08 aprile 2006

Ma lui esiste davvero?

Ho una sgradevole sensazione da quando sono tornato in Sicilia.
Ho l'impressione di aver fatto un salto indietro nel tempo.
Non so se c'entri Paolo... o meglio... c'entra sicuramente, ma in modo indiretto.
E' come se fossi tornato a rivestire i panni di me stesso di due anni fa.
Ragazzo della porta accanto. Timido. Etero. Sfigato.

Non so bene come spiegare.
Ho quasi paura che Paolo non esista. Ho paura di essermelo immaginato.

E la sua voce al telefono non basta a renderlo concreto.
Mi trovo qui, a casa mia, con i miei amici di sempre, i miei genitori, mio fratello.
Nulla sembra cambiato.
Ed è appunto quello il problema. Nulla è cambiato.

Ho voglia di parlare di Paolo.
Avrei mille cose da raccontare.
Dell'ultima notte ancora ho parlato solo con la mia collega.
Eppure sono state dette cose importanti.

Mia madre sa che sono fidanzato.
Ma ancora non ne abbiamo parlato.
I miei amici lo sanno, ma abbiamo nominato Paolo solo di striscio.
Forse è giusto così.
La nostra amicizia a quattro spesso non dà spazio alle individualità di ognuno, ma solo a ciò che abbiamo in comune. Eppure avevo voglia di condividere con loro le mie emozioni.
Più che parlare di Pasquina e Pasquetta avevo voglia di trasmettere loro tutta la mia felicità di questi giorni.
Ma non ci sono riuscito.
Abbiamo ancora parlato (ancora e ancora) di quello che è stato, del "periodo d'oro" della comitiva. Io avevo bisogno di parlare di ora. Di Me.

Ho desiderio di parlare di Paolo per essere sicuro che lui esista davvero, che ciò che sto vivendo non è parto di una delle mie solite fantasie ad occhi aperti. (Manu, Mare... voi che l'avete conosciuto... confermatemi che è tutto vero!)

Lui stasera mi ha chiamato.
Si è comprato il DVD di "Una Storia Vera" di Lynch.
Gli parlai di questo film quella domenica al picnic e a lui piacque la trama.
Questa sera mentre io ero in pizzeria con gli amici, lui era a casa dei suoi genitori e guardava un film da me consigliato.
Lui pensava a me.
E' la più stupida delle verità, ma ha il valore più grande.
Lui questa notte davanti quel film ha pensato a me, alle mie parole.


Lo so che è ingiusto dirlo, ma questa volta di scendere in Sicilia per dieci (luuuunghi) giorni non ne avevo la minima voglia.
A Bologna sono semplicemente un ragazzo che si sta innamorando.
In Sicilia torno ancora ad essere un ragazzo che cela un segreto (anche se ormai quasi tutti lo sanno!).
Anche la semplice parola "finocchio" suona in maniera diversa.
Uno dei miei amici (che sa!) ha detto "finocchio" e poi mi ha guardato silenziosamente complice, come a dire "Lo sai che sto scherzando, vero?".
A Bologna tutto scivola liscio, senza imbarazzi, senza verità celate, senza giustificazioni.

Sicuramente sto esagerando.
Il desiderio di vivere quello che sta accadendo fra me e Paolo mi rende insofferente a cose che di solito non mi davano fastidio.
Non so... non so....
Forse è bene concentrarmi sul presente, e non rovinarmi queste feste con l'attesa del mio ritorno a Bologna.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Schiocchino, certo che esiste, ti ho mandato anche delle foto.
Comunque ti capisco, quando scendo per me è lo stesso, sembra che lì il tempo si sia fermato e agli occhi degli altri sei sempre diverso.
Per me è normale cambiare un pò, crescere, mi stupisco invece che quasi tutti lì siano sempre uguali! Mma!
Resisti e approfittane per riposarti.
TVB!

mareintempesta ha detto...

Mio Dio come ti capisco... e anzi io ho la fortuna di stare giù insieme a persone che giù non stanno e che condividono le mie esperienze "da pazza".
Paolo esiste, me lo ricordo bene, e ricordo bene i vostri sguardi e le vostre effusioni di quella sera.
Gli stessi sguardi e le stesse effusioni che ti stanno aspettando, non avere ansia o fretta o paura.
Paolo è qui, e verrà nuovamente il tempo per lui.
Adesso inganna l'attesa con un tuffo nel passato... un tuffo vissuto non con insofferenza ma piuttosto con il sorriso di chi può permettersi di dire "io ora vivo davvero".
ti voglio bene

Icaro ha detto...

Grazie.

Forse avete ragione voi. Forse è pretendere troppo che gli altri si "adeguino" ai tuoi mutamenti.
Ma a volte pesa.
Sopratutto questa volta.

Ma oggi è successo qualcosa.
Cercavo qualcuno con cui parlare di quello che stavo provando, e mi sembrava di sbattere sempre contro dei muri.
Poi mi sono "ricordato" che io ho già in questo momento qualcuno con cui parlare.
Improvvisamente mi sono ricordato di non essere più "solo" (davvero solo non lo sono mai stato in realtà, ma credo capite ciò che voglio dire).
Oggi ho parlato con Paolo di ciò che in questi giorni mi fa sentire a disagio.
Lui mi ha ascoltato. Mi ha capito come se mi conoscesse davvero. Ha risposto ai miei dubbi.

Hai ragione, Mare.
Non devo dimostrarlo a nessuno.
Io ora vivo davvero.