28 settembre 2006

Il Capitalismo delle Faccende Personali

Oggi parlavo con un amico in messenger, e questa frase è nata all'interno di un lungo discorso.

Viviamo in un epoca bizzarra.
In tv ci propinano di continuo invasioni nella sfera personale altrui (il reality show ne è l'esempio massimo), ma nello stesso tempo viviamo al tempo dell'imperversante "legge sulla privacy".
La gente è impazzita.

Cosa c'è di tanto importante nel custodire gelosamente le proprie emozioni, le proprie storie, ciò di cui potremmo essere narratori in prima persona?
Perchè questa lotta continua in difesa dei propri "segreti"?
Le sensazioni forse perdono qualcosa nel divenire "storie condivise"?

Le persone si arrabbiano, graffiano, urlano, se scoprono che un amico ha tradito il "segreto".
Si sentono nude, sporche, indifese, se scoprono che qualcuno di nascosto sta parlando della loro vita.

Ed io che per tanti anni sono stato obbligato a celare un segreto, invidio e provo rabbia verso tutti coloro che con tanto accanimento portano avanti lo slogan "CHI SI FA I FATTI SUOI CAMPA CENT'ANNI!!!".

Ma questa chiusura verso gli altri, non porta forse verso l'isolamento?
Non viviamo già in un'epoca di profonde solitudini?
Che bisogno c'è di nuove barriere?

Io ascolto storie.
Io racconto storie.
Io invento storie.
In quest'epoca sono chiamato "pettegolo".
Altrove sarei stato uno storyteller, un bardo, un cantastorie.
Che sia nato nell'era sbagliata?

Comunismo, quindi, gente!
E non solo della proprietà privata.
Comunismo delle emozioni.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao bardo

mareintempesta ha detto...

MA VA' A CAGARE! PETTEGOLA

Manu ha detto...

Scusa Ale, mi avevi quasi convinto ma Micky mi ha fatto troppo ridere!!!!

Icaro ha detto...

Lo sapevo!!
CAPITALISTI!!!!

mareintempesta ha detto...

parrucchiera!