
Solite raccomandazioni paterne prima della partenza.
"Mi raccomando. State attenti."
Quando le ascolti, valigie in mano, pronto a partire per Londra e a viverti un capodanno da sogno, quelle parole ti scivolano via come sabbia fra le dita.
Quando però ti ritrovi sperduto di notte da solo insieme a tua sorella e ad un tuo amico nel buio assoluto in mezzo alle campagne che circondano Londra, un pochetto le parole pronunciate da tuo padre ti tornano in mente.
E' così che comincia questo viaggio.
Io, Mare e mia sorella. A Londra.
Un taxi ci accompagna all'indirizzo segnato nella prenotazione dell'albergo.
Un tassista claudicante ci accompagna nel bel mezzo del nulla.
Due casette bianche identiche una di fianco all'altra. Buio pesto. Silenzio assoluto.
Il tassista se la ride sotto i baffi, ci consiglia di chiamare il numero dell'albergo e poi scompare.
Mia sorella prova a telefonare all'albergo, mentre cominciamo a bussare alla porta chiusa.
Dopo parecchio tempo compare alla finestra un uomo mezzo nudo che ci ripete anche lui di chiamare l'albergo.
Intanto dopo vari tentativi mia sorella riesce a parlare con qualcuno, che promette di mandare subito un autista (il nostro "driver"!) a prenderci.
Scopriamo così che il "vero" albergo si trova altrove.
Lunghi minuti di attesa al buio con le valigie in mano, mentre il freddo si fa sentire sempre di più.
Ridiamo. Sappiamo che in qualche modo da quella assurda situazione ne usciremo.
Lo speriamo almeno.
L'autista arriva.
La strada è lunga in mezzo a campagne desolate.
Sembra l'inizio di un film horror di serie B.
Immagino già la polizia che ritrova i nostri corpi, nascosti in qualche posto dimenticato da Dio.
Ma ecco che arriva la prima lezione di questo viaggio.
Bisogna stare attenti quando si va in terra straniera, ma mai farsi prendere dal panico.
Ecco che l'albergo spunta in fondo alla strada.
Siamo troppo stanchi per protestare.
E poco importa se i letti non sono molto puliti.
Non facciamo neanche troppo caso al fatto che nel cassetto del nostro armadio ci sono vestiti che qualcuno avrà dimenticato.
Troppo stanchi per tutto ci buttiamo a letto e ci addormentiamo, ancora non del tutto coscienti di essere davvero arrivati a Londra!
"Mi raccomando. State attenti."
Quando le ascolti, valigie in mano, pronto a partire per Londra e a viverti un capodanno da sogno, quelle parole ti scivolano via come sabbia fra le dita.
Quando però ti ritrovi sperduto di notte da solo insieme a tua sorella e ad un tuo amico nel buio assoluto in mezzo alle campagne che circondano Londra, un pochetto le parole pronunciate da tuo padre ti tornano in mente.
E' così che comincia questo viaggio.
Io, Mare e mia sorella. A Londra.
Un taxi ci accompagna all'indirizzo segnato nella prenotazione dell'albergo.
Un tassista claudicante ci accompagna nel bel mezzo del nulla.
Due casette bianche identiche una di fianco all'altra. Buio pesto. Silenzio assoluto.
Il tassista se la ride sotto i baffi, ci consiglia di chiamare il numero dell'albergo e poi scompare.
Mia sorella prova a telefonare all'albergo, mentre cominciamo a bussare alla porta chiusa.
Dopo parecchio tempo compare alla finestra un uomo mezzo nudo che ci ripete anche lui di chiamare l'albergo.
Intanto dopo vari tentativi mia sorella riesce a parlare con qualcuno, che promette di mandare subito un autista (il nostro "driver"!) a prenderci.
Scopriamo così che il "vero" albergo si trova altrove.
Lunghi minuti di attesa al buio con le valigie in mano, mentre il freddo si fa sentire sempre di più.
Ridiamo. Sappiamo che in qualche modo da quella assurda situazione ne usciremo.
Lo speriamo almeno.
L'autista arriva.
La strada è lunga in mezzo a campagne desolate.
Sembra l'inizio di un film horror di serie B.
Immagino già la polizia che ritrova i nostri corpi, nascosti in qualche posto dimenticato da Dio.
Ma ecco che arriva la prima lezione di questo viaggio.
Bisogna stare attenti quando si va in terra straniera, ma mai farsi prendere dal panico.
Ecco che l'albergo spunta in fondo alla strada.
Siamo troppo stanchi per protestare.
E poco importa se i letti non sono molto puliti.
Non facciamo neanche troppo caso al fatto che nel cassetto del nostro armadio ci sono vestiti che qualcuno avrà dimenticato.
Troppo stanchi per tutto ci buttiamo a letto e ci addormentiamo, ancora non del tutto coscienti di essere davvero arrivati a Londra!

3 commenti:
Mamma mia, che avventura!
Non ce la dimenticheremo mai!
TVB
ATTILIOOOOOO!
e l'altra parola topica? IL NULLA!
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