arrendo. Non ancora.

E adesso i ringraziamenti.

Grazie a Manu e Milly, che sono state l'abbraccio di cui avevo bisogno quando lo sconforto ha preso il sopravvento.
Grazie alla mia collega/amica croata, che mi ha ascoltato in questi giorni, non risparmiandomi il suo punto di vista, anche quando poteva far male.
Grazie a Mare e Anne, che non sapevano nulla del mio dolore (a meno che quella pettegola di mia sorella non abbia già spifferato tutto! Eh eh!), ma che sono stati il mio sorriso ieri notte.
Grazie ai miei colleghi di lavoro, a cui non ho raccontato molto, ma che hanno "sentito" il mio tormento e sono stati un luogo comodo dove riposare durante il giorno.
Grazie a mio padre e mia madre, che goffamente hanno cercato di darmi consigli su una storia che ancora non riescono del tutto ad accettare.
Grazie ai miei amici nisseni, che non sanno ancora nulla, ma pensare che loro mi starebbero vicino se mai questa storia dovesse finire mi ha dato coraggio.
Grazie a quel conoscente amico di Paolo, che mi ha detto una serie di banalità sui problemi di coppia, ma che era proprio ciò che dovevo sentire in quel momento.
Grazie anche al mio guru acido. Assurdamente ho pensato a lei quando ero così nervoso, da voler essere acido con tutti e tutto per sfogare un pò la mia frustrazione!
Grazie agli sconosciuti e alle loro vite che mi scorrono attorno, ridimensionando i miei "drammi personali" come parte di tante altre storie.

Oggi sono un pò più sereno.
Domani è storia ancora da narrare.

7 commenti:

Melina ha detto...

mah tu e Mare avete una strana dote: vi fate le menate più assurde quando siete felici, e quando siete tristi vi domandate perchè...Ale, ( cc: Mare) cerca di assaporare meglio le cose belle della vita, sempre, e mostrerai la parte più bella di te. A nessuno piace la malinconia... Riparti sempre, anche se non ti sei mai fermato. Piangi ma sorridi lo stesso...

Anonimo ha detto...

Sono contenta che va meglio, io sono qui lo sai.

E comunque...io non ho detto niente a Micky e Hanne.
Pettegola a me???
Da che pulpito!
TVB :)

Anonimo ha detto...

Ale, per qualsiasi cosa, fosse anche solo per un barattolino di verde acido io ci sono sempre e non ti abbandono mai...Grazie del grazie! Mi hai fatto quasi diventare fucsia....

mareintempesta ha detto...

La cara Green si dimentica che anche lei è fatta allo stesso identico modo...
Non sapevo nulla e mi sento una merda per non esserti stato vicino.
Non averti nemmeno chiesto: "come stai?"
Ti abbraccio forte

Icaro ha detto...

Caro Mare, tu mi sei stato vicino, proprio nel modo in cui avevo bisogno quella sera. Avevo bisogno di alleggerire il cuore, e tu, Manu e Anne me lo avete permesso.
Grazie.

Cara Green, forse hai ragione, forse dovrei imparare ad "essere felice", ma se mai ci riuscissi, lo farei per ME e certo non per piacere di più agli altri.
Chi mi ama, deve essere capace di prendere ogni parte di me, anche quella più cupa e autolesionista.

Cara Manu... lo sappiamo benissimo che sei una Patriarca potenziale e mai espressa del tutto!

mareintempesta ha detto...

Povera Manu... non mi aveva detto nulla!
Come va? Spero tutto bene!
Ti abbraccio

Ps: si scrive HANNE!!! :)

Anonimo ha detto...

Come promesso, ho letto...
Hai ragione ne ripaliamo a quattr'occhi...
Cmq..Non è Finita finchè non è finita e non basta ipotizzare la fine di una storia perchè automaticamente lo sia...fortunamente è tutto molto più complicato nei sentimenti!
Bacetti