21 giugno 2006

Le Parole che erano rimaste in Sospeso

Infine le parole sono state dette.
Nel giorno più sbagliato.

Ieri stavo male. Avevo bisogno di lui, di un suo abbraccio.
Lui non c'è stato.
Troppo preso dai suoi mille impegni non è riuscito a trovare un spazio che fosse solo mio.
Ferendomi. Quando già stavo male per altri motivi.

Ero andato a casa sua per cercare un pò di serenità alla fine di una giornata di merda.
Ho trovato altro dolore.

E quando le parole in sospeso sono state dette, lui mi ha attaccato.
"Ho cercato di coinvolgerti mentre chiacchieravo con Giusi, ma tu avevi ormai deciso che saresti rimasto escluso."

Non avevo deciso nulla, Paolo. E non mi sono sentito escluso.
Semplicemente dopo 10 ore di lavoro immerso in un caldo bestiale e dopo aver litigato con una delle più care amiche che ho qui a Bologna, di fare conversazione casuale con la tua coinquilina non aveva alcuna voglia.
Ti sembra il caso di farmene una colpa?!
Sopratutto dopo che mi avevi promesso che mi avresti "coccolato un pò". E non l'hai fatto.

Hai Paura.
Dici che se pensi di passare quattro serate a settimana insieme a me, ti assale l'ansia.
L'equilibrio che hai trovato, l'unico possibile a quanto pare, è vedermi sempre insieme agli altri, ai tuoi amici o ai miei. Per fare qualcosa. Dando quel senso alla serata che altrimenti non avrebbe se fosse solo una serata dedicata a noi due.

"Federico e Matteo si vedono meno di noi."
Hai detto.
E allora?
Federico e Matteo stanno insieme da tanti anni. Avranno trovato il loro equilibrio.
E poi ci sono mille coppie diverse. Chi non si separa mai. Chi si vede solo nei weekend.
E allora???
Questa è la NOSTRA storia. Basta con tutti questi paragoni.

Io non ti ho mai chiesto di passare tutto il tuo tempo libero solo con me.
Non mi mettere in testa desideri che non ho.
Lo troverei un rapporto simbiotico, svilente e poco stimolante.
Ma DEVE esistere ogni tanto una serata che nasce, accade e muore come serata NOSTRA.
Non per caso. Ma per volontà.
Non perchè quella sera tutti i tuoi amici sono impegnati. Ma perchè hai voglia di dedicare una serata solo a Noi.

"Sei la persona con cui passo più tempo in assoluto."
Hai detto.
"Passiamo tanto tempo insieme, Paolo. Questo è vero.
Ma io sono sempre al tuo fianco e mai al centro della tua attenzione."

Mi hai chiesto di avere pazienza.
Mi hai detto che già così per te è una fatica.
Ma che senti che le cose si stanno muovendo.
"Non puoi aspettarti che io cambi cose di me che ho costruito negli anni in appena due mesi."

I mesi sono tre, Paolo.
E non ti chiedo di cambiare.
Mi sembra però che tu complichi troppo ogni cosa.

E' semplice.
Stavo male. Avevo bisogno di te.
Per una volta avresti potuto mettere da parte il resto. Ma non l'hai fatto.
Punto.

"Cosa avrei dovuto fare? Cosa avresti fatto tu al mio posto?"
Non ti ho risposto a queste domande, perchè la mia risposta non ti sarebbe piaciuta.
Paolo, a me non fa paura mettere te al primo posto, sopratutto quando stai male.
Che cosa c'è di tanto scandaloso in questo?
Dire alla tua coinquilina che io avevo bisogno di stare un pò con te perchè stavo male sarebbe stato così improponibile?

Ti voglio bene, Paolo.
E ho scelto te come mio ragazzo.
Ma non mi posso "accontentare".
Posso avere pazienza, questo si.
Perchè so che per te è difficile.
Ma tu devi imparare che ci sono momenti in cui devi mettere da parte le tue paure.
Ieri era uno di quei momenti. E te lo sei perso.

Rimedierai, lo so.
So che quando vuoi, sai essere premuoroso e pieno di attenzioni.
Ma non può essere sempre e solo "il giorno dopo".

Ti ho dato qualcosa su cui riflettere.
"Io ti raccontavo di ciò che mi era successo ieri, e tu continuavi a pulire la stanza, ascoltandomi, ma senza guardarmi. Sono piccoli gesti che hanno un grande significato, Paolo.
Tu mi ascoltavi, lo so. Ma a volte le persone hanno bisogno di essere accolti, più che ascoltati."
Ti ho visto entrare in crisi per questa semplice e piccola verità.
"Non ci ho mai pensato, ma adesso che me lo dici capisco che è vero."

Questa sera andremo al cinema con i tuoi amici.
Ti ho chiesto però di dedicarmi un pò di tempo perchè ho altro da dirti, dopo una notte insonne passata a ripensare alle tue parole e alle mie.

So che come al solito sarà complesso riuscire in queste semplici cose.
E' mai possibile che non riesco a trovare il tempo per parlare con il mio ragazzo se ho qualcosa da dirgli?

Ma è la storia che mi sono scelto.
Lui è il ragazzo che voglio al mio fianco.
Nonostante tutto quello che ho appena scritto.

Non sarà facile.
Ma sono pieno di fiducia.
In fondo sono solo tre mesi e di passi avanti ne abbiamo fatti.
I bei momenti passati a Torino sono veri anche se adesso non sono più dello stesso umore di Lunedì.
Racconterò del weekend appena trascorso.
Ma solo quando sarò dell'umore giusto per farlo.

2 commenti:

mareintempesta ha detto...

Condividere la vita con qualcun altro non è semplice, per nulla.
Lo dico per esperienza, io che sono fidanzato da 4 mesi appena e quindi in parte condivido le tue ansie.
Ci sono troppe cose del mio compagno che mi danno da riflettere, e spesso litighiamo (facendo per fortuna poi subito pace)...
Come hai ben detto:
"Ma è la storia che mi sono scelto.
Lui è il ragazzo che voglio al mio fianco.
Nonostante tutto quello che ho appena scritto.
Non sarà facile.
Ma sono pieno di fiducia."
Un abbraccio...
...pieno di fiducia.

Icaro ha detto...

Grazie, Mare.
Davvero.

Oggi va molto meglio.
Dopo la serata molto romantica di ieri.
Appena posso scrivo un post.