20 novembre 2005

Sempre più simile a me stesso

Le vere amicizie come i grandi amori sono segnati dal mutamento.
Nascono, crescono, evolvono, cambiano forma. A volte muoiono.
Forse bisogna accettare semplicemente che le cose stanno così. Si osserva un qualcosa che è fatto in un certo modo, e, anche se non ci piace, si accetta. Perchè probabilmente forzarlo oltre la sua natura ne rende vano l'utilizzo.
Un sacchetto di plastica di un brutto colore celeste, ad esempio (non casuale). Potrebbe non piacermi, ma è fatto così.
Potrei dipingerlo, cambiandone il colore, potrei addirittura tentare di modificarne la forma, ma finirei per non usarlo più per paura di rovinarlo.
Non mi piace sentirmi giudicato da chi dovrebbe conoscermi bene.
Lo so. E' comprensibile. Per chi non segue più la mia vita passo per passo, è facile scambiare per "confusione" o "euforia" quello che in realtà è una graduale maturazione interiore, lo sperimentarsi di una personalità ancora vergine per tanti versi.
La vita è crudele e sadica, perchè impone alle cose di cambiare.
La vita è generosa e comprensiva, perchè permette alle cose di cambiare.
E' vero. Da quando sono arrivato a Bologna sono cambiato, ma senza per questo essere diverso da chi ero prima. Ho imparato a divertirmi un pò di più, a permettermi di vivere ogni tanto con più "leggerezza", ma non mi sento per questo solo uno sprovveduto che viene abbagliato dalle luci di nuove e sconosciute possibilità. Questa non è solo una "fase" della mia vita che sto attraversando, per poi tornare ad "essere quello che ero".
Non voglio permettere mai più a nessuno di farmi sentire diverso da me stesso, soprattutto adesso che mi accorgo di essere sempre più simile alle reale immagine di me.
Forse qualcuno non capirà. Forse sarò io fallace nel farmi comprendere.
Tentare di cambiare le cose sarebbe fatica sprecata. Semplicemente certe cose (non tutte!) sono fatte in un certo modo, e a noi non rimane altro che accettarle.

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