E' da parecchi giorni che programmavo di pubblicare questo post.
Varie cose mi hanno tenuto lontano dal blog.
Ma è giunta infine l'ora.
Ancora su quel piccolo pensiero (in)felice.
Per l'ultima volta credo.
In questi giorni ho cercato di guardare la questione da più punti di vista.
Ho pensato e ripensato ad una via di fuga.
Ma per quanto ci giri attorno, il risultato è sempre lo stesso.
Una cosa chiamata con un altro nome rimane comunque la stessa cosa.
Quindi chiamerò le cose con il proprio nome.
Menzogna.
Lui mi ha mentito.
Senza malizia spero. Ma il risultato è lo stesso, inevitabilmente.
Quando dopo la Befana abbiamo ripreso il contatto interrotto, ricordo bene che, cercando di chiarirci, gli dissi più volte che non ricevevo più suoi sms da prima di Natale. Eppure lui nella chattata di quel famoso martedì sera diceva di essere convinto che io sapessi dell'appuntamento con il tipo della palestra, di cui mi aveva parlato (a quanto affermò almeno!) con un sms mandato dopo Natale. Era chiaro quindi che io non l'avessi mai ricevuto.
Mi ha mentito.
Oppure (se vogliamo essere meno drastici) ha trattato la questione con una certa "leggerezza". Adesso si tratta di capire perchè.
Qualche tempo fa ho parlato con un amico in chat di questa storia e lui mi ha detto molto semplicemente che "i rapporti nel mondo gay non durano molto, con la stessa fretta in cui conosce il tipo lo perdi di vista. Si era disinteressato per un pò poi cerca di non perdere un alternativa nel caso in cui non porta a termine l'altra relazione e cosi via."
Agghiacciante!
Forse vero.
Forse no.
Il mio amico non ha conosciuto Linus.
Io ho avuto modo di farmi almeno un'impressione vaga su di lui.
Il mio amico parlava per regole generali e stereotipate.
Io parlavo di Linus.
Io, che mi reputo un buon conoscitore dell'animo umano, non posso credere di aver sbagliato in maniera così netta il mio giudizio su questo ragazzo.
Ma forse la mente si offusca quando il cuore batte.
Forse la capacità di giudicare una persona viene resa vana dalle emozioni che si provano quando si sta bene con qualcuno. Anche (e forse sopratutto!) quando ciò avviene in chat.
Vorrei aver ragione.
Vorrei che Linus mi dia modo di ricredermi.
Eppure il tempo passa e non abbiamo mai chiarito.
Ci siamo incontrati un paio di volte su messanger, ma lui era sempre di fretta.
Sembrava arrabbiato.
Non ne capisco il motivo, visto che dovrei essere io a sentirmi imbrogliato.
E così un altro breve capitoletto del mio romanzo si chiude. Senza motivo.
Non ho sofferto molto questa volta.
Mi sono fermato in tempo.
Solo uno strano senso di vertigine (non saprei come meglio descriverlo) durato per qualche giorno.
Vorrei che i miei pensieri non si facessero cupi adesso.
Vorrei non cominciare a credere che troppo spesso i gay sembrano bambini capricciosi e viziati. Vorrei smettere di pensare che troppe possibilità creino confusione.
Perchè non ci accontentiamo di vivere un'emozione per volta?
Cosa spinge un ragazzo fidanzato ad infilarsi in una chat gay (una sauna, un disco, etc...) e conoscere altri ragazzi?
Cosa ci spinge a dubitare che possa davvero esistere la monogamia anche per gli omosessuali?
Ho appena finito di leggere "Cronaca di un disamore" di Ivan Cotroneo.
Penso che ne trascriverò qualche brano prossimamente in questo blog.
Ho rivisto "Brokeback Mountain" di Ang Lee.
Avrei voluto piangere come ha fatto mia sorella.
Qualche giorno fa ho chattato ancora con il tipo fidanzato della chat.
Mi ha detto che qualche notte fa mi ha sognato (sogno casto per fortuna!).
E non ci siamo mai visti di persona.
Vorrei spaccargli la faccia per la sua "confessione".
Vorrei prendermi a pugni da solo per aver continuato a flirtare con lui.
E ripenso al commento di "mareintempesta".
Scusa se non ti ho riposto prima, ma varie cose mi hanno tenuto lontano da internet.
"I "buoni della storia" si innamorano delle persone sbagliate, amano intensamente, soffrono in modo lancinante e alla fine ne escono pure sconfitti...Non sono alibi.E poco importa che tu ne abbia incontrato uno, due o centomila.Ad essere scorretti sono loro, e non tu (IO)..Tu sei solo alla ricerca di te stesso e della tua felicità... o anche soltanto di un briciolo di Amore."
E' davvero così semplice, amico mio?
Basta essere alla ricerca della felicità o dell'Amore per potersi permettere tutto, per poter giustificare ogni nostra azione?
Vorrei crederti. Davvero.
Vorrei credere che l'Amore vince sempre.
E il mio non è un giudizio sulla tua vita, ma sulla mia.
Perchè non posso dirti cosa è "giusto" o "sbagliato" in ciò che TU fai, perchè sei tu a viverlo.
Ma so cosa non vorrei ci fosse nella mia vita.
E' vero.
Sono loro ad essere scorretti.
Sono loro che ci cercano, loro che ci illudono, loro che poi si tirano indietro, loro che vivono emozioni a metà.
Noi invece siamo chiari, trasparenti, certi di ciò siamo disposti a vivere e a rischiare.
E in nome di questo, commettiamo (commetto) errori, che vanno poi compresi e giustificati.
Non viverlo come un giudizio sulle tue azioni. Davvero.
E' solo che ho bisogno di rimettermi in discussione.
Troppo tempo ho vissuto credendomi "irreprensibile".
Sarebbe semplice.
Aprire il messanger e cancellare uno ad uno tutti i miei contatti "sbagliati".
Andare in giro per locali e smettere di sorridere a chi non dovrei.
Accendere il cellulare e cancellare (una volta per tutte!) tutti i messaggi che ancora conservo gelosamente, quelli spediti dal mio LUI in grassetto. Anche l'ultimo dove mi chiede se sarei andato a Roma per la manifestazione sul Pacs.
Sarebbe semplice.
Eppure non lo faccio.
Scegliendo di commettere nuovi errori.
E' giusto?
E' sbagliato?
Non so.
Forse lo scoprirò grazie al mio prossimo Amore.
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6 commenti:
buonasera. passavo di qui, così mi fermo un attimo a salutare.
Ti invidio lo sai?
Vorrei anche io riuscire a riflettere così profondamente sulla mia vita e su di me.
Ma soprattutto vorrei avere la tua capacità di "leggere" le persone.
Forse questo ti fa star male certe volte, ma è una dote meravigliosa.
Metti sempre tutto te stesso anche se sai che soffrirai, non è da tutti.
E' giusto mettersi sempre in discussione ma non permettere a nessuno di renderti cupo, è contro la tua natura.
Sono qui...
Tvb
Ciao Andrea!
Ho visto che hai anche ripreso a scrivere nel tuo Blog. Era ora!
Lo sai, Manu?
Tu sei una delle persone che in assoluto io ammiro di più.
E sapere che ci sono cose di me che tu tieni in gran conto mi fa un effetto strano, come quando ti chiamano per ritirare un premio e tu ti guardi sbigottito dietro le tue spalle per assicurarti che non ci sia stato un malinteso, e che in realtà il premiato non sei tu ma qualcuno dietro di te.
Ti voglio un mondo di bene, piccola!
Io lo toglierei il FORSE dal titolo.
Anche se per esempio non mi capita che la mia "capacità di giudicare una persona venga resa vana dalle emozioni che provoquando sto bene con qualcuno", e aggiungerei PURTROPPO. Rimango (ahimè) in parte lucido nei giudizi.
In questi giorni, dopo aver letto il tuo post, mi sono fatto un esame di coscienza ed è proprio per questo che non ti ho scritto prima...
Solo ora mi rendo conto che anche io ho le mie colpe... io che cerco a tutti i costi un'emozione scambiandola per Felicità.
Ma cancellare nomi, contatti, messaggi non credo abbia senso... loro devono rimanere lì, come cicatrici che ci ricordino ogni giorno gli errori commessi (finalmente mi rendo conto che, come dici tu, alcuni erano errori) e il male che hanno prodotto le ferite ormai (più o meno) rimarginate.
Non so se tutto questo sia GIUSTO o SBAGLIATO, nè se lo siano gli "errori".
So soltanto che questa è VITA.
ps: a me Broleback Mountain non mi ha per niente fatto piangere... mi ha solo fatto incazzare... ho odiato Ennis dall'inizio alla fine!!!
Spero di non averti attaccato la "esamedicoscienzamania". E' una brutta malattia, credimi, e porta a frequenti e a volte inutili masturbazioni mentali. Eh eh!
Comunque sono d'accordo con te.
Il passato (contatti, sorrisi, sms, numeri di cellulare) non va cancellato, ma "riordinato".
Solo che la strada del "cancellare" è quella più semplice ed indolore, anche se non porta ad alcuna crescita.
Infatti so già che non la sceglierò, nonostante ogni tanto ne sia tentato.
Per cio che riguarda Brokeback... io non sono riuscito ad incazzarmi con Ennis, nonostante è sua la colpa di aver rovinato due vite (nonostante sia proprio Ennis ad accusare l'amato di avergli rovinato la sua).
Eppure riesco a comprendere la sua difficoltà, e il dolore che le sue scelte gli impongono.
Come la straziante storia di Davide e Simone nel "La Finestra di Fronte".
Anche lì la scelta di essere accettati socialmente crea la tragedia di un amore spezzato.
Eppure non tutti hanno il coraggio di affrontare il Giudizio della società. Non so neanche io se vivendo in quell'epoca e in quel mondo lo avrei avuto.
Non riesco a fargliene una colpa.
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