09 febbraio 2006

Anche se tu non leggerai mai queste parole...

La bambina di Maria è nata morta.

Mi sento svuotato, affranto, senza parole, spaurito, disorientato. Le mani mi tremano mentre le dita rincorrono i tasti, ma devo scrivere adesso perchè so che queste sensazioni sfuggiranno presto. E già domani tornerò a pensare che le stupidaggini della mia vita siano gli eventi più importanti dell'universo.
Perchè l'essere umano è una creatura dannatamente egoista, e pur di sopravvivere fa di tutto per allontanare emozioni così dannatamente forti da non poter essere gestite.

Io posso cercare di distrarmi, di allontanare il pensiero da una simile tragedia senza senso, ma lei non può. Lei adesso starà soffrendo un dolore che non solo non ho mai provato, ma che non riesco neanche lontanamente ad immaginare.

Cosa diamine si deve provare a portare in grembo una vita per nove mesi per poi guardarla spegnersi? Come si può trovare un senso a questo?!

E penso al sogno di una notte fa, quando sognai di partorire.
Il sogno più assurdo della mia vita, tanto che ne cercavo disperatamente un senso inconscio.
La concomitanza di quel sogno con il triste parto di Maria mi fa tornare a pensare che forse anime affini trovano un modo di comunicare anche se i loro corpi sono così distanti.

Vorrei essere lì con lei adesso. Vorrei che gli anni e la distanza non ci avessero reso "amici che si sentono di tanto in tanto". So di essere importante per lei, così come lei lo è sempre stata per me. Ma da quanto tempo non ci dimostriamo questo semplice e "scontato" dato di fatto?

Cazzo! Non ho mai neanche avuto il coraggio di dirle di essere gay! Eppure è una delle persone che mi conosce da più tempo.

Domani scendo a Caltanissetta, e pensavo che, se ero fortunato, lei avrebbe partorito proprio mentre ero in Sicilia. Immaginavo già di andarla a trovare in ospedale con un mazzo di fiori che mia madre mi avrebbe aiutato a scegliere, essendo io un totale incapace in questi casi. E avrei guardato la sua bimba. Avrei preso un pò in giro Paolo, chiedendogli se era sicuro di essere lui il padre. Mi sarei sentito così strano, ma felice, a guardare Maria e a pensare a lei come madre.

Invece dovrò trovare il coraggio di andare a casa sua, vederla piangere e trovarmi senza nessuna parola di conforto. Perchè il suo pianto cercherà un senso a tutto quel dolore, ed io ventottenne immaturo e straviziato dalla vita non avrò alcuna risposta.

Guardo questo Blog e mi sento così piccolo e stupido.
Io che sto a macerarmi perchè mi sento solo, senza un compagno. Mi rendo conto di non essere mai stato solo in realtà e neanche me ne accorgo.
Io che sono attorniato da persone che mi vogliono bene, io che ho avuto sempre una salute di ferro, io che ho avuto una vita da "miracolato".

Eppure poi mi crogiolo nelle piccole malinconie, quasi fosse un vezzo.
Maria adesso non può più permettersi di giocare con la vita. Proverà un dolore così devastante che nulla al mondo potrà mai cancellare fino alla fine dei suoi giorni.

E mi chiedo perchè. Cazzo! Perchè??
Perchè tanto dolore su una persona sola?
Non si può fare che ne prendiamo un pò per uno? Un pò più di dolore a me (quello vero intendo! Non quello da pseudo-adolescente alla prese con i primi turbamenti emotivi!) e un pò meno a lei.

Vorrei dirti che ti voglio bene, Maria, perchè forse mai te l'ho detto.
Anche se tu non leggerai mai queste parole.

Vorrei dirti che ti sono vicino questa notte, anche se tu non lo sai.
E poi... non rimangono più parole...

2 commenti:

mareintempesta ha detto...

un post come questo non si può, non si deve commentare.
se vorrai ti manderò un racconto che ho scritto qualche tempo fa, parla proprio di un bambino mai nato.

Icaro ha detto...

Molto volentieri.
Non sapevo che tu scrivessi racconti. Mi farebbe piacere leggere qualcosa di tuo.