Frankfurt am Main 01/01/06

Per evitare fastidiosi problemi di copyright, avverto subito che la frase del titolo di questo post non è mia, ma di Stefano Benni. Ho letto quella frase dal suo ultimo libro "Margherita Dolcevita".
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La mattina dormiamo fino a tardi.
Il pomeriggio decidiamo di andare allo zoo.
Così mentre Fastidio si lamenta del fatto che lo zoo a Francoforte chiude troppo presto (siamo arrivati alle 15:30 e ci hanno buttato fuori alle 17), io continuo a litigare con la Vita.
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Io: "Ma mi vuoi spiegare una volta per tutte perchè mi hai fatto incontrare quel tipo proprio gli ultimi istanti che eravamo al locale? Bastava anche che lui arrivasse appena cinque minuti prima!"
Vita: "Perchè? Cosa avresti fatto nel caso?"
Io: "Beh... sarei rimasto sicuramente di più invece di dovermene andare proprio mentre lui arrivava."
Vita: "Si, vabbè, e poi?"
Io: "Mah... che vuoi dire? Mi sarei avvicinato, o magari si avvicinava lui..."
Vita: "E quindi?"
Io: "Beh... forse si riusciva a comunicare un pò in inglese, e poi..."
Vita: "Solo parlare?"
Io: "Ma non lo so! Cosa vuoi da me? Sai come sono fatto. Io ho bisogno di avere il tempo di rendermi conto di cosa mi sta succedendo, prima di potermi lasciare andare."
Vita: "Ti riferisci forse a tutte le volte che io ti ho dato l'occasione per conoscere qualche ragazzo, e tu ti sei sempre lasciato scappare ogni cosa?"
Io: "Il tuo sarcasmo è davvero fuori luogo! Ti ho spiegato mille volte che io non sono tipo da "carpe diem", che dovresti qualche volta darmi il tempo di abituarmi all'idea, piuttosto che spingermi ad agire in fretta."
Vita: "Mi stai forse dicendo che se incontrassi ancora quel tipo questa sera, dopo aver avuto tutto il tempo per pensarci, faresti sesso con lui?"
Io: "Beh... si, perchè no? Che male ci sarebbe? Lui è davvero molto attraente e per qualche strano motivo guardava me. Perchè dovrei farmi sfuggire anche questa occasione?"
Vita: "Perchè sei un impedito, un insicuro e non ce la puoi fare, insomma! Se dico "l'infermiere di Aosta" non ti viene in mente nulla? E quello non era neanche uno sconosciuto! Figurati se tu saresti mai capace di fare sesso occasionale!"
Io: "Smettila! Credi di conoscermi bene, ma potrei stupirti.
Ma tanto è inutile stare qua a discutere. Francoforte è enorme e ci sono mille locali. La probabilità di incontrare ancora quel ragazzo sono praticamente nulle!"
La Vita non risponde, ma mi osserva divertita mentre io seguo i miei amici fuori dallo zoo.
Ha stampato sul volto uno strano sorriso ironico che non preannuncia nulla di buono.
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Ho voglia di vedere il Meno.
Siamo qua da due giorni e ancora non abbiamo mai visto il fiume che dà il nome alla città.
Fastidio ha fame, vuole un caffè, anzi vuole un espresso.
E' certo che sul Meno non ci saranno bar. Vuole passare dal centro.
Io ho già smesso di ascoltarlo. Per fortuna sono l'unico nel gruppo ad avere un buon senso dell'orientamento, così senza neanche più ribattere (all'inizio provavo a farlo ragionare, ma dopo due giorni così non ce la facevo più!) prendo la via che ci porterà al Meno.
Lui borbotta ma ci segue. Non saprebbe come tornare in albergo altrimenti.
Il Meno è fantastico. Adoro le città attraversate da un fiume.
Ripenso a Torino, e a tutti i ricordi che ho racchiusi in quella città.
(Fulvio, ti mando un abbraccio, se stai leggendo!)
Quanta strada ho percorso da allora!
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Si fa sera.
Fastidio decide che lui non esce perchè ha sonno e se fa di nuovo tardi poi non può affrontare il viaggio dell'indomani.
"Ma domani l'aereo l'abbiamo alle 16! Puoi dormire tutta la mattina!"
"Che dici?! Domani mattina devo fare le valigie. Mi ci vorranno almeno due ore!"
Il polacco si sente addosso un pò di febbre.
Così usciamo io, il mio amico e lo sfigato.
Raggiungiamo il quartiere gay e ci infiliamo in un pub a caso.
Non c'è molta gente, al massimo una dozzina di ragazzi.
Probabilmente molti sono in coma post capodanno.
Ci sono due ragazzi che parlottano vicino alla toilette, poi un uomo insieme a due transessuali di colore vicino alla slot machine, un ragazzo di spalle al bancone, due che sorseggiano una birra in un tavolino e poi un bel biondino circondato da tre vecchi (ipotizziamo sia un marchettaro).
Il mio amico si avvicina subito al bancone e ordina una birra per lui e una coca cola per me. Io e lo sfigato rimaniamo qualche istante lì in piedi, mentre la Vita si gode l'intera scena da un angolo.
Prima che il mio amico torni, il ragazzo di spalle al bancone si volta un attimo.
Io guardo lui e poi mi volto stupito verso la Vita. La trovo già che sghignazza!
Il mio amico torna con le bibite e ci sediamo ad un tavolino.
"Ragazzi, quello al bancone è il ragazzo che ho incontrato ieri all'uscita dalla discoteca!!!"
Loro l'osservano un attimo e fanno gli stronzi.
Il mio amico dice che non è il suo tipo, l'altro non commenta neppure.
Brutta cosa l'invidia!
Mi daranno soddisfazione solo il giorno dopo, ammettendo che era davvero un gran bel ragazzo.
Mi incitano ad andare, ma lui non mi ha neanche notato. Forse si è già scordato.
Si volta un'altra volta, e questa volta mi vede... e mi riconosce. Mi sorride.
Ma rimane lì.
In fondo ha ragione. Lui è da solo, mentre io in compagnia. E' logico che sia io quello ad avvicinarmi, ma non ce la posso fare.
Poi guardo la Vita che continua a sghignazzare e penso a tutte le volte che mi sono pentito di aver sciupato delle occasioni.
Così mi alzo e vado verso il bancone con la scusa di chiedere un'altra coca cola.
Ho le gambe che mi tremano.
Lui non smette di fissarmi, e la cosa non aiuta.
Lo saluto, e lui comincia a parlarmi in tedesco.
Gli spiego che sono italiano e parliamo in inglese.
Lui parla a bassa voce, lentamente.
Mi chiedo sempre se i ragazzi così attraenti lo sono di natura, o se i loro gesti, gli atteggiamenti siano costruiti ad hoc per colpire.
Fatto sta che quel suo parlare piano, quel suo sguardo fisso sul mio, quel suo sfiorarmi di tanto in tanto quasi per caso rendeva tutta la situazione tremendamente perfetta.
Scopro che è brasiliano (di nuovo?!?) e che anche lui è lì in vacanza.
Dopo un pò mi chiede se ho voglia di andare in camera sua insieme a lui.
Mi accorgo che la Vita ascolta attenta senza perdersi neanche una virgola.
Io rimango lì, impacciato, indeciso, tormentato.
Balbetto qualcosa in un inglese allucinante circa la mia difficoltà a far sesso con uno sconosciuto, ma (per fortuna!) lui non capisce nulla di ciò che sto tentando di spiegargli. Volevo che la terra si aprisse sotto i miei piedi e mi risucchiasse. Ma ovviamente non succede. Non ci sono mai terremoti o altri disastri naturali quando li chiedi!
Lo saluto con un veloce bacio sulla guancia (mentre mi avvicino al suo viso mi accorgo che lui si aspettava che volessi qualcosa di più, ed era già pronto! Idiota che sono!), e mi dirigo sconfitto verso il tavolo dei miei amici, con la testa che rimbomba delle risate a crepapelle della Vita. Con la coda dell'occhio la vedo contorcersi a terra dal troppo ridere.
I miei amici cercano di capire.
Lo sfigato pensa che abbia rifiutato l'invito perchè non mi fidavo del tipo e mi fa: "Ti capisco. Anche a me piace quel biondino, ad esempio, ma preferisco evitare di farci sesso, perchè siamo in un paese straniero e non sai mai se poterti fidare."
Io lo guardo compassionevole e mi viene di rispondergli: "Senti, brutto cesso, quel biondino non farebbe sesso con te neanche se lo pregassi! Figurati se sei tu che "preferisci" evitare di farci sesso!!!". Ma mi limito a spiegargli che il mio rifiuto ha motivazioni ben diverse.
Ci approcciano un paio di altri ragazzi, e per giunta il mio angelo continua a voltarsi di tanto in tanto e mi sorride. Mi chiedo cosa stia pensando di me.
"Ragazzi, giuro che al prossimo ragazzo che mi sorride in questo bar gli sferro un pugno in pancia!!!" sbotto esasperato ad un certo punto.
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Torniamo a casa, ed io passo tutta la notte a pensare a quegli occhi.
E a chiedermi come mai sono fatto in questa strana maniera.
Per tutta la notte la Vita non ha mai smesso di ridere.

1 commento:
così ti voglio...
acido al punto giusto, aggressivo e in lotta contro la Vita...
così ti voglio, o quasi...
la prossima volta dovrai essere tu a farti beffe della vita!
non essere così duro con te stesso, i cambiamenti avvengono poco per volta... pensa piuttosto in positivo, al fatto che due anni fa molte delle cose che hai fatto e/o ti sono accadute non te le saresti nemmeno sognate lontanamente...
NUOVO ANNO... NUOVA VITA...
un nuova vita che si prenda via via meno gioco di te ;)
un abbraccio
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