23 gennaio 2007

Uno Sguardo Indietro

So che è ormai tardi per "tirare le fila" dell'anno passato, ma mi è mancato il tempo per ogni cosa.
Così scriverò solo adesso di questo 2006 da non dimenticare.

Il 2006 è iniziato con un semplice sguardo.
Ho incrociato gli occhi di un angelo di carne, ma non ne ho assaggiato il sapore.
Così ho imparato che
"se incontri un angelo non avrai pace, ma febbre."

Tornato da quel viaggio, ho pensato e ripensato ai miei desideri, a ciò che volevo che entrasse nella mia vita e cosa no.
E intanto la vita scorreva, portandomi altre piccole delusioni, strascico ancora dei sentimenti non ricambiati che avevano segnato la fine del 2005.
Così compresi che
"forse la mente si offusca quando il cuore batte".

Fortuna che al mio fianco cominciava a farsi sentire una nuova amicizia, che mai avrei immaginato potesse diventare tanto intima.

Confuso e alquanto disilluso mi gettai così nella mischia, guardandomi in giro con leggerezza, come mai avevo fatto prima, solo per giocare.


Intanto qualcuno lontano soffriva di un dolore che mi restò negato.
Anche se lei non lesse mai le mie parole, rimasi sgomento di fronte alla notizia di un bimbo mai nato.

Continuavo a giocare, ma la noia cominciava a farsi sentire, per una vita che sapevo non appartenermi.
Poi improvvisa
è arrivata la Primavera, e tutto è cambiato.
Poche semplici parole hanno stravolto la mia vita.

"Buonanotte psi son contento di averti conosciuto"

Il tempo poi ha cambiato il suo scorrere.
Era fatto di momenti intensi, di domande inespresse e di spasmodiche attese in cerca
ancora di un'ultima alba, pur di rivederlo.

Nel abituarmi a lui e alla nostra nuova "condizione", ho guardato ancora una volta la mia vita, scoprendo le
lacerazioni che ancora la segnavano, decidendo ancora una volta di cambiare.

Scoprirsi davvero
"in relazione" con un altro essere umano per la prima volta è stato sconvolgente.
Quanti dubbi! Quante incertezze!
Intanto la storia cresceva, aumentando i ricordi, le parole e
le assenze.

Ho dovuto anche affrontare
i ritorni del passato, curioso di come sarei stato.
Di come lui sarebbe stato.

Inevitabilmente sono cominciati i primi litigi.
Così ho scoperto che a nulla serve
sospendere le parole, se prima o poi andranno dette.
Anche a rischio di farsi male.
Sono comiciati i litigi... e le riappacificazioni.

Con calma è arrivata l'estate, e con essa la vittoria ai mondiali.
Ma
mentre tutto il mondo intorno a me tratteneva il respiro, io mi preparavo alla nostra prima lunghissima distanza (i famosi "quaranta giorni").

L'estate significa lasciare Bologna. Significa ritrovare le amicizie di una vita, gli affetti familiari.
L'estate per la prima volta significò la distanza.
Ma ciò mi ha dato modo di pensare e capire.
Mi ha dato modo di scoprire che esistono
storie diverse che hanno lo stesso nome.

Ho anche scoperto che senza neanche accorgertene quaranta giorni diventano solo poco più di 24 ore.

L'estate passa e con essa quel periodo di totale idillio vissuto in Sardegna.
Si torna alla vita di tutti i giorni, e tornano i problemi.
Tornano le lunghe e pesanti giornate.

Intanto ho preso un'importante decisione.
Mi iscrivo alla scuole di specializzazione. Torno a studiare (e a fare) ciò che ho sempre amato, spezzando questo lungo periodo di inerzia che mi ha portato avanti senza progressi.
Intanto ricevo inaspettate gratifiche a lavoro e una piccola "promozione".
Così la mia vita muta di nuovo, scoprendo
nuovi ruoli e nuovi equilibri.


Fra una cosa e l'altra arriva Ottobre, quando Paolo mise a dura prova il nostro rapporto con parole che pesano sul cuore.
Allora credetti davvero che stesse arrivando la fine.
Ma compresi allora che con Paolo le cose spesso non sono come sembrano.
Imparai infine che per lui le parole non sono fatti.

Intanto la mia vita procede.
Qualcosa è cambiato dentro di me.
Poi basta una serata orrenda per capire che io non sono più quel ragazzo di due anni fa, appena sbarcato a Bologna con l'ansia e la voglia di uscire tutte le sere per conoscere sempre persone nuove.
All'improvviso mi rendo conto che quel tempo è finito, e che ho bisogno di nuovo di ritrovare me stesso, insieme alle persone care e familiari.

Ed è proprio il Natale a confermare questo mio bisogno, facendomi rendere conto di quanto io stia bene in questo momento con gli amici di una vita.

2006, dicevamo.
Duemila e sei.
La sinistra politica vince le elezioni.
L'Italia vince ai mondiali.
Almeno 5 dei miei amici più cari si fanno fidanzati.
Io mi faccio fidanzato (per la prima volta).
Abito con tre ragazze che adoro.
Viene riconosciuto il mio valore a lavoro.
Mi iscrivo ad una scuola di specializzazione.
Il mio ragazzo mi chiede di andare a vivere assieme.

DECISAMENTE un anno da non dimenticare.
E non solo per me.

Grazie, 2006!


3 commenti:

Anonimo ha detto...

prego!

mareintempesta ha detto...

che bel post! bentornato!

Anonimo ha detto...

Sotto a chi tocca...