Ieri...
Alla festa del centro per disabili dove faccio volontariato c'era fra la folla un ragazzo dagli occhi azzurri che mi guardava.
Sarebbe mentire a me stesso affermare che la cosa non mi facesse piacere.
E' strano abituarsi all'idea di essere adesso fidanzato e pensare di smettere quel bizzarro gioco della seduzione.
Sono meno veri i miei sentimenti per Paolo se per un istante ho cercato un contatto visivo con uno sconosciuto?
Andando verso casa della mia collega per la cena, mi sono trovato ad un bivio.
Invece di raggiungere i miei colleghi mi è venuta voglia di bidonarli con una scusa qualsiasi e scappare a casa di Paolo, presentandomi così a sorpresa.
Ero fermo in Piazza Maggiore, indeciso se andare verso via Irnerio o dalla parte opposta, verso casa di Paolo.
Poi ho pensato a come lui avrebbe accolto la mia apparizione imprevista.
Dopo due sere passate insieme, forse una sera a casa da solo a studiare era quello di cui aveva bisogno per ristabilire i precari confini.
Andare da lui forse sarebbe stata un'invasione al suo bisogno di autonomia.
Solito eterno pendere fra la vicinanza e la distanza.
Sentirmi così non mi ha fatto bene.
Sapere che probabilmente per lui i miei impegni rappresentano una sorta di "boccata d'aria" mi fa ancora sentire "in più".
Mi chiedo quando questa sensazione passerà (se passerà).
Così la decisione è presa.
Raggiungo i miei colleghi per un fine serata pessimo.
Ero lì in mezzo ad amici, conoscenti e sconosciuti.
Rilassato, tranquillo e divertito.
Quando una battuta lanciata e rimangiata sui gay appesantisce il mio umore.
Non è la battuta in sè.
Scherzare sul mio orientamento sessuale non è mai stato un problema.
Ma è stato escludermi dalla battuta per imbarazzo ("Che figura di merda!") a ferirmi.
E quegli sguardi imbarazzati stile "Ma avrà sentito oppure no? Mamma mia! Speriamo di no!".
E' la conseguenza della "scelta" di non celare più a nessuno il mio "segreto" a portare poi a queste inevitabili conseguenze. Lo so.
Ma forse basterebbe tenere separato il mondo dei "colleghi di lavoro" e quello degli "amici". Non so.
Però la sera prima ho riso così tanto insieme a loro.
Forse fare una selezione.
Si vedrà.
Cattivi pensieri oggi.
E' la stanchezza che mi porto appresso a rendere tutto più cupo.
E questa estate che sembra non voler arrivare.
In questo momento ho solo voglia di rivedere Paolo e raccontare a lui i miei cattivi pensieri.
Sapendo che lui sa come farmi stare meglio.
Beh... direi che questo basta per smettere di avere cupi pensieri.
09 giugno 2006
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2 commenti:
cavoli... sei addirittura più pesante di me... solo che io scarico tutte le mie ansie su S... eheheheh!
Io ci sono sempre lo sai...sfogati pure su di me e pensa che l'estate è ormai alle porte!
TVB
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