Temo che la storia con Paolo sia finita.
Ho riletto un post di un anno fa esatto. Si chiamava Parole come un Peso sul Cuore.
Scrivevo così:
"Che non scenda mai la sera.
Perchè è in quei momenti che le sue parole tornano a fare male.
Le sento come se fossero qualcosa di fisico che preme dall'alto sul cuore.
Così bisogna arrivare alla sera stanchissimi, e addormentarsi prima che la malinconia si faccia sentire.
Lui non riesce a capire se le sue resistenze a lasciarsi andare nel nostro rapporto dipendano da lui e da come è fatto, o più semplicemente dal fatto che non è innamorato di me.
Forse se accanto a lui ci fosse una persona diversa, lui avrebbe già messo da parte tutti i suoi meccanismi di difesa.
Forse.
Ed è quel forse a lasciarmi così... sospeso... fra l'essere o il non essere una coppia.Stiamo insieme. Ancora.
Ma temo che questa storia stia per finire.
Eppure non posso neanche piangerne l'epilogo, perchè stiamo ancora insieme, perchè esiste quel dannato "forse"."
E' strano.
Potrei ricopiare le stesse parole in questo post e non sarebbe una bugia.
Questo fatto mi dà la speranza che anche questa volta ci sarà un futuro insieme con Paolo, nonostante come mi sento in questo momento.
Questo fatto però mi fa anche riflettere sul fatto che in un anno non sembra che abbiamo fatto grandi passi avanti, se i suoi dubbi sono ancora gli stessi.
Paolo non prova attrazione fisica per me.
Così ha detto.
Il sesso fra noi nell'ultimo mese è stato un disastro.
Vorrei credere alle sue parole.
Tutto sarebbe più semplice.
Ma non gli credo.
Credo che lui abbia un problema forte a lasciarsi andare nella coppia ( e di conseguenza nel sesso).
Credo che dire di non essere innamorato di me, di non essere attratto da me, lo protegga dalle sue paure.
Ma, dannazione!, visto che credo questo, non riesco a lasciarlo andare. Non riesco a dirmi che è finita. Non riesco a mollare la presa e rassegnarmi.
Non so.
Credevo ci fossimo lasciati davvero, questa volta.
Abbiamo anche messo in scena il Rituale dell'Addio.
Io che vado via da casa sua e gli chiedo se devo portare con me tutta la mia roba.
Lui non risponde, perchè non riesce a dirmi di si. Piange.
Non avevo mai visto Paolo piangere.
Io che raccolgo le mie cose sparse, mentre il corpo si fa più debole e ogni oggetto che raccolgo sempre più pesante. Lui pulisce nervosamente una sedia, perchè non riesce a star fermo a guardarmi mentre vado via.
Mi fermo. Stravolto. Lui mi abbraccia forte e mi chiede di rimanere così in silenzio. Abbracciati.
Per la prima volta il contatto del suo corpo mi risulta estraneo e fastidioso. Ma non mi stacco da lui.
Sulla soglia vedo lo zerbino che gli regalai il Natale scorso. Gli chiedo di non buttarlo via.
"Non ci stiamo lasciando, Ale. E voglio che tieni anche le chiavi di casa mia."
Anche ieri sera al telefono mi ha ripetuto la stessa cosa.
"Non ci siamo lasciati. E' solo un altro dei nostri momenti di crisi. Sicuramente più forte di altri."
Eppure io sento la fine vicina.
Troppi pensieri si affollano.
Fare di tutto per non perderlo. Fare di tutto per lasciarlo libero.
Il mio desiderio più grande è quello di trovare la forza per inventarci un modo per rimanere l'uno nella vita dell'altro, anche se ci dovessimo lasciare.
So che è difficile/impossibile.
Me lo ripetono tutti.
Io che ancora adesso quando lo sento mi dimentico di non chiamarlo più "Amore".
Eppure mi è sempre piaciuto rompere gli schemi, stupire i luoghi comuni.
Forse un modo per rimanere vicini non esiste per due che sono stati insieme.
Allora ci toccherà inventare qualcosa che non esiste.
Ma prima di tutto questo, rimane ancora la domanda.
Io e Paolo stiamo ancora insieme oppure no?
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5 commenti:
sarebbe stupido commentare, anche se in parte penso di capire paolo, ti dico solo che ti sono vicino. un abbraccio
Poterti abbracciare e coccolare è stato per me importantissimo, ma mi sento impotente.
C'è chi sa dire meglio di me quello che ho provato domenica e che continuo a provare:
"Guardavo le sue mani che stuzzicavano insolenti una rosa finta
ed era così dolce il modo in cui
nascondeva l'imbarazzo
mentre parlava e sorrideva ironicamente
delle proprie sventure, teneva gli occhi bassi.
Guardavo le sue mani che si intrecciavano
tra i ricami di una tovaglia
riuscivo a stento a trattenere la voglia
di afferrarle e di aggredire il suo dolore."
Carmen Consoli "14 Luglio"
TVB!
Ciao era da un pò che non aprivo le pagine del tuo blog,m'imbatto in questo post e mi chiedo quasi se sia giusto che io commenti questo scritto così sofferto e personale..spero che lo accetterai comunque.
Perchè ci tenevo a dirti che mi dispiace, perchè quello che tu dici sono cose che chi ha vissuto certe situazioni sa quanto possano essere dolorose e quanto "male di vivere" portano (ricordi?era solo un modo per rubarti un sorriso, scusa l'irriverenza). E' l'inizio della fine? da quel che dici forse. O forse no perchè dopo un anno possono sopraggiungere crisi più o meno eclatanti. Ma io non so cosa sia successo e non posso dir niente. Ti dico solo che torna sempre il sole, anche se adesso tutto sembra nero, anche se adesso ti sembra impossibile. Lui farà ancora parte della tua vita nel caso fosse finita? Sempre. Perchè se due persone si sono stimate possono non vedersi più, sapere niente o quasi delle vite reciroche ma si portano dentro..e adesso sembra impossibile ma sorriderai anche pensando a voi!Ti auguro tutto il bene di questo mondo, qualsiasi forma esso prenderà in questo momento. E ti sono vicina. Un forte abbraccio
Sappi che ho ordinato apposta per te un bastimento pieno pieno di silos di verde acido...Ho pensato che ti potessero tornare utili...
Comunque ho già detto a Micky che sono molto dispiaciuta, davvero tanto...PER PAOLO!
Un grosso grasso bacio greco
a presto Mel
Eh eh! Melina!
Mi servirebbe proprio un bastimento di acidume, visto che (purtroppo o per fortuna) non c'è rabbia in questo finale (?) di storia. Tutto sarebbe più semplice. Forse.
Mari...
grazie davvero tante per le tue parole. Non crearti alcuno scrupolo a scrivere sul mio blog. Tu sei più che benvenuta.
Capisco bene cosa vuoi dire, e so che hai ragione, ma purtroppo non mi basta.
Ho bisogno che Paolo rimanga concretamnte nella mia vita, e non solo il suo ricordo.
Non so se ne sarò capace, ma spiego tutto meglio nel prossimo post.
Manu.
Volevi farmi piangere di nuovo???
Grazie, sorellina.
E' stato molto intenso e confortante condividere con te quei bruttissimi momenti.
Micky.
Se davvero, capisci cosa prova Paolo, ti auguro di non fare mai gli sbagli che, a mio parere, sta commettendo lui.
Un abbraccio a tutti!
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