Mi chiedo ogni tanto come creiamo le "regole", gli "imperativi", che seguiamo poi per tutta la vita.
Cosa ci spinge a comportarci sempre allo stesso modo con le persone, e creare poi gli stessi meccanismi di interazione?
Quanto volte mi sono sentito dire: "Con te proprio non ci si può arrabbiare"?
Mi rendo conto che più o meno incosciamente creo io questo sistema, rendendo vana e impossibile la rabbia di chi mi sta di fronte.
Me ne accorgo con i miei famigliari e con gli amici. Ma quello è scontato.
Ma ho l'impressione che lo stesso accada anche in contesti in cui non dovrebbe succedere, come nell'ambiente lavorativo.
E' da mesi che ho l'impressione di "sbagliare" a lavoro, di fare meno di quello che si aspettano da me, di non essere veramente tagliato a fare il "capo".
Come posso fare il "capo" se poi non riesco mai a rimproverare nessuno?
Mi aspetto da un momento all'altro che qualcuno mi riprenda, che mi dica "questa cosa non la devi fare così!".
Ma, nonostante l'atmosfera tesa a lavoro, nessuno parla. Mai nessuno mi dice niente.
Anzi sono sempre garbati e carini quando si rivolgono a me, anche quelli che di solito non lo sono con nessuno.
Anche oggi ho chiamato a lavoro, credendo di trovarli nervosi perchè ho attaccato quattro giorni di malattia a tre giorni di ferie, e invece inspiegabilmente mi hanno regalato un giorno di stare a casa in più!!!
Questo è un bene, giusto?
Ma se nessuno ti dice dove sbagli, come si impara a crescere?
Forse un giorno imparerò a gestire la rabbia altrui, il conflitto.
Ma non ne sono poi certo.
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2 commenti:
Mio dio davvero che contorsioniiiiii
si guarda, credo che batti tutti!
stai a casa qualche altro giorno a rifletterci su :)
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