22 novembre 2005

In Lenta Ascesa

Questa mattina ho incrociato per strada un uomo che camminava lento.
Sembrava una figura al rallentatore tanto era lento il suo avanzare.
Faceva un passo dietro l'altro, seguendo attentamente con lo sguardo il flusso del suo incedere.
Intorno a lui la folla correva rapida e distratta.
Ma lui non se ne curava.
Camminava lento.

In questi ultimi giorni mi sento anche io così.
Mi sembra di essere adagiato in tensione sul carrello delle montagne russe in lenta ma inesorabile ascesa verso la cima della struttura, consapevole che da lì a poco tutto riprenderà a scorrere velocissimo, ma incapace di fare qualsiasi cosa per impedirlo.
Questo fine settimana la mia vita prenderà una svolta... ancora una volta!
Cambiare lavoro, cambiare abitudini, cambiare i volti di tutti i giorni.
Un anno e mezzo fa scelsi di cambiare per evolvere.
Adesso ho solo voglia di costruire nuovi equilibri, ma ancora non ci riesco.
Questa settimana scorre lenta in attesa.
Non ho voglia di uscire, nè di vedere gente.
Mondo, questa settimana prendimi così.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissimo Ale,
che bello questo tuo blog...
Ogni tanto, dall'ufficio, stacco il cervello, apro la pagina internet e mi siedo ad ascoltarti...
Ricordo una mail nella quale mi raccontavi la sensazione di sederci sul letto dopo una settimana di cose e di raccontarci delle cose... questo blog un po' mi rimanda alla stessa sensazione...
Prima o poi sono certo che lo faremo dal vero!!!!
Un bacio ed un abbraccio

mareintempesta ha detto...

...lascia che anche il tuo cervello scorra lento, come tutto intorno a te...
respira a fondo e non pensare...
VIVI
e gli equilibri arriveranno da sè

Icaro ha detto...

Fulvio!!!
Mi fa piacere che in un modo o in un altro il nostro contatto esista sempre.
Però in questo modo tu sai di me, ma a me rimane di sapere di te!
Appena le acque della mia vita si saranno calmate un pò, dobbiamo organizzarci seriamente.
O tu a Bologna, o io a Torino!
Un abbraccio stretto!

Diavoletto, purtroppo in questi giorni mi sento come "sospeso", "in pausa", e di VIVERE non se ne parla, ma non è una cattiva sensazione in fondo.
Forse ogni tanto è anche rigenerante.
E poi tanto dura poco, lo so.
La cima delle montagne russe è già in vista!